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Come si riesce a perdere tutto!

Avevo letto da qualche parte che gli uomini si dividono in 2 categorie;
1. I collerici ( gli istintivi, impulsivi )
2. I razionali ( quelli che ragionano e riescono a dare il giusto valore alle cose)

Purtroppo io faccio parte della prima categoria.
Circa 3 ore fa ho detto addio a tutto quello che mi ero conquistato nel corso di una vita.
Ho 45 anni, tralasciando gli anni più brutti della mia vita che paradossalmente dovrebbero essere i più belli, intendo quelli della mia adolescenza ( liti famigliari, difficile rapporto con mio padre, etc. etc. ) ero riuscito a crearmi un mondo perfetto.

Intorno ai 27 anni ho conosciuto, dopo svariate disavventure, la donna che dopo qualche anno sarebbe diventata mia moglie e madre dei nostri due splendidi bambini.

Lei con un carattere davvero speciale; sempre sorridente, gentile, generosa, premurosa con tutti, io l’opposto ( o quasi ) egoista, musone, impulsivo, orgoglioso e diffidente.

Secondo i giudizi di molti, non dovrei essere il peggiore degli uomini, purtroppo ho sempre faticato molto a trovare gioia nei veri valori della vita, nelle piccole cose quotidiane, a differenza di lei, e come è giusto che debba essere.

Questa sera evidentemente esausta dopo circa 18 anni di sopportazioni non è riuscita a trattenersi durante l’ultima divergenza di opinioni che abbiamo avuto, facendomi capire che non riusciva più a continuare con il nostro rapporto sempre più deteriorato nel corso degli anni.
Ovviamente io non ho potuto fare a meno, con il solito orgoglio che mi contraddistingue di replicare, approvando e chiudendo definitivamente il nostro rapporto.

Adesso però sento tutto il peso del mondo che mi sta comprimendo tanto da togliermi il respiro. Il mio primo pensiero va ai miei due bimbi, ho il terrore di quando dovrò affrontare con loro l’argomento del distacco, immagino i loro occhi sgranati che mi fissano senza capirne le ragioni. In questo momento di assoluto sconforto sono veramente tanti i pensieri che continuano a ruotarmi in testa, e tutto questo perché non ho saputo dare il giusto peso alle cose.

Questa volta obiettivamente, la ragione si trovava pressappoco nel centro, ma io non ho saputo resistere per l’ennesima volta al mio istinto, cercando a tutti i costi di avere ragione.

E’ triste, ma è proprio vero; le cose più importanti non si capiscono fino a quando non si sono perdute !!

ps – Il mio pensiero va a tutti quei genitori, che non potranno godere appieno della gioia della vita insieme ai loro figli, e tutto per colpa del loro stupido istinto collerico !

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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6 commenti

  1. 1
    vicki -

    Eh, sì, le cose si apprezzano quando le perdi.

    E se per 18 anni il tuo orgoglio cieco non ti ha permesso di accorgerti quanto stessi angosciando quella povera donna, perdonami tanto la durezza, ma te lo meriti di perderla.
    Poi magari ho il dente avvelenato perché il mio fidanzato è un tuo clone, e promette una brillante carriera di vampiro di energia vitale anche lui. Io però (a differenza di tua moglie) ho 26 anni, non ho figli e non ho espresso alcun voto di fedeltà eterna, e ti ringrazio per questa testimonianza perché sono gli esempi come il tuo che mi aiutano a racimolare la forza per mandarlo sonoramente affanculo.

    Mi dispiace per tua moglie, questo sì. Vorrei dire che mi dispiace anche per i tuoi bambini, ma sai una cosa? Meglio crescere con i genitori separati che con un modello di padre collerico e dispotico e una mamma adorabile, ma spenta e terrorizzata. (Perdonami la psicologia spicciola, ma tu stesso dici di avere avuto liti con tuo padre etc.: non è una giustificazione, ma un’aggravante. Non sei riuscito a distaccarti da quel modello e sei diventato un po’ come lui, ma<gari?)
    Chi rompe paga, i cocci sono suoi e meglio che se li tenga ben stretti.
    Il temperamento collerico esiste, per carità, ma solo un idiota è incapac di lavorare su se stesso e di emendare ai suoi errori: non mi sembri un idiota. Solo, una persona rigida e segretamente autocompiaciuta del suo caratteraccio.
    L'unica cosa che mi preoccupa è che, com tutte le decisioni prese per orgoglio, anche quella di lasciare tua moglie comincerà a vacillare e tempo 2 settimane tornerai da lei a incensarla e ammorbarla con promesse vuote e strazianti ricordi di adolescenza: ecco, spero che allora lei abbia abbastanza palle per capire che a 45 anni la vita è ben lontana dall'essere finita e ricerchi altrove la felicità che le hai usurpato.

