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Piangere un morto

Oggi sono andato al cimitero e ho notato tante persone giovani, morte magari da 30 anni e più, bambini di 9anni, 14 anni, non avevano fiori, il marmo era scrostrato, lettere mancanti, polvere ovunque, gente dimenticata, eppure c’era una ragazza morta adolescente, che aveva uno sguardo così sereno, mi sono chiesto che vita facessero, come sono morti, che sogni avevano. Poi mi sono visto io nella mia solitudine, sempre disprezzato dalla mia famiglia, io non sono mai stato amato veramente, quando morirò vorrei morire lontano da chi mi conosce, non sopporterei l’ipocrisia, di chi mi piange da morto, quando in vita sono stato sempre emarginato, odiato e nessuno ha mai avuto una parola di conforto o comprensione. Non mi piace fare la vittima, ho fatto anche io i miei errori, ma che senso ha piangere qualcuno che si è sempre odiato in vita. Quando morirò non voglio funerali, foto sulla tomba e neppure il nome, vorrei essere dimenticato. Vorrei essere per quelli che mi hanno conosciuto solo un brutto sogno, nulla di reale insomma, di impalpabile, di trascurabile. Forse perciò aveva lo sguardo sereno la ragazza, era consapevole di essere stata dimenticata e nessuno poteva farle più del male, perché in realtà non era mei esistita.

L'autore ha scritto 6 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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4 commenti

  1. 1
    Angwhy -

    Ci si dimentica dei vivi figuriamoci dei morti.anche io voglio scomparire,ho gia dato istruzioni al riguardo e fanculo tutti

  2. 2
    Cuore -

    Anche io lo voglio. Essere dimenticata come se mai fossi esistita in questa vita, di non amore. Io vivo solo dell’Amore di Dio e di niente altro!

  3. 3
    Yog -

    Ma non è che uno VUOLE o NON VUOLE essere dimenticato. Semplicemente, ti dimenticheranno. Quando l’ultima pratica (INPS? IMU? RC AUTO?) appesa alla tua vita sarà recisa, allora davvero sarà come se tu non fossi mai esistita. Tieni conto che ci vogliono circa 5 anni tra la morte fisica e quella legale, e regolati.

  4. 4
    rdf -

    condivisibile…anche se il problema in realtà non sussiste.

    Quando saremo morti non ci fregherà più neppure una beata di quel che succederà al nostro corpo …o anche al ricordo della nostra personalità terrena…tanto non esisteremo più (o torneremo ad essere energia cosmica, nello spazio infinito e senza tempo) ….insomma la cosa non ci riguarderà minimamente.

    Poi ovvio, da essere umano cosciente secondo me il cimitero inteso come luogo dove piangere i morti (fisicamente sepolti in loco ed in decomposizione) è un concetto un po’ patriarcale, vetusto e anche abbastanza macabro.
    A parte che , come già sottolineato, la gente oggi da viva non ci va neanche più volentieri al cimitero…(a che scopo poi doverci andare per forza ? non basta ricordare le persone care con qualche pensiero spontaneo ogni tanto?)
    Il cimitero mi pare solo una gran spesa per i poveri parenti (già gli stavo sul cazzo da vivo ed adesso devono pure pagarmi funerale e affitto loculo)

    Ed infine un concetto filosofico: Pure da morto il tuo corpo deve essere messo al confino?
    Nn sarebbe molto meglio essere bruciati per trasformarsi in cenere ed esser subito dispersi nella natura (tornando a far parte del creato) piuttosto che lasciare il nostro corpo a marcire gradualmente all’interno di una qualsiasi bara in un triste e desolato cimitero?

    credo che sarebbe più che altro interessante scoprire quanto ci guadagnano politici,becchini e company con la storia dei funerali e cimiteri!

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