Sono smarrita
Riferimento alla lettera:
Ho poco più di 40 anni e per necessità o carattere ho lavorato nella mia vita per essere migliore, sensibile,per mettermi in discussione, per cercare di essere una bella persona. Ho trovato pochi miei simili..ad oggi ho un paio di amiche con cui mi sento ma mi vedo poco per...
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Data di pubblicazione: 1 Settembre 2014
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Categorie: - Me Stesso
273 commenti
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“Ora fai il risentito perche ho espresso qualcosa che possa darti una lezione di vita, sig Maestro del nulla mischiato al niente. Si te lo riauguro, io non avro forse o sicuramente figli, ma tu che hai o li avrai , visto che a te la vita non ha insegnato umiltà e delicatezza, devi imparare tramite chi dici di amare e che secondo te verrà su secondo le tue leggi di vita sane”
Solo due parole: FAI SCHIFO.
“Poi scusa, guarda quanto sei ipocrita e ti sveli da solo, io tutto sommato ho augurato ad un figlio tuo, di trovare uno come te, un giorno in un suo momento di sfogo.”
Eh no, cara stronzetta, tu non hai augurato quello che hai scritto, ma tu hai augurato ai miei figli di trovare un qualcosa che tu reputi maligno e malvagio.
È ben diverso.
Quando si arriva anche solo ad augurare una cosa del genere verso a dei bambini, bisognerebbe fare solo una cosa verso se stessi: tirare l’acqua dello sciacquone del cesso.
Prova a riscrivere un’altra porcata del genere, prova a fare il tuo ennesimo parto anale (gli unici che ti vengono) e poi vedi che questo sito lo facciamo chiudere.
Stronza!!!
Ahia ahi ahi ahi…..ha scritto per 3 volte sesso nello stesso post….qua è ormai abbastanza chiaro quale sia il problema, la ragazza non tromba da una vita….Esse fidati fatti trombare e vedrai che ti sentirai meglio.
E continui.
Guarda facciamo una bella cosa; visto che credevi, per l’ennesima volta erroneamente, di aver dato a me una lezione di vita, ora sarò io, il 33enne immaturo a dare una lezione di vita a te, 43enne casta e pura che della vita ha capito tutto.
A personaggi come te bisogna dare la vera ed unica risposta intelligente che si possa dare: l’indifferenza.
Ovviamente si tratta di dare perle ai porci, ma tant’è.
Tu non ti mischi con la feccia, ed io non mi mischio con la fece. Quindi siamo pari.
Da adesso in poi potrai dirmi di tutto ed augurare le peggio cosa ai miei figli, tanto tu continuerai a fare la tua magra, magrissima e vuota vita.
Non ci si può aspettare nulla di più da gentaglia della tua specie.
Indifferenza totale.
Dici che questo è il TUO spazio. Questo non è il tuo spazio. Sei su un forum pubblico, aperto a tutti, non esistono spazi miei o tuoi.
E cerca di scrivere in italiano ed in modo più lineare, ignorante.
Tu non hai smarrito te stessa, ma hai smarrito il tuo cervello, semmai lo hai avuto anche solo per un minuto.
E ti ricordo che la magica carta del sesso te la sei giocata prima tu di me, oca che non sei altro.
Ti è andata male, così come ti è andata male la tua battutina sul mio nickname.
Hai dimenticato il tuo di nickname, il essere esse(tronza).
Sei vuoi giocare con le parole, con me ti andrà sempre male.
Il 21 settembre hai scritto il tuo primo post rivolto anche a me, e guarda un po’ cosa hai scritto: “Se fossi su un’isola deserta sola con uno come voi, sceglierei astinenza piuttosto che avere a che fare con stupidità/aggressivita/maleducazione”.
Il mio primo post che raccoglieva la carta del sesso che TU hai lanciato sul tavolo per più di una volta, risale al 24 settembre, ossia 3 giorni dopo.
Oca.
Addio serpe
M ma quindi tu sei il classico figlio di papà oppure sei stato molestato sessualmente dai tuoi genitori? Perché nel secondo caso mi dispiace molto per te e capisco anche la tua rabbia. Ma scaricarla su altre persone (e non suoi tuoi genitori) non ti ridarà indietro ciò che hai perduto.
