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Scuola e finanziaria: grave provocazione

Da fonti parlamentari veniamo a sapere che l’emendamento 66.28 non sarebbe stato introdotto nel maxi-emendamento che ritoccherà la Finanziaria nella parte che riguarda la scuola. Come è noto la modifica citata rimandava a data da destinarsi la riforma del reclutamento, previa una fase di monitoraggio di diciotto mesi.
E’ stato invece inserito un paragrafo che prevederebbe la possibilità di usare le Graduatorie anche per le immissioni in ruolo e dopo l’applicazione del piano triennale previsto dalla stessa Legge di bilancio. Ma ciò solamente in caso eccezionale.
Qui di seguito inviamo il testo:

“In ogni caso, ove a seguito della piena attazione del piano triennale per le assunzioni a tempo indeterminato del personale docente, fosse necessario comunque procedere alla copertura di posti disponibili, in deroga al meccanismo di cui alla presente disposizione*, e fatto salvo comunque il criterio di cui alla precedente lettera a)**, previo parere del Consiglio Nazionale della Pubblica istruzione, con decreto del Ministro della Pubblica istruzione, potrà attingersi alle graduatorie permanenti nonché alle graduatorie dei concorsi per titoli ed esami banditi in data antecedente a quella di entrata in vigore della presente legge. Sono comunque fatte salve le assunzioni a tempo indeterminato già effettuate su posti della medesima classe di concorso”

Diciamo subito che l’atteggiamento di parte della maggioranza, sul versante precari, risulta davvero inqualificabile! Abbiamo dimostrato al Ministro – numeri alla mano – che il piano triennale non accoglierà le legittime aspettative dei docenti non di ruolo, dopo anni di errori e ingiustizie. Continuare ad affermare ciò è sintomo di totale ignoranza dei meccanismi delle assunzioni, se non di aperta malafede!
E dopo aver creduto, per qualche giorno, che la ragione avesse prevalso e che l’emendamento 66.28 (firmato, ricordiamolo da tutto l’Ulivo) fosse in via di approvazione riceviamo, adesso, un’altra doccia fredda.
Dobbiamo davvero pensare, a questo punto, che qualcuno sta giocando, sulla pelle dei precari, una partita fatta di colpi bassi e di meschinità.
Non sappiamo come andrà a finire questa storia, ma sia detto subito che:
– Non esistono possibili confusioni: coloro che si stanno prendendo, adesso, la responsabilità di distruggere l’esistenza di decine di migliaia di famiglie hanno un nome, un cognome e uno schieramento preciso: stavolta Berlusconi non c’entra; nell’art. 5 della riforma Moratti e nel successivo decreto applicativo non c’è scritto che le Graduatorie Permanenti devono essere obliterate: questa assurdità e tutta frutto di questo Governo!
– Non esistono giustificazioni. Pensare di addossare la colpa all’ostruzionismo dell’opposizione o all’attuale situazione di fretta sarebbe come schernire l’intelligenza di cittadini onesti che hanno il solo torto di aver creduto nelle Istituzioni.
– Molti – moltissimi – di noi hanno sostenuto, durante la campagna elettorale, le attuali forze di governo. E’ inequivocabile, a questo punto, che chi si è permesso di trattarci così, non merità più, in alcun modo, la nostra fiducia!
Venga, venga di nuovo, a chiedercela chi adesso ha fatto finta di dimenticarci!
Si ripresenti all’Italia!

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