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Salviamo la scuola italiana

Caro Ministro della Pubblica Istruzione (se possiamo appellarla ancora in questo modo), tutti i Governi in Italia hanno sempre operato tagli alla scuola, quando nel nostro Paese vi sono tanti sprechi di danaro pubblico e, maggiormente tanti evasori…….! Mentre noi poveri stipendiati (pezzenti) come ci appellano certi studenti….., le tasse le paghiamo alla fonte.
Ma non è questo il motivo principale per cui sto scrivendo.
Dai giornali e dalla televisione si legge e si ascolta che Ministri vari e grossi imprenditori lamentano la scarsa esperienza e l’età “matura” di laurea dei nostri giovani, ma se uno studente deve pagarsi “l’istruzione”, gli “stage” i “master” anche quando sono obbligatori altrimenti “non ti laurei ” e le aziende non ti danno un centesimo (420 ore) in Italia e all’estero, come può uno studente italiano, a meno che non appartenga ad una famiglia benestante, avere esperienza o laurearsi in tempo se deve lavorare per mantenersi agli studi?

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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9 commenti a

Salviamo la scuola italiana

  1. 1
    Leilaluna -

    ehh mia cara.. il pezzente resta pezzente.. il figlio di papà diventa avvocato, architetto, ingeniere, dottore.
    Questa è l’italia.

  2. 2
    luce -

    Leilaluna quello che dici non è vero,io ho tante amiche una quasi avvocato,una psichiatra,una farmacista che provenivano da famiglie umili e con tanto impegno e buona volontà hanno raggiunto vari traguardi.Se funzionasse come in Germania che ti danno 250 euro al mese per tutti gli anni del corso di laurea sarebbe già un piccolissimo aiuto.Chi ha un reddito molto basso anche da noi ha diritto alla casa dello studente e ai pasti in mensa a costi molto bassi.Per i libri se non ci sono immagini si può ricorrere alle copisterie delle facoltà che fanno dei prezzi ottimi a fotocopia.Se uno poi è meritevole a diritto alla borsa di studio ogni anno.Facendo un calcolo totale se non paghi l’alloggio e pochissimo per mangiare con la borsa di studio si può campare dignitosamente.Ai master si può accedere solo dopo la laurea,per gli stage non ho informazioni utili.Il brutto viene dopo,se si trova lavoro si è pagati una miseria e con contratti a tempo determinato e spesso per esempio con la laurea in giurisprudenza il praticantato è tutto a carico del praticante(pasti,spostamenti ecc).Per studiare e poi per perfezionarsi(master,corsi ecc)ci vuole l’aiuto di Dio se uno non ha i mezzi ma per la laurea come ho detto gli aiuti ci sono.Cara Mariasofia necessario sacrificarsi con tutti gli inconvenienti che i ritardi comportano(entrare nel mondo del lavoro molto tardi e sentirsi pure chiamare bamboccioni).

  3. 3
    Leilaluna -

    forse sono io che ho una mente troppo indipendente..che non chiederei mai altri soldi per farmi studiare ai miei genitori.. che non hanno un reddito basso.. ma nemmeno altissimo.. e che ho preferito andarmene a lavorare e portare soldi a casa e nel mio libretto di risparmio prima di invecchiare sui libri come molti dei miei compagni hanno fatto e che ora dopo anni e anni si stanno laureando ma solo e grazie all’aiuto dei genitori.
    Mentre i figli di papà possono pure permettersi di comprarsi l’esame e di andarsene a Cepu (solo quelli veramente capoccioni).

  4. 4
    luce -

    Io volevo solo puntualizzare sugli aiuti che si possono ottenere se uno ha voglia di lurearsi e pochi soldi.Poi tu hai fatto una scelta diversa,cmq è chiaro che chi ha i soldi fa quello che gli pare con il grande vantaggio di non fare sacrifici economici!!!