Nel primo caso: se i tuoi figli diventano come te allora è meglio darli in affidamento.
“Nel primo caso: se i tuoi figli diventano come te allora è meglio darli in affidamento.”
No, anonimo.
E comunque sei un po’ smarrito anche tu, perché tu come primo caso hai riportato l’ipotesi che io sia un figlio di papà, e non quella di tirare in ballo, per l’ennesima volta, i miei figli.
Comunque non hai azzeccato nessuno dei 3 casi.
Ad ogni modo io sono uno dei tuoi tanti fratelli, ma tu questo non dovevi saperlo.
L’ipotesi di aver subito abusi sessuali da parte dei genitori, la lascio a chi magari le ha subite per davvero, perdendo la propria identità, diventando anonimo.
Bye bye anonimo veneziano.
M..io ho letto solo in parte le tue ultime risposte..Visto che tu e mrx mi suggerite di godere col sesso..vi accontento in parte, oggi godo di vedere quanto il 33enne risolto, non arrabbiato con la vita, sereno ecc ecc..abbia tirato fuori cio che non hai mai nascosto neppure ad un cieco. Gravi problemi psicologici e comportamentali. Tu hai rioffeso pesantemente oggi..con parole degne di uno scaricatore di porto…ma soprattutto di uno con turbe pischiche mai risolte, che se vogliono uscire e si nutrono di argomenti da persone che sanno interagire e cercando dialogo.
Tu hai un mostro dentro..di chissa quanta robaccia mai vista, che deve essere vomitata e non lo fai con gente come te..quella nn te lo permette, lo fai con chi come me, prima di rispondere per le rime, e nulla di ciò che io ho scritto a te, per violenza è paragonabile a quel che hai scritto a me. Chi vuole dialogare da input, e se l’altro invece vuole solo un vomitatoio con chi ha una personalità, trova pane per i suoi denti.
E’ chiaro, tu sei un irrisolto con demoni interiori mai elaborati e consapevolizzati..ed io scioccamente te li ho fatti venire tutti fuori. Ho errato all’inizio, avevo dalla prima domanda tua, sentore..ma pensavo che uno cosi gratuitamente potesse darsi una regolata.
E ancora te lo scrivo a caratteri cubitali….IO RIAUGURO A TUO FIGLIO/A UNO COME TE…L’HO PIU VOLTE RIBADITO MA A TE NON è PERVENUTO IL CERVELLO DALL’ALTO, UN ESSERE COME TE. SE TU SEI UNA BELLA PERSONA, GLI HO AUGURATO IL MEGLIO. SE TU SEI QUELLO CHE HAI SCRITTO TU MALVAGIO, AGGRESSIVO, LA FOTOGRAFIA L’HAI FATTA DI TE STESSO DA SOLO. SPERO CHE SE UN GIORNO LUI/LEI AVESSE UN MOMENTO DI SCONFORTO INCONTRASSE UNO COME TE, IDENTICO A TE.
PER ME SEI DANNOSO, VIOLENTO, IMMATURO, INSENSIBILE, POTREI DIRTI SCHIFOSO COME HAI DETTO TU A ME, MA è TROPPO GENERALIZZATO. IO VADO DRITTO ALLA META. TU SEI UN RANCOROSO, UN BARATRO EMOTIVO CHE CAMMINA, UNO CHE SI COSTRUISCE UN PERSONAGGIO RISOLTO E SAPIENTE,…
..PERSONA è COSI VUOTA E FRAGILE CHE SI FRANTUMA SOLO SOFFIANDOCI SOPRA. SEI UNO A CUI LA VITA NON INSEGNERà NULLA, ORMAI A 33 COSI MESSO MA DOVE VUOI IMPARARE E GENERERà ALTRI MOSTRI, SE EDUCATI CON TALI PARAMETRI E ALTERAZIONI DELLA REALTA.
