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Non tutto vien per nuocere

di every3

Riferimento alla lettera: Cari lettori, mi ritrovo a scrivere in questa giornata di fine estate afosa in condizioni molto tristi. Non so se la mia storia potrà essere letta da qualcuno ma per me rappresenta uno sfogo perchè ho molta rabbia dentro e mai come ora mi sento svuotata e prive di forze....
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Data di pubblicazione: 23 Agosto 2011

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Categorie: - Amore

31 commenti

Pagine: 1 2

  • 26
    criss -

    @ludmilla
    concordo pienamente..piu’ che pena direi abbastanza schifo x quest’uomo!!! povero dentro è un termine appropiato e anche mentalmente instabile

  • 27
    Cristina -

    @ MARIA
    Mi viene un dubbio: E’ vero ognuno di noi dovrebbe amare di piu’ se stesso per poter star bene con gli altri , ma forse neanche troppo perchè se alla fine ami troppo te stesso finisci per essere troppo narcisista e troppo consapevole della tua persona e non riesci ad amare gli altri pienamente..(e’ il rovescio della medaglia).Ci vuole equilibrio in tutte le cose.
    Dici che chi è dipendente affettivamente è affamato d’amore e chi ha fame fa pessimi acquisti (scelte sbagliate ecc..)come se l’essere invece piu’ equilibrati potesse precludere a scelte migliori: Ti posso assicurare che non è cosi’.L’amore è una prerogativa di vita, è come l’ossigeno non ne potremmo fare a meno (almeno x me è cosi) ed io che non ho MAI sofferto di dipendenza affettiva perche’ mi stimo molto .., ho sempre incontrato nel mio percorso vita (ne ho 37 )solo persone sbagliate che non erano in grado di donare se stessi, qualcuno mi ha fatto anche molto male, però, ho saputo dire di no .Ho chiuso la porta e via ma credimi il dolore è forte comunque.
    Allora il dubbio che mi sorge è: Non è per caso che la dipendenza affettiva non centra nulla in tutti questi discorsi perchè il vero problema di fondo è LA MANCANZA D’AMORE????. Viviamo un’epoca dove l’avere (avere un bel corpo ,avere una posizione, avere tanti soldi.) esclude totalmente la cultura dell’essere o meglio la cultura del dono di se stessi agli altri (amore). Si sta perdendo pian piano quell’educazione al rispetto, alla lealtà per valori piu’ effimeri che ne hanno preso il posto. La maggior parte delle persone NON SA PIU’ AMARE: ecco qual’è il vero problema di every e tanti altri. Ma dove andremo a finire di questo passo?

  • 28
    Milo -

    @ Cristina
    hai perfettamente centrato il nocciolo della questione. Di questo passo tutti e dico tutti (anche quelli piu’ stabili) che cercano amore avranno sempre maggiori difficoltà nel riceverlo perchè la nostra socièta , i nostri cervelli si stanno atrofizzando o meglio ci sono stimoli esterni dettati dall’uomo che cercano di cancellare questo tipo di emozioni.
    Io sono un’ assistente sociale che lavora nell’ambito del supporto famigliare è di casi disperati ne vedo tantissimi, di famiglie all’apparenza serene ma che vivono veri drammi. Non sapete quanta ipocrisia c’è in giro di vero amore ben poco. La famiglia ,e quindi il fulcro dell’amore, che un tempo doveva essere il perno centrale della vita è stata soppiantata da nuovi valori. E’ iniziata una specie di regressione mentale.Dove ci condurrà tutto questo? Per carità esistono le eccezioni ma sono rare.

  • 29
    carola75 -

    @ CRISTINA
    …”il vero problema è la mancanza d’amore”..concordo perfettamente e dirò di piu’: manca una certa educazione all’amore. Ma come possiamo insegnare ai nostri figli come amare se in famiglia ognuno fa quello che vuole: Lui che lavora tutto il giorno e poi corre in palestra o al parco perchè deve buttare giu la pancetta; e poi ha l’aperitivo con i colleghi ecc.. Lei che lavora tutto il giorno, alle sei ha l’appuntamento per rifarsi le unghie poi corre in palestra x rassodare i glutei , poi raccatta il bambino all’asilo o dalla nonna, e poi arriva a casa ed ancora piu’ stressata perchè deve cucinare pulire e lucidare i pavimenti mentre lui è attacato al computer (magari in qualche chat)mentre il bambino è attacato alla Play station. NON ABBIAMO PIU’ TEMPO per la famiglia ,per insegnare ai nostri figli il vero amore, siamo tutti troppo presi da tutto e da niente. Guardate questo non è un quadro esasperato ma è la realtà di di tutti i giorni. E’ vero non ci si deve annullare x la famiglia perchè ognuno deve anche coltivare anche qualche piacere ma adesso è veramente troppo.
    Dobbiamo imparare a essere piu’ marito e moglie ,genitori e a stare di piu’ con i figli e forse ma dico forse avremo in futuro una società migliore.

  • 30
    cignonero -

    @every3
    Ciao, sono un uomo di 40 anni (ho scritto la mia esperienza intitolata “amore incompiuto?”). La tua esperienza è toccante, quasi quanto la dignità e la correttezza con cui l’hai raccontata. E’ evidente che l’uomo che fu tuo marito ha dei seri problemi. Per amore si può soffrire, aver paura, fare follie, ma tradire in questo modo evidenzia una mancanza di rispetto assoluta. Il rispetto è fondamentale, sta a metà strada tra la conoscenza dell’altro e il desiderio di averne premura. Se quest’uomo ti ha trattato così non merita aiuto e comprensione, e spero che non ti sarà difficile lasciartelo alle spalle e ricominciare da Te.
    Buona fortuna

  • 31
    rossana -

    Cristina,
    concordo sul bisogno d’amore come scopo primario indiretto della vita di molti e su questo tipo di società che spinge verso altri obiettivi più futili, incapace persino di educare al rispetto e al minimo di correttezza che si dovrebbe riservare al prossimo.

    la differenza fra chi è “affamato d’amore”, e diventa quindi facilmente dipendente, sopportando di tutto e di più pur di non perdere l’illusione di essere amato, e chi invece cerca un partner in modo equilibrato, secondo me sta in questa tua frase: “ho saputo dire di no .Ho chiuso la porta e via”.

    chi non ama abbastanza se stesso e non può fare a meno d’amore per poter colmare le sue lacune e reggersi in piedi emotivamente è di solito incapace a rifiutare anche il peggio del peggio che gli viene propinato sotto forma di affetto, di solito malato. sì, perchè purtroppo i simili si attraggono, formando spesso unioni malsane, senza neppure rendersene conto, finendo di patire entrambi, sia pure in modo diverso (di solito uno diventa vittima e l’altro carnefice, magari pure involontariamente)…

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