Non so più chi sono. Non so niente
Sono un ragazzo di ventidue anni, quasi 23, ma realmente non so quanti anni mi sento addosso.
Sono arrivato ad un punto della mia vita in cui non so più chi sono, in cui mi chiedo cosa fare della mia vita.
Mi chiedo sempre: a che scopo? Perché tutto ciò che faccio sento che non è abbastanza?
Mi sto costruendo un futuro che, sinceramente, non so se sia giusto per me. Penso sempre ad un’alternativa ma con scarsi risultati.
Sono nato in una famiglia cristiana evangelica. Sono cresciuto con dei principi insegnatomi dai miei genitori che ritengo giusti. Sono cresciuto con una visione della vita ‘irreale’ agli occhi del mondo. Tutto mi è andato bene fino alle medie. Da lì, il crollo dove non so nemmeno io se mi sia ripreso. Mi sono confrontato con un mondo alla quale non interessava chi io fossi e non gli interessava nemmeno saperlo. Ho avuto uno schiaffo dalla vita che mi ha fatto aprire gli occhi. Ho capito che al mondo non importa chi sei, importa cosa puoi offrire.
Sono stato vittima di bullismo per il mio credo, ma nonostante tutto continuo a credere nella mia fede. Andando avanti con gli anni, la ‘pesantezza’ del mio credo iniziò a farsi sentire più pesante. Iniziai a cambiare ottica nella visione del mondo. Ho iniziato ad adeguarmi al comportamento di tutti. Iniziai a fumare, a farmi gli spinelli, a bere. Inizialmente pensavo di aver trovato ‘me stesso’ quando in realtà avevo soltanto trovato una copia fallimentare di me stesso.
Ho ricevuto l’ennesima botta. Ero diventato la ‘pecora nera’ della mia famiglia, della chiesa, dei miei veri amici…
Nessuno voleva più stare in mia compagnia perché ritenevano che io ero cambiato talmente tanto che non mi riconoscevano più.
E avevano ragione.
Nemmeno io mi riconoscevo.
Con il passare del tempo, mi resi conto che stavo prendendo una strada che mi avrebbe soltanto peggiorato la vita.
Decisi di cambiare.
Di dare una svolta alla mia vita.
Incominciai a distaccarmi dalle persone ‘nocive’ per la mia vita, iniziai a riprendere la mia vita in mano.
Sembrava che tutto stesse funzionando, che finalmente stavo tornando sulla buona strada.
E invece mi ritrovo ad oggi, giorno 3/02/20 a non sapere chi sono… Le persone che amavo mi hanno abbandonato perché non gli andavo ‘bene’.
Ho perso l’amore della mia vita per colpa mia. Perché non so chi sono.
Si, sono giovane, ho una vita davanti. Ma veramente c’è un’età per sapere con certezza quale sia la persona che reputiamo l’amore della nostra vita?
Lo si può capire in qualsiasi momento a qualsiasi età.
Non mi perdonerò mai di averla persa, perché è totalmente colpa mia.
Mi faccio schifo.
Troppo.
Non me lo perdonerò mai.
Non so più chi sono.
Non so niente.
Vorrei soltanto sparire.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Me stesso
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Dunque Sf3rl4, alla tua età è normale essere confusi. Quello che posso consigliarti è di imparare ad agire sempre come è giusto secondo TE. Non come vorrebbero gli altri o come gli altri ti dicono che sia giusto. Di gente che cerca di importi il loro punto di vista il mondo ne è pieno (religione inclusa), ma tu non devi ascoltarli. Fai come è giusto secondo te e basta. E poi, a 23 anni non si può parlare di “amore della tua vita”. Le delusioni amorose sono normali a quell’età e hai anni e anni a disposizione per trovare un’altra, magari anche migliore.
Non posso dire molto altro perchè la lettera è un po’ generica, comunque, per farti qualche esempio:
Bere ti piace? Fallo. Andare a messa alla domenica ti fa bene psicologicamente? Vacci. Dei tuoi vecchi amici parlano male di te? Ignorali. Credi che fumare gli spinelli ti abbia fatto male? Smetti. E poi, segui i tuoi hobby. Fai ciò che piace a te e che ritieni giusto. Sarà così che verrà fuori il vero te stesso. Saluti.
