Incontriamo potenziali killer tutti i giorni. Come riconoscerli
di
uqbardeva
Riferimento alla lettera:
L'uomo, 54 anni, ha perso la testa. Sarah è stata uccisa per aver rifiutato le avances dello zio Michele. Strangolata nel garage e buttata in un pozzo in un podere a due chilometri da Avetrana- QUANTI POTENZIALI KILLER INCONTRIAMO TUTTI I GIORNI? COME RICONOSCERLI I killer passionali quasi sempre sono...
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Data di pubblicazione: 7 Ottobre 2010
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Categorie: - Attualità

tanto per non essere tacciata di “parlare a vanvera”:
“Che tipologia ha il detenuto italiano medio?
Secondo le statistiche, riferite al 2008, è un uomo (solo il 4,3% della popolazione carceraria è femminile), ha tra i 30 e i 34 anni (il 17,4% del totale), è celibe (il 45,5%), non ha figli (il 63,5%) e ha un diploma di scuola media (il 33,9%). Il detenuto più vecchio d’Italia si trova nel carcere di Avellino, ha 87 anni, ha ucciso il genero quando ne aveva 82. La fine pena è prevista per il 2011.”
da La Stampa.it – Domande e risposte
la verità è che molto, ma molto spesso ci si difende dietro alla violenza fisica subita per nascondere vigliaccamente la violenza morale perpretata e le donne sanno che la violenza a parole fa molto male all’altro sesso, ma di certo non si risparmiano perchè VOGLIONO fare male, ma naturalmente non all’interno dei tribunali non si possono fare i processi alle intenzioni, percui ciò che rimane agli atti e all’opinione pubblica informata distortamente dai vari pilotati palinsesti, è solo il risvolto finale di una vicenda.
Per esperienza ho imparato che prima di scendere a facili giudizi bisogna sempre ascoltare tutte e due le campane, sempre
Affermare che nelle prigioni ci sia prevalenza di un sesso rispetto ad un altro è un dato inutile che non dice assolutamente nulla riguardo il problema; e ricordiamoci a tal proposito che l’uomo è notevolmente più esposto riguardo la donna! un uomo alla disperazione spaccia o compie dei furti e viene punito, la donna alla canna del gas si mette sul marciapiede a battere, ma viene punito chi la frequenta o chi la sfrutta, la donna invece è sempre vittima, è sempre la debole, però vuole ed ottiene la parità di diritti ma apparentemente non dei doveri però, ad esempio quando chiede la separazione dal marito sa già che casa e figli le verranno assegnati a scapito della sola persona che dovrà rimboccarsi le maniche; l’ uomo. Ed anche qui le accuse di violenza si sprecano, peccato che poi si dimostrino false per la quasi totalità dei casi, ma il fenomeno è diventato un buon affare per chi è del mestiere e per tutto il carrozzone che ci gira intorno, a partire da avvocati, media e politici.
E noi stiamo ancora qua a discuterne…
@rossana. Primo, non ho mai tentato di affermare che le donne sono peggiori degli uomini. Dove lo hai letto. Ti prego di rispondere a questa domanda.
Secondo, l’affermazione che gli uomini, essendo maggioranza nelle carceri, sono peggiori, è superficiale e facilona. Infatti, parlando al livello occidentale (quindi non solo in Italia), in genere in galera finiscono soprattutto i “gruppi sociali” meno protetti dalla morale di stato (che è anche un po’ la morale pubblica delle elite culturali, oltre che delle elite politiche). Ad esempio: le minoranze etniche, i poveri, e gli uomini. Per la nostra morale di stato, infatti, le donne sono certamente a un livello di moralità e, anche un po’ di conseguenza, di dignità, superiore a quello degli uomini, anche se non esistono dati scientifici esaurienti ed esaustivi che avvalorino questa tesi. È un dogma!
Pensaci, se una donna uccide, subito, tanto i legislatori, quanto i giornalisti si chiedono pubblicamente come possa essere accaduto, cercando (secondo me giustamente) spiegazioni, ma con una specie di compassione (vera o falsa che sia) di fondo. Quando l’assassino è uomo, invece, la stessa compassione e la stessa ricerca delle ragioni, non è concessa. Non in egual misura. Mai, in egual misura.
