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Sovraffollamento carceri: vergogna italiana

E’ di ieri la notizia che il Capo dello Stato Napolitano ha ribadito l’emergenza sovraffollamento delle carceri. I detenuti superano di oltre 20.000 unità la capienza regolamentare delle carceri creando situazioni di vita inumane e degradanti per la dignità delle persone -seppur detenuti- e il Governo, come ha fatto per i rifiuti a Napoli, sta a guardare. Alfano, nel 2010 ideò un “piano carceri” per risolvere la situazione già allora preoccupante. Il piano era formato da “Quattro Pilastri”, eccone in sintesi:
1 – costruzione di 18 nuovi istituti per un totale di 21.000 posti
2 – assunzione di 2.000 nuovi agenti di Polizia Penitenziaria
3 – arresti domiciliari a chi ha da scontare solo un anno di residuo pena
4 – affidamento in prova ai servizi sociali per chi ha commesso reati con pene non superiori ai tre anni.
L’intera operazione costerebbe in totale 500.000.000 (cinquecento milioni di euro) già stanziati in Finanziaria e altri 100milioni di euro provenienti dal bilancio della Giustizia.
“Quella che ci accingiamo a compiere – ha commentato Alfano – è una missione che non ha precedenti nella storia della Repubblica, perché per la prima volta si vuole risolvere il problema del sovraffollamento carcerario senza dover ricorrere all’ennesima amnistia o a provvedimenti di indulto, ma volendo dare dignità a chi, comunque, deve scontare una pena detentiva”.

Questa dichiarazione risale al 13 gennaio 2010: più di un anno e mezzo fa. Ma la situazione non è mutata. Non mi pare siano state costruite nuove carceri, non mi pare che il Governo abbia introdotto la misura degli arresti domiciliari per chi ha un anno di pena residua e neppure è stato dato il via all’affidamento sociale per chi ha pene che non superano i tre anni. Insomma una presa in giro, come è nello stile dei nostri politicanti. Solo i Radicali e Pannella hanno sempre insistito su una risoluzione a tempi brevi del problema offrendo una amnistia che sfoltisca la mole dei processi pendenti e far sì che i magistrati lavorino più velocemente ai processi con persone detenute: un terzo degli oltre 60.000 detenuti è ANCORA IN ATTESA DI GIUDIZIO.
Una situazione che ci ha fatto anche condannare sia dall’UEE che da Amnesty International per “violazioni dei diritti umani” e facendoci sprofondare nella graduatoria dei Paesi con le peggiori carceri al mondo.

L'autore ha scritto 5 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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10 commenti

  1. 1
    Andrea -

    ma si dai, spendiamo 500 milioni di euro a spese di quei fessi dei contribuenti onesti per costruire dei miniappartamenti con TV plasma e condizionatore a ciascun ladro, truffatore o assassino. Come il carcere che c’è in Norvegia dove potrebbe essere rinchiuso quel poveretto che qualche giorno fa ha falciato tutta quella gentaglia. Lasciamo stare tutte le carceri già costruite, mai usate ed ora in stato di abbandono, anzi, demoliamole. Ormai sono vecchie, i poveretti all’interno potrebbero soffrire l’umidità. E poi ma sì, abboniamo a tutti gli ultimi anni di galera, anzi, aboliamo la galera! Tutti fuori !! PEACE AND LOVE! meno male che ci sono Pannella e Willysss

  2. 2
    Cronico -

    Hai ragione,per svuotare le carceri potremmo introdurre la pena di morte e lo sterminio sistematico di chi è accusato di mafia o di omicidio.
    scusami tanto,ma vi è mai saltato in testa che al 99,9999% chi va in galera se l’è meritato?e che dovremmo fare?già oggi le vittime di un reato non sono mai tutelate,ora poi dovremmo pure aiutare lor signori carcerati.
    ma fammi il piacere!!!che muoiano asfissiati nelle galere!

