Alle persone buone, ai sensibili
Stasera sono in vena di scrivere. C’è qualcosa che è dentro da un po’ e adesso ha voglia di venire fuori. Mi dispiace se sembrerà tutto banale, e lo sarebbe anche, banale, se il cuore non fosse così romantico. Questo pensiero è dedicato alle persone buone, ai sensibili, ad ognuno di loro, che sanno bene quanto esserlo sia piacevolezza per gli altri e pugnale per se stessi.
Proprio a te, che ti sarai sentito dare chissà quante volte dello stupido, ma resti Essere incantevole;
a te che spesso sei così nonostante la vita non ti abbia poi tanto sorriso, ma tu fai sorridere;
a te che la tua Bellezza per altrui cecità la paghi ingiustamente come sbaglio o colpa;
a te che sei proiettato più in là de la logica, il tempo, lo spazio, la ragione;
a te che percorri il senso contrario alla perversa corsa;
a te che nel pensiero proteggi, culli, sostieni;
a te che oltre alle belle labbra baci la fronte;
a te che sei nobile anche nella tristezza;
a te che non dimentichi la tenerezza;
a te che ti commuovi, come sai;
a te che fai del tuo meglio;
a te che accarezzi l’anima;
a te che cerchi giustizia;
a te che sei poesia;
a te che vibri;
A te che riesci a percepire che queste righe non sono retorica né religione. Non sono buonismo né leggerezza. Sono tutto quello che posso darti, solo un piccolo slancio che esce da un’anima solitaria che nella sua mediocrità tutti i giorni ti cerca, ti osserva, ti contempla e ti augura tutto il bene che ti meriti.
A te che coi tuoi sbagli e i tuoi difetti sei umano, che non sei sola virtù o perfetto e nessuno mai ti dovrebbe pretendere tale. Eppure con la tua purezza rassomigli più alla Luce divina che alla fisicità dell’organica materia.
A te vorrei dire che se non ti capiscono, non ti credono, ti lasciano solo, ti deridono o ti calpestano, si prendono gioco dei tuoi sentimenti o si approfittano della tua disponibilità, non sei tu quello che deve cambiare anche se questo è quello che vogliono farti credere. Sei meraviglia, te lo giuro. Sei l’unica speranza che vedo per questo triste mondo, quel mondo che a sere come questa mi fa piangere, con o senza lacrime.
Vorrei dirti che queste parole sono troppo limitate per raccontarti e che se potessi ti abbraccerei. Senza parole, solo ti abbraccerei. Sapere che esisti è il mio unico appiglio al mondo nei giorni più neri. Per questo: semplicemente e infinitamente grazie.
Sweetly
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Categorie: - Riflessioni
29 commenti
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Sembra una poesia, è bellissima 😀 Grazie a Te, proprio poco fa ti pensavo, sono felice di rileggerti ancora!!! Non sparire, ok? kiss!!!
Ciao sweetly grazie a te.mi fai sentire fiera di me perche essere buoni e sensibili e’ un difetto nella societa.le tue parole mi hanno commossa.sono rare le persone che comprendono a fondo le persone speciali,e tu sei speciale.vorrei conoscerti,scrivimi,stellanascente85@virgilio.it
bella!!!
come fai a scrivere lettere cosi’?
parlo per me, io non ho mai leto 1 lettera cosi’
penso di copiarlo e la tengo in archivio!!
chi sei, che lavoro fai
cambia nick pero’ e’ troppo banale per te, inendo!
Belle parole, veritiere per tanti versi ma troppo sognatrici per altri secondo me…
Riuscissi anche io ad avere un appiglio nei momenti bui pensando a chi in questo mondo è pronto a voler bene e ad aiutarci starei decisamente meglio.
Fa comunque piacere sapere che c’è tanta gente come te pronta a esprimersi correndo il rischio di essere magari giudicata in malo modo solo per la propria sensibilità…
Grazie di esistere, Sweetly…
Scrivi molto bene sei completa e limpida nell’esprimere il tuo pensiero. Sei molto dolce ma per sopravvivere nella giungla di cemento c’è bisogno di mascherare questo lato che, per quanto possa essere nobile, porta solo guai e dolore. Personalmente sono stanco di mostrarmi per quello che sono così ho deciso di indossare una corazza che non permetta più a nessuno di scalfirmi. Ho costruito anche una maschera, una proiezione di me che non mi corrisponde ma utile per scivolare nel fango che mi circonda con disinvoltura. Se da un lato sapere che ci siano persone come te rende meno schifoso l’universo dall’altro mi dispiace che tu soffra perché non lo meriti. Se i giorni più neri ti permettono di scrivere così bene allora approfittane perché hai un dono. Un grande dono! Vorrei dirti che un giorno il mondo cambierà che gli squali si trasformeranno in agnelli ma lo vedo un miraggio lontano quanto improbabile. Accontentati della tua purezza godi della Luce divina di cui parli per allontanare il buio. Vola oltre lo spazio-tempo ma fallo solo per te stessa. Non ti dico di cambiare ma di “recitare”con chi non merita, con chi non ha un millesimo della tua sensibilità, con chi sospetti che possa farti del male.. poi, quando la tua anima solitaria abbraccerà un tuo simile, allora potrai mostrati per quello che sei. Questo è il mio pensiero anche se è contaminato dalla paura di rimanere imprigionato nella corazza o che quella maschera possa diventare il mio nuovo io… Ti auguro buona serata.