    Saluti.

  2. 2
    colam's -

    Non posso che condividere in pieno la tua analisi, essendo io forse fin troppo razionale.

    Mettendo i tuoi figli sulla bilancia, non credi sia il caso di strozzare il tuo orgoglio e di morderti le labbra fino a sanguinare piuuttosto che aprire bocca e dargli fiato ?

  3. 3
    bobotime -

    Beh, forse di denti avvelenati ne hai più di uno, ma non posso fare altro che darti ragione.

    Credimi, nel corso degli anni ho provato veramente, non dico a cambiare radicalmente, ma almeno a smussare degli atteggiamenti del mio carattere sbagliati, ma alla fine ci sono sempre ricaduto e sempre per questioni di orgoglio, liti banali sempre sfociate in continui e sempre maggiori allontanamenti tra noi.

    Adesso la mia unica speranza è di riuscire a vedere i miei figli crescere e vivere una vita felice e serena, con un carattere solare che faccia stare bene le persone a loro più care.

    PS – Ho paura quando dici che ho ereditato da mio padre il suo carattere, ne ho paura, perchè è sempre più forte in me questa convinzione.

    Grazie cmq per il tuo commento, l’ho apprezzato, per la sincerità e per la durezza, che merito.

  4. 4
    vicki -

    Se hai scritto una lettera da sottoporre a una serie di sconosciuti è perché cerchi un parere assolutamente asettico, privo dei condizionamenti e dalla parzialità che può avere un amioo. Se TU fossi un mio amico, e ti volessi bene con tutti i tuoi difetti, ti batterei una pacca sulla spalla, ti porterei a bere una birra e ridimensionerei tutti i tupi sensi di colpa.

    Ti ho provocato volontaiamente, aspettandomi una valanga di insulti.
    Ma se hai la lucidità sufficiente ad ammettere di esserti sbagliato ti dico una cosa: 45 anni non sono troppi per rifarsi una vita (come ti ho scritto prima, acidamente), ma non sono neanche troppi per mettersi in discussione. Hai mai pensato di andare in analisi?
    Non so se questo possa salvare il tuo matrimonio, e non penso sia l problema più importante.
    Magari se riuscissi a conmprendere le motivazioni profonde alla base de tuo disagio esistenziale potresti diventare una persona migliore e i tuoi figli, crescendo, non penseranno a te come “quel rompico...oni”, ma saranno orgogliosi del loro papà.
    Il tmperamento si eredita in parte. In parte si copiano gli schemi familiari che vengono percepiti cme “vincenti”. Tu non SEI tuo padre e non sei COME tuo padre, per il fatto stesso che ti stia ponendo questo problema, semplicemente TI STAI COMPORTANDO come lui. E scusa tanto l’invadenza, eh.

    Hai ragione, ho più di un dente avvelenato.

  5. 5
    bobotime -

    vicki, cos’altro aggiungere?

    Purtroppo, il mio stato d’infelicità (conseguenza del mio carattere) mi ha portato nel corso degli anni, non solo a rovinare il rapporto con mia moglie, ma anche alla perdita della maggior parte dei miei amici. Se avessi avuto un amica/o come te, me la sarei tenuta stretta, non sarei certo arrivato fino a questo punto, hai perfettamente inquadrato la mia situazione.

    Cmq, i miei figli ( forse perchè al momento hanno meno di 10 anni ) non pensano a me come un “padre rompiglioni” sono assolutamente fieri di loro padre, tra noi c’è un legame viscerale, ogni volta (e capita tutti i giorni) che mi dicono; ” TI VOGLIO BENE PAPA’ ” ogni volta, mi commuovo a tal punto da farmi venire un groppo in gola, perchè penso a quanto corre veloce questa vita e quanto avrei potuto dare loro e per mille cazzate ( tutte superabili; frenesia lavorativa, egoismo, apatia, etc. etc. ) non ho saputo dare.

    In ogni caso grazie ancora, in particolare per il suggerimento di un analista, penso sia arrivato il momento, nonostante i miei ripetuti ripensamenti su una terapia psicoanalitica.
    In tutti i miei difetti c’è anche quello d’essere un presuntuoso testardo ed ho sempre pensato di riuscire a cambiare solo con le mie forze, ma adesso mi rendo conto che non è cosi.

    Ciao e grazie

  6. 6
    vicki -

    In bocca al lupo vecchio rompico...oni! 😛
    Un abbraccio

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