  3. 3
    Willysss -

    Ho letto i vostri commenti è mi ha fatto molto dispiacere sentire simili discorsi degni di una mentalità forcaiola e intollerante.
    Vorrei fare presente ad Andrea che i soldi per la costruzione delle carceri nuove ci sono già ma non vengono utilizzati. Ovviamente il Governo ha altri impegni più urgenti che risolvere il problema-carceri che, ti avverto, non riguarda solo “loro” ma anche noi: se per caso dalle carceri ci fossero delle epidemie dovute alle cattive condizioni igieniche e l’epidemia contagiasse i parenti i quali a loro volta contagiano altre persone vedi che il problema non sarebbe solo dei detenuti. Il carcere Norvegese riguarda la Norvegia e non fa testo per l’Italia. Allora ti posso dire che nelle carceri danesi c’è anche il telefono in cella. (ma quelli sono Paesi più civili del nostro..) Il problema è non tanto se si devono dare televisori al plasma o meno, ma il sovraffollamento che può creare situazioni di pericolosità non solo per i detenuti ma anche per le guardie. Inoltre, se uno va in galera, non è detto che sia sempre colpevole e ti ricordo che almeno 20.000 detenuti sono solo “imputati” e, quindi, “presunti innocenti” quindi almeno loro avrebbero diritto a una detenzione alternativa invece di stare fianco a fianco ad altri detenuti con ‘pene definitive’ che potrebbero essere pericolosi.

    PER CRONICO:
    ma come parli. Mi sembri un nazista della peggiore specie. Ti ricordo che l’Italia ha avuto molte moniti dall’Unione Europea per le condizioni degradanti in cui vivono i detenuti. SCRIVI: “scusami tanto,ma vi è mai saltato in testa che al 99,9999% chi va in galera se l’è meritato? “; non credo che ci sia una percentuale così alta di colpevolezza, al massimo un 80% non di più. E comunque il problema non è se il detenuto se lo è meritato o meno, ma le condizioni invivibili, che potrebbero esplodere come negli anni ’70 con le rivolte nelle carceri. Vuoi questo? Poi, si dice che la civiltà di un Paese si misura dal suo sistema penitenziario e noi, oggi, siamo il fanalino di coda per il trattamento carcerario: solo la Turchia è peggio di noi..! Ti ricordo poi che le persone che parlano come te, sono quelle che in genere in galera non ci sono mai state, vero? Ecco: prova a pensare se tu fossi in una cella di 3 metri x tre con altre 3 o 4 persone. Pensa se tu potessi vedere i tuoi famigliari una volta per un’ora alla settimana. Se dovessi stare steso sul letto 20 ore al giorno. Etc. Altro che giustizia. Qui non si tratta di far fare la bella vita ai detenuti ma di farli stare in un luogo che tuteli sì la società ma anche la dignità del detenuto: essere detenuto non significa non avere diritti e Pannella fa bene a evidenziare questo sconcio che ci fa vergognare davanti a tutta l’Europa.

  4. 4
    Stroligut -

    @ Wylliss:
    Comprendo perfettamente la tua amarezza e mi complimento vivamente per il tuo intervento. Hai ragione: la civiltà di un paese si misura anche dal modo in cui tratta i suoi detenuti, che in Italia (è bene ricordarlo) sono in gran parte persone in attesa di giudizio e quindi, fino a prova contraria, devono essere considerati innocenti.
    In ogni caso, anche quando si tratta di persone condannate in via definitiva, stiamo comunque parlando di esseri umani, di persone dotate di diritti e capaci di soffrire esattamente come noi.
    Commenti come quelli di Cronico mi fanno accapponare la pelle, ma ormai ho imparato che con certe persone non è assolutamente possibile ragionare. Auguro loro di incappare in un bell’errore giudiziario e di provare sulla propria pelle cosa significa essere rinchiusi in una cella di nove metri per tre in compagnia di altre dieci persone.

