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Sindacalisti e carriere

Lettere scritte dall'autore  

Egregio direttore,
a proposito della nomina di Franco Marini quale presidente del Senato e di Fausto Bertinotti quale presidente della Camera, vorrei far notare la coincidenza che entrambi provengono da una carriera fatta nel sindacato, benché il primo dalla CISL ed il secondo dalla CGL, carriera questa precedente agli incarichi di vertice nelle segreterie dei partiti ottenuti successivamente (rispettivamente nella Margherita e in Rifondazione Comunista).
A questi due personaggi, ben navigati della politica, possiamo assommare la strepitosa carriera fatta dal “cinese” Sergio Cofferati che, dalla segreteria della Confederazione è stato cooptato alla carica di sindaco di Bologna.
Vorrei poi che si considerasse che molti altri ex sindacalisti hanno assunto le presidenze degli Enti pubblici di grande rilievo quali INPS, INAIL, ENPDEP vedi Del Turco, Benvenuto ecc.. per non parlare di quanti altri ex sindacalisti siedono in parlamento perché a suo tempo candidati dai partiti di riferimento.
Se i sindacalisti di maggiore visibilità nazionale hanno fatto tutti delle folgoranti carriere si deve forse anche ai successi della loro opera svolta a favore dei lavoratori?
Guardiamo ai fatti: la classe operaia ed i ceti impiegatizi hanno visto scendere il livello dei propri salari costantemente dagli anni 90, cadere il potere di acquisto e ridimensionare il potere contrattuale di fronte alle imprese in generale ma in special modo nei confronti delle grandi multinazionali.
In una fase di accumulo di profitti a favore del grande capitale speculativo e monopolistico, i lavoratori hanno perso tutte le certezze che avevano conquistato a costo di dure lotte negli anni settanta. Le piccole e medie imprese a loro volta hanno subito tutti i processi di trasformazione e molti imprenditori hanno deciso di emigrare e delocalizzare gli stabilimenti produttivi in paesi dell’est come Romania, Bulgaria, Polonia e Slovacchia. Si sono persi centinaia di migliaia di posti di lavoro nei settori più esposti dell’industria manifatturiera che era un vanto dell’Italia dei distretti.
Né tanto meno il grande capitale è venuto ad investire in Italia per creare imprese e posti di lavoro: non esistono le condizioni, costi eccessivi, infrastrutture carenti, burocrazia, rigidità ecc..
Così di conseguenza è aumentato il lavoro precario senza garanzie e sussistono soltanto le grandi aree di privilegio quasi sempre favorite dalle clientele politiche.
Di questa situazione hanno una grande parte di responsabilità i sindacati e gli ex sindacalisti come Bertinotti, Marini, Del Turco, e tanti altri.
Loro però sono una nomenklatura che ha ottenuto posizioni di potere.
I sindacalisti quindi abbiano almeno il pudore di tacere ed il buon gusto di evitare di fare le dediche ipocrite dei loro successi e dei loro privilegi “a tutti gli operai” come ha fatto Bertinotti nel momento della nomina.
Meglio sarebbe stato fare la dedica ai salotti buoni della borghesia alla quale hanno svenduto la classe operaia.
Saluti

Luciano
Modena

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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20 commenti

