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Ossessionato dal cibo

di Malato Immaginario

Sono ossessionato dal cibo. Un temperamento ansioso e in sommo grado edonistico mi costringe a portare alla bocca tutto ciò che il mio occhio vede, la mia mente desidera, la mia mano arriva ad afferrare. Il gesto è meccanico: non mangio, divoro. Non gusto, consumo. Assimilo. Distruggo.
Leggo gli articoli degli specialisti e ascolto i pareri degli esperti. Conosco i cibi sazianti, gli spuntini leggeri, i trucchi per gestire l’ansia, le strategie antipanico, le tecniche di respirazione, le pause di riflessione per aumentare la coscienza di sé. Persone, riviste, internet: non ci sono fonti che non abbia consultato. Conosco la differenza tra ciò che è sbagliato e ciò che è giusto. A tal punto che non solo la comprendo razionalmente, ma la condivido in pieno.
Questo non sembra essere sufficiente. Quando giunge la “crisi”, non si è coscienti di sé. Non si vuole esserlo. È una questione di vita o di morte. Non c’è nulla oltre quel preciso istante. Esiste solo il qui ed ora, e l’assoluta certezza che persa l’occasione di godere al massimo del momento presente, non ce ne saranno altre.
Allibisco di fronte ai sostenitori del libero arbitrio: quando mi si fa notare che in ultima istanza è tutta una questione di volontà, mi sento piccolo piccolo.
Quanti siamo a decidere in un corpo? Ho un difetto di volontà? O forse è questa la mia vera, profonda, inconscia aspirazione: essere grasso; sentirmi brutto, odiato dal prossimo?
Posso rimproverarmi, mettermi a dieta, iscrivermi a una palestra, e dimagrire anche. Ma non serve a nulla, perché è come curare i sintomi di una malattia. E io voglio risolvere il problema alla base. Solo che non so quale sia il mio problema.
Guardo i magri, e penso che non rappresenti per loro un sacrificio esserlo: perché non può essere lo stesso per me?
Se non riesco ad adottare uno stile di vita sano ed equilibrato, devo dedurre che è questa la mia normalità. Ma non riesco più ad accettarlo. Perché dopo essere stato magro, dopo esser dimagrito tanto (per i motivi sbagliati), non riesco più a tornare all’inconsapevolezza di prima. Mangiare, per me, è diventato immorale. Comprare una barra di cioccolato al supermercato sotto casa mi fa sentire come se stessi acquistando una rivista pornografica all’edicola di una stazione ferroviaria.
Mi vergogno di quello che sono. Non ho fatto altro in quasi trent’anni di vita.

Lettera pubblicata il 11 Dicembre 2011. L'autore ha condiviso 5 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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Categorie: - Me stesso - Salute

La lettera ha ricevuto finora 4 commenti

  1. 1
    kombo -

    Caro Malato Immaginario,
    non conosco i motivi profondi alla base di questa tua situazione. Probabilmente nemmeno tu ne hai piena consapevolezza.

    Quello che importa, è che le tue abitudini possono nuocerti. A livello sia fisico che mentale.

    A mio parere, la soluzione del problema è proprio questa. Non associ sufficiente dolore, dispiacere, al tuo comportamento. Affermi di essere informatissimo. Allora dovresti già conoscere i rischi correlati a un regime dietetico ipercalorico.

    Se non li conosci, ti consiglio di studiarteli a fondo. Se già li conosci, è probabile che tu non sia emotivamente associato a queste informazioni.

    Se leggi che hai più probabilità della media di avere un infarto cardiaco, dovresti pensare che le tue abitudini possono concretamente mettere a repentaglio la tua vita.

    La tua ansia, paradossalmente, può aiutarti in questo. E’ un segnale di allarme, che puoi sfruttare per le cose giuste.

