Problema sessuale
Salve,
è la prima volta che scrivo e vorrei porvi un problema.
Io e la mia ragazza stiamo insieme da circa 7 anni. Io ho 27 anni e lei 25. Ci sono stati alti e bassi, infatti ci siamo lasciati per due volte e poi ripresi. Sostanzialmente lasciavo io per causa sua e poi lei tornava ed io ero lì. Cause tutte individuali, niente corna, terze persone o che, questo sia chiaro altrimenti col cavolo che ci sarei tornato assieme.
E’ inutile che ora io cominci a dire quali sono i problemi, e se ce ne sono, a livello psicolgico/dinamico di lei, di me o di entrambi. Servirebbe solo ad inquinare le risposte alla mia domanda che sto per porvi ed a dirigerle in un senso o nell’altro.
Ecco la domanda: secondo voi è normale che una ragazza di 25 anni dica di sentire il rapporto come “coniugale” con tutto quello che ne consegue? Per “tutto quello che ne consegue” intendo: molto dialogo, molto affetto, molte coccole ma attrazione, gelosia, sessualità pari a zero se non lì vicino?
Mi sarebbe molto utile se mi deste le vostre risposte basate solo sulla domanda e, se poi voi lo vorrete, potrei contornare questa domanda con particolari sul modo di essere e sui problemi che ognuno di noi ha/ha avuto.
Vi ringrazio,
Alessandro.
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Categorie: - Sesso
12 commenti
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Ciao Alessandro!
All’inizio del rapporto era anche così: “attrazione, gelosia, sessualità pari a zero se non lì vicino”?
Per certi individui prevale l’aspetto fisico; per altri, è più importante quello emotivo. Mi sa che fra voi non c’è grande sintonia di fondo e che il mix non è equilibrato.
Con il tempo spesso succede che l’attrazione si smorzi, soprattutto se non è sostenuta da temperamenti passionali, e 7 anni cominciano ad essere effettivamente un “tempo coniugale”. Per cui il comportamento della tua ragazza potrebbe anche essere considerato “normale”.
Caro alessandro, tu non la ami più, per lo meno la vorresti lasciare ma non hai il coraggio, aspetti, aspetti sperando che capiti qualcosa.
No, non è affatto normale.
Ciao Alessandro,
per rispondere alla tua domanda in modo più ponderato, vorrei sapere, se ti va di dirlo, se fin dall’inizio del rapporto il più “assatanato” eri tu e se lei era invece, come ora, più incline alle coccole e all’affetto. Insomma, lei era attratta da te con un minimo di passionalità o essenzialmente eri tu ad essere attratto sessualmente da lei.
In teoria sette anni possono giustificare il suo attuale atteggiamento, dato che ci sono individui più portati per la fisicità ed altri più portati per la spiritualità.
Ringrazio tutti per le risposte.
Cara Rossana, all’inizio del rapporto c’era passionalità da entrambi i lati ma ero io quello che spingeva di più in quel senso. Inoltre, te lo confesso con vergogna, diciamo che l’ho traumatizzata sotto quel punto di vista, perché a volte la costringevo. Non in senso fisico, sia ben chiaro, ma in senso morale. A ciò aggiungici che ha una madre oppressiva e soffocante che le dice sempre che è una tro.. (testuali parole) se lo fa prima del matrimonio. Penso che si sia trovata tra l’incudine (io che spingevo troppo) ed il martello (sua madre) e che ciò le abbia causato un rapporto anormale con il sesso.
Cosa ne pensi?
Regia, cosa ti fa pensare che io non la ami più? Al massimo si potrebbe dire che è lei che non mi ama più, no?
Caro Alessandro, scusami per il ritardo: ho avuto qualche difficoltà a leggere e a muovermi sul sito… La tua situazione mi sembra complicata (come quasi tutte le storie d’amore, sesso e affini) ma ti dico ugualmente cosa ne penso. Hai fatto male a “costringere” la tua ragazza, e mi dispiace molto per lei. Questa tua ammissione, coraggiosa, per cui ti ammiro, mette però luce su uno dei punti che per me hanno maggior importanza nel valutare l’insieme, e cioè sul fatto che la passionalità della ragazza non era poi così forte, nemmeno all’inizio. Per lo meno, in rapporto alla tua.
La sessualità è un fiore delicato e spesso non ha possibilità di evolversi in libertà nella donna. O meglio, questo accadeva in passato ma mi sa che a volte capita ancora, in soggetti facilmente condizionabili. Non ho parole per definire la madre, che per lei dev’essere stata distruttiva, in questo suo segmento di personalità.
Cosa fare ora? Non lo so, né avrebbe molto senso un qualsiasi giudizio in merito. I sentimenti sono composti da tante sfaccettature e non sono classificabili. Posso dire soltanto che la sessualità della ragazza, a mio avviso, ha bisogno di cure, costanti, affettuose e probabilmente lunghe. Ti senti di curarla? Temo di no, perché altrimenti l’avresti già fatto. I tuoi “bisogni” sembrano essere preponderanti, e non devi sentirti in colpa per questo.