Pagine: 1 2

  1. 1
    usul -

    un dato di fatto imprescindibile: in un sistema capitalistico puro il potere contrattuale della classe proletaria dipende dallo stato dell’Economia: se questa tira, il potere contrattuale sale; se questa declina, il potere va a zero rapidamente.
    il Sindacato è andato forte quando l’Economia tirava e i padroni dovevano scendere a patti per non perdere lauti profitti; a quel tempo risale lo Statuto dei Lavoratori.
    dall’inizio degli anni ’80 l’Economia è andata scemando e così il potere contrattuale e ogni sciopero è costato sempre di più fino a diventare improponibile.
    IL SINDACATO E’ L’INSIEME DI TUTTI I LAVORATORI.
    IL RAPPRESENTANTE SINDACALE E’ ELETTO DAI LAVORATORI.
    I QUADRI SINDACALI SONO ELETTI DAI DIRETTIVI DEI LAVORATORI.
    IL SINDACATO SERVE A NEGOZIARE AL MEGLIO, NELLE CONDIZIONI GENERALI DATE, SE CI SONO GLI ESTREMI PER IL NEGOZIATO E SE I LAVORATORI SONO UNITI.
    guarda caso, il secondo grande limite del Sindacato, dopo quello imposto dall’Economia liberista, è sempre stato il più o meno marcato opportunismo della stessa classe operaia o impiegatizia, dove prevale assai spesso l’interesse individuale su quello collettivo: I LAVORATORI SONO GENERALMENTE ANTISOCIALI..STI!
    tolti quei figli di p*****a che facevano più sfacciatamente i rappresentanti dei fatti propri, stile Berlusconi, e che sono diventati sindacalisti perché parenti dei capi del personale o d’altro – in questi anni i sindacalisti non hanno svenduto niente che non fosse già di per sé indifendibile a meno di sovvertire il sistema economico (se ne può parlare!).
    anche con la crisi mondiale e quella locale potevamo perdere di meno?!
    SI’, MA CON UNA BASE MENO OPPORTUNISTA DI QUESTA!
    i sindacalisti italiani fanno carriere quasi fossero degli statali, hanno delle cordate di potere, sono spesso camicie vuote come Marini?!
    SI’, PERCHE’ LA GENTE DI QUESTO PAESE NON E’ MIGLIORE DI QUESTA!
    in conclusione, vale la stessa regola generale della Politica:
    OGNI BASE HA IL GOVERNO CHE SI MERITA!
    perciò, amico mio, inutile pigliarsela con Bertinotti e perfino con quella camicia vuota di Marini, la cui parte più espressiva era di certo la pipa .. finché non è passato al sigaro.
    è la gente che deve cambiare in meglio se vuole un Sindacato migliore, una Politica come si deve, uno Stato come si deve e .. un’evasione fiscale che non sia l’80% del fabbisogno corrente dello Stato!

  2. 2
    Bruno -

    Premesso che ogni qualvolta si discute sul lavoro, mi prende un colpo!
    La legge Biagi, se non erro, è stata fatta per i padroni capitalisti.
    Però, aggiungo, che il nemico dell’operaio è lo stesso operaio: infantile, ignorante, opportunista, lavativo e chi più ne ha più ne metta.
    Prendiamo a caso gli impiegati e operai di un comune della provincia di Napoli: Ebbene, questi “signori”, stagnano alle nostre spalle per tutta la durata della loro vita, scroccando uno stipendio che non meritano, offendendo di fatto a chi vuole fare il proprio lavoro.

    Ora, mi chiedo, perché non prendere i dovuti provvedimenti contro questi lavativi? Bisogna tagliare questi rami secchi e assumere chi ha voglia e capacità di lavorare seriamente!

    Un altro tema, i manager, nominati a suon di voti di favore, legnosi nel pensare tanto che chiamarli cretini, significa offendere la categoria degli idioti e aggiungo, quanti operai si pagherebbero con un solo stipendio che percepiscono questi manager? Sono veramente utili, visto gli sprechi annunciati dall’ex governo del duce berlusca?

    Passiamo al sindacato?
    Purtroppo è un organo che tende a portare potere nei loro schieramenti e non a caso, abbiamo due ex sindacalisti con cariche istituzionali, verrebbe voglia di dire: affanculo tutto e tutti.

  3. 3
    Aristide -

    Il vero e grosso problema che abbiamo in Italia è che sul lavoro della maggior parte dei lavoratori grava non soltanto il peso delle imposte e contributi (più alti in media di qualunque altro paese europeo)ma anche quello del parassitismo costituito da quella mole di lavoro fittizio appaltato dai partiti alle pubbliche amministrazioni ed agli enti pubblici per sistemare le clientele politiche ed i raccomandati. Questi nella grande maggioranza dei casi non hanno sudato per ottenere un posto di lavoro ma gli è stato concesso come grazioso riconoscimento elargito per i favori o il consenso dato diretamente o indirettamente.
    Ne deriva che questa gente non ha voglia di lavorare seriamente ma pretende di avere, con il placet dei sindacati, tutte le garanzie: contratti a tempo indeterminato, incrementi di stipendio oltre l’inflazione, rimborsi spese, gettoni di presenza, benefits di vario tipo, ecc. ecc..
    Naturalmente i privilegi accordati a questi vanno a incidere non solo sulle spese dello Stato e degli enti pubblici ma anche sulla disponibilità di risorse che potrebbero coprire le giuste esigenze degli altri lavoratori, questi si non garantiti e precari.
    Questo fenomeno accomuna tutti i partiti ed in specialmodo quelli che predicano il primato morale (vedi i D.S. e rifondazione comunista).
    Quando in Italia l’opinione pubblica capirà che le spese della politica e la mafia dei partiti costituiscono ormai un regime dove i furbi godono e approfittano mentre gli onesti subiscono e pagano senza poter neanche protestare?
    Saluti