Poco importa, se molto spesso esistono due schieramenti, che si scontrano sulle diverse questioni.
Se i poveri, e gli appartenenti alle minoranze etniche, sono sostenuti dalla sinistra e dai cattolici, gli uomini, come categoria da sostenere, semplicemente non esistono. I pochi che credono e che parlano dei concetti che espongo, sono considerati, come una resistenza partigiana (combattenti per la verità), da quelli come me, e come dei terroristi (misogini maschilisti), da tutti gli altri.
Sì, è vero, spesso anche le resistenze partigiane finiscono per fare delle schifezze in preda all’odio. Quindi, anche quelli che ho chiamato “combattenti per la verità”, possono diventare misogini maschilisti, ma ciò è dovuto alla sensazione di ricevere continue vergate sulla propria dignità, senza poter avere speranza di cambiare il mondo in modo più giusto. È un’ovvietà che la misandria produca misoginia, com’è vero, viceversa.
Chiedo scusa. Probabilmente i lettori non conoscono la parola “misandria”. Significa odio per gli uomini.
Se fate una ricerca su google, noterete pochi risultati su questa parola, mentre sul termine misoginia, altro che pioggia sul bagnato! Chissà perché? Forse solo gli uomini possono odiare l’altro sesso? O forse ho ragione io?
Ci tengo a specificare che la misoginia come la misandria non mi appartiene. Piuttosto, delle volte ho qualche scatto di misantropia.
Shokinmytown.
non mi pare di aver risposto a te personalmente.
ho espresso il mio punto di vista sulla questione, che per me resta basato sui fatti, anche se non ho difficoltà a riconoscere che spesso il maschio risponde con violenza alla provocazione verbale della donna. schiaffi dati e ricevuti da entrambe le parti, non hanno comunque lo stesso peso.
noto, in ultimo, che quando la relazione di coppia non funziona più come si vorrebbe, basta davvero poco a provocare un uomo…
“ho espresso il mio punto di vista sulla questione, che per me resta basato sui fatti” No! Quell’affermazione non si basa sui fatti, ma su quello che appare senza analizzare nulla. Chiunque, nel 1200 avrebbe pensato, “ovvio che la terra sta ferma e il sole le gira in torno”, perché questo è quello che suggeriscono i sensi. Tu non senti la terra muoversi sotto di te, però sai, perché te l’hanno insegnato, che non sempre la spiegazione più immediata è quella giusta. Io ti ho fatto un’argomentazione, per quanto stringata, che come minimo getta dei dubbi su quello che affermi, ma tu nonostante questa volta stessi rispondendo “propriamente a me”, l’hai ignorata. Perché?
“schiaffi dati e ricevuti da entrambe le parti, non hanno comunque lo stesso peso”. Falso perché: 1. Non sempre la donna è messa peggio fisicamente del proprio ragazzo. 2. Una donna, proprio perché magari si sente più debole, può usare degli attrezzi: piatti, manici di scopa, ombrelli, eccetera (ti assicuro che possono far danni gravi). 3. Perché, picchiare qualcuno è sempre lesivo della sua dignità, e questo può fare molto male psicologicamente. “spesso il maschio risponde con violenza alla provocazione verbale della donna”. Ci sono persone (uomini e donne), che vengono indotte al suicidio da atteggiamenti e parole. Non ho più tempo. Avrei ancora altro da dire.
Shockingmytown,
sei stato picchiato da una donna? io sì, da un uomo che diceva d’amarmi e d’amare la verità e la libertà!
non mi pare che siamo i più adatti (in quanto coinvolti) a discutere un tema così vasto e così “pesante”.
ti potrei dare dei numeri su quante donne ancora oggi subiscono mutilazioni genitali (non certo effettuate per volere femminile), su quante donne muoiono al giorno per mano di un uomo (sempre in risposta a provocazioni verbali?) oppure su quante donne al giorno subiscono stupri (e non solo in guerra o per abbigliamento provocante) ma non sono nemmeno troppo interessata ad aver ragione e ad argomentare con te.
mi basta porti e porre una domanda: qual’è il sesso che tende a risolvere i dissidi e a dominare con la forza?