Ciao Bottex,
Innanzitutto ti ringrazio per aver letto quello che ho scritto.
Il problema è che sono cresciuto vivendo la vita dei miei genitori. Con mia madre che è troppo attaccata a me e mio padre che vorrebbe vivere la mia vita. Sono i miei genitori, gli voglio un mondo di bene, ma è arrivato il momento di fare la mia vita, con le mie scelte giuste e sbagliate. Non so chi sono perché non so più cosa realmente mi rende felice, quello che credevo mi rendesse felice, piano piano sta svanendo…
Per l’amore della mia vita non sono molto d’accordo.
Non c’è un’età ben definita dove si può reputare un amore come amore della vita o semplicemente un amore passeggero. Ovviamente i casi estremi no, ma alla mia età si può trovare l’amore della vita.
Poi io sono il classico ragazzo all’antica…
Non penso che ci sia un’età per capire se hai trovato l’amore della vita o no.. Si sono giovane, ho una vita davanti e la sfrutterò ma soltanto quando saprò chi sono.
Ti capisco Sf3rl4. Sei stato molto condizionato dai tuoi genitori. Per carità, è giustissimo che tu voglia bene a loro, ma dovresti spiegarti bene e dirgli che ormai sei adulto e hai il diritto di fare le tue scelte. Loro poi potranno condividerle o meno, ma dovranno comunque accettarle. Dì loro questo educatamente, ma fermamente. Intendiamoci, spesso i genitori (magari con le migliori intenzioni) cercano di imporre ai figli la loro mentalità. A volta succede ancora a me, che ne ho 36 di anni. Ma è sbagliato, i figli devono pensare con la propria testa, non con la loro, anche se questo crea poi contrasti. Rinnovo quindi i miei consigli.
Per quanto riguarda l’amore della tua vita, non voglio dire che non si possa trovare a 23 anni, ma è presto per capire se è effettivamente così. Se è quello “della tua vita” può dirlo solo il tempo. Anche io a alla tua età ero convinto di averlo trovato … poi invece frequentare quella ragazza si è rivelato uno dei miei errori peggiori. Saluti.
Sei diventato la pecora nera della tua famiglia “evangelica” e non sai chi sei? Tu stesso ammetti che ti è stata stata data una visione della vita “irreale”, e ci sei arrivato da solo a 22 anni. Ma sei da ammirare guaglione. Altro che non sapere chi sei. Se pensi che c’è chi vive una vita irreale sino alla fine mentre il tuo IO invece si sta già ribellando a certe costrizioni che ti sono state imposte. Devi ascoltare la tua “ribellione”. Te ne devi fregare dello stigma altrui, anche se provenisse dalla famiglia, che troppo spesso non è la “safe house” che molti credono. Le costrizioni sotto ricatto non possono essere giustificate dalla moralità che si vorrebbe trasmettere.
Non c’è bisogno di nessuna religione per sapere cosa è giusto e cosa non lo è. Tu devi dare conto solo a te stesso, non farti MAI condizionare da nessuna “società”.
Sei così giovane, come fai pensare di aver perso l’amore della tua vita a 22 anni quando la vita la stai appena iniziando, su.
In effetti, e te lo dico da Professore, aver capito in età così giovanile che al mondo non interessa assolutamente chi tu sia, è lodevole.
Il mondo, in realtà, sarebbe andato – e ci andrà – avanti uguale anche senza di te, di me, del Dottore e di tutto lo zoo di LaD.
Prendine atto, rilassati, e passa al super a prendere una narda, la religione non ha ormai molto da offrire se pure il Sommo Pontefice schiaffeggia e si incazza nero solo perché lo hanno un po’ tironato.
Come direbbe Rossye, quando i simboli vengono meno al loro compito supremo, si sgonfia il sufflè e ti devi mangiare una scatoletta di tonno.