Si, io auguro alla tua prole uno/o una come te. Ma stolto che non sei altro…devi deciderti, sei una bella persona allora RINGRAZIAMI PER L’AUGURIO.
Sei il demone di cui sopra? Prima ti avrei detto impara il rispetto se vuoi che qualcuno che ti sta a cuore, non abbia ciò che tu procuri agli altri. OGGI, non hai dopo tutto quel che hai tirato fuori, margine di comprensione, quindi augurati che incontrino persone come me, che prima di massacrare qualcuno, cercano dialogo. O augurati che non incontrino nessuno piuttosto di persone come te. Altrimenti l’augurio alla tua prole peggiore, glielo fai tu. Povera madre che condividera tale esperienza, e pure povera compagna..ha la mia solidarieta, sempre che non vi somigliate.
Visto che per te è normale ciò che hai detto..spero piu tu abbia una figlia femmina, e che tu sia presente o lei ti racconti un giorno ” sai papà, parlavo o mi sfogavo su un mio momento di difficoltà e un demente, un insensibile mentre gli chiedevo di non giudicare, di non puntare il dito, mi ha detto di andare a far sesso, di prendere il big bamboo ..che cosi mi passano i miei inesistenti problemi”. Si vorrei essere invisibile e vedere cosa le risponderai.
Ma lo so già, gli ipocriti malati irrisolti come te, faranno il ruolo del risentito. Sarai comprensiva perche si tratta di tua figlia e il demente in questione sarà condannato.
Tu ti assolvi oggi dalla tua pochezza e domani lui no.
Sul fatto di insegnare ai figli a trattar male le persone non realizzate e cose simili…se già lo hai beh,che Dio lo aiuti, perche il padre lo rovinerà, se non lo hai, e stai cosi messo..prego Dio, non te lo mandi proprio.Nulla di piu disumano potevi scrivere, come insegnamento verso il prossimo da…
l’indifferenza? Tu ti nutri di tutto ciò…io qui ho fatto un solo intervento..ed ancora non ho discusso con nessuno…non sono intervenuta nei confronti di altre lettere…ma se tu a quanto pare, sei facile allo scontro, confermi che sei nato per fare la sanguisuga, ti nutri degli altri perche di tuo non hai nulla.
Sul gioco di parole, china la testa, non ti sentire un grande..sii consapevole del tuo essere nulla mischiato al niente. Quindi bravo, sparisci..perche sei fumo, anzi cenere.
ed ora chiedo a voi…non riesco a trovare un amministratore, vorrei far presente la vicenda, pronta a prendermi osservazioni ma anche a segnalare soggetti cosi negativi, che di certo possono essere ignorati, che se vogliono pur se bannati, riscriversi con altri nick, visto che si nutrono di rabbia, ma un feedback lo si deve dare…
Se mi date dritte qualcuno di voi, “vecchio” del sito, ve ne sono grata.
rossana,
Tu hai mai avuto la sensazione di non farcela? Come hai utilizzato la tua sofferenza? Come stimolo, o come un peso che ti mandava sempre più giù?
Rossana,
tu hai fatto riferimento al caso in relazione alla comparsa di una persona che ti ha dato una mano, e ad uno stato di necessità nel quale versavi.
Ammettiamo che davvero sia stato il caso a farti incontrare quella persona, però non è stato tutto il risultato del caso quello che hai fatto successivamente.
Tu hai SCELTO di intraprendere un percorso. Ti sei messa in gioco ed hai tentato nuove vie.
E poi non sempre la necessità spinge a fare qualcosa.
Ci sono tante persone che, pur avendo bisogno di una mano, la rifiutano. Per esempio un tossicodipendente, un alcolizzato eccetera.
Tu hai deciso di raccogliere una realtà nuova e sconosciuta che casualmente ti si parava davanti, ma non c’è solo caso in questo.
Tu, in prima persona, hai scelto di cambiare.
Se così non fosse avresti potuto benissimo rifiutate.