  2. 2
    spiderman -

    allora divora……

  3. 3
    Valentina -

    Ciao, non metto in dubbio che tu sia informato, perchè presumo che questa ossessione ti abbia creato curiosità nell’ambito e quindi inevitabilmente, animato dal timore e dalla paura, tu sia andato ad informarti: tramite internet, riviste e persone. Io credo che non basti semplicemente avere informazioni per cambiare abitudini perchè l’uomo allo stato naturale, puro, non mangia se non ha fame, ma mangia per sopravvivere; molte persone invece conducono uno stile di vita che sembra quasi che vivano per mangiare. Ritengo che questo modo di comportarsi (quasi, se non del tutto involontario) sia un campanello d’allarme che necessariamente bisogna ascoltare. Se sai benissimo, come tu affermi, che sono cose sbagliate (io comunque le chiamerei “non benefiche”) allora devi un attimo fermarti, ascoltarti, cercare di capire cosa anima questa tua voglia di cibo, di divorare. Spesso, anzi, credo sempre, i disturbi alimentari hanno una motivazione psicologica alla base e sicuramente anche tu hai nella tua vita qualcosa che ti crea disagio e ti spinge ad abbuffarti senza soffermarti sul gusto. Credo che forse dovresti parlarne con uno psicologo, anche io sono stata perchè avevo un problema simile e ti dico che anche io ogni tanto mi abbuffo senza controllo perchè è un’emozione che mi spinge a farlo, spesso perchè sono arrabbiata, perchè mi sento triste, sola. Il cibo viene erroneamente utilizzato in questo modo e ci facciamo del male da soli perchè ne va di mezzo il nostro corpo, io me ne rendo conto e forse il fatto di non avere neanche vent’anni mi agevola nella riflessione e nella correzione di queste cattive abitudini, di questi modi semplici di risolvere i problemi, perchè alla base sicuramente ci sono dei problemi. Come coloro che si appoggiano all’alcool, alle droghe, sono persone sofferenti, persone che non sanno come risolvere i problemi e per questo tentano di soffocarli con sostanze, ma come per una sbronza poi i problemi sono ancora lì a galla, anche per chi mangia i problemi rimangono. Ti consiglio di andare a farti una chiacchierata con una persona competente senza timori, paure perchè sono persone li per aiutare chi soffre. Non credo che la tua esistenza sia segnata dal fatto di essere brutto, grasso, perchè se tu vuoi cambiare puoi farlo, conta molto la forza di volontà non lo metto in dubbio, ma prima di tutto conta che si capiscano quali sono i problemi di fondo, analizzandoli e risolvendoli. Nulla è impossibile 🙂 Comprare un pò di cioccolata non dovrebbe essere un crimine ma se tu senti che quando lo fai, fai una cosa sbagliata ci sarà un motivo, non credi? Perchè nel tuo profondo sai che non hai bisogno della cioccolata, stai semplicemente gridando aiuto e lo fai servendoti del cibo, ma se vuoi uscire dal tunnel dovresti aprirti con qualcuno di competente. Ti faccio i miei auguri, spero davvero che tu possa trovare risposta ai tuoi problemi.

  4. 4
    maria81mimi -

    Facendoti del male, ne soffrirai solo tu! Io questo l’ho capito da poco. Ho mangiato cose che nemmeno mi piacciono, solo per farmi del male…pensando che almeno così, mi sarei tolta di mezzo….che si sarebbero accorti di me….ho sbagliato!! Sono una persona sensibile e insicura, il mio problema sono tutti quelli che mi dicono “ma sei così bella…perché non ti metti a dieta?” ti rendi conto che presa in giro?! Se sono bella perché dovrei mettermi a dieta? In casa poi non ne parliamo, alla fine ho capito che lo faccio per dispetto, perché voglio che mi accettano così e non perché devo essere magrissima. A tavola ogni volta… sono sempre aggressiva, ho sempre l’impressione che i miei mi osservino. Ho capito che devo mangiare da sola, così non sento nessun commento, mangio quello che mi pare ma nel giusto quantitativo, tanto non c’è nessuno che mi vede, non c’è nessuno a cui farlo per dispetto!! Io amo il cibo…e’ un peccato che tu non lo assapori…se proprio vuoi farti del male, almeno prova a gustartelo, il cibo e’ una goduria…metti da parte tutte queste ansie e mangia assaporando. La vita e’ breve e io ho deciso di godermela a modo mio…sara’ ancora più breve a modo mio? E chi se ne frega!!!! Almeno me la sono goduta! Non dico che devi fare come me, ma prova ad assaporare…a gustarti ciò che mangi, non c’è cosa più bella. Un groooosso abraccio Maria

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