Il rischio di assuefarsi agli orrori dei conflitti
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Caro direttore,
finita la pandemia il mondo ha ripreso a farsi la guerra. Ci stiamo assuefacendo troppo facilmente agli orrori dei conflitti. Ci sono purtroppo nuove guerre all’orizzonte: Kosovo e Taiwan prima di tutte. Non sapremo mai adesso se queste guerre scoppieranno o no. Ciò che sappiamo, però, è che il futuro di questi potenziali conflitti dipenderà solo da noi. Stiamo sottovalutando molte cose, troppe. Anche la guerra in Ucraina secondo i migliori esperti non sarebbe mai iniziata, eppure eccola qui, a mietere migliaia e migliaia di vittime quotidianamente.
Mi aspetto personalmente una grande prova di responsabilità dagli USA, i quali stanno tenendo un atteggiamento impeccabile nei confronti degli ucraini. La Nato è una organizzazione difensiva. Intervenire in guerre come quella in Ucraina è sacrosanto. È però altrettanto necessario che gli Stati Uniti abbassino i toni e l’escalation nei confronti del mondo intero, cosa che si sta verificando in modo più accentuato del solito negli ultimi giorni. Era proprio necessaria la visita di Nancy Pelosi a Taiwan? Siamo sicuri che non aumenterà la tensione, spingendo sempre più la Cina verso la Russia? L’Occidente deve essere garante della pace, e finora lo è stato. Dobbiamo credere nei valori europei e americani. Essere filo-americani non è una vergogna, deve essere invece un vanto visti i valori negativi espressi dagli altri paesi, a cominciare dalla dittatoriale Russia. Dobbiamo impegnarci tutti a ripudiare la guerra, e soprattutto a scongiurarne una di tipo “mondiale”. La Storia purtroppo tende a ripetersi ed è più perfida, umana e naturale di quanto noi crediamo.
Flavio Maria Coticoni
Data di pubblicazione: 9 Agosto 2022
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Categorie: - Attualità Mondo
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Sinceramente non capisco che intento abbiano le tue lettere, a parte fare un riassunto delle cronache internazionali, ovvio che nessuno vuole la guerra, ma sinceramente queste attribuzioni di ruoli, in “buoni” e “cattivi” le respingo al mittente o ai mittenti.
Per quello che mi riguarda ho sempre sostenuto il dialogo fra culture e popoli, ed infatti, ho sempre scritto che delle ragioni del perché vi sia guerra fra Russia ed Ucraina non bisogna troppo indagarne, perché se si ascoltassero entrambe le “campane” entrambe potrebbero suonare plausibili, e di conseguenza capili e comprensibili. Invece, la cosa da fare è non ascoltare le ragioni di nessuno dei due è mettersi di fianco ad entrambi per aiutarli a venire a più miti consigli. Per il resto non sono i cittadini che decidono, così come gli Ucraini non hanno deciso i missili nei loro giardini, così i Russi non hanno deciso di mandare missili nei giardini Ucraini.