Esse,
mi astengo anche soltanto dal pensare chi fra te e M. abbia più ragione o più torto. ho già provato, a modo mio, a mediare… certo è che hai carattere e che hai ben chiari i tuoi obiettivi di comunicazione!
secondo la mia esperienza, anche a seguito di segnalazione, non ci saranno interventi da parte degli amministratori del sito, che ha la sua originalità proprio nel fatto di essere raramente moderato. in ogni caso, se ci vuoi provare, in calce a ogni pagina c’è l’opzione “contattaci”.
dal mio punto di vista, però, sarebbe preferibile che entrambi vi fermaste qui!
M.,
con un figlio da crescere, se hai un MINIMO di responsabilità, NON c’è scelta: ti devi imporre di andare avanti, per lui, in qualsiasi modo possibile. questo dovresti poterlo capire (non mi aspetto che tu comprenda cosa significa sia per un uomo che per una donna crescere un figlio da soli). e… se non avessi trovato chi ha voluto e saputo aiutarmi, non ho idea di come saremmo finiti entrambi. se non fosse stato per lui, mi sarei di certo lasciata andare, rifiutando, come altri, l’aiuto.
se non si è pronti ad assumersi determinati carichi, non c’è santo che te ne possa dare la forza. ricordi Don Abbondio? affermava, più o meno, che il coraggio, se uno non ce l’ha, non se lo può dare… e mi sa che aveva ragione. nemmeno le forze, se non ci sono più, si possono riacquistare con la volontà.
il mio punto di vista, che già ho cercato di esprimere, è che, se Esse fosse stata spinta da vera necessità, anche soltanto di mettere qualcosa sotto i denti, si sarebbe, gioco forza, dovuta adattare di più. non che questo sia un bene in assoluto ma poteva venirsi a trovare in una situazione diversa. forse le sarebbe bastato incontrare per caso qualcuno che le prestasse un’attenzione umana (come un paio di volte è successo a me) per veder cambiare i propri orizzonti mentali. NON sono tutti tutti brutti e cattivi: nella massa qualcuno migliore di altri a volte compare, se non ti isoli.
la sensazione di non farcela l’ho avuta in modo più che marcato per almeno due o tre anni di fila; in seguito, poi, non è che sia mai scomparsa del tutto. la riacquistata sicurezza economica non è sufficiente a superare sensazioni di inadeguatezza emotiva.
Vorrei proprio sapere cosa dirà M a sua figlia quando a questa degli esseri spregevoli consiglieranno il big bamboo.
Ah ma questa parla pure di demoni…mi sa che una bigotta baciapile che va pure in chiesa la domenica….
Confermo. Gli amministratori non intervengono in seguito ad una segnalazione.
Molto tempo fa segnalai uno scritto di una persona che aveva scritto di voler “inculare tuo nonno (mio) con una pala” e anche lui, come anonimo veneziano, aveva tirato in ballo presunti abusi sessuali perpetrati con violenza dai mie nonni su di me, bambino.
Quindi per alcuni io avrei subito violenze sessuali dai anonimi, mentre per altri geni, dai genitori.
Mancano cugini, zii e fratelli e poi chiudiamo il cerchio.
Evidentemente sesso violento e bambini è un connubio che piace.
Non a me, lo trovo ributtante, soprattutto se usato come arma spuntata.
Per questo non considererò più gli scritti di anonimo che, in piena coerenza con il suo nickname, merita l’anonimato.
E poi piantatela di occuparvi dei bambini degli altri. Fateli, e occupatevi voi dei vostri figli, e solo dei vostri.
Rossana,
io ho capito il tuo discorso.
Necessità (vera e nera) come motore che ti spinge inevitabilmente verso la sopravvivenza, al tentare di percorrere tutte quelle strade che, casualmente o no, ti si presentano davanti e ti permettono di cambiare.
In bene o in male, questo non si può stabilirlo a priori.
Sì, è vero ciò che dici, però io resto fermo su un punto, e cioè che la differenza la fa sempre l’uomo, con la propria volontà.
Nella mia città, tempo fa viveva un barbone.
Un ex geometra con figli che, ad un certo punto, per vari motivi si è ritrovato a vivere in mezzo ad una strada.
Varie associazioni, e la città in generale, si era adoperata per dargli un tetto sulla testa, un piccolo lavoretto, e vari aiuti, ma lui ha sempre scelto di non risalire.