d’altro canto, so che le leggi attuali in materia di separazione, divorzio e custodia dei figli sono sbilanciate a favore della donna. con il tempo, spero, si porrà rimedio a questa ingiustizia…
in ogni caso, “vivere male” non è equiparabile al morire o al subire botte e violenze tra le mura domestiche. sono due “dimensioni” ben diverse…
scusate, ma finche continuiamo a confrontare delle cose diverse e situazioni differenti, è ovvio che non ci si ritrova, nel parlare… le mutilazioni genitali femminili ( al prai dell’uccisione dei gemelli e al pari del sacrificio del primo figlio) sono usanze barbare e stupide e inutili di interpretazioni religiose volte al mantenimento del potere. ( infatti nel corano non si parla della mutilazione femminile. è stata imposta in alcune culture, da parte di visioni distorte dei soliti santoni, per mantenere un controllo ferreo sulla popolazione. ) non mi sembra che nell’italia cattolica esista una cosa simile. quindi, che cosa confrontiamo? questo con quello? ( ad onor del vero, in italia il delitto d’onore è esistito fino a pochi anni fa) purtroppo, come si diceva sopra, se tua moglie ti da uno schiaffo, te lo tieni. se lo stesso schiaffo lo da l’uomo, questo si ritrova denunciato per aggressione. se la stessa denuncia la fa l’uomo, gli ridono in faccia. il vero problema è che si è un po tutto spostato a favore della donna ( non di tutte. ma se vi fate un giro sul sito dei padri separati, ascoltate un paio di storielle ca fanno rabbrividire. si lo so, esistono anche uomini bastardi e stronzi) sarebbe bello che si potesse affrontare un discorso senza che le donne si debbano sentire sempre superiori o vittime e gli uomini rappresentati come maniaci sessuali maneschi e altro. siamo uomini e donne. diversi. e il torto, non è mai da una parte sola. io ho visto entrambi i lati della faccenda: le ho prese e le ho date. non mi vanto per questo. ma capisco bene entrambi i punti di vista. e nessuno dei due ha ragione.
concordo, Dancan: NESSUNO dei due ha ragione, ogni caso è da considerarsi singolarmente…
tuttavia… scusami se insisto, NON sono le donne ad aver stabilito leggi barbare, nessuna di esse… e NON sono le donne a regolare i dissidi tendenzialmente con la violenza (schiaffi momentanei a parte, magari perfettamente meritati)…
a quanto ne so, la donna preferisce il dialogo. poi ci sono anche donne perfide, che uccidono a parole e con il favore di leggi ingiuste, ma questo è davvero un altro discorso… almeno per me!
non potrò mai mettere le offese verbali sullo stesso piano di quelle fisiche, anche perchè, in linea di massima, se la donna dà un schiaffo, è molto probabile che ne riceva due in cambio… siete o non siete mediamente più forti, più alti e più robusti???
io, contrariamente a te, ho preso calci, schiaffi e pugni e non mi è nemmeno mai passato per la mente di ricambiare, nè a parole, nè con leggi a mio favore… sono semplicemente fuggita, e mi sono separata CONSENSUALMENTE, senza pretendere alimenti, nonostante i ripetuti tradimenti subiti…
la violenza non è mai giustificata. ma a volte le donne, con il dialogo, riescono a
farti saltare i nervi molto di piu che tante altre cose… ( le cose vanno viste sempre
caso per caso) comunque… appunto perchè siamo diversi fisicamente… perchè
durante una lite, la donna ti porta sistematicamente allo stremo? io ho preso a
schiaffi è vero.. ma dopo 6 ore che qualcuno mi urlava in faccia. se fossimo stati
due uomini, la cosa sarebbe finita li. due schiaffi per uno, e poi via al bar come
niente fosse. invece la donna va molto sul pricologico. ma quando saltano i nervi,
non ti rendi conto, di ciò che fai. è sempre sbagliato. quindi, perchè si vuoòle per
forza litigare fino allo stremo? ognuno dice la sua e basta. invece no.. con una
donna, ti mette in ballo qualunque cosa che è successa negli ultimi 10 anni. cose
che magari uno non si ricorda piu. ma poi si insiste… si urla… si dicono cose
orribili.. ( orbene.. io so che uno molto piu forte di me, in una discussione di
sicuro non lo porto allo stremo. una donna invece lo fa.) è sempre sbagliato,
alzare le mani. ma è altrettanto sbagliato provocare fino a portare uno fino al
tracollo. non difendo ne gli uomini, ne le donne. chiunque perde il controllo è in
errore. caso diverso chi mena perchè la minestra non era salata giusta. quello è
solo un imbecille.
