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Ragazze: state lontano dagli uomini sposati!

di robse946
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Lettera pubblicata il 31 Maggio 2011. L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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La lettera ha ricevuto finora 133 commenti

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  1. 91
    Cicci -

    Rossana, sono passati quasi sette anni, dal quel momento, ho vissuto momenti terribili e indimenticabili, ma proprio perchè ancora innamorata di LUI, dopo 23 anni, l’ho sopportato e supportato in questo percorso che si chiama vita, perchè tutti possiamo sbagliare….

    Comunque, come dissi tu in un commento precedente, PERDONO MA NON DIMENTICO.

    Ricambio il sostegno e l’abbraccio.

    P.S. ANCHE MIO FIGLIO AMA SUO PADRE, CON I SUOI PREGI E I SUOI DIFETTI, perchè ha imparato a conoscerlo, senza pregiudizi.

  2. 92
    rossana -

    Cicci,
    mi fa piacere che il tempo ti abbia permesso di superare la sofferenza più viva e di riorganizzare le vostre vite.

    hai fatto benissimo a dare una seconda possibilità all’uomo che ami. avrei voluto invitarti a farlo fin dalla lettura del primo post ma non me la sono sentita d’inserirmi in una situazione così dolente, anche se espressa in pochissime parole. i figli e la famiglia, se appena appena possibile, dovrebbero venire prima di tutto. per i maschi, poi, la presenza costante del padre è molto importante.

    ed è bello che il tuo ragazzo abbia potuto conoscerlo e amarlo nella sua realtà. con mio figlio, a suo tempo, sbagliai nel fargli vedere il padre migliore di quanto lo ritenessi. da adulto mi espresse il suo disappunto per questo. con i figli, in un modo o nell’altro, il rischio di non fare il meglio per loro è sempre dietro l’uscio…

    in una vita vissuta succedono tanti eventi imprevisti e, purtroppo, da tutti c’è qualcosa da imparare. come forse già scritto, nemmeno io dimentico né il bene, né il male, ricevuti…

    cari saluti, con l’augurio di buona domenica!

  3. 93
    altea -

    “sbagliai nel fargli vedere il padre migliore di quanto lo ritenessi. da adulto mi espresse il suo disappunto per questo. con i figli, in un modo o nell’altro, il rischio di non fare il meglio per loro è sempre dietro l’uscio…”

    con i figli si sbaglia sempre anche quando si fa tutto bene.
    nonostante tutto, mia madre ha sempre parlato bene di mio padre, mai una parola cattiva.
    io di parole cattive, ne ho usate per lui.
    ma facendo così, mia mamma mi ha insegnato qualcosa di più grande rispetto alla piccolezza di mio padre: l’amore, il rispetto e il perdono.
    fermo restando che l’opinione che ho di mio padre non è delle migliori, perchè l’ho vissuta in prima persona, la visione di mia madre mi ha aiutata a elevarmi “super partes” nei conflitti di qualunque genere, a essere determinata e amare me stessa.
    e di questo, la ringrazierò sempre. perché si vive meglio, nonostante.

  4. 94
    maria grazia -

    “in una vita vissuta succedono tanti eventi imprevisti e, purtroppo, da tutti c’è qualcosa da imparare. come forse già scritto, nemmeno io dimentico né il bene, né il male, ricevuti…”

    PAROLE SACRE ROSSANA ! se si vive VERAMENTE, prima o poi in qualche modo SI SBAGLIA. illudersi di poter evitarlo vuol dire illudersi di poter vivere “fuori” dal mondo pur dovendone far parte. non è una cosa possibile.

  5. 95
    rossana -

    Altea,
    ti ringrazio per le parole di sostegno. il mio ruolo di madre è quello che più mi fa soffrire, senza possibilità di scampo ma non necessariamente per carenza di responsabilità.

    genitori non si nasce e, purtroppo, si tende a ricalcare le orme dei propri, anche quando non sono state del tutto positive. alcuni errori sono inevitabili, altri si vedono soltanto a posteriori.

    tra chi mette i figli contro il partner, distruggendone la figura, e chi li spinge a considerarlo meglio di quanto non lo ritenga, ci dovrebbe essere, come sempre, la giusta via di mezzo. o, meglio ancora, com’è successo a te, la possibilità di crescere formandosi direttamente una propria opinione vissuta, cosa che per mio figlio non è stata possibile vivendo con me, separato dal padre, che pure incontrava spesso, senza alcun vincolo di giorni o orari.

    mi fa piacere che tu abbia potuto apprezzare e trarre un ottimo insegnamento dall’atteggiamento di tua madre. mio figlio, invece, mi rimprovera ancora oggi di aver voluto la separazione. ovviamente, non sa e mai gli dirò quali sono stati per me gli eventi scatenanti che mi hanno definitivamente allontanata da suo padre, che pure ho amato e continuato ad amare, in modo diverso, anche dopo la separazione.

    la vita è una lotta tra le spine: alcune si riescono ad evitare, altre restano conficcate nel cuore per sempre.