Caro Bottex,
solo ultimamente sto iniziando a far valere più le mie idee, le mie ragioni e la mia persona…
E mi sto rendendo conto soltanto ora che, se non vivo come voglio io, non raggiungerò nulla nella vita, o almeno, raggiungerò ‘qualcosa’ ma non mi renderà mai felice.
Per farti un esempio: sono stato bocciato 4 volte e per mia madre avrei dovuto lasciare la scuola e iniziare a lavorare. Io mi sono imposto di continuare. Sono andato a scuola serale, finivo alle 22:30 e lavoravo di notte dalle 00 fino alle 7. Nonostante tutte le fatiche, ho finito. E mia madre si è ricreduta, dicendomi anche: ‘quello che hai fatto tu, io nonostante sia stacanovista, non sarei mai stata in grado di fare ciò che hai fatto.’
E’ da lì che ho cominciato a farmi valere, però è sempre più difficile perché vede che sto crescendo e sto iniziando a prendere la mia strada. Ora mi sto abilitando come geometra… e credo che lei (si vole che io abbia successo) non voglia lasciarmi andare per la…
Ciao Golem,
devi sapere che sono un ragazzo che continua a pensare perfino anche quando dorme…
Tutte le esperienze, positive e negative, mi fanno pensare alla mia vita, alle mie decisioni, alle situazioni vissute che mi fanno nascere delle domande alla quale (delle volte) non ho una risposta. Di conseguenza ragiono su che cosa mi circonda. E solo così ho capito che non è tutto di un unico colore, non pensiamo tutti nella stessa maniera, anche perché se fosse così saremmo ancora fermi alla scoperta della ruota…
Sto iniziando a pensare fuori dagli schemi, dai dogmi che mi sono stati insegnati per cercare di capire chi sono io e cosa voglio dalla vita. Nonostante tutto, io credo in Dio, ma nel frattempo non voglio soffermarmi soltanto alla fede… Voglio anche vivermi la vita pienamente, facendo cazzate e facendo scelte giuste. Voglio sentirmi completo, senza alcun tipo di rimpianto di non aver fatto qualcosa perché limitato dalla paura o da terzi.
Ciao Yog,
ho letto quello che hai scritto.
Hai ragione, dovrei rilassarmi e godermi di più la vita… Ma non sono d’accordo che la religione non abbia più nulla da offrire… Oggigiorno (non lo dico per ‘vantarmi’) avere una fede è da pochi… La scienza, la tecnologia e le persone stesse hanno contribuito a far diventare Dio loro stessi. Ma ciò non significa che la religione sia ‘poco utile.’
E’ uno stile di vita, una scelta. E può aiutare molto a livello ‘spirituale.’ Ma sono dell’opinione che comunque – oltre alla fede – bisogna anche vivere più esperienze possibili per capire chi siamo veramente. Ovviamente non intendo di andare a prostitute, fumarsi canne o alcolizzarsi, c’è chi crede che sia un’esperienza da vivere e non ho nulla da giudicare, però dipende molto dalla persona. Cosa fa e cosa pensa spetta a lui deciderlo… Io non voglio morire avendo rimpianti, non voglio morire infelice, anche se ho una vita davanti…
Sulla religione, giudica da solo, secondo me ne hai la maturità necessaria ed hai anche tu sotto gli occhi la miseria di quella che era la nostra Religione di Stato.
Oggi nemmeno la filatelia e la numismatica del Vaticano valgono qualcosa, figurarsi il resto che già valeva poco prima, in fondo siamo nel tempo dei due Papi, cioè alla frutta.
Poi lascia pure perdere le canne e modera (ma non eliminare, perché in certa misura aiuta) l’alcool, ma va tranquillo a pay con coscienza leggera, è il nostro tempo che lo richiede.