Eppure di mani tese ne ha avute, anche da parte di noi ragazzi c’era un occhio di riguardo verso questa persona.
Quando lo si trovava fuori dal bar, lo si invitava a fare colazione con noi che, anziché stare sui banchi di scuola, facevamo la classica bigiata.
La sua vita è finita anni fa per colpa di i proiettile che gli ha perforato la schiena, e lesionato il cuore.
L’omicida non fu mai trovato, ma molto probabilmente era un’altra persona che faceva parte del suo mondo.
Così come ci sono realtà che io ho visto con i miei occhi, fatta con un uomo, rimasto vedevo molto giovane, con 6 figli da tirare su, di cui 2 malati gravemente.
Di soldi ce n’erano pochi, e comunque soddisfare 7 bocche e garantire il minimo indispensabile a 7 persone, non è mai facile, eppure questa persona aveva sempre il sorriso sulle labbra, sempre una buona parola per tutti…
Non si è mai mai pianto addosso, anche perché, come hai detto tu, con i morsi della fame, e con la necessità vera, tempo e forze da dedicare alle lamentele, non ce n’era.
A me piace credere che, in tutti gli ambiti, anche i più brutti, sia sempre l’uomo a fare la differenza. Questa cosa mi dà la forza, quando manca, ma se così non fosse, se fosse tutto rilegato al caso, al caos, alla volontà degli altri, senza nessuna possibilità di fare la differenza, allora lamentarsi ha ancora meno senso, perché tanto così è.
Rossana io ho segnalato a chi di dovere…poi se nessuno farà nulla Amen.
tanto gli stolti e gli irrecuperabili restano tali. Ma almeno io ci ho provato.
Vedi Rossana, io nella vita ho sempre provato, rinunciare non fa parte della mia indole. A me non serve o serviva la soluzione per trovare ciò che penso di non avere o meritare, sono del parere, che provare non vuol dire sempre riuscire. Se hai fatto tutto quel che potevi, se non sei passato sopra a nessuno, se hai dato te stessa/o e messo in campo le risorse, sarai soddisfatto di questo ma cmq potresti non raggiungere l’obiettivo iniziale. Si dice che a volte guardiamo ciò che non abbiamo senza vedere quel che si ha e forse è vero, ma quando lo hai fatto e senti che potresti, vorresti, meriteresti qualcosa in più, è li che ci stai male. Perche dici grazie a qualcuno in alto o chi per lui, di quello che hai, del resto il peggio non finisce mai, ma nessuno può levarti il diritto di guardare anche quel che è meglio ed è oggettivo che ci sta chi lo ha. Ti faccio l’esempio di mia cugina, che mi fa pensare molto, lei ha avuto un lutto anni fa, a seguito di ciò ha perso molti capelli e li aveva bellissimi. Non si da pace, lotta, va da quel medico o da un altro, ha speso soldi che poteva usare per una vacanza in piu, e ha optato per una cura. Beh prendi questo esempio, lei lotta, fa quel che può, guarda chi ha dovuto mettere la parrucca, lei almeno ancora non deve, li porta su sempre, un giorno piange, uno non ci pensa e va avanti. Lo so io del suo problema e i suoi. Forse un paio di amiche..Ora se ad es una come lei si lamenta dell’ingiustizia, che non prende tutte quelle che hanno un lutto, se si arrabbia perche non vorrebbe la luna, ma solo i suoi capelli che non riescono a ricrescere, io le dico che ha ragione a lamentarsi e soffrirne. Non chiede la luna ma solo qualcosa che ha suo, oltre il lutto si deve beccare pure la sofferenza e non deve se vuole pure disperarsi, al di la che non le risolve il problema?
