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Era il mio migliore amico

Sebastiano era il mio più grande amico. Lo conobbi all’ormai pluricitato corso di reti del 2002. Era un tipo atipico, piccolo, rachitico, con capelli ricci e occhiali con montatura di ferro. Sembrava uscito da un cartone animato per quanto era buffo e strambo. Era introverso e rispondeva male se era preso in giro. Aveva la voce nasale e, quando si parlava tra noi durante la pausa, si appostava lì vicino restando ad ascoltare in silenzio.
Parlavamo poco tra noi perché io ero legato a eugenio e fabio e, per di più, eravamo seduti distanti. Sebastiano spesso era preso per i fondelli da altri corsisti e imitato da loro al fine di deriderlo.
Ma accadde che sebastiano fu abbinato a me, eugenio e fabio nella stessa ditta per lo stage. Per via di quell’infame di eugenio fui costretto a fare lo stage di pomeriggio nonostante l’autoscuola. Mio compagno di stage pomeridiano fu sebastiano. Ero arrabbiato con eugenio e neanche a sebastiano gli era simpatico.
Avendo la stessa opinione su eugenio ecco che cominciammo a legare. Lui era un fan dell’heavy metal e mi fece conoscere gruppi come metallica, iron maiden e altri e cominciammo a scambiarci i cd. Allo stage stavamo, nonostante la disapprovazione dei titolari, a scaricare mp3 da winmx e avevamo un piccolo televisore accanto con il quale guardavamo i canali musicali nei momenti liberi.
Fortunatamente ho un bel ricordo di quello stage. In sostanza non facevamo niente o quasi.
Al termine dello stage la mia amicizia si era spostata al duo nicola e sebastiano e mi allontanavo sempre più da eugenio e fabio. Finito il corso io nicola e sebastiano cominciammo ad andare al mare e a passare serate a casa mia in campagna durante l’estate. Di quel periodo ho uno splendido ricordo.
Con sebastiano mi vedevo di più rispetto a nicola perché abitava più vicino a me (per nicola mi facevo quasi 60 km).
Arrivò l’inverno e noi 3 uscivamo le domeniche pomeriggio. Sebastiano non aveva la patente, la macchina di nicola era distrutta quindi toccava a me fare da autista. Andavo prima prendere sebastiano poi nicola.
Fù qui che incominciarono a rivelarsi i problemi d’alcolismo di nicola ai quali sebastiano ed io reagimmo prima ironicamente poi sempre più allarmati e infastiditi.
Tuttavia devo anche ricordare delle piacevoli serate ai pub, pranzammo e cenammo a casa di sebastiano prima e nicola poi. Nonostante l’alcolismo, l’amicizia teneva.
Poi ci fu quella maledetta serata che ho raccontato nel post “il mio ex amico alcolista” e il giorno successivo nicola ci abbandonò in mezzo a tanta gente per sparire.
Sebastiano ed io eravamo sotto shock per quello che fece. Ma quel gesto fortificò la nostra amicizia.
Continuammo ad andare al mare durante l’estate 2004 e poi, una volta arrivato l’autunno, tutti i sabati pomeriggio partivamo alla volta dei centri commerciali per comprarci gelati, cd e svagarci.
Andavo a pranzare a casa sua e poi ascoltavamo la musica nella sua camera , giocavamo ai videogiochi e facevamo a pezzi nicola apostrofandolo con epiteti che non posso riportare.
Avevamo in comune tante cose ma anche tanti dolori. Eravamo due emarginati, quelli che in ogni comitiva erano isolati perché considerati poco fighi, eravamo due perdenti, due perdenti che, per non stare soli, sono diventati amici.
La nostra amicizia andava a gonfie vele. Convinsi sebastiano a venire a lezione di chitarra con me e ogni sabato mattina era uno spasso, ridevamo e scherzavamo con il nostro insegnante.
Lui mi fece conoscere la musica metal io gli feci conoscere il calcio. Per poco non lo feci diventare milanista come me ma lo feci appassionare a un gioco di calcio al quale passava i pomeriggi a giocare. Quando non ci vedevamo, chattavamo.
La nostra amicizia era sopravissuta allo shock di nicola ma non avrei immaginato che sarebbe stata messa di nuovo alla prova per una seconda volta.
