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Polvere innamorata

Quanti luoghi comuni, quanta banalità. Ci illudiamo di conoscere gli altri prima ancora di conoscere noi stessi, ci illudiamo di riuscire a decifrare – e quantificare – i sentimenti, quasi fossero verdura da comperare sotto casa. Quanta vita vissuta inconsapevolemnte, lunga o breve che sia, quanto tempo lasciato al vento. Abbiamo paura, semplicemente, di scegliere, di decidere, di correre. Preferiamo aspettare stringendo i denti e chiudendo gli occhi “tanto, prima o poi, questo momento dovrà pur passare..” Ma no, i segni delle tue scelte quelli – no – non passano, restano come prove tangibili della tua debolezza. I segni pesano e posano impronte indelebili sulle dite. E sul cuore.
Oddio, retorica: cuore, cuore, amore, amore… siamo talmente presuntuosi da riempirci la bocca di concetti, idee, teoremi, proprositi e chissà quanta altra roba che poi non riusciamo a rispettare. E’ un boomerang che ti colpisce quando meno te lo aspeti o forse, chissà, ci illudiamo che si tratti di casualità ed in realtà siamo stati noi stessi ad andargli incontro. Proprio non è stato possibile scansarci.. ci colpisce e ci devasta; ci sconvolge e ci indispone. Ma ci colora. Noi cerchiamo in ogni modo di sfuggire da quel qualcosa che nulla porta di buono non ci riusciamo perchè la vita ha assunto improvvisamente nuove sfumature. Ci abituiamo anche dell’assurdo. Noi umani, siamo capaci di abituiamo a cose impossibili e di farle passare per normali… Quanto siamo folli e terribilmente imperfetti. A chi chiediamo perdono, a noi stessi? Sicuri di volerci davvero perdonare? Perchè non puoi assolverti dal peccato e ricommetterlo dopo due minuti.

Due minuti: questo è l’intervallo di tempo che compi tu, aria, ad entrare nelle mie vene. Troppo breve. Ancora non sono pronta.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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3 commenti a

Polvere innamorata

  1. 1
    Mau -

    Ciao.
    interessante questo tuo scritto, rimasto, chissà perchè, senza commenti.
    La tua lettera mi rammenta ” L’arte di conoscere se stessi” di A. Schopenhauer, dove il grande filosofo, per l’alta stima di se stesso e per il fatto che ..’ i cinque sesti degli uomini sono furfanti, folli o babbei..’, la base del sistema di vita ‘del sesto’ (lui), è una esistenza appartata ed isolata.
    Si era conosciuto ‘troppo bene’.
    Ma in effetti per quanto egli cerchi di far passare come giusta e inevitabile la sua solitudine, ci svela che non ha mai conosciuto l’ Amicizia, forse il più nobile dei sentimenti che un essere umano possa provare. Io credo che, per quanto ci si possa sforzare a vivere cercando di dare giusto compimento e finalità alla nostra esistenza, materiale ed interiore, non è possibile un distacco totale dai comuni sentimenti, di cui è intrisa la vita spessa. E’ anche ingiusto.
    Tu paragoni la vita ad un ‘boomerang’, che in un confuso contesto di realtà, casualità, assurdità…torna indietro con una forza devastante e ci sconvolge….ma ci ‘colora’.
    Bella questa immagine, no?….’ci colora’….
    E come rendiamo poi visibili questi colori?…che ci vede, chi ci osserva…ci giudica proprio dai sentimenti che riusciamo ad esprimere ed anche, se vuoi, dalle emozioni che riusciamo a suscitare. Quelli, secondo me, sono i ‘nostri colori’.
    Ma certamente rimaniamo imperfetti, come può essere altrimenti.
    A chi chiediamo perdono? A meno che non siamo vissuti nella vigliaccheria e nella cattiveria, il perdono non è altro che l’amore che ci ritorna ‘come un boomerang’ dagli altri..dalle persone che incontriamo e conosciamo, da tutti coloro che anche per un solo istante faranno parte della nostra vita.
    Amore che torna indietro ‘come un boomerang’..e ci colora ancora di più..con nuove sfumature..nuovi accordi..nuove tinte..che ci faranno diventare, se lo meritiamo, splendenti e policromi.
    Soprattutto quando non ci saremo più.
    “…il loro corpo lasceranno, non la loro passione;
    saranno cenere, ma avranno sentimento;
    polvere saranno, ma polvere innamorata.” (F. de Quevedo)
    Un caro saluto.
    Mau.

  2. 2
    TuComeAriaInVenaSei -

    Ciao Mau,
    ho riletto più volte le tue parole.

    Mi sono resa conto di un semplice, ma irrimediabile fattore: io sono inguaribilmente, terribilmente banale, nonostante l’esordio del mio scritto. Schopenhauer è uno di quei filosofi che affascina ed è capitato anche a me nei miei studi classici, eppure il suo distanziarsi dalla vita “regolare” prediligendo quella “intellettuale” non rispecchia la mia realtà.. io propendo decisamente per la prima, fatta di piccole opportunità da condividere, giorno dopo giorno dopo giorno dopo… Ma poi subentra l’irregolarità a dare colore, ad introdurre quella sfumatura che ti cambia la vita, come una musica che, tutto ad un tratto, incalza e ti lascia senza fiato. E’ il metronomo a scandire i suoi tempi ed il nostro cuore un po’ gli somiglia in questo. Non trovi? Credo siano proprio quelle alterazioni a dare le emozioni ed i sentimenti di cui parli. Talvolta sbagliati, perchè l’errore è la più grande manifestazione di imperfezione dell’uomo, ma pur sempre traccia incancellabile nel nostro passaggio. E, a proposito del perdono, c’è una citazione bellissima tratta dalle Sacre Scritture che recita: “Perdonare è liberare un prigioniero e scoprire che quel prigioniero eri tu.” La trovo emblematica e bellissima. Siamo prigionieri dei giudizi, delle debolezze, della persuasione. Siamo felici ed insoddisfatti, soddisfatti ed infelici. Prigionieri di noi stessi. Non ci diamo tregua e ci nascondiamo spesso dietro un dito per non scorgere chi abbiamo davanti.. quando basterebbe alzare lo sguardo ed incontrare il cielo che ci sovrasta. Forse tutto si placherebbe e torneremmo ad essere quelli di un tempo. Anche se un tempo non è mai esistito.

    Ti lascio con De Andrè:
    “Vanno, vengono, ogni tanto si fermano e quando si fermano sono nere come il corvo, sembra che ti guardano con malocchio.
    Certe volte sono bianche e corrono e prendono la forma dell’airone
    o della pecora o di qualche altra bestia, ma questo lo vedono meglio i bambini che giocano a corrergli dietro per tanti metri.
    Certe volte ti avvisano con rumore prima di arrivare e la terra si; trema e gli animali si stanno zitti. Certe volte ti avvisano con rumore.
    Vanno, vengono, ritornano e magari si fermano tanti giorni che non vedi più il sole e le stelle e ti sembra di non conoscere più il posto dove stai.
    Vanno, vengono, per una vera mille sono finte e si mettono li tra noi e il cielo per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.”

    Grazie, davvero.
    TuComeAriaInVenaSei.

  3. 3
    ALICE -

    BELLO , legggendo queto lbro ho capito che la vita va vissuta pienamente e anche difronte ad ostacoli la vita va avanti, basta poco per vincere ma, anceh poco per perdere … !!!! <3<3<3 lo so ….. ho scritto poco ma …. infondo è quello che peno…

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