Quanta retorica … Il mondo non si divide in buoni e cattivi.
Scusate il ritardo con cui vengo a rispondervi. Vi ringrazio tanto per i vostri commenti, e adesso proverò a rispondervi ad uno ad uno. Solo una cosa vorrei specificare: questa lettera in realtà non l’ho voluta pubblicare tanto come argomento di discussione, quanto con l’intento di essere un messaggio rivolto a tutti coloro che si ritrovano a sentirsi soli ed incompresi in un contesto socio-culturale che anziché valorizzare e incoraggiare i sopra citati, al contrario li svilisce.
A quelle persone, solo ed unicamente a loro.
– Gwen: non fai che confermare quello che ho già letto di te, sei graziosa. Non ti sentire sola, per quanto possa valere, io passo di qui quando posso, non sparisco 🙂
– Angela: anche per te vale lo stesso, scrivi quello che senti e io ti leggo e ti rispondo appena posso. Sono lusingata e al contempo un po’ imbarazzata per averti fatta commuovere, questo non lo devi a me, ma a te stessa che ti sei riconosciuta!
– Ladysbabyclown: grazie per quello che hai voluto lasciarmi. In realtà non penso di aver scritto niente di così originale. Mi hai fatto sorridere, e un po’ emozionare, quando ho letto che copi il testo e “lo tieni in archivio”: perché è una cosa che faccio anch’io con ciò che mi colpisce o a cui tengo. L’idea che possa aver scritto qualcosa che ritieni di voler tenere mi fa venir voglia di sorriderti!
– Jocker87: sai, una volta la pensavo come te. Ero proprio disillusa, non credevo nella gente. E in parte sono ancora così. In compenso, di persone veramente “al di sopra” ho avuto la straordinaria fortuna di incontrarle davvero, per caso. Mi hanno cambiata senza avere la pretesa di farlo. A loro sento di dovere il buono che c’è in me adesso, per quanto ribadisco mediocre paragonato a ciò che mi hanno trasmesso. Forse, un tentativo per spiegare questo mio cambiamento di visioni l’ho potuto riscontrare tra quegli appunti filosofici che, semplificando e riassumendo, più o meno suggeriscono “se conosci il Bene, fai il bene”. Per molto tempo le ho considerate parole vuote, e probabilmente per molti lo saranno, per me però ha funzionato, si è rivelato nel tempo un contagio fortificante, rigenerante. Auguro anche a te la mia stessa fortuna.
– Blackjack: “grazie d’esistere” è proprio quello che volevo dirvi. Grazie a te, e grazie per aver centrato direttamente nel nucleo di questa lettera!!
– Heavy rain: ti ho pensato con tenerezza mentre leggevo le tue righe, ci ho visto quasi un senso “protettivo” e ti sono grata per questo! Capisco il tuo punto di vista, e a tratti, ingenuità a parte, provo ad applicarmi nei criteri da te suggeriti. Al contempo direi anche a te ciò che ho scritto a Jocker. Mi piacerebbe che voi riusciste proprio a percepirmi nella totale buonafede e nel completo disinteresse di queste mie righe, sperando di lasciarvi un semino di speranza destinato, magari e chissà, da qualche parte in un dato momento a fiorire! Se viene, senza pretese.
Non sentitevi soli, tutto qui 🙂 ciao, buona domenica
Non mi ringraziare … Ero indeciso se scriverti o no perché non vorrei mai che tu diventassi come me! Rimani così come sei solo con un po’ di “scaltrezza”in più con le cosiddette teste vuote ma soprattutto con la marea di finti buoni ( più difficili da riconoscere)
Il tuo messaggio è molto puro e traspare tutta la buona fede del mondo. Purtroppo ho subito il processo inverso al tuo… da “conosci il bene…applicalo ” a “conosci il bene ma tienilo per te”. Il perché è troppo lungo da scrivere. Se il tuo intento è dare speranza ci sei riuscita. Almeno quando ti ho letto qualcosa di spento dentro me si é illuminato per qualche istante. Chissà se fiorirà … Se dovesse succedere spero solo di essere abile a riconoscerlo.
“Rimani così nei sogni che fai
non ti vorrò ridestare”
M.K.
Heavy rain,
mi si è formato un nodo in gola. Perché capisco più di quanto puoi pensare quello che vuoi dirmi, e al contempo oltre a immedesimarmi, mi dispiace. Nonostante tu abbia scritto due commenti, già traspare almeno in parte la tua indole, e mi sembra di trovarci una serie di dispiaceri, delusioni, una di quelle persone che hanno ricevuto ciò che non meritavano. E questo, che capita a te e ad altri, lo trovo un gran peccato, un’ingiustizia a cui non riesco a dare senso. Non mi dò pace per queste cose, anche se potrei disinteressarmene. Ma non ci riesco.