  5. 5
    Monk -

    @luce: e no, luce, chi ha i soldi fotte chi non li ha, scusa tanto! Perchè non vai a vedere come funziona il sistema di assegnazione di borse di studio universitarie??! Lo sai che le prendono delle persone che sono ricchissime, solo perchè fanno la paraculata di prendersi una casa in affitto (nella quale non vivono) e di mettercisi la residenza, dichiarandosi nullatenenti quando poi girano con la Mercedes del papi? E la gente che veramente non ha reddito risulta averne comunque più di loro, e deve vedersi negare una borsa di studio e magari abbandonare l’università! E’ uno schifo, cara luce.

    Ma, come diceva Fra Cristoforo a don Rodrigo, “verrà un giorno….”!!!

    @Leilaluna: anch’io ho fatto i miei bei sacrifici per studiare, anche se non lavoravo. I miei erano separati, io e mia madre campavamo con poco. Se uscivo, preferivo farmi una bella camminata, anche di km, perchè i soldi del biglietto dell’autobus li mettevo da parte per le sigarette (ok, viziaccio, ma c...o, almeno non rinunciare all’unico vizio che avevo…); pizze fuori raramente, e dove costavano meno; ecc.

    C’è però più gusto a formarsi così, da soli, Leilaluna, credimi. Mi sono laureato poco meno di 4 anni fa ormai, con il massimo dei voti più la lode, e con le mie sole forze, per i miei soli meriti sono entrato in una grossa realtà del mio campo (diritto). Ho continuato ad investire sul mio futuro, ho preso un titolo, continuo a collaborare con la solita grande realtà ed ora che almeno ho di che campare ed anche di più, come dicono gli Articolo 31 in “Nessuno”… “guardatemi mangiare tutto il cibo che non volevate darmi”, stronzi (rivolto ai soliti potenti, che preparano la pappina ai figlioli ed alle figliole, che hanno tutto)!

  6. 6
    Monk -

    @Leilaluna: mi permetto solo di dirti, cara Leilaluna, pur appoggiando fondamentalmente il tuo discorso, che non tutti quelli che appartengono alle figure professionali che citi nel tuo post #1 sono “figli di papà”. Io appartengo ad UNA di quelle figure professionali, e i miei anni di sacrifici, anche se molto sommariamente, te li ho descritti. Non dimentico da dove sono partito, però. Questo perchè i miei figli non dovranno essere “figli di papà”, se mai avrò dei figli un domani.

  7. 7
    luce -

    So come funziona e questo fatto dei redditi falsi agevola la gente disonesta in molti altri campi.Mi capitò di vedere il parcheggio di una casa dello studente a Cagliari e mi incazzai molto..

  8. 8
    Leilaluna -

    Mi fa molto piacere Monk che tu sei riuscito a laurearti.. ognuno fa le scelte che crede e io non me la sono sentita.. un pò perchè la mia situazione familiare non me lo permetteva, un pò perchè ero stanca e sfiduciata e non sapevo bene cosa volevo dalla vita.. le ragioni sono state tante.. soprattutto forse è stato i 6 anni di università che mi attendevano per laurearmi in architettura e arredamento.. siccome erano veramente tosti ed ho già fatto 5 anni di studio, non me la sono sentita.
    Cmq sia sono giovane.. e magari in un futuro se voglio potrò frequentare dei corsi se il tempo e i soldi me lo permetteranno.. prima voglio sistemarmi economicamente.
    I miei compagni hanno gravato pesantemente sui loro genitori.. perchè quei corsi duri non gli permettevano di trovarsi un lavoro e studiare contemporaneamente.. questa era una cosa che non volevo assolutamente.
    Cmq davvero sono contenta che c’è gente a cui va ancora di combattere per se stesso.. congratulazioni.

  9. 9
    mariasofia -

    La mia risposta è per tutti.
    tutto quello che dite è opinabile;comunque io mi riferivo principalmente alle lamentele dei ministri e imprenditori.Alla facoltà di COMMERCIO ESTERO sono previsti 2 stage obbligatori(420)ore ,uno in Italia e uno all’estero altrimenti non ti laurei e volete sapere quanti crediti? 3 per ogni stage. L’EDISU non contribuisce per i tagli operati alla istruzione e le aziende non contribuiscono perché sono stage.Io ho 2 figli iscritti a questa facoltà!!!

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