Bravo Sf. Si comincia così. Anch’io sono geometra e poi architetto. Tutto di sera, lavorando di giorno. Provengo da una famiglia che al contrario della tua -che ti ha seguito troppo- non mi ha seguito per niente, tranne che per mia mamma, ma non mi lamento. Non mi sono mai lamentato. In ogni momento della vita di fronte ai problemi mi sono sempre chiesto come fare per stare meglio possibile e ci sono riuscito. Lo so che è banale, ma noi siamo quello che “abbiamo” voluto essere. Tu sei così giovane che puoi diventare quello che vuoi. Anche se volessi fare il closchard per dire. Non farti mai condizionare dal giudizio altrui, nemmeno se fossero i tuoi genitori se ti accorgi che le loro richieste fossero in fondo egoistiche. E attenzione alle regole, sociali o morali che fossero, anche quelle religiose, che tendono ad uniformare e NON a formare la persona. Lo
stesso termine Religione deriva da “re-legare”. La Fede è una cosa la religione un’altra. Non “relegare” la tua anima all’ovvio. Non è vita.
Yog, io sono Cristiano Evangelico, SIMILE per certi versi ai cattolici ma BEN DIFFERENTI, in altri versi. Sono consapevole che viviamo in un mondo oramai alle ultime ore… ed è per questo che dobbiamo sfruttare ogni minuto della nostra vita a fare ciò che più amiamo. Io non mi fumo spinelli, quell’età è passata. Ma resta il fatto che al di là di religione, famiglia, lavoro e amore, abbiamo perso di vista il punto più centrale. La felicità; si, perché oramai tutti sono attaccati alla fama e ai soldi. Ormai il ‘Dio’ della maggior parte delle persone sono questi. Perché credono che con quelle cose ci si sente completi, ma mi chiedo: fino a che punto?
Per essere felici al 100% dobbiamo amare, rispettare e avere fiducia in noi stessi.
Perché non ci sarà niente di materiale che ci farà sentire completi. Io alla fine sono un ragazzo a cui basta la semplicità. Nella vita non voglio essere ricco ne avere fama. Mi basta avere una famiglia, una moglie che amo e un lavoro che mi soddisfa.
Ciao Golem,
Hai ragione al 100% e l’ho capito solo ora. Prima vivevo per gli altri e non per me stesso. Ho sempre sminuito me stesso per valorizzare gli altri. Dicevo cose che avrei voluto che fossero dette a me. Ed ho capito che, per poter amare, devo prima amare me stesso. Per ispirare fiducia agli altri, devo prima avere fiducia in me stesso.
Non ho più intenzione di farmi ‘limitare’ dal giudizio di terzi che non fa altro che alimentare i miei pensieri negativi. Devo prendere la mia strada. Sto cominciando solo ora, ma ho già raggiunto grandi obbiettivi. Mi sto abilitando come geometra, ed ho già lavorato nelle Torri dell’Unicredit in centro Milano in Piazza Gae Aulenti (non so se conosci dov’è), sto ricevendo feedback positivi dal mio capo e da tutti quelli che mi vedono lavorare. Sono stufo di essere sottomesso da persone che vogliono soltanto il mio fallimento. Voglio vivermi la vita senza rimpianti, senza dubbi ma soprattutto senza più la paura di essere giudicato.
Sf, quando si è sè stessi, agli “altri” si dà sempre quello che è “giusto” dare. Cercare di compiacere “tutto” il prossimo non ha senso perchè ci sono milioni di co...... in giro, e si fa un’azione comunque forzata. Nella vita il compromesso nelle relazioni è pressochè inevitabile, ma fino a un certo punto, e solo per evitare rotture di palle. La sicurezza di sè è sempre vincente, sia per il rispetto che si deve a noi stessi che per dare un’immagine di sè che corrisponda al vero, altrimenti si vive sforzandosi di piacere a tutti, cosa ovviamente impossibile. Lo stesso vale nei confronti dei genitori, che se non capiscono che il figlio è un’identità diversa dalla loro lo castreranno per il resto della vita, e qui di casi del genere ne abbiamo visti a decine. Fai quello che senti, sbaglia con la tua testa e impara da quelli sbagli, e soprattutto vivi di sogni “fattibili” e non di illusioni.
Certo che conosco quelle Torri. Vivo a Milano. Bravo, a 22 anni è già un bel traguardo. Ciao.
Wow, sei quello che ha fatto le torri! Grande!