La maschera non cambia quello che c’è sotto. Semmai quello che c’è sotto viene nascosto e in un certo senso sprecato. Ma questo è il tuo modo di volerti bene, e nessuno può sapere meglio di te se sia la via migliore per essere sereno o meno. Ti auguro tanto che sia il tuo equilibrio e che ti renda felice.
Ecco: la differenza è che io non sono capace di tenerla tanto addosso, la maschera. Non mi fa respirare, non so se rendo l’idea. Mi costringo a volte a metterla, ma poi finisco per allontanarmi dai contesti in cui quella maschera viene richiesta, esplicitamente o no. Con tutti i malesseri che ne conseguono. E tra la tua parte e la mia, vorrei sapere qual è più difficile. Probabilmente a questo non c’è una risposta, e nemmeno conta. Conta però questo: ancora GRAZIE, hai aperto uno spiraglio di te stesso, hai tirato fuori quello che ti veniva, qualcosa di sentito ed autentico -lo so- e credimi che non è affatto poco. Sapere che per un istante quelle parole ti sono servite, anche solo per un istante, così come ha scritto qualcun altro: ecco, solo questo mi emoziona, dà un senso a tutto, mi avete fatto uno di quei regali che non si possono comprare da nessuna parte! Quindi certo che ti e vi devo ringraziare!
Ciao Sweetly
per curiosita’ sei xcaso una psicologa, o scrittice?
percio’ anche te tieni in archivio le cose interessanti
maddai, percio’ sai di cosa parlo
io tengo in archivio tutto cio’ che ritengo molto interessante e di solito capisco subito se e’ da tenere in archivio o no
ovviamente sono poche le lettere o frasi che tengo in archivio e appena ho letto la tua lettera mi e’ scattato qualcosa! (nel senso buono! mi e’ piaciuta molto!)
Ladysbabyclowns: ad essere sincera diverse persone mi hanno fatto la tua domanda e ad esserlo ancora di più un po’ mi sento a disagio nel dovervi deludere. La psicologia vista sotto una certa luce mi attira, tant’è che avrei voluto indirizzare il percorso di studi in quell’indirizzo, ma al contempo non mi risulta troppo credibile; mentre, di “scrivere un libro” me lo hanno suggerito in diversi, e il punto è che sì mi piace, ma mi manca stile ed ispirazione che penso siano più importanti di sapere il Treccani a memoria. Chi io sia vorrei dirtelo, ma in realtà non lo so.
Quello che mi hai scritto mi fa piacere. E’ che non ci vedo niente di particolare. Solo che a scriverlo sembra falsa modestia, e quindi mi limito ad un grazie. Comunque sì, adoro questa cosa di tenere quello che tu chiami “archivio”. Poi sfogliarlo, un giorno, per caso o quando sono un po’ triste, o in un periodo particolare. E’ come un album di fotografie, anzi no, per me è meglio : )
Vuoi sapere la differenza tra noi ?
Tu sei rimasta alla luce del sole io ormai sono abituato all’oscurità . Tu senti il nodo alla gola io non so più quello che sento. Tu potrai essere riconosciuta tra la folla io no. Nessuno sa quello che ho dentro nessuno mi conosce sul serio nemmeno le mie ex (lo dico con soddisfazione;)). La maschera cambia tutto..anche me. Ti parlo di ferite mai rimarginate che per sopravvivere ho dovuto seppellire in fretta insieme ad una parte di me. Ti parlo incomprensioni e paure che mi portano a percepire le cose in maniera diversa a volte molto più intensa rispetto agli altri…ti parlo di tutto questo (vorrei dirti anche di più )e non dovrei perché ti assicuro che non è nel mio stile!
Non ti conosco ma quello che hai scritto l’ho letto molte volte e qualcosa dentro me ha riso…una risata vera,serena, dolce. Una risata non dovuta alle circostanza del pub o dell’happy hour. Il mio equilibrio l’ho trovato?Sì, l’immagine di me è socialmente comoda ma a volte mi toglie il respiro…
Heavy Rain,
ok, sono passata dal nodo in gola ad una piccola lacrima, anche se è rimasta incastrata e non è voluta scendere, si è piano piano dissolta. E mentre mi annebbiava lo schermo di fronte, ho pensato che non era arrivata per caso, voleva essere lo spunto, la metafora che cercavo per risponderti.
Hai ragione, non ti conosco, non mi conosci. Ma in fondo siamo qui. Per cui proverò a delegare alle parole pensieri e sensazioni, spero si tingano di delicatezza e se non riusciranno come temo ti chiedo da subito, se puoi, di scusarmi. Questo vorrei dirti: penso che tu abbia bisogno di scioglierti, come quella lacrima che hai fatto spuntare. Credo che in fondo lo vorresti fare e lo capisco da quel “vorrei dirti anche di più”, ma il timore ti blocca. Come è più che comprensibile che sia. Ma non sentirti nella situazione di doverti giustificare (“non dovrei perché ti assicuro che non è nel mio stile”), non sono qui per giudicarti, non è quello che voglio fare. Tra l’altro l’introversione e i suoi meccanismi, compresi quelli a tratti controversi, mi sono abituali, non preoccuparti. Se non te la senti di parlare di te, qui e con una sconosciuta, ti capisco. Ma forse ti servirebbe un buon amico o una buona amica con cui poter essere te stesso, con cui poter togliere quella maschera, dare un po’ di ossigeno e luce al volto.
