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Spartaco

Ciao a tutti, scrivo per prendere coscenza forse, per sfogarmi e dire le cose che a nessuno in questi mesi ho potuto o voluto dire. Mio papà è morto, non è più qui ma io non l’ho ancora capito, mi sono cadute addosso tante cose che non sapevo, della mia famiglia, di me stesso, ancora adesso non è facile accettarle e migliorare quelle che si possono migliorare peché altre sono sempre state così e saranno sempre così, è successo tutto così in fretta. Mio papà non ci sarà più nella mia vita, non mi vedrà crescere, divenare uomo, sen’è andato così in silenzio, in 2 ore, io stavo lì fuori al PS e avevo una sensazione strana, brutta, di pericolo, ma non volevo seguirla, anche se anche da come mi guardavano quelli dell’ambulanza e un mio amico di turno al PS quella mattina mi attraersava un pensiero brutto, un po’ dalla loro facce stavo capendo che la situazione era grave. Papà sen’è andato così, senza potermi dire le sue ultime parole, visto che tra noi non c’era un grande rapporto, il bene quello tanto, ma eravamo tanto distanti. Mio padre non c’è più, ma la mia testa non lo metabolizza ancora, è successo così all’improvviso e così inaspettato. Non riesco nemmeno a ricordarlo a volte, prendo el sue foto e piango, quel padre che tanto era distante da me ora non sarà più su quel divano a guardare la tv, a cercare di non far vedere alla sua famiglia quanto stava male, ma io lo vorrei dinuovo li anche per un minuto per riabbracciarlo, per sentire uno dei suoi restii abbracci, per rivederlo qui e dirgli papà scusa se non ti ho mai capito, scusa se non sono cresciuto ma ti ho voglio sempre bene tanto papà. Durante i giorni la mia testa sembra quasi socrdarsi che è morto, sembra evitare il pensiero, come facevo spesso con altri problemi, a volte mi sembra di stare in una cappa, che mi separa dalla realtà, ci vorrà tempo socuramente, ma la mia testa spesso non si dà pace, perché mi sento colpevole di non sentire la sua mancanza, di non aver ancora capito davvero che mio padre non c’è più, che non sarà più lì a tavola a dirmi di andare a sedermi. Il mio essere insofferente questa volta non lo vorrò sentire, cercherò di essere più forte, perché mio papà si merita la mia crescita, anche se non potrà mai vederla. Ciao papà ti penso tanto, quanto sei stato grande nel soffrire nel silenzio per non dare peso alla famiglia, anche se io dentro di me avrei preferito sapere tante cose, per poterti aver capito prima, o semplicentemente per averti capito.

L'autore ha scritto 4 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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2 commenti a

Spartaco

  1. 1
    ragazzadolce -

    Ciao Spartaco..immagino che tu stia attraversando un periodo difficile della tua vita:hai perso prematuramente tuo padre.. e quest’episodio ti ha sconvolto a tal punto che la mente non vuole accettare la perdita. Spesso l’essere umano fa fatica ad accettare la morte di una persona cara.. inizia ad elaborare il lutto e svaga la tua mente!! In bocca al lupo Spartaco!

  2. 2
    Gabriele -

    Ciao Spartaco.

    Consigli da darti non ne ho, ma ti posso tranquillamente scrivere che la mancanza di tuo padre la senti e la lettera ne è una testimonianza.
    Il vostro rapporto non era d’amore e d’accordo, ma questo non ti deve in alcun modo colpevolizzare.
    Molto spesso ci si accorge delle persone, solo quando queste non ci sono più. E’ una triste realtà.

    Sarà un lungo periodo.

    Ciao

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