Forse con un’altra ragazza potresti avere una maggior intesa fisica. Ma il resto? Cos’altro ti lega a questa ragazza? Ogni rapporto nasce, cresce, tentenna, riprende vigore, poi tentenna di nuovo, e così via, fino al suo esaurimento. Non potrebbe essere soltanto un particolare momento di “stanca”? In ogni caso, quando ci si incammina per questo tipo di sentieri, si deve percorrerli fino alla fine: difficilissimo troncarli a metà, anche se qualcuno ci riesce…
Ti auguro di riuscire a viverlo, comunque, come un percorso di crescita e un qualcosa da ricordare nel tempo.
Con un abbraccio,
Ross
cara Rossana vorrei una curiosità se possibile, sei per caso milanese? Perchè ragioni e scrivi come una ragazza che conoscevo molto tempo fa e che poi ho perso i contatti, anche se non sei la stessa hai dato un ottima risposta ad Alessandro, che dovrebbe tener conto e mettere in pratica in modo particolare quello di apsettare e di curare la persona, anche perchè come lui stesso ha detto in qualche modo ha imposto certe situazioni. Vedi che non tene pentirai ed alla fine quello che avrai seminato lo raccoglierai sicuramente, io ci sono riuscito, ed adesso ho una splendida donna che mi ha dato due bei figli e che amo immensamente come loro amano me. per quanto riguarda la suocera figurati che adesso quanto parla con qualcuno di me dice mio figlio…..cose da pazzi, hai capito? Alessandroooo
scusa, Peppone, se ti rispondo solo ora.
non sono più venuta qui perché non mi trovo a mio agio con l’impostazione grafica del sito, anche se ne apprezzo molto tutti gli altri aspetti.
non sono milanese e soprattutto, purtroppo per me, NON sono più una ragazza!
Ciao!
che storie…incredibili, non capisco più le ragazzw e di loro non mi fido più, la mia, dopo quattro anni di perfetta intesa sessuale, mi ha tradito con il suo più caro amico ed è restata incinta…l’ho lasciata ed è successo di tutto, prete, vicini di casa…insomma un casino,non l’ho più voluta vedere anche se capisco che sono innamorato di lei ancora adesso, spero mi passi presto, mi resta solo la mia moto e la pesca subacquea
Io penso che la vita di coppia sia una cosa seria. Nell’ultimo anno ho avuto la gioia di entrare in sintonia con una persona che mi ha preso per mano e mi ha fatto capire tante cose. Per me è un maestro… perché probabilmente mentirei a me stessa se dicessi che un marito può essere per la moglie ciò che Cristo è per la Chiesa. Questo è un modello di perfezione al quale aspirare, ma non è alla nostra portata. La nostra umanità la fa da padrone. Ci sono coppie già formate che ammettono che per loro sarebbe impossibile partecipare a programmi basati sulle tentazioni. Invece in un contesto diverso (più stilizzato) riesci a capire quanto l’altra persona tiene a te. In promo luogo realizzi dal modo in cui si pone che l’amore è una forza che consente all’uomo di governare il suo istinto (la paura di non essere all’altezza, la paura del giudizio della gente, ecc.). La scelta di spogliarsi dai simboli del potere lo ha reso ai mei occhi molto umano… non ha messo la sua fede davanti alla superbia degli altri uomini e me li ha fatti sentire più vicini. Mi riferisco agli uomini che nell’amore avevano trovato risposte pratiche per rispondere alle loro paure. I toni denigratori non mi spaventano perché alla fine sono io a scegliere. Ma chiaramente non riusciresti ad essere te stessa con qualcuno che ti dà l’idea di essere un pescecane…
[…]Quando impari a distinguere l’amore l’arroganza, l’insicurezza, l’altezzosità e i suoi derivati vengono da te vissuti come il prodotto di una civiltà contraria che comunque non ti fa dubitare dalla maturità della persona che ti sta accanto. Riesci ad amarlo con tutti i suoi difetti, anche se la cosa ti pesa in alcuni giorni. Ma qui si vede la maturità. I dubbi di lui su di te dipendono dal fatto che in passato non è stato esattamente uno stinco di santo (la sua umiltà ritorna)e vorrebbe cercare di capire se per un suo egoismo (il suo interesse verso di te) ti toglie la possibilità di vivere una vocazione che probabilmente potrebbe essere a te sconosciuta. Un altro matrimonio, il notiziato, ecc. Per questa ragione è molto più semplice governare l’interesse della donna. Io nella vita ho scelto sempre questa posizione, perché la reputo più conveniente per tutti, ma dentro di me è sempre stato vivo il desiderio di “stare sul trono”. Per mettermi in discussione. Tutto qui. Ad ogni modo lui non pensa a te come alla brava moglie, perché tanto sa che le tue qualità non riuscirebbero ad arginare quel desiderio di libertà che tutti si portano nel cuore, ma che è più grande in chi vuole restare “prigioniero” di Cristo e rischia di ritrovarsi prigioniero di se stesso. Con questo non voglio dire che dovremmo diventare tutte suore, anche perché ho conosciuto tante donne sposate che vivono questa loro vocazione con grande maturità perché sono riuscite a elevarsi nel matrimonio.