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Si tenderà ancora al calcio?

Come può essere accreditato ad oggi l’adorato ed amorevole calcio? Sarà così semplice educare i nostri ragazzi che dedicano al famoso sport loro stessi e che da sempre sono affascinati da simile sentimento? Il perentorio distacco, conseguenza della sofferenza provata, potrebbe realmente essere fondato. Siano privi di colpa o viceversa responsabili? Sarà parecchio difficoltoso non essere più diffidenti. E se gli sportivi si rassegnassero dedicandosi a spazi e aree diverse? E’ dovere d’ognuno insegnare il decoro che mai potrà corrompersi. Dovremo far capire, che certi compensi non daranno mai la gratificazione come la dignità, ma l’esclusiva sulla controversia.

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1 commento

  1. 1
    filippo -

    visto che poni un intelligente quesito, mi sento di contribuire a questo che hai detto, cominciando con una considerazione economico-sociale: mentre questi semianalfabeti che tirano calci a un pallone e i loro manager papponi e tutto l’entourage fanno miliardi alle spalle di una massa informe di diseredati mentali, la ricerca sul cancro manca di fondi e va per elemosina e i ricercatori scientifici in genere campano come precari da sempre e oggi con stipendi esecrabili fino a 40 anni, dopodiché il 2% forse diventa regolare, lo 0,005% fa carriera e gli altri cercano altre opportunità meno sacrificanti ma del tutto alienanti, qualcuno illogicamente arrivando ad abbassarsi a guardare qualche partita di pallone in TV, di quelle più importanti ovviamente.
    come vedi, lascio da parte tutti gli altri aspetti della società che la massa considera in genere irrilevanti rispetto alla partita della domenica, tipo la fame e la mortalità infantile nel “3° mondo”, i genocidi culturali, le emergenze immigrazione, gli OGM, la deforestazione, il buco dell’ozono, l’effetto serra, il Medio-Oriente, il modello di sviluppo, la mercificazione dei mass-media e della donna, il potere distruttivo delle petrolifere e delle farmaceutiche, il perché della crisi delle risorse etc.etc…
    sottolineo che le opere di beneficenza di Totti e il suo ardore per Fra’ Elia da Calvi non modificano la dissennatezza di questo panorama, perché, come si sa, noce nel sacco non fa rumore.
    perciò, a un attifato di calcio, alimentatore di codesto schifo, che si beccasse la sclerosi multipla, io direi di andare a farsi curare da Moggi e da quelli come lui, o da qualcuno di questi pseudo-atleti giocherelloni, la cui unica peoccupazione è non perdere la funzionalità di un arto, perché significherebbe perdere gli adorati miliardi con ciò che essi comportano in questa società degenerata.
    non mi pare d’essere acido dicendo questo; dire come stanno le cose e trarne le conseguenze logiche di solito si chiama concretezza!

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