Un’amica, o meglio quella che per tanto tempo avevo considerato una delle mie poche e selezionate amicizie, dopo anni che non ci sentivamo recentemente si è rifatta viva dicendomi che pensava spesso a noi, che mi sognava la notte e che avrebbe voluto che ci incontrassimo: aveva dentro un peso, doveva liberarsene. E nel suo abbraccio stretto che da brava orgogliosa ha mascherato come allegro, ho ritrovato la disperazione e la solitudine, un senso di colpa a lungo tenuto dentro. Non sai quanto mi sia dispiaciuto. Ho pensato che se ai tempi dell’ultima litigata fossi stata migliore, le avrei evitato questo malessere. Ti ho raccontato questo perché leggendoti mi hai ricordato quello che per anni è stato il suo silenzio.
E perché mi serve anche per riallacciare l’ultima parte del discorso (tendo a dilungarmi mentre scrivo, ma i caratteri stanno finendo): come ho già scritto in questo forum, credo che al mondo manchi la tenerezza. La tenerezza con cui capire il lato umano, le fragilità, le insicurezze, le paure, ma anche le sciocchezze che anche i più “seri” combinano, la tenerezza del lato bambino, quella con cui si chiede scusa con il cuore e si perdona se stessi e gli altri, la tenerezza dell’indulgenza, quella che si può provare per chi ne ha bisogno e te lo chiede senza essere capace di chiedertelo, la tenerezza per chi è portato a “percepire le cose in maniera diversa a volte molto più intensa rispetto agli altri”. Con queste tue sensazioni ci sono cresciuta, mi fanno fatto fare giri immensi, ho conosciuto i sentimenti e le emozioni portate all’estenuazione, nel bene e nel male. Forse quella tenerezza è ciò che è mancata anche a te.
:))Ti immagino come reagisci quando mi leggi e la cosa mi fa sorridere;)) pare che tu mi conosca bene! Ieri stavo pensando alla luce bianca (lascia stare il perché) e per certi versi è molto simile all’essere umano…contiene al suo interno tutte le lunghezze d’onda del visibile fino a quando non incontra qualcosa ed esprime un determinato colore. Ho “incontrato” te e dentro me si è formato un colore intenso quanto remoto che forse dovrei mostrare ( con moderazione si capisce) insieme agli altri. La tenerezza effettivamente mi manca complice il mio modo di fare non propriamente friendly lo devo ammettere. Non conosco il motivo ma è un pensiero comune che a me non serva nulla e che sappia cavarmela da solo… sarà vero ma ci sono momenti in cui mi sento solo… un po’ come la tua amica. Ho tante conoscenze ma di amici con cui condividere qualcosa di autentico ne ho pochi e lontani geograficamente parlando, complice il fatto che ho cambiato parecchie città fino ad ora. Fino a un po’ di mesi fa pensavo di aver trovato un porto sicuro dopo tutto questo girovagare invece mi trovo di nuovo in mare aperto… ricomincio da capo…Succede! Sai incompresi o non bisogna rendersi conto che ognuno ha i propri demoni da combattere e per qualcuno i miei sono ridicoli in confronto ad altre situazioni. Sensibili o non la realtà che bisogna affrontare è oggettivamente dura pertanto è bene avere un po’ di corazza. Leggerti e scriverti, oltre avermi reso vulnerabile (forse troppo ;), ha dato respiro a quel lato di me che era ormai sepolto.
Grazie mille di cuore per la tua incredibile delicatezza, per la tua lacrima sciolta (che come vedi ha sciolto un po’ anche me) e spero che questo post per una volta non abbia l’effetto di un pugno nello stomaco ;). Grazie per avermi compreso sul serio non solo a parole.
Vorrei essere più completo ma come avrai notato ho il vizio della sintesi.
buona serata. Un abbraccio
Scusa il ritardo
sei fantastica 🙂
Heavy rain,
provo a risponderti con ordine. Il discorso della “luce bianca”. Un caso? Negli ultimi mesi, per una serie di evenienze che via via andavano fortuitamente concatenandosi, questo concetto mi è diventato lentamente familiare, non tanto sul piano della fisica (va bene, lo ammetto: i vari argomenti scientifici mi affascinano molto, ma al contempo ne sono negata) quanto su quello spirituale. Non mi addentrerò, tra l’altro sono ancora estremamente tentennante e incerta rispetto certe considerazioni, ma l’idea che qualcuno si soffermi a pensare alla luce mi fa sentire un po’ meno stravagante. Tuttavia, da quel che ne ho tratto, ad una cosa sento di credere: in un certo senso noi siamo luce. Questo prendilo come un tentativo di “buttare lì qualcosa”, più che altro per sospetto di intendere, forse, la stessa cosa. Ma qui mi fermo, non vorrei farmi riconoscere!