Esse,
espressa nei termini dell’ultimo post, la questione acquista quello che negli intenti iniziali era forse il giusto contenuto. in poche righe, scritte magari in un momento di rabbia e di sconforto, avevo percepito più rifiuto sociale che delusione personale. è possibile che ci fossero entrambi ma ognuno traduce mentalmente secondo la sua sensibilizzazione. difficile immedesimarsi in una persona da come si presenta.
su LaD c’è spesso molta aggressività: ci si sfoga con lamenti ma anche con reazioni violente indirette a quanto in passato si è, più o meno giustamente, subito. bisognerebbe essere capaci di fermarsi nell’interazione dopo le prime 2 o 3 battute in forte contrasto. solo così si può trarre il meglio da questo strumento mediatico.
l’esempio di tua cugina è per me un invito a nozze. guardando all’indietro alla mia vita, non posso fare a meno d’individuare un “libero arbitrio” limitato alle frange di un’ipotetica coperta, o tutt’al più al colore da dare alla stessa, essendo state le svolte più importanti, quelle che hanno fatto la differenza, determinate da eventi che non erano sotto il mio controllo.
nel colore intendo la possibilità di adattarsi di BUON grado a quanto ci succede, tenendo conto, però, che molto dipende dalla volontà e dalla capacità di mediazione fra aspirazioni e realtà, che traggono origine dal carattere, sul quale non è che si possa far molto.
non apprezzo chi vince e non disprezzo chi perde (cosa, poi?): sono tutti esseri umani destinati a un’esistenza breve, tutti in cerca di una felicità che, alla fin fine, è concessa a pochissimi, come l’amore.
fra le linee guida della mia vita c’è la solitudine. in altre, ci potrebbero essere costanti diverse, che s’individuano spesso solo a fine corsa. dopo aver fatto tutto quanto era possibile per trovare il tuo bene, cerca di metterti il cuore in pace e, se puoi, di non perdere la fiducia nel prossimo. continuare ad amare, nonostante tutto, è per me la più grande vittoria!
M.,
concordo su: “la differenza la fa sempre l’uomo, con la propria volontà.”, con il distinguo che già ho cercato di esprimere: la volontà e la capacità di adattarsi all’ambiente/epoca in cui si è immersi e alle persone che ci circondano dipende dal carattere, sul quale NON si può agire più di tanto.
esperienze fortemente negative sono vissute in modo diverso da persona a persona, anche in conseguenza dell’età in cui si è portati a subirle. perdere la madre a 6 anni, non è come perderla a 18. essere sverginate con uno stupro, non è come fare l’amore per la prima volta con un uomo che ti ama. partorire un figlio desiderato da entrambi i partner, non è come mettere al mondo una creatura che nessuno vuole.
alcuni reggono i primi affronti della sorte, altri vi soccombono, magari dopo che si sono ripetuti più volte, in tempi ravvicinati. a mio avviso, NON c’è merito nel saper reagire più o meno bene. la differenza consiste soltanto nell’indole del soggetto: c’è chi, dopo eventi di portata apparentemente leggera s’incattivisce e chi, invece, superata la fase negativa, metabolizza l’evento e lo ritiene prezioso per l’esperienza che gli ha permesso di acquisire. e c’è anche chi, passando attraverso la sofferenza, apprende a comprendere meglio quella altrui, diventando più buono.
mi è molto piaciuto l’esempio del barbone, che non faceva altro che esercitare la sua lucida volontà. in un certo qual senso, più limitato, fa così anche chi si ritrae in parte dalla società, avendone sperimentato tutti i lati fatui e negativi.
quanto al padre, capace di badare a 7 figli con amore e dedizione, non si può certo escludere che vi siano persone capaci di sublimare la cattiva sorte. spesso sono sorrette da forti principi primari ma anche da un’indole adatta a individuarli. nessuno sa, però, cosa provino queste persone quando sono sole con loro stesse e quando, a fine percorso, guardano a ritroso la loro vita, che raramente li compensa di quanto hanno dato.
Posso permettermi?
Esse tu mi hai fatto incazzare. La cosa è lampante, ed è altrettanto lampare che io abbia fatto la stessa cosa verso di te.
Allora facciamo così: quello che è stato scritto là rimane.
Scrivere lettere agli amministratori non serve a nulla, anche perché se dovessero bannare tutti quelli che scrivono sopra le righe, questo forum chiuderebbe domani, visto che è gratuito e vive sui click degli utenti e sulla pubblicità.