    Maria Grazia,
    grazie anche a te per la comprensione, che può essere lenitiva quanto una carezza.

    buona notte a tutte e due!

  6. 96
    maria grazia -

    “grazie anche a te per la comprensione, che può essere lenitiva quanto una carezza.”

    rossana ti sono grata. è bello concludere la settimana leggendo una frase così bella diretta a me. grazie davvero ! a presto

  7. 97
    altea -

    forse tuo figlio merita di sapere le ragioni della separazione tanto quanto i motivi per cui ami ancora suo padre.

    fa parte della sua storia, dopotutto.

    io la separazione e il divorzio li ho vissuti tutti. nel male e nel bene. senza averlo vissuto, mancherebbe una parte della mia storia e non avrei un’opinione bilanciata di entrambi.

    la via di mezzo è questa. una donna che nonostante tutto ha sentimenti positivi.

    un bacio e buona fortuna.

  8. 98
    rossana -

    Altea,
    forse sì, sarebbe giusto, soprattutto per me, che mio figlio sapesse cosa mi ha indotta a separarmi da suo padre ma temo che questo non lenirebbe il dolore per questo evento che si porta dentro. potrebbe, invece, aumentarlo accrescendo il disinganno che già suo padre gli ha fatto vivere quando ancora era in vita.

    non conosce alcuni particolari salienti ma in linea di massima ha avuto modo di averne degli assaggi più che sufficienti per farsi un’idea. sarebbe forse stato preferibile che vivesse fin da subito, senza filtri e in modo più approfondito, quanto stava accadendo ma chi non cerca di alleggerire i pesi per i figli, soprattutto se sono ancora in età infantile?

    ormai, quel che è stato è stato. va bene così!

    bacio ricambiato

  9. 99
    Io -

    Mi avete rivolto delle parole molto belle, una decina di giorni fa. Vi ringrazio, tutti.
    Sarah, tu mi hai fatto delle domande. Mi hai chiesto se ho paura ad avere una relazione vera, se non penso di averne diritto.
    Non so cosa risponderti.
    Vedi, quando è andata a rotoli il mio primo fidanzato, quello storico, quello con cui la storia è andata avanti ben oltre, molto oltre il decennio, mi sono chiesta centinaia di volte cosa non avesse funzionato. Me lo sono chiesta senza rimpianti, senza recriminazioni. Non sono mai riuscita a darmi una risposta. Abbiamo avuto entrambi tanti torti e tante ragioni. Mi sono sempre detta che, se ci fossimo amati veramente, probabilmente avremmo cercato una soluzione, un rattoppo, un rammendo.
    Invece abbiamo guardato lo strappo e scrollato la testa.
    Siamo amici ancora adesso.
    Lo siamo stati fin da subito, dopo la rottura.
    Non è “normale” tra chi si è amato.
    E’ normale tra chi si è voluto “solo” bene.
    Anche con gli altri sono rimasta amica.
    Con tutti, nessuno escluso.
    E’ che le persone non si innamorano di me.
    Ed io, forse- ma è uno di quei forse che è certezza- mi sono innamorata dell’idea di essere una persona normale, con un marito, dei figli, una casa da tenere in ordine tra mille rimbrotti.
    Oggi ho passato l’intero pomeriggio con lui. Con l’uomo che c’è ma non si deve vedere.
    E’ stato un pomeriggio bellissimo, uno di quelli che mi porterò appresso, nella memoria, per sempre.
    E non perchè sia stato un pomeriggio di sesso selvaggio, di cose turche avvinghiati come animali.
    Lui mi raccontava episodi simpatici, io ridevo.
    Le ore sono volate.
    Prima di andarsene mi ha detto “mi hai fregato, volevo un’amante con cui fare sesso, e invece mi sono innamorato”.
    E’ vero, non è vero, non lo so, non lo voglio sapere.
    Ciò che so è che l’essere umano si deve adattare alla vita e non viceversa e che il detto “if you can dream it you can do it” è solo una favola per pazzi, esseri geniali, bambini.

  10. 100
    Io -

    Ed io sono una comune mortale. Piena di desideri, di voglie, di paure.
    Non so come andrà a finire, non so che direzione prendere, non so neppure se prenderne una o lasciare che le cose accadano.
    Indipendentemente da ciò che accadrà.
    So che ormai vivo “al minuto” e che nessun minuto costituisce un precedente attendibile, nel bene e nel male.

    Buona serata a tutti.

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