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I “numeri sbandierati” nella lotta all’evasione fiscale

di PIKKA

Buongiorno, sono un semplice cittadino che odorando perdita di lavoro in vista ha assecondato la moglie nell’aprire un’attività di bar nel 2005 per il quale mi sono ipotecato la casa con la banca.
Nel 2007 ecco la perdita del lavoro con cassa integrazione e affini.
Meno male che sono stato previdente ad aprire un locale mio, ho pensato, e anche se per stare a galla di questi tempi è veramente complicato.
Infatti con la recessione siamo molto in sofferenza, tanto che tutta la liquidazione (26 anni di lavoro dipendente) se n’è andata per attappare le varie falle e spese. Poi ho rinegoziato il mutuo per avere ancora liquidi per sopravvivere. Poi è arrivata la vendita di una casa di famiglia che ha portato un po’ di ossigeno, ma è durato poco.
Poi il fornitore di caffè ha erogato una somma in acconto al consumo di caffè che ci sta facendo andare avanti sperando in una ripresa economica da “mo” annunciata ma non ancora tangibile.
Ma a questo punto ecco arrivare un accertamento dell’ufficio delle entrate con richiesta di informazioni dal 2005 ad oggi di tutti i movimenti bancari da 200 euro in su sui conti dove appare il nome mio e di mia moglie e perciò
che coinvolgono mamma sorella cognati avendo noi alcuni conti cointestati con le rispettive famiglie. Lavoro di notte per fornire un database di chiarimento, ma mi dicono che ci vogliono le fotocopie di tutti gli assegni (500). La banca mi risponde che oltre a circa 3000 euro di costi ci vogliono 3 mesi di tempo e che una richiesta “dai 200 euro in su” non l’avevano mai vista. Non solo ma anche i prelevamenti bancomat devono essere spiegati.
Vado allora con la documentazione provvisoriamente raccolta da me, ma mi sento dire che è insufficiente (senza nemmeno sfogliarla), chiedo una proroga dati i tempi che si riserva la banca, ma mi viene negata.
Una settimana dopo si presenta un ufficiale che mi consegna il risultato dell’accertamento: a parte alcune voci per loro non è stato giustificato nulla, nemmeno le rate del mutuo che pago e che sono visibili, la vendite della casa, la liquidazione ecc.. ecc. totale più di 200.000 euro di evasione. Il tutto fatto di fretta e furia per “raggiungere gli obbiettivi” sbandierati dalle nostre istituzioni (frase sentita dal mio commercialista ).
Ed ecco così che si avverano le cifre menzogna sbandierate sulla lotta all’evasione fiscale, tentando di affondare persone già in difficoltà e che come me non hanno niente da nascondere…… Ah dimenticavo…. spero che il dirigente in questione sia riuscito a maturare il suo bel “premio di produzione”….
Complimenti!!!!

Lettera pubblicata il 29 Dicembre 2009. L'autore, , ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
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Categorie: - Cittadini

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