Sebastiano aveva un amico che si chiamava andrea. Si conoscevano sin da piccoli. Devo aggiungere che entrambi vivevano in una contrada appena fuori città, insomma in quei posti dove la gente si conosce da sempre e quelli di fuori non sono visti di buon occhio.
Quest’andrea dapprima mi parve un ragazzo normale, anche se aveva la strana usanza di parlare male di tutto e di tutti. Era quasi un misantropo, frequentandolo mi accorsi di come bastasse poco per farlo innervosire e in qualsiasi argomento lui esprimeva sempre in maniera dispregiativa verso tutto. Odiava sua madre, suo padre e sua sorella per come parlava voleva andare via di casa.
Quest’opportunità arrivò grazie ad un piano che ebbi.
Ero iscritto all’università ma non frequentavo. Non avevo voglia di studiare, lo ammetto, ma ogni volta mi promettevo che sarebbe stata la volta giusta per mettere la testa a posto e arrivare alla laurea.
Allora perché non convincere sebastiano e andrea a iscriversi con me, studiare insieme e, soprattutto affittare una casa tutti e 3 dove vivere alla lontana dai nostri genitori?
Sebastiano e andrea accettarono e s’iscrissero . Frequentammo le prime lezioni spostandosi con l’auto e intanto i nostri genitori cominciavano ad accordarsi per la casa.
Avevamo fatto anche la stupidaggine di prendere un accordo con un’agenzia immobiliare per una casa assai distante dall’università. Firmammo i contratti che poi furono risolti dai nostri genitori infuriati. A spingere a questo gesto fu andrea.
Dopo aver visionato alcune case, la scelta cadde su un appartamento parecchio distante dall’università.
Come se non bastasse mi arrivò una mazzata. Mi chiamò da ancona la marina militare poiché dovevo prestare servizio. Dissi a sebastiano e andrea che non sarei venuto ad abitare con loro fino a quando non avrei risolto la situazione (se firmavo il contratto dove m’impegnavo a pagare l’affitto e poi dovevo partire a fare servizio che facevo? Dovevo pagare a vuoto?).
Già accade un’altra cosa che mi fece arrabbiare. Andrea andò nella casa senza avvisare me e sebastiano. Sebastiano lo seguì pochi giorni dopo ed entrambi si scelsero le stanze senza sentire la mia opinione dopo che si era parlato di accordi, lealtà e rispetto in ogni forma.
Risolsi la situazione ad ancona (mi fecero idoneo ma non mi chiamarono). In una telefonata avvisai sebastiano di ciò e lui mi disse che andrea era spazientito perché ancora non venivo ad abitare con loro e aveva cominciato a parlare male di me ad altri ragazzi che abitavano negli appartamenti vicini.
In un batti baleno feci valige e mi trasferii da casa mia alla casa affittata. Scoprii che non solo i due si erano presi le stanze migliori ma che non avevano intenzione di cambiarle dopo che ci promettemmo di fare a turni l’un l’altro. La mia stanza era grande la metà delle loro, strettissima, c’era il letto, l’armadio e la scrivania. Nonostante ciò io dovevo pagare d’affitto tanto quanto loro. Capito? Io dovevo pagare per una stanza più piccola tanto quanto le loro che erano più grandi. Loro dissero che non era colpa loro se la casa era fatta così e che alla prima bolletta mi tolsero 2 euro da pagare.
Stringemmo amicizia con le ragazze del piano di sopra che ci parvero simpatiche e, allo stesso tempo, si andava da alessandro a fare casino la sera.
Questa convivenza era rovinata dagli atteggiamenti dittatoriali di andrea. Anzi, sembrava quasi che lui e sebastiano erano i padroni di casa ed io ero l’ospite. Capii che andrea non mi stimava, tra le tante persone che detestava (in sostanza tutte) c’ero anch’io. Avevo paura che potesse farmi litigare con sebastiano che, allo stesso tempo, vedevo come uno stretto alleato di andrea.
Passò natale e strane idee mi perseguitavano. Sentivo che sarebbe tutto finito in litigio e l’amicizia tra me e sebastiano sarebbe finita.