Dancan,
devo ammettere che è piacevole discorrere con te…
concordo sul fatto che un uomo molto difficilmente porterebbe all’estremo, in una discussione, un altro uomo più grosso e più forte di lui. purtroppo, è vero: spesso la donna lo fa, STUPIDAMENTE, a mio avviso, ritenendosi al riparo per il fatto di essere ufficialmente il “sesso debole”, che, poi, così debole non è proprio per niente.
la soluzione ideale che dovrebbe attuare un uomo in questi casi è prendere la porta e uscire. ti assicuro che agisce come un ottimo calmante per entrambi i sessi, in quasi tutte le situazioni di attrito.
resta da osservare che, quando una donna si comporta in modo esasperato e esaperante, questo significa essenzialmente due cose, di cui tener conto: 1) la si è fatta soffrire davvero tanto e ha deciso che è venuto il momento di rendere la pariglia; 2) ama ancora, e parecchio, perchè altrimenti non gliene potrebbe importare più di tanto: lascerebbe e basta, senza troppe parole e troppe provocazioni.
un caro saluto.
grazie rossana,mi fa molto piacere, anche se sapere che c’è qualcuno che trova piacevole discorrere con me, mi dà un senso di brivido lungo la schiena. ( solitamente sono equiparato all’ultimo dei co......…) ok, considerazioni personali a parte…. il problema è proprio quello: la donna non dice nulla,e poi, quando scoppia, tira fuori anche questioni ridicole, o cose accadute anche 4 o piu anni prima. solitamente, un uomo, il limite temporaneo di attenzione è piu o meno di una settimana. ( io mi ritrovavo a litigare per cose capitate ANNI prima, e dovevo dare conto dei singoli minuti… vedi un po tu.. poi dopo qualche ora di questo trattamento, o te ne vai o mettere le mani in faccia, non è un’eventualità cosi remota, sai? e purtroppo non sempre è possibile chiudere la porta e andarsene. per due motivi: la donna è capace di cose estreme. quindi, da incazzata, o ti distrugge casa, o si butta di sotto. e se si butta di sotto, poi sono c..... dato che essendo tu l’ultimo ad averla vista e avendoci litigato… indovina un po che succede?) purtroppo le donne sono brave nel giochetto dei sensi di colpa. e nel giochetto della memoria. se un uomo si comporta male , vedrai che quel momento verrà scolpito nel marmo, e verra tirato fuori ad ogni minima discussione. non parliamo poi dell’argomento sesso: ok che noi uomini siamo maniaci sessuali a prescindere. però se le donne smettessero di vedere il sesso come una cosa che LORO concedono al loro compagno… forse magari ci sarebbe anche qualche tradimento in meno.
fare a botte, come ti dicevo, non è mai giustificato. ma a volte, bisogna anche vedere il perchè. un conto è uno che mena la moglie perchè la minestra non è salata. un conto è invece doipo una lite di ore, nella quale uno si è sentito dire di tutto e partono qualche ceffone. so benissimo che è sbagliato. e nessu na donna deve colpevolizzarsi.solo sarebbe bello che da gente adulta,uno iniziasse anche a rispettare l’altro.non ti va quello che dico/faccio/penso? hai 2 strade:o lo accetti e ci passi sopra,o cerchi un’altro che si confà alle tue idee… invece la donna sente come missione principale quella di modificare il proprio compagno sulla forma delle sue idee… ma a volte l’uomo cede,ma solo fino ad un certo punto. e alla donna questo non va giu… comunque,come ti ripeto.. tra uomini la cosa finisce li. due ceffoni per uno e poi si è amici come prima. la donna invece si sente in diritto di insistere e litigare, litigarelitigare.. poi a uno i nervi
Dancan,
non sei AFFATTO l’ultimo dei co....... a mio avviso, sei molto intelligente e capace di dialogo, due aspetti apprezzabili: il secondo in particolare quando ne è depositario un uomo.