Da adesso in poi tiriamo un punto a capo, liberissimi entrambi di dire la nostra, lasciando perdere la feccia e la fece.
Mr x,
con la storia della baciapile mi hai fatto morire dal ridere. era un termine che non avevo mai sentito.
Non so perché, ma mi hai fatto venire in mente l’esorcista ahahahah
Esse,
accennando a eventi “forti” mi sono riferita a vissuti intensi, quasi di certo diversi dai tuoi, per me difficili da comprendere, pur immaginando quanto possa essere deprimente essersi impegnati al massimo e constatare che non è servito ad avere nemmeno un minimo di gratificazione, almeno in uno dei settori predominanti che usano definire il successo o l’insuccesso.
la riflessione su quanto sopra mi ha fatto ricordare episodi dell’infanzia, che mi hanno tormentata a lungo. qualche volta i miei famigliari mi conducevano a fiere di paese e mi offrivano un giro o due di giostra (macchinine, cavallini, motorette). i proprietari che gestivano l’attrazione avevano ideato un’ulteriore motivo di divertimento: a una cordicella, inserita su uno dei supporti del telone, avevano agganciato un animaletto peloso, che alzavano e abbassavano a piacere sulla pista, e chi riusciva ad acciuffarlo al passaggio aveva diritto a un giro di giostra gratis. QUANTO ho desiderato, per anni, di poter prendere ALMENO una volta uno di quegli animaletti!
così è la vita: i giri possono essere pochi o tanti, a seconda dei propri mezzi (interiori e pratici) e della propria forza di volontà, ma non a tutti è dato raggiungere gli obiettivi desiderati, che si dovrebbe avere ben chiari nella loro diversità e priorità.
la differenza sta nel voler “girare” di più (magari insozzandosi un poco) di o di meno (mantenendo purezza), e questa si delinea, a mio avviso, in base a due componenti essenziali: il coraggio di osare, insistendo ripetutamente, nonostante sia scontato che si può non riuscire, e la consapevolezza che nessun essere umano e nessuna condizione esistenziale possiedono i canoni della perfezione. ci sono persone che si sono buttate e che hanno vinto; altre, che hanno fatto la stessa cosa e che hanno perso (non bastava alzarsi in piedi e allungare le mani per agguantare il coniglietto!). sta a noi scegliere se e quanto “sbatterci” per ottenere, evitando però, poi, di recriminare sulla scelta.
esiste, anche, a mio avviso, la fortuna o la sfortuna. ad esempio, nel caso della giostra, era maledettamente palese che vincessero quasi sempre i bimbi più carini e più sorridenti. anche da questi due banalissimi aspetti può dipendere in una vita più di quanto si possa supporre… senza nemmeno escludere che non è mai tutto oro quel che luccica nell’esistenza altrui… provarci e non farcela è duro, ma lo è altrettanto averci provato ed essersi solo illusi d’avercela fatta!
Mi è parso chiaro fin dall’inizio, che questa pulzella hai dei gravi problemi col sesso. Non so a cosa sia dovuto, forse un’educazione troppo cattolica o forse altri motivi, ma è evidente che il problema risiede lì, forse una terapia psicanalitica potrebbe aiutarla a far venire fuori questa cosa, ma mi sembra una persona con scarsa capacità introspettiva e autocritica, quindi non so a quanto potrebbe servire, cmq scaricare la colpa sulla gente feccia e sulla sfortuna è un atteggiamento molto negativo che non la aiuterà di certo ad uscire da questa situazione.
Come mai M..fai ora dopo tutto e di più..il ragionevole? Il punto e a capo…dopo valanghe di cose mi sembra fuori luogo…spiega senza offendere il perche?
Mrx…tu sei un pene con le gambe..non so come lo hai ma ancora a parlar di sesso? Non fai piu scalpore..trova altri mezzucci..sei superato..antico…fuori serie…non in senso positivo!!!
Continua così esse, vedrai come miglioreranno le cose, qui chi ha il problema sei tu, sei tu che sei smarrita, non Io.