    Aristide
    Parma

  4. 4
    Monica -

    Vorrei diventare una sindacalista…come devo fare?

  5. 5
    Aristide -

    Alla sig.ina Monica che vuole diventaresindacalista vorrei dare il seguente consiglio:
    1- iscriviti ad un partito della sinistra radicale,
    2- mettiti in lista per rappresentare i lavoratori nei comitati di base dell’azienda in cui lavori;
    3-fatti notare nelle assemblee e nelle riunioni muovendo sempre obiezioni alla politica padronale di sfruttamento,critiche al sistema capitalista che impone turni massacranti e lavori precari e sottopagati nonchè rivendica il diritto allo stipendio garantito sempre e comunque;
    4- opponiti strenuamente a qualsiasi controllo di merito sul lavoro, contesta qualsiasi criterio selettivo nelle promozioni;
    5-sostieni il diritto dei sindacalisti ad assentarsi sistematicamente durante le ore di lavoro;
    6-manifesta solidarietà agli extracomunitari clandestini e sostienila l’abolizione di tutte le frontiere e dei centri di accoglienza;
    7-richiedi la casa come un diritto garantito a tutti senza oneri e senza obblighie sostieni le occupazioni abusive;
    8-dichiara solidarietà ai movimenti no global anche quando spaccano le vetrine ed incendiano le auto;
    9-manifesta constantemene il tuo appoggio ai grandi partiti storici 10-dichiara la necessità di statalizzare o mantenere pubblici i servizi collettivi, trasporti,sanità,scuola,Alitalia,erogazione energia, gas,telefoni e quant’altro;
    11- fai domanda di entrare come dirigente (in quanto sindacalista) in qualche azienda municipalizzata a Bologna o Firenze, Livorno(dove le amministrazioni sono di sinistra).
    A questo punto la tua carriera come sindacalista è già ben lanciata.
    Vedrai che con un po’ di fortuna potrai poi avere qualche nomina in qualche ente pubblico o in aziende municipalizzate e successivamente aspirare anche a farti candidare in qualche lista di partito.
    Un fervido augurio e tanti saluti

    Aristide

  6. 6
    Bruno -

    Monica, in alternativa a quello che ti ha scritto Aristide, per diventare una sindacalista devi imparare ad avere 2 volti..
    Il primo è di sembrare sincera e solidare con gli operai! Il secondo è quello che devi usare sul tavolo delle trattative.. La vendita dei diritti sacrosanti degli operai.

    Con questi due elementi, farai strada molto presto.
    Magari una buona carica istituzionale.
    E degli operai? Chissenefrega.

  7. 7
    Alby -

    Egregi Signori,
    avrei bisogno di un consiglio da qualcuno di voi che se ne intenda di sindacati e diritti dei lavoratori…
    Mio padre è operaio di 4 livell in una industria siciliana che conta circa 100 dipendenti.Guadagna 900 euro al mese e mantiene una famiglia di 4 persone.Fin qui,direte voi,tutto bene…vi spiego dunque il problema:mio padre è costretto a lavorare in fabbrica 10 ORE al giorno dal lunedì al sabato,gode di soli 15 gg di ferie all’anno,rischia la mutilazione ogni giorno per la mancanza assoluta di sicurezza nei macchinari.Non sono previste riunioni,non esistono rappresentanti dei lavoratori,I SINDACATI LATITANO!!La mia domanda è:cosa si può fare in questi casi?Come ottenere condizioni di lavoro più decenti senza rischiare di perdere il lavoro?Il datore ha grande potere in zona,tutti sembrano avere paura…cosa fare per sensibilizzare il sindacato perchè intervenga?
    Mio padre è entrato in depressione da un anno,non so cosa fare.
    Grazie.