ho riflettuto sul tuo punto di vista in merito alle parole che fanno male, espresso anche da altri uomini su questo forum, e devo riconoscere che non avete torto. la difficoltà consiste unicamente nella possibilità di valutare in modo omogeneo il danno che causano. le lesioni fisiche hanno un tempo medio di guarigione, quelle psichiche non possono essere valutate altrettanto facilmente: dipende dalla “costituzione interiore” di chi le subisce, diversa da individuo a individuo. ricevendo la stessa ferita verbale qualcuno può guarire in pochi giorni, altri possono non guarire mai più…
tuttavia, se la giustizia degli uomini sta riuscendo a valutare i danni morali nei casi di gravi perdite, forse un giorno si potrà comprendere meglio e valutare in modo più approfondito anche le offese ricevute solo a parole…
per il momento, non resta che tenere in debito conto che anche il più piccolo e il più insignificante degli esseri viventi possiede un suo sistema di difesa. la donna, non essendo forte fisicamente, ha diritto ad averne uno anche lei, che ha affinato negli anni. dovrebbe anche imparare ad usarlo con misura, nei tempi e nei modi giusti, ma non tutte sono capaci di raggiungere gli stessi livelli di saggezza e di equilibrio, come, d’altra parte, parecchi uomini sanno fare poco e male nel calibrare l’uso delle mani…
—
vorrei rispondere al tuo ultimo post conoscendo la tua età, per meglio calarmi nel tuo modo di essere e di sentire, se ti va di farmela conoscere. altrimenti, risponderò lo stesso ma in modo più generico…
ciao!
bè, ho 35 anni, non è un mistero… 😉 e per essere un trentacinquenne, di
minchiate ne ho già fatte parecchie.
io non ne farei una questione di offese fine a se stesse… piu che altro, come dici
tu, un ceffone guarisce. sentirsi rinfacciare ogni cosa, poi questo te lo porti
dietro… diventi un po piu insicuro ( a meno che essere uno che non gliene frega
nulla, ma quel tipo di persona non arriva a litigare, appena c’è qualcosa che non
va, tac, cambia donna ) il problema è , in fin dei conti che l’uomo deve difendere
l’immagine della roccia, della stabilità ( ed è giusto che sia cosi) la donna invece
agisce in maniera piu psicologica. il problema è che spesso, piu un’uomo si
mostra ‘duro’ piu è insicuro, o ha qualche cosa di molto sensibile. quindi, spesso,
come è ovvio che sia, ferisce piu la lingua che la spada. poi un uomo, non ha
molta pazienza… come ti dicevo sopra, serve quel cavolo di dialogo, e quel
cavolo di rispetto… rispettare il proprio compagno/a, anche se non la pensano e
se non si comportano come desiderato…. forse questo ridurrebbe i conflitti… poi
ovviamente… esistono comunque i maneschi e le stronze…….. ma è opportuno
sviscerare la questione alla base… quindi la mancanza di dialogo,rispetto ed
educazione, sono la causa principale di tutto…
@Rossana
Mi togli una curiosità? Perché hai fatto quei complimenti a dancan, e non a me.
Non che li voglia anch’io, è solo che così sembra, che non sia stato incline al dialogo e intelligente.
Per carità, libera di pensare che io non sia intelligente, ma che sia stato incline al dialogo non puoi non riconoscermelo, è nero su bianco. Inoltre non ho detto una sola cosa che vada in disaccordo con ciò che ha espresso dancan (che, infatti, quoto sostanzialmente), semplicemente, vado anche un po’ oltre.
Forse queste tue frasi possono essere la risposta: “sei stato picchiato da una donna? io sì, da un uomo che diceva d’amarmi e d’amare la verità e la libertà!”
Ti sto sullo stomaco perché te lo ricordo. Perché dico che bisogna studiare scientificamente e molto, anche il problema taciuto e nascosto della violenza, anche domestica, femminile? Spero di no.