C’è anche da dire che il sabato mattina io andavo a lezione di chitarra quindi io mi facevo venir a prendere da mio padre venerdì pomeriggio e tornavo lunedì mattina. Anche sebastiano veniva con me a lezione quindi pensavo che tornasse con me per poi vederci il sabato mattina. Invece un giorno mi si avvicina e mi fa che lui sospendeva temporaneamente le lezioni. Sebastiano tornava con andrea il sabato mattina.
Capii che eravamo 2 da un lato e uno da un altro. Sebastiano era dalla parte di andrea.
Premetto che io non volevo complottare contro nessuno ma prima si parlava di rispetto, serietà e poi è partita questa guerra tra noi.
Ma la svolta ci fu. Dopo un esame andato male andrea divenne sempre più insofferente. Era pentito di essersi iscritto all’università e si era stufato di studiare. Andrea d’un tratto abbandonò la casa, era marzo, io non seppi nulla della sua decisione, la comunicò solo a sebastiano (questo avvale la mia tesi 2 da una parte uno dall’altra). Lo vidi uscire dalla casa un sabato mattina che aveva preso le ultime cose che aveva lasciato, mi salutò appena e da lì non lo vidi mai più (era marzo 2005).
Rimanemmo sebastiano ed io. Devo dire che l’aria cambiò notevolmente, si stava più tranquilli e rilassati. Andrea era una presenza negativa e opprimente.
Ci arrangiammo a fare la spesa e mandare avanti la casa e le cose sembravano rimesse a posto ma non era così. Sebastiano smise di andare alle lezioni e passava i pomeriggi a giocare a gta alla playstation.
Con i giorni diventava sempre più insofferente e maleducato nei miei confronti. Io, al contrario, ero motivatissimo ad andare avanti con gli studi dopo che andrea se n’era andato.
Fino a quando sebastiano disse che mi voleva lasciare solo a casa e trasferirsi da alessandro al piano di sotto. Alessandro si oppose.
rimase con me, trattandomi male, rispondendomi male in ogni circostanza in quella che diventerà l’ultima settimana in quella casa.
Tornammo di sabato accompagnati da mio padre alle nostre rispettive abitazioni e non m’immaginavo che quel sabato sarebbe stato l’ultima volta che vidi sebastiano.
Non ebbi più sue notizie, provai più volte a telefonargli ma non mi rispondeva e più volte mi rifiutò la chiamata.
Cominciai ad arrabbiarmi anche perché passò pasqua e dai lui non ebbi neanche gli auguri. Immaginavo che tra loro (lui e andrea) avevano festeggiato sia pasqua sia lunedì di pasqua ed io ero stato allontanato chissà per quale motivo.
2 giorni dopo si fece vivo. Mi telefonò ed io gli risposi male perché ero arrabbiato per le telefonate rifiutate (e per il resto). Lui fece finta di cadere dalle nuvole e mi disse che non sarebbe più andato alla casa e lasciava l’università.
Di conseguenza anch’io dovetti lasciare la casa perché non potevo gestire le spese universitarie, l’affitto, cibo, luce e varie. Non dico quanti soldi buttati via per niente.
Come se non bastasse una settimana dopo sebastiano mi richiama e mi chiede se si poteva tenere delle bottiglie d’acqua che erano rimaste. Io dissi di sì e feci per salutarlo dicendogli “vabbè ci vediamo…”. Lui mi rispose “sì, inventato!”. Fù la fine.
Era maggio 2005 e sebastiano ed io non eravamo più amici. Di lì più nulla. Ma nel maggio 2007 ricevetti una chiamata da un numero che non conoscevo. Provai a richiamare ma nessuna risposta. Sempre da quel numero arrivò un sms. Era sebastiano che provò a chiedermi scusa per quello che aveva fatto. Io gli risposi e gli dissi che era tardi e che non volevo aver più nulla a che vedere con lui e soprattutto con andrea (che non ho più visto). Si pentì per quello che fece ma troppo tardi.
Da quell’sms sono passati più di 2 anni ma che ci crediate o no sebastiano è tuttora nella mia mente. Tutti i giorni non riesco a non pensare a lui. A volte mi è anche mancato in questi ultimi anni e come gli ho sbattuto la porta in faccia oggi uno spiraglio glielo riaprirei. Ma sò che è tardi e impossibile. E’ stata l’amicizia più grande che ho mai avuto indipendentemente dall’epilogo. Confesso che a una parte di me sebastiano manca e ha nostaglia dei tempi migliori.