  5. 5
    Cronico -

    so solo che io e i miei familiari non andremo mai in galera perchè NON DELINQUEREMO MAI!
    faranno le rivolte nelle carceri come negli anni 70?si spara ad alzo zero sui detenuti.
    ma che stiamo scherzando?in ITalia se non lo sai per andare in galera e restarci devi commettere l’ira di Dio!e tu ci vieni a dire delle condizioni dei detenuti?sempre a preoccuparci dei colpevoli e mai delle vittime,ma un giorno questa storia finirà eh.oh si se finirà,la dovete smettere una volta per sempre,è per questo che come popolo siamo poco seri.si arresta un ladro e il giorno dopo è libero e non voglio aggiungere cose sistematiche ben più gravi.migliorare la condizione nelle carceri?ma che ti credi che fuori viviamo tutti con la bottiglia di champagne sulla tavola?è per colpa del buonismo tuo e di quelli della tua risma se oggi l’Italia è il bengodi dei criminali

  6. 6
    Stroligut -

    @ Cronico:
    “So solo che io e i miei familiari non andremo mai in galera perché non DELINQUEREMO mai !”
    Hai mai sentito parlare di errori giudiziari ? Strano perché la storia di questo paese ne è piena. Nessuno di noi può avere la certezza di non finire in galera, perché anche la polizia e i magistrati si possono sbagliare (oh se possono !). In ogni caso il problema è più generale e riguarda i diritti dei carcerati, che per quanto abbiano commesso un crimine restano comunque esseri umani e come tali possiedono alcuni diritti inalienabili, a meno che non vogliamo ritornare nell’Alto Medioevo. Ma forse è proprio questo che voi desiderate.
    Saluti.

  7. 7
    Willysss -

    Le carceri da sempre sono state considerate delle “discariche sociali” dove ci stanno i “cattivi” e fuori ci sono i “buoni”; le nuove carceri vengono costruite fuori città il più lontano possibile dalle “brave” persone, le quali, come Cronico, sono convinte che non ci entreranno mai perché non delinqueranno mai. Già..la pensava così anche Enzo Tortora accusato falsamente e rinchiuso per anni in carcere da innocente. Certo fu assolto ma gli anni in galera gli hanno lasciato in eredità un tumore per il quale è morto. Caro Cronico: io ho conosciuto tante persone che sono finite in carcere innocenti e hanno passato mesi e anche anni prima di dimostrare la propria innocenza perdendo il lavoro, la dignità, le amicizie. Tieni conto poi che la galera non fa soffrire solo chi la vive MA ANCHE I FAMIGLIARI: padri, madri, fratelli, mogli e figli. Cioè: devi moltiplicare le sofferenze ANCHE a tutte le persone che conosce il detenuto. Dici che per andare in galera e restarci devi commettere l’ira di Dio! Sbagliato. E di esempi mi pare che la cronaca ne porti tutti i giorni. Guarda che basta che un magistrato abbia un sospetto per arrestarti. Infatti si definisce “custodia cautelare” in quanto, per “cautela” il giudice PRIMA ti arresta e DOPO ti interroga e se si convince che sei innocente e hai bravi avvocati ti lascia libero. Ma intanto ti fai giorni di galera da innocente. DICI: sempre a preoccuparci dei colpevoli e mai delle vittime. Le vittinme vanno tutelate COSI COME ANCHE il “presunto” colpevole. Ricordati che la persona detenuta è innocente fino a sentenza definitiva e ciò comporta anni di attesa e farsi la galera in condizioni disumane.
    Concordo con stroligut quando dice:
    “in ogni caso, anche quando si tratta di persone condannate in via definitiva, stiamo comunque parlando di esseri umani, di persone dotate di diritti e capaci di soffrire esattamente come noi.”
    In questo sito trovi i commenti di Amnesty International sulle carceri:
    http://www.prodigio.it/articoli.asp?idarticolo=110
    Dove l’associazione boccia in toto il sistema carcerario italiano
    Potete anche controllare questo sito:
    http://www.repubblica.it/online/cronaca/carce/carce/carce.html

    Comunque una cosa è certa: il sistema carcerario italiano è ormai al collasso e siamo a 67.000 detenuti per una capienza regolamentare PER LEGGE di 43.000 detenuti. Ora: se le brave persone deovono rispettare la legge, e finiscono in carcere se non la rispettano, COSI DEVE FARE PURE LO STATO: rispettare le leggi che Lui stesso ha fatto e queste leggi prevedono che ogni detenuto ha diritto a una cella singola di 4 metri per 3 e invece come diceva STROLIGUT ci sono celle di 4 metri per 3 con anche 6 detenuti se va bene…Tanto che non possono neppure passeggiare in cella. Allora il detenuto pensa: “ma perchè lo Stato pretende che io rispetti la legge se poi lui nei miei confronti non la rispetta? Che esempio mi da?”