L’idea che gli altri si sono formati di te di “indipendenza”, immagino sia pratica che emotiva, non è altro che quell’etichetta che bene o male, volontariamente o no, tendiamo ad appiccicare addosso agli altri, come una sorta di codice a barre decodificato per riconoscimento immediato. Forse è per questo che è più facile raccontarsi a chi non ci conosce, meglio ancora dietro la discrezione confortante di un computer. L’ubiquità della doppia presenza, quella quotidiana e quella virtuale, mi porta spesso a chiedermi quale sia la parte recitata e quale sia quella vera. Ma ho smesso da tempo di voler trovare la risposta.
Il tema tante conoscenze/poche amicizie vere è un altro dualismo comune. Una sola cosa sembra certa: nessuno ha chiesto di nascere. Ci troviamo di fronte ad una realtà dove sentirsi intimamente soli è ancora più facile che esserlo davvero. Le persone consapevoli del contesto circostante e al contempo contente credo in fondo siano ben poche, tutti gli altri provano a sguazzare nel o fuori dal fango come meglio possono.
Coloro che per un motivo o per l’altro si trovano nel ruolo dell'”eroe anonimo”, quello che non viene riconosciuto da nessuno come tale ma trattato come se “può superare tutto” finisce per soccombere sotto al peso che si porta addosso. Perché in fondo non è nient’altro che un uomo. Un uomo non privo di tutti quei meccanismi psicologici che lo portano a soffrire come gli altri (forse più? forse meno? chi può dirlo?). L’incomprensibilità credo sia data dall’incomunicabilità, quell’incapacità di entrare realmente in contatto con qualcuno. E credo abbia ben poco a che vedere con il “contatto civile” della “formale educazione”, tra l’altro sono ormai arrivata a pensare che molte delle impalcature sociali siano da paragonare a degli show. Come può l’uomo costretto a rinunciare alla sua parte più autentica essere realmente sereno? Me lo chiedo: che ci sia qualcuno capace di stare perfettamente a suo agio in scena, tanto da non chiedersi altro?
Ecco, arrivata a questo punto posso dirti che l’ultimo post più che un pungo nello stomaco è stato”riflessivizzante”! (?!)
– Heavy Rain: ho finito lo spazio e a differenza tua il dono della sintesi non ce l’ho. Potrei continuare qui, ma preferisco evitare di soffocarti di parole :), e per contenermi provo a far pace con il conto alla rovescia di un solo “spazio”. Non ha neanche senso, ma a ognuno le sue manie! Ti sorrido 🙂
– VanePec: mi dispiace, non sono io quella fantastica. Fantastici lo sono coloro che si ritrovano in ciò che ho scritto. Non perché quello che abbia scritto sia tutto ciò che loro sono, beninteso, piuttosto perché queste righe sono solo una piccola parte del loro essere, non certo spiegabile nella limitatezza delle parole. In ogni modo grazie di cuore del pensiero! Dico davvero, grazie. Un saluto! E un sorriso anche a te 🙂
Sweetly.
Sei sicura che non ci conosciamo o ci siamo conosciuti? Credo anch’io sia più probabile che babbo natale in persona scenda dal caminetto in questo istante ( non perché non esista ma perché ha sbagliato stagione!ovvio:) ma, dato che la statistica è tutto fuorché una scienza, mi è sorto il dubbio… Ad ogni modo se anche tu pensi alla luce bianca non hai molte scuse sei almeno fulminata quanto me ;).
“L’ubiquità della doppia presenza, quella quotidiana e quella virtuale, mi porta spesso a chiedermi quale sia la parte recitata e quale sia quella vera.” Secondo me tutte e due per il fatto che ” riflettiamo” ciò che abbiamo di fronte. Un po’ come la luce.. Di sicuro in noi c’è un colore dominante ma siamo comunque in grado di esprimerli tutti.
“che ci sia qualcuno capace di stare perfettamente a suo agio in scena, tanto da non chiedersi altro?”
Oh Sì. Grande fratello, Maria de Filippi ed infine ( o all’inizio) Fb con foto che lasciano intendere cose che non si verificavano nella realtà. Comunque sento nell’aria un leggero cambiamento di tendenza verso l’introspezione … Molti si stanno togliendo Fb, il grande fratello è stato un flop e ” The truman show” non viene più considerato comico ma una tragedia. Forse un giorno addirittura torneremo a comunicare e magari gli eroi dell’anonimato usciranno allo scoperto…Sì credo ancora nel lieto fine 😉
Ti auguro buona domenica.
Heavy Rain,
ahah bella quella di Babbo Natale! Comunque sia, magari ci siamo incontrati da qualche parte senza saperlo. Se fosse vera la teoria della reincarnazione, nel teatro dell’esistenza chissà che parti abbiamo avuto o avremo in serbo. Per saperlo non possiamo far altro che vivere, o morire, a tua discrezione.