Non distante da piazza Gae Aulenti c’è via Saterna, se vieni da Dino dopo le 21:00 trovi sia me che il Dottore.
Gol. Il problema è che io non lo vedevo come uno ‘sforzo’, non facevo distinzioni di ‘co......’, ‘non co......’ ecc…
Ero dell’idea che comunque tutti meritano la mia disponibilità. Ad oggi invece ho capito che la mia disponibilità, la mia fiducia e il mio amore vanno conquistati e donati dosando il tutto. Sono il tipo di ragazzo che è o bianco o nero, non c’è grigio. Quindi, sbagliavo a dare troppo senza valutare chi avessi avuto davanti. Ora, ho deciso di non farlo più, basta farmi sfruttare, soggiogare da persone che vogliono solo prosciugarmi l’anima.
SF, mi spiace dover ripetere per ancora una volta una frase che lessi da qualche parte mille anni fa, e che ho ripetuto qui più volte, ma ti sei una new entry, e in più geometra, e mi sembra giusto farlo. Questa frase mi ha aperto un mondo su come tendiamo ad interpretare i comportamenti altrui, e da allora ce l’ho scolpita sulla testata del letto, e mi ha aiutato mille volte a non dare per scontato che chi ho di fronte sia come sembra essere. La frase è questa ed è “antica” essendo stata svritta nell’italiano medievale: “ognun lo core altrui da suo mensura”. Cioè si tende a giudicare i comportamenti altrui mossi dalle stesse intenzioni che avremmo noi se ci comportassimo allo stesso modo. Corrisponde suppergiù al “omnia munda mundis”. Se invece si imparasse a capire chi si ha veramente di fronte prima di “buttarsi”, faremmo non un favore, ma due. Uno a noi stessi, che non perderemmo tempo con chi ci assorbe energie “a gratis”, e l’altro all’assorbitore, che potrà andare ad assorbire altrove.
Gol. Mi ha colpito ciò che hai detto. Hai ragione sono una new entry, devo imparare a pesare il valore della persona che ho davanti. Però se amo quella persona, ma è inevitabile che le do tutto me stesso. Perché sono fatto così. Perché se rinunciassi a dare quello che posso dare, è come se rinunciassi ad una parte di me, e non sono così. Ovviamente però ora ho capito che solo alle persone che amo devo dare tutto me stesso e non a cani e porci. La mia ex ragazza la amo a tal punto di aspettarla e anche se un domani non staremo insieme, lei per me avrà quel sapore di dolce sulle labbra. Ai miei ricordi sembrerà aria fresca di primavera. Al mio cuore sarà una bevuta d’acqua fresca di sorgente che darà nuova vita al mio cuore.
La amo a tal punto di essere io disposto a soffrire pur di vederla felice e spensierata. La amo a tal punto di dire “lei e nessun’altra.”
Perché lei per me è vita, quel tocco magico che ti fa vedere il mondo a colori. Lei per me è tutto e la amerò per sempre.
Sf,
“La mia ex ragazza la amo a tal punto di aspettarla e anche se un domani non staremo insieme, lei per me avrà quel sapore di dolce sulle labbra. Ai miei ricordi sembrerà aria fresca di primavera. Al mio cuore sarà una bevuta d’acqua fresca di sorgente che darà nuova vita al mio cuore.
La amo a tal punto di essere io disposto a soffrire pur di vederla felice e spensierata. La amo a tal punto di dire “lei e nessun’altra.”
Perché lei per me è vita, quel tocco magico che ti fa vedere il mondo a colori. Lei per me è tutto e la amerò per sempre.” – GRAZIE per questa ventata di scintillante ardore emotivo nel grigiore dalla metafisica del raziocinio.
difficile per la vecchiaia ricordare la dirompente bellezza del sogno e della gioventù!
dispiace persino doverti mettere in guardia da un sentire così forte, che potrà essere confermato “il più importante della tua vita” solo a fine percorso esistenziale.