Io non ho mai detto che le donne sono peggiori degli uomini. Mai. Semplicemente perché non lo posso sapere, scientificamente parlando. So però, che esiste eccome, una violenza perpetrata da donne, perché è lapalissiano. Non è che una volta appurato che esiste una la violenza femminile, quella maschile perde di significato, ed è giustificata. Il valore di questi studi, servirebbe semplicemente per agire con *consapevolezza* sulla società, e renderla migliore, visto che fa schifo. Tutto qui.
Mi hai fatto una domanda. No. Non sono stato picchiato da una donna ma da almeno sette: mia nonna, mia madre (anche con bastoni), mia sorella maggiore di cinque anni, tutte in maniera avvolte molto pesante, e tre maestre. Più che altro perché ero indisponente e monello, quando ero under 14. Poi dalla mia prima ragazza, che alzava le mani (e gli oggetti) a delle “provocazioni solo verbali”. Ma non è che mi metto a fare la guerra di genere. Non provo nemmeno rancore nei loro confronti (anzi alle prime tre guai a chi me le tocca). Sono superiore a tutto questo. Gli uomini non mi hanno mai toccato con un dito, ma non è che non mi indigni, se lo fanno nei confronti di qualcun altro.
Per capire il perché non sono rancoroso nei loro confronti, ti rimando ai miei primi due post.
Shokingmytown,
non ti ho fatto complimenti per le sueguenti ragioni, in ordine sparso, così come mi vengono alla mente:
– mi hai dato indirettamente della superficiale e facilona, solo perchè pensavo in senso ampio (generalizzando ma anche analizzando la guerra tra i sessi a tutto campo) mentre tu asserivi che gli studi scientifici sono più validi delle conseguenze delle attuali leggi applicate a chi le trasgredisce e intendevi riportare l’osservazione ad aspetti più ristretti…
– ho percepito fin dal tuo primo post una grande differenza di mentalità e di studi tra noi (tendo a essere razionale ma sono pur sempre, come donna, abbastanza contraria ai concetti troppo scientifici – tendo ad andare a sensazioni e ad istinto).
– di solito si apprezza chi percepiamo più affine a noi: i complimenti sono sempre rivolti indirettamente a noi stessi.
– mi hai fatta sentire, a torto o a ragione, di molto inferiore a te, e di conseguenza incapace di misurarmi con le tue stesse armi senza dovermi impegnare a fondo, e adesso io non mi impegno più a fondo su quasi niente…
– non è mio interesse convincere nè blandire nessuno: mi piace semplicemente riflettere in compagnia e imparare sempre meglio a conoscere il mio prossimo, specialmente se molto diverso da me, ma a condizione che questo non comporti troppa fatica.
non so se sei più intelligente di me ma di certo il tuo modo di ragionare è molto diverso dal mio, e devi avere almeno una laurea, mentre io non arrivo nemmeno alla maturità…
le nonne, le madri, le sorelle e le maestre non erano il mio obiettivo di confronto ma solo le compagne di vita liberamente scelte.
sì, mi ha fatto, come sempre mi fa, male ricordare di essere stata bistrattata dall’uomo che avevo scelto e in cui avevo fiducia per essermi comportata correttamente nei suoi confronti, come avevamo concordato di fare, e come lui non aveva fatto mai. ho perdonato ma non dimenticato…
faccio fatica a comprendere la violenza delle donne di cui parli in quanto io non sono per niente violenta. forse la mia aggressività è stata stroncata dalla violenza di mia madre nei miei confroni durante la mia infanzia (anch’io ero monella!).
esistono dunque donne violente (madri comprese), così come esistono uomini violenti. di questa riflessione, a cui mi hai indotta, ti ringrazio, lieta dell’utilità ricavata dal nostro interscambio.
buon pomeriggio!
Dancan,
grazie per avermi precisato l’età.
non posso che concordare sul fatto che rispetto e fiducia sono i pilastri su cui si regge ogni tipo di rapporto, sia nelle parole che nei fatti.
per la scelta di un partner, entrano in gioco molti più fattori, a complicare la relazione, dato che si dovrebbe poter condividere in larga misura almeno gran parte delle principali scelte di vita (è più importante la carriera e il denaro o la famiglia? si condivide il desiderio di avere figli? quanto è importante per ognuno dei partner la sessualità?). questo a seguito di un’attrazione fisica di base, di gradimento dei valori dell’altro e dell’educazione/formazione che dimostra di aver ricevuto/acquisito.