L'autore ha scritto 16 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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9 commenti

  1. 1
    davide86 -

    Natonel tu sei nelle mie stesse condizioni, anche io avrei voluto perdonare quei due amici per il male che mi avevan fatto, ma purtroppo a volte le persone non si rendono conto che una volta essersi allontanati, poi e’ difficile tornare indietro e cercare di rimediare, perche’ il dolore rimane ed e’ impossibile che si possa ricostruire quello che e’ andato in frantumi nel tempo.. guarda avanti e non pensare a sebastiano, non lo merita il tuo perdono, e’troppo comodo fare cosi, prima ti “pugnalano alle spalle” e poi pretendono di essere perdonati, cosi e’ troppo comodo e tocca a noi chiudere senza pieta’ come han fatto loro!! a presto 🙂

  2. 2
    The dreamer -

    Ciao, premetto che è un pochino difficile capire annessi e connessi di questa storia (mi sembra di cogliere che stai pubblicando a puntate).
    Dunque, l’aspetto che più mi colpisce è il fatto che tu ci abbia creduto veramente all’amicizia con Sebastiano. Questo è bellissimo, veramente. Però, mi sembra che tu commetta un pò l’errore (che io stessa ho fatto diverse volte) di tuffati completamente, quasi esclusivamente, quasi possessivamente sulla persona che hai di fronte. Purtroppo questo molto comunemente non solo non viene accettato, ma non viene nemmeno capito.
    Immagino il senso di delusione enorme che tu possa avere verso questo ragazzo, e penso di capire anche il tuo affermare “è troppo tardi!”. Però permettimi di dirti una cosa: Sebastiano ha provato a tornare indietro, questo glielo devi riconoscere. Ok, tardi..ok, poco convinto (se davvero ci avesse tenuto tanto avrebbe anche insistito). E’ vero anche che tutta questa ambiguità lascia sempre una grossa confusione in testa, non sai mai se in qualche modo quella persona davvero desideri un confronto, o se lo fa “per sport”. Ma…ma è tornato. A me non è mai successo. Le porte chiuse si sono chiuse per sempre, anche da parte mia, certo, però credo che la differenza sostanziale fosse che io continuavo a conservarli in un pezzettino di cuore, laggiù in fondo, lontano, cercando di cercare un mio equilibrio interiore tra buonsenso, emotività, impulsività e rabbia.
    Non ti sto dicendo di ricontattarlo, solo cerca di perdonare in cuor tuo il suo atteggiamento, e anche il tuo rifiuto. Se lo incontrerai per caso per strada tra diec’anni, non fare finta di non vederlo o cambiare strada (lo so, coerenza vorrebbe) ma vai oltre, cerca di “volare”, di lasciarti trasportare dall’affetto verso di lui che è annidiato dentro te. La rabbia è lecita, fortuna che esiste anche lei, però se tu riesci a strutturare te stesso, vedrai che con il tempo vedrai queste vicende con occhi nuovi. In questi giorni sto riconsiderando quasi tutto

  3. 3
    natonel1983 -

    Ciao Davide.
    Il titolo del post dice tutto, per questo non riesco a darmi pace nonostante gli anni che passano (quasi 5).
    Sebastiano è uno che ha sputato nel piatto dove ha mangiato, è stato una specie di Dottor Jekyll e Mister Hyde:dal corso fino a prima della convivenza conoscevo una persona simpatica,con la quale scherzavo,uscivo,che mi ha più volte parlato dei suoi problemi,che come me ha sofferto i dolori dell’emarginazione e della solitudine. Durante la convivenza ho scoperto uno che se fregava di prendersi le proprie responsabilità, che voleva avere sempre l’ultima parola su tutto e che si avvaleva della protezione di Andrea per fare il suo comodo.
    Con Andrea era un cagnolino docile e mansueto che scodinzolava con la lingua di fuori mentre con me un pitbull che mi ringhiava e abbaiava contro.
    E poi Andrea. Che dirti?.A lui l’unica cosa che gli serviva era un pugno in faccia e nient’altro.
    Il tempo non mi sta aiutando perchè,come hai potuto vedere,ho troppi dolori da superare.
    Grazie per avermi scritto e a presto. Ciao Davide.