  8. 8
    Willysss -

    Vedo che nessuno osa fare più commenti. Già…ora siamo in estate e tutti a prendere il sole non immaginando come vivono in questo periodo i detenuti nelle celle sovraffollate: caldo insopportabile, umidità, rischi maggiori di infezioni o di parassiti, etc. Ma il Governo latita..

  9. 9
    Andrea -

    Tengo a precisare che con il mio commento non intendevo affermare che i detenuti vanno tenuti appositamente in condizione disumane. Intendevo dire che non ritengo sia corretto spendere cifre esorbitanti (indipendentemente da chi le abbia stanziate, e se queste siano già presenti o no) per risolvere un problema che innegabilmente c’è ma che sono più che convinto che potrebbe essere risolto con cifre molto inferiori, ad esempio mettendo in funzione tutte le carceri già costruite e mai utilizzate (più volte mostrate in televisione) e rimandando a casa loro tutti gli immigrati che vengono in Italia con la precisa intenzione di delinquere (e non venitemi a raccontare che sono tutti dei poveretti che sono costretti a delinquere, perchè se uno è costretto a rubrare perchè ha fame, non stupra, non uccide e non fa rapine nelle ville)

  10. 10
    Willysss -

    Ciao Andrea,
    effettivamente dieci anni fa lo Stato Italiano fece un accordo con telecom italia per 110 milioni di euro per la costruzione dei “braccialetti elettronici” per il controllo a distanza dei detenuti (come avviene normalmente in Francia, America e in altri Paesi); fu sperimentato a Napoli il primo braccialetto e il detenuto agli arresti domiciliari lo tagliò e scappò. Così lo Stato Italiano non proseguì l’esperimento e oggi ci sono migliaia di braccialetti elettronici inutilizzati (e già pagati) che permetterebbero ai detenuti di ottenere gli arresti domiciliari o l’affidamento con l’uso del braccialetto. Purtroppo le soluzioni più semplici non vengono portate avanti. E’ vero quello che dici: bastarebbe usare le carceri già costruite, ma come è successo per i braccialetti, le carceri che erano state costruite un decennio fa, oggi sono impraticabili e dovrebbero essere ristrutturate con costi elevatissimi. Il motivo per cui non furono mai aperte fu: la mancanza di agenti di custodia. Così le lasciarono all’abbandono…Tipico esempio di sperpero all’italiana. E, mentre decine di carceri sono vuote altre scoppiano. E’ vero amche che il 50% dei detenuti sono extracomunitari che però sono dentro per piccoli reati: spaccio di marjuana, piccoli furti, microcrminalità. Reati che potrebbero essere sanzionati con l’espulsione che, nella legge “Bossi-Fini” c’è ma non viene applicata…! Ci sono poi delinquenti che fanno parte della comunità europea a potrebbero essere estradati nel loro Paese a scontare la pena ma devono COMUNQUE aspettare la sentenza qua in Italia e un terzo dei detenuti è in attesa di giudizio…! Io penso che lo Stato Italiano non abbia in realtà tanto a cuore il problema sovraffolamento carceri e credo che si arriverà -come negli anni ’70- alle rivolte nelle carceri. Fu dopo tali rivolte che fu emanata la famosa Legge Gozzini che introduceva i benefici premiali per i detenuti. Oggi si sta pericolosamente speculando sulla pelle di persone che, seppur hanno sbagliato, hanno comunque il diritto di essere rieducate e reinserite. Con il sovraffollamento carcerario non è possibile nè l’una nè l’altra ipotesi…

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