e qui spesso casca l’asino, in quanto spesso si sceglie in base ad altri criteri (la bellezza e la sensualità, per l’uomo – la sicurezza e la possibilità di dominio, per la donna). la scelta di un proprio simile pare essere più proficua, nel tempo, ovviamente non se entrambi sono, ad esempio, irascibili e di natura nervosa…
mi scuso di essere prolissa ma riesco a ragionare e ad esprimermi solo così.
l’uomo, per la cultura che lo circonda e per la sua stessa struttura genetica è, e cresce, come elemento “rozzo”, sicuro di sè (a volte anche troppo, tanto da essere ostico al dialogo e poco incline agli adattamenti). la donna, invece, cresce insicura e bisognosa di sentirsi protetta. essenzialmente per questo, credo, tenta troppo spesso di plasmare l’uomo, per sentirlo più suo, più rassicurante in quanto più simile a lei, ed è logico che questo possa essere accettato solo in parte dal suo partner.
dovrebbe farlo meno, se ne fosse capace. d’altro lato, il maschio dovrebbe essere più comprensivo nei suoi confronti, e sforzarsi ad essere più paziente, pur restando fermo nel suo modo di essere. si deve trovare una mediazione tra i due opposti, ma soprattutto si deve essere oculati nelle proprie scelte di base (un artista, ad esempio, dovrebbe evitare di scegliere come compagna una donna che non ami la trsgressione e la libertà per sè stessa, in prima battuta).
quanto poi a ricordare sgarbi o mancanze d’attenzione risalenti a anni prima, mentre l’uomo si concentra al massimo sull’ultima settimana, anche questo fa parte della sensibilità, insicurezza e maggior vulnerabilità, della donna. qualcuna ci marcia troppo, di certo. personalmente rifiuterei a priori chi continuasse, reiteratamente, a farmi sentire in colpa… nemmeno i genitori lo dovrebbero fare.
concludo il mio messaggio a Dancan con alcune osservazioni sulla modalità della donna di non denunciare passo a passo le difficoltà relazionali che incontra con il suo partner ma di “esplodere”, tirar fuori di tutto e di più in una tremenda sfuriata occasionale oppure “chiudere” all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno.
credo avvenga innanzitutto per il suo atavico allenamento alla sopportazione, per accettare con un sorriso (o almeno senza muso lungo) tutte le prevaricazioni che deve subire fin da piccola (il fratello o il cugino preferito per il solo fatto di essere nato maschio, l’orientamento a prendersi cura di noiosi servizi ripetitivi per la casa e per i famigliari, la limitazione della sua libertà in quanto a rischio di gravidanze, gelosia del padre compresa, ecc…). ci si fa talmente l’abitudine da non accorgesene quasi più, e ci si sforza talmente tanto per essere accettate e gradite che non è nemmeno necessario chiedercelo in modo esplicito.
infatti, difficilmente un uomo deve chiedere a una donna di fare qualcosa per piacergli di più (salvo, forse, proibirle di continuare a frequentare i suoi amici). lei, invvece, se desidera che il suo uomo si avvicini un po’ di più a come lei lo vorrebbe, lo deve chiedere, e magari pure più di una volta. e lo fa, in tutti i modi che le sembrano più adatti, salvo stufarsi, quando proprio constata che lui non ci pensa nemmeno a fare il minimo sforzo per aderire ai suoi desideri, e a quel punto chiude, PER SEMPRE, in quanto lei ha già esaurito TUTTI i suoi tentativi di trovare un punto di incontro, espliciti o impliciti che siano stati.
forse ora le cose sono un po’ cambiate ma credo che di fondo possano ancora essere considerate nel modo che ho esposto, per diretta esperienza.
siamo creature fragili, psicologicamente, da trattarsi con cura. ci rendiamo conto benissimo quando questo avviene, quando siamo tanto importanti da essere considerate e rispettate, così come comprendiamo al volo quando non lo siamo più, o siamo appena appena tollerate, magari per utilità sessuale…
“gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere” è il titolo di un best seller sulle diffrenze tra i due sessi, che esistono, eccome, per fare il bene ed il male della coppia, a seconda di quanto questa si impegna a comprendere il diverso…