  4. 4
    natonel1983 -

    Ciao The dreamer.
    Ti giuro che con le tue parole hai anticipato il post che volevo pubblicare in seguito a questo.Avrei parlato dell’errore che commetto a gettarmi “a pesce” sulle persone che ho di fronte.
    E’ un errore,come dici giustamente tu,che rappresenta il mio bisogno di avere qualcuno accanto,di avere amici e di non sentirmi solo.
    Varie cose:la timidezza,l’insicurezzza,la paura mi hanno fatto crescere solo (ma ti parlo di quando avevo,ecco,11 o 12 anni quindi non tempi recenti) e col tempo,vedendo gli altri miei coetanei con ampi cerchi di amicizie,mi sono sentito solo ed inadeguato.
    Allora cercando di bruciare le tappe mi legavo ai primi che mi capitavano credendo che sarebbero stati amici fedeli. Io facevo di tutto per farli stare bene e di conseguenza farmi apprezzare.
    E poi finiva come ho narrato in questo e in altri post precedenti.
    Se hai voglia e tempo ti invito a leggerti un mio post precedente “il mio ex amico alcolista” dove un mio amico (Nicola) mi ha abbandonato salvo chiarire 5 anni dopo e ho accettato le sue scuse anche dopo questi 5 anni.
    Oggi sono diventato più selettivo nelle conoscenze.
    Spero che il tempo e le situazioni mi aiutino a creare la pace dentro me.
    Ciao the dreamer e grazie per il tuo commento.

  5. 5
    diana -

    Gli amici veri non esistono. Ti kiamano se hanno bisogno di te, se vogliono uscire per una pizza, ma se tu hai bisogno di loro non ci pensare e se hanno un tornaconto alla prima occasione ti colpiscono alle spalle. Dimentica il passato anche se le ferite bruciano ancora. Impara dalle tue esperienze a riconoscere ki merita la tua compagnia, ma non fidarti mai completamente di nessuno,perchè la gente pensa prima a se stessa e poi al prossimo.

  6. 6
    natonel1983 -

    Ciao diana.
    Resta da chiedersi di chi dobbiamo realmente fidarci oggi nei momenti di vero bisogno. Dove dobbiamo cercarle persone vere ed affidabili.
    Ho tante ferite che stentano a chiudersi proprio perchè non ho nessuno (nel senso di amici) con cui parlare ed ecco che dopo anni sono lì ancora a fare male.
    Ciao diana

  7. 7
    The Dreamer -

    Ciao Natalone, anche se con un pò di riardo, come mi hai chiesto ho letto la puntata precedente. Confermo, ti butti di getto, con anima e cuore. Lo trovo straordinario. Però pochi sono così, la gente purtroppo ama la superficialità, si limita al divertimento, alla leggerezza; quando le cose sembrano loro prendere la piega dell’ “impagnativo” allora non ci stanno, temono le responsabilità che comporta una sana amicizia.
    Non è una critica, solo un’opinione e tra l’altro anch’io tendo ad essere come te, per quanto mi “alleni” al “galleggiamento”, sprofondo piano piano.
    Però vorrei invitarti a riflettere: il “problema” non sei tu, con qualsiasi altro lo avrebbero fatto, qualsiasi altro meno frivolo e fugace.
    Mi dispiace davvero per quello che hai vissuto, ti capisco benissimo.

  8. 8
    natonel1983 -

    Ciao the dreamer.
    Grazie per la tua comprensione. Uno il male lo fà solo fino a quando lo subisce ed allora capisce cosa significa.
    Stiamo diventando tutti privi di cuore e sentimenti. Basterebbe un pò di comprensione ed ecco che le cose migliorerebbero.
    Anche tu non gettare via questa tua capacità di socializzare e di voler bene ma sappila dosare come si deve e con chi si deve. Vedrai che saprai trovare chi ti aprrezza per ciò che sei e ciò che dai.
    Ciao e a presto.

  9. 9
    Arturo1989 -

    ciao natonel, sono daccordo cn te

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