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Su di me

Rieccomi a scrivere a parlare un po’ di me, si perché papà ci ha lasciati nemmeno un mese fa e io faccio fatica ad affrontare ogni cosa con la dovuta serenità. Gli amici mi sono stati vicino è vero, ma vedere mia madre e mio fratello tristi di quel vuoto che non si può spiegare a parole mi fa male ogni giorno, è un travaglio la situazione economica vorrei abbandonare ogni impegno fregandomene e vivendo più dignitosamente, i problemi ci distraggono ma ci indeboliscono e io mi arrabbio con me stesso per non reagire come vorrei. Sono uscito con una ragazza domenica la sognavo da tanto quest’uscita, la conosco poco, ma da un po’ di mesi, poi forse complice il mio dramma mia ha invitato a passeggiare assieme sul lago. C’era freddo per essere aprile e io faticavo ad essere brillante a ridere e a fare ridere come mi riesce di consueto con papà nel cuore e in testa, e che da lassù tifava per me; forse lui ha manovrato l’incontro che aspettavo da tempo. Ma la realtà è come spesso accade impietosa, lei mi ha fatto i soliti discorsi sull’amicizia ecc ma io adesso come adesso non lo so se riesco a vederla e a non innamorarmi sono troppo fragile e ho paura di non avere difese nei confronti dell’illusione. Quando esco ho la testa altrove nei problemi quotidiani, nemmeno il calcio mi aiuta non riesco a seguire come quando papà era qui ed andavamo allo stadio assieme, gli abbiamo messo sui fiori, sulla bara un grande fiocco gialloblù per la passione che aveva e quando penso ai nostri pomeriggi sulle gradinate non riesco a non commuovermi. Ho rivisto un documentario su Gigi Meroni il grande giocatore del Torino scomparso negli anni 60, era il suo idolo era anch’egli figlio di un’era fatta di piccole cose e valori veri di uomini veri, uomini come i nostri padri magari conservatori ma pieni di vita dei veri campioni…

Mi manca come mi manca un punto di riferimento nella mia vita senza amore, dove non c’è un lavoro sicuro una situazione economica stabile, dove esci fai 11 al lavoro e pensi ho guadagnato talmente poco oggi che si e no che arrivo lo stesso a fine mese… eppure lottiamo per noi, per i nostri cari, noi figli di un tempo tiranno di emozioni noi ancora con un numerazione dall 1 al 11 con le scarpette nere che ci passavano i cugini noi che da bimbi avevamo un sogno e ci vedevamo a 30 anni con una famiglia che ahimè è sempre più dura da formare, ma la speranza c’è sempre e la vita non mi fa più paura perché lassù anche se dovessi morire c’è qualcuno che mi aspetta….

L'autore ha scritto 27 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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1 commento

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    Asterix -

    Bravo! Mi hai fatto uscire le lacrime agli occhi. Ma non solo per il ricordo commovente su tuo padre. Anche per tutte le altre cose che hai scritto. Sono un po’ più grande di te ma la penso come te.
    Se vuoi lasciami una mail. Mi piacerebbe scambiare due chiacchiere con una persona che oggi ha questi valori. Se ne trovano talmente poche che quelle poche non si vogliono perdere.
    Se ti va sono qui
    Ciao

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