  8. 8
    Aristide -

    Caro amico,
    il caso di Suo padre effettivamente è molto grave ma non poco frequente el sud.
    Probabilmente Suo padre ha un contratto fittizio con il suo datore di lavoro per il quale lavora formalmente le ore previste dal contratto ma di fatto viene obbligato a svolgere altre ore straordinarie non riconosciute e non retribuite. Su di lui inoltre esiste il ricatto (diffusisimmo al sud) del posto di lavoro (se ti sta bene è così altrimenti vai in mezzo ad una strada).
    Posso darle un consiglio anche se non conosciamo i dettagli della situazione (che bisognerebbe conoscere per valutare bene le possibilità d’azione).
    Si faccia riconoscere indirettamente le ore extra che svolge nel lavoro (ad esempio facendosi firmare qualche ricevuta o permesso)e si procuri dei testimoni, poi chieda con una nota scritta al suo datore di lavoro una copertura dei rischi (per esempio accorgimenti per non rischiare mutilazioni durante il lavoro)ed all’eventuale rifiuto di questi, vada al tribunale della Sua provincia, sez. Lavoro, e richieda un intervento al magistrato sia per il riconoscimento dei suoi diritti che per le garanzie sui rischi.
    Eviti di andare dai sindacalisti o dagli ispettori del lavoro perchè in Sicilia potrebbero essere collusi o condizionati con la mafia e la politica (salvo alcune eccezioni).
    Dopo di che scriva o si faccia scrivere qualche lettera al giornali seri denunciando il caso.
    Vedrà che in qualche modo si creerà una cortina di protezione che la metterà al riparo dai soprusi del suo datore di lavoro.
    Spero di esserle stato utile anche se siamo sconfortati a sentire queste storie dalle quali si capisce a che livello da terzo mondo siamo ancora in Sicilia ed al sud grazie ai politicanti e sindacalisti.
    Tanti auguri e saluti

    Aristide

  9. 9
    Massimo -

    Salve a tutti, vorrei porvi una semplice domanda alla quale non sono riuscito a trovare la risposta perdendomi nell’immense biblioteche che appartengono ormai ai link relativi ai sindacati.Vorrei sapere quali sono i reali diritti dei sindacalisti che svolgono normale attività lavorativa in un azienda pubblica. Mi spiego meglio: è davvero normale che in un’azienda in un momento in cui c’è grande carenza di personale, gli operai debbano saltare i riposi per coprire il turno di uno o più sindacalisti che devono partecipare ad una riunione? Ma in questo caso il diritto del lavoratore chi lo tutela? Ci sono dei riferimenti legislativi a cui posso fare riferimento? Grazie per la cortese attenzione.

  10. 10
    Bruno -

    Alby, lo sfruttamento lavorativo che subisce tuo padre al sud è quasi normale.
    Chi ti dice di denunciare, è ovvio che sa poco o nulla delle vere problematiche che noi del sud viviamo.

    Poniti una domanda molto semplice, se tuo padre denunciasse l’azienda e questa sarebbe sottoposta ad un severo controllo, c’è il rischio che venga chiusa! Il risultato? Scontato! La colpa sarebbe tutta di tuo padre, gli stessi operai si ritroverebbero senza lavoro accusando di “infamia” chi ha cercato di far valere i propri diritti.

    Questa è la realtà vera del sud:

    Il sindacato è corrotto!
    La politica è corrotta!
    Il popolo del sud è co...one!

    Chiediti perché il popolo siciliano ha ridato fiducia a Cuffaro?
    Per la prima volta c’èra un candidato onesto (Borsellino) ed ha perso per scelta del popolo siciliano, quindi la situazione per la stragrande maggioranza dei siciliani va bene cosi.

    Per tuo padre, una delle tantissime vittime di questo sistema, digli di tenere duro e di cercarsi un nuovo lavoro nel limite del possibile.

    Nel frattempo, auguri sinceri.

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