Il peccato è che avrei voluto risponderti in modo più soddisfacente, ma ammetto di provare un po’ di repellenza per i logorroici, e, ahimè incapace alla concisione, è esattamente quel che rischio di essere. Il punto è che un argomento attira e si interseca con un altro, e al contempo mi dispiacerebbe sottrarre la meritata consistenza a certe tematiche. Cosicchè scegliere cosa scrivere davvero mi è difficile. Proverò a risponderti un po’ come viene.
E’ curioso come il discorso “Fb”, prima o poi, spunti ovunque. Almeno che succeda di esserne quasi inseguita proprio a me, che dal primo momento in cui l’ho sentito nominare e poi visto freneticamente espandersi ho provato un’antipatia così manifesta, da rendermene avversa persino un’ipotetica idea di approccio. E’ che proprio trovo incoerente, (nella mia testa in realtà il pensiero è un attimo più ruvido) il meccanismo che si è venuto a creare per cui tutti -o quasi- ci sono, più o meno spesso, ma nessuno in realtà l’ha voluto davvero. E’ che in fondo, su un po’ tutto, siamo incapaci di assumerci le responsabilità delle scelte personali, quando si rivelano errori. Nel caso contrario, invece, siamo convinti sostenitori del concetto di meritocrazia. Similmente vedo avvenire nella considerazione del sociale: è sempre colpa degli altri, ma intanto non ci accorgiamo, o ci rifiutiamo di credere, nel degrado non dico morale mi fermo al sentimentale, in una realtà personale dove ragioniamo con strumenti cognitivi e modelli pseudointellettuali degenerati già alla base, in un progressivo subdolo avvicinamento a 1984, nei cieli che non sono più azzurri, nell’aria che non è più pulita e potremmo continuare un bel po’.
Oddio, a rileggere ciò che ti ho appena scritto mi sento terribilmente vecchia e noiosa, per altri aspetti mi sento esattamente dentro una gabbia. No, non intendo solo quella corporea, intendo proprio quell’alcatraz finto-solidale in cui viviamo convinti invece di essere in un confortevole palazzo su un’isola mozzafiato, sono certa che se ti azzardi un tuffo sei la festa degli squali. Sono troppo metaforica. Taglio.
Il punto è che le varie Marie de Filippi siamo un po’ tutti, volenti e consapevoli o meno. Impazziti sul serio. E non parlo di quei “pazzi sani” per chi in fondo provo una gran tenerezza, un po’ di invidia e ammirazione. Parlo dei pazzi che recitano la parte dei sani, ma sono i pazzi veri. Beh, anche loro sotto le maschere,o i botulini vari, restiamo uomini e donne. Con Cuore e Coscienza, Luce appunto.E pur vedendo nero, nero proprio nero, anch’io ancora credo nell’Uomo. E’ che nel paradosso trovo la Vita, in tutta la sua complessa semplicità, non se se riesco a spiegare: )
Sweetly,
Forse sono stato un po’ impreciso ma intendevo in questa vita;)
Comunque per ora preferisco vivere non vorrei reincarnarmi in una mucca… Odio la verdura e sopratutto i tori;)scusa sono tornato a casa da poco e la stanchezza mi fa dire stronzate a nastro, non posso fermare il fiume…escono proprio naturali e non cancello mai quello che scrivo!
La mia opinione (molto ruvida fidati) su Fb te la dirò un altro giorno. Mi premeva risponderti perché quando ho letto che ti sentivi ingabbiata mi è venuto in mente Fight Club:
“La pubblicità ci fa inseguire le macchine e i vestiti… Fare i lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono.
Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo ne uno scopo ne un posto, non abbiamo la grande guerra ne la grande depressione.
La nostra grande guerra è quella spirituale! La nostra grande depressione è la nostra vita. Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinti che un giorno saremmo diventati miliardari, divi del cinema, rock star… ma non è così! E lentamente lo stiamo imparando e ne abbiamo veramente le palle piene.”
Tutti volendo ne possono uscire ognuno ha un modo diverso… Il tuo è scrivere e lo sai bene. Quello che non sai è che se non scrivi quel maledetto libro (non vorrei sbagliarmi ma credo che tu ci stia pensando da una vita ) rimarrai incastrata per sempre. Ci sono molte cose di cui vorrei parlare credimi ma sono troppe per uno a cui non piace molto scrivere.
Per la cronaca si incomincia a diventare anziani dopo i 65 anni quindi almeno che tu non li abbia superati non hai scuse.
Non puoi vedere tutto nero perché non siamo soli, non ci sono solo squali!..Lo hai detto tu. Buona notte.
Non ti preoccupare, non sei tu ad essere stato impreciso.
Nel dubbio che la tua domanda fosse seria, allora ti rispondo che, considerata la mia molto ristretta e accorta circonferenza di conoscenze, è abbastanza improbabile averti conosciuto.
Vedi? Mi verrebbe da divagare. Ma mi fermo. Anche perché chi non ama scrivere (strano, avrei pensato diversamente) di solito non è che vada matto per la lettura. Comunque, mi fa simpatia l’immagine di una persona stanca che si sforza di scrivere qualcosa, fosse per non perdere l’ispirazione sull’onda del momento. Grazie per il pensiero! Ah, ho trovato il film, quando posso lo guardo e, se posso permettermi, peccato Heavy Rain che non ti piacciano le verdure ( -> chissà quante volte te l’avranno detto).
La frase che hai citato mi fa pensare immediatamente all’ingranaggio del consumismo. Per me resta il tema più viscidamente pernicioso insieme al conformismo. Ci starebbe qualche discorsetto anche qui, ma anche in questo caso diventerebbe caotico e mi ci perderei.
Quello che però non puoi sapere ma che ritengo sia giusto dirti è che le tue righe rispetto alla questione del libro, mi hanno per l’ennesima volta ricordato il caso e la sua dubbia o indubbia esistenza. Non tanto per la tua sensazione, quanto per le espressioni che hai usato. Nonostante l’introduzione, hai messo anche a me il dubbio di conoscerti. Per poi realizzare che mi ricordi qualcosa che ho vissuto tempo fa e che mi porto dentro. Hai inconsapevolmente risvegliato un’emozione importante, tanto che oggi non trovo molte parole come al solito e mi mancano ancora 1392 caratteri, un record per me! Grazie grazie grazie. (1357)
Ti sbagli a me piace molto leggere. Scrivere meno. Non tanto per il fatto in se, la cosa non mi costa fatica, quanto perché il più delle volte non mi soddisfa quello che scrivo. Non mi piace scrivere di argomenti che richiedono un certo impegno perché il risultato delle parole non sempre collimano con il pensiero al 100% creando dei fraintendimenti.
Il caso è un algoritmo? Nella slot machine i valori non escono così a “caso”ma sono determinati anche se non ricavabili . Data una sequenza madre l’operatore la trasforma in altra sequenza.. Prende quest’ultima e la trasforma in un’altra ancora. Insomma la fragola, la campana e il jolly sono già scritti prima ancora che tu possa tirare la leva. Non lo so se per l’universo valga lo stesso principio ma, essendoci fantastiliardi ( unità usata anche da zio paperone per contare i soldi;))di variabili, che il caso sia determinato o meno rimane pur sempre casuale dal nostro punto di vista.
Cambiando argomento il film è fatto molto bene ma il libro è meglio.
Non so cosa posso averti risvegliato ad ogni modo prego. La mia domanda era semi seria ma per alcuni aspetti ho come la sensazione che in passato da qualche parte…non lo so credo anche io sia improbabile comunque.
Forse ti ricordo vagamente qualcuno, come tu hai ricordato qualcuno a me (ecco l’emozione accennata ieri).
Siamo esattamente nella stessa barca per quanto riguarda lo scrivere! Nel mio caso non è qualcosa “che faccio senza fatica”, ci metto davvero dell’anima, oppure non scrivo proprio. Sicuramente mi riesce meglio che parlare, questo è poco ma sicuro. Ma alla resa dei conti, rileggo e l’insoddisfazione inesorabilmente sale. Ho sempre pensato che le parole siano limitate, un vincolo. D’altro canto ci vuole un tocco di maestria per tentare di compensare l’incompletezza. Adesso che mi hai spiegato questo, posso ben credere che leggere ti piaccia: lo traspare come scrivi.
Però te l’ho detto, per le materie scientifiche, matematica al primo posto, non ci sono proprio portata. Anche se alla fine ti ho anche capito, sì quella storia delle immagini uguali già prestabilite dico, ma solo perché hai avuto l’accortezza di essere diretto, altrimenti sarei ancora qui a chiedermi cosa c’entrava l’algoritmo! Sarebbe da vergognarsi; col tempo un po’ alla volta e, almeno per quanto mi riguarda, molto faticosamente si impara a prendersi un pochino meno sul serio e a riderci anche su! O forse più onestamente, in fondo, non è che me ne importasse molto. Intendo dell’algebra. Tu invece, almeno è una sensazione, sembri molto preparato in queste materie. Azzarderei l’ipotesi che addirittura sia il tuo campo di studio, o lavoro, o indagine personale, è relativo. Perdona l’impertinenza, è che dopo un po’ mi viene naturale chiedermi se le percezioni mi sono ancora d’aiuto per provare a indovinare le personalità e dipingermele in testa 🙂
Detto questo, il film l’ho iniziato ieri sera, poi mi stavo addormentando e ho dovuto spegnere. Sai, di solito preferisco i libri ai film, ma in questo momento sono così tanto indietro con la lettura che un altro diventerebbe di ardua gestione!
In ogni modo, mi sono resa conto che, filo logico o no, abbiamo sfiorato diversi argomenti e abbiamo scritto tanto. Non me ne ero accorta finora: buon segno!
Ciao Heavy Rain, buona giornata.
Si vede che ci metti il cuore quando scrivi, sei talmente espressiva che è come se ti avessi di fronte e riuscissi a percepire il tuo stato d’animo. Ho capito, per esempio, che ti ha davvero preso molto il film:))) e che forse magari potevo spiegarmi meglio sul fatto del caso…
Sono spiacente per i tuoi dipinti mentali perché sono un po’ fantasiosi, infatti penso che l’algebra sia la cosa più noiosa al mondo dopo “La corazzata Potëmkin”( spero di non fare una gaffe magari è il tuo film preferito )
Potrei essere più preciso ma poi vorrei anch’io confrontare la mia tela quanto meno per verificare il mio sesto senso, anche se qualcosa mi dice che tu non saresti d’accordo o peggio potresti ingannarmi sfruttando il lasso temporale delle 4 ore… Dico bene?
Ti confesso una cosa questa sera preso ho mangiato anche verdura… La fame fa davvero brutti scherzi a volte.
Buona notte
Ti avevo scritto di una sensazione, simile a quella dell’altro giorno. Ma oggi, almeno da me, è una giornata così radiosa dopo mesi di pioggia e grigio, che preferisco ignorare qualsiasi idea porti con sé malinconia. Fai conto che l’abbia fatto.
Però, elegante il tuo modo per dirmi che non ci ho capito un piffero! Ecco, lo sapevo, non sbagliavo a sentirmi vecchia. Ironia a parte, un po’ mi dispiace. Capire e immedesimarmi negli altri era una delle poche cose che mi riusciva quasi bene. Pazienza! Andiamo avanti.
Veniamo al film. Caro Heavy Rain, pensavo fosse abbastanza eloquente l’impressionabilità che mi tormenta. Ho perso il conto -no a dire il vero non l’ho mai iniziato ma è così per dire- di tutte le volte che ho tenuto gli occhi tra le mani. Ma, ahimè, l’audio è di suo abbondantemente onomatopeico, non era difficile immaginarsi tutto il resto, tutto quel sangue, che, va-bene va-bene lo ammetto, ogni tanto sbirciavo tra le fessure delle dita. Mh, perché ho l’impressione che ti stai divertendo? Comunque, scene crude e Brad Pitt a parte, sulla trama ci hai azzeccato, rispecchia i discorsi che abbiamo più o meno approfonditamente toccato, che altro non sono se non i tarli su cui la mia testa si fissa quasi ininterrottamente. Non so se a te succede, ma io appena esco di casa, (senza rendermene conto lì per lì) studio ciò che mi stà intorno e ragiono e “percepisco”, vedo tutto sotto il filtro di due onnipresenti ineluttabili punti di arrivo e al contempo di congiuntura e spiegazione, dovrei forse più appropriatamente definirla “rivelazione”: le due “c”.
Dopodichè, scusami, ma di tutto il tuo discorso ho capito solo che non ti è particolarmente congeniale la pubblicazione ogni 4 ore, cosa che detesto anch’io insieme a questo conto alla rovescia di caratteri che mi mette ansia, uffa!
Ah, no, aspetta, ho capito anche che hai mangiato la verdura. Il tuo organismo mi sà che ti ringrazia. Sono contenta per lui, poverino! : )
Sweetly scusa.
Fai bene ad ignorare le sensazioni negative e cercare per quanto possibile di sostituirle con quelle positive. Un bel sole di sicuro è un buon aiuto anche se oggi non si è fatto notare 🙁 pazienza domani sarà un giorno migliore.Hahahahahhahahah ti immagino mentre guardi il film… Pensa che è solo pomodoro anzi no perché non vorrei che la pasta al sugo ti ricordasse…va bhe, vedi tu! comunque hai colto l’essenza e ti sei accorta che in parte sono argomenti che abbiamo toccato anche noi. La cosa delle due c alla matrix purtroppo non la riesco a visualizzare anche se ultimamente, grazie all’allergia, si incastra una lacrima che rifrange la luce un po’ a caso dandomi la sensazione di stare dentro un acquario. Ancora con la storia della vecchiaia. In un certo senso puoi anche averci azzeccato se questo ti rende più serena… Potrei essere più preciso ma poi vorrei sapere quello che fai tu e vedere se il mio sesto senso funziona oppure no ( questo intendevo con “la mia tela”). Sì alla sera, oltre ad essere sintetico, ho anche le idee confuse. Il mio organismo va alla grande anche senza le verdure perché si tratta di inutili fibre non digeribili :)… Va bene i sali minerali ma ci sono anche: antimuffa, pesticidi, antibiotici ecc. Non è tutto oro quello che luccica.
Ho deciso che per un po’ non voglio più entrare in questo sito… Niente di personale ma ci sono alcune storie che solo a leggerle mi riaprono ferite e ricordi che vorrei allontanare.
Se ti va di scrivermi ti lascio la mia email :heavyrain2013@libero.it
Buona giornata
Mi chiedo dove c’è un mondo la dove esistono solo persone come te perchè in questo dove vivo io mi fa schifo. Scusa il ritardo.
Ciccio,
non vivo nel paese dei balocchi, calpestiamo lo stesso suolo.
Per fortuna che non ci sono solo persone come me, fidati.
Anche a me tante cose fanno schifo. Cerco di guardare quelle che ammaliano. Ciao