goditelo più che puoi: è linfa vitale! soprattutto nella ricerca di te stesso…
SF, amare è la cosa più bella che c’è, ma vale il “do ut des”, anche nei sentimenti. Spero non sia il tuo caso, ma se ami non riamato è amore buttato, se non una sindrome ormonale che trasforma istanze istintuali in comportamenti “moralizzati”. Anche su questo argomento ho scritto fiumi di parole, che non posso riassumere con mille battute a disposizione. Posso solo dire che l’amore che io ritengo VERO ha bisogno di due persone che “si corrispondono”. Come due ballerini che danzano al suono di un'”armonia” che li stimola (il bisogno di amare) rendendola “visibile” con la “danza”, come espressione di un unicum che è QUELLA coppia. Che balla senza “calpestare” i piedi dell’altro.
Qui si sono visti centinaia di casi di gente che amava “fantasmi” che di essere amati dall’amante sognatore non se ne fregavano niente. E’ amore quello? Discutibile. Io penso di no. Illusione d’amore, questo sì. Ma non ti disseti, quando hai il “deserto” nel cuore (o più sotto) se quell’oasi è un miraggio .
Perche vedi SF, a 22 anni è inevitabile vivere di quelle immagini che tu hai dato, ma non potrai vivere sempre in quello stato “onirico”. Quello è innamoramento, peraltro innescato da quelle “istanze” istintuali di cui accennavo e che sono destinate ad esaurirsi. Tante coppie si svegliano un giorno accorgendosi di non essere più “innamorate”, e molte si dicono “non lo amo più”. E così l’amore finisce? Tu sei credente no? Pensi che l’amore di Dio possa finire? E un genitore che ama il figlio può “disamorarsi”? Se finisce non è stato amore ma innamoramento, con l’illusione che potesse continuare da solo, così com’è arrivato. L’amore in una coppia cresce giorno per giorno con la gioia di costruirlo insieme, con la volontà di arrivare a quella “danza” che ho citato nell’altro post. Che richiede, “allenamento”, passione e “ragione”. Non ascoltare chi ti dice di vivere nel sogno. Realizzalo realmente. Perchè non si “balla” da soli, SF. È triste alla fine. Specie in vecchiaia.
Ciao Rossana,
Grazie per le tue parole!
Penso che però “l’amore della vita” lo so riesce a riconoscerlo anche prima della fine del percorso esistenziale. E non parlo soltanto quando hai perso quell’amore, parlo invece di quando lo vivi. Io la ritengo l’amore della mia vita perché quando ci siamo messi insieme, mi disse che lei non voleva nulla da me. A lei per essere felice – così mi disse – bastava vedermi felice.
Questa per me, è la più pura dimostrazione di amore. È stato quello che mi ha fatto capire di amarla. Quando, invece ho capito che è l’amore della mia vita, è stato quando sono andato a trovarla in vacanza e per una situazione che mi è successa lei mi è stata al fianco, dal primo minuto fino all’ultimo.
E io la amo perché non potrei fare altrimenti. Perché quando mai l’amore è semplice? In amore bisogna lottare, con tutte le forze perché è l’unica cosa in grado di farti rinascere più forte. Significa unirsi per rinascere in un’unica persona.
Rossana,
Ti lascio con una poesia che ho sentito interpretare. Non conosco il titolo ma mi rappresenta.
T’amo senza sapere come,
ne quando,
ne da dove.
Ti amo direttamente
senza problemi
ne orgoglio.
Così ti amo.
Perché non so amare,
altrimenti che così.
In questo modo in cui non
sono e non sei.
Così vicina,
che la tua mano sul mio petto,
è mia.
Così vicina,
che si chiudono i tuoi occhi
col mio sogno.
Golem,
Sono d’accordo con te. E come hai detto anche tu, 1000 battiture non basterebbe per spiegare.
Io so che lei mi ama, ma a causa di situazioni esterne non possiamo stare insieme. Perché non sarebbe giusto, nei suoi confronti ne tanto meno nei miei. Se a Rossana ho raccontato il giorno in cui ho capito che la mia ex ragazza è l’amore della mia vita, a te racconto perché lo sarà per sempre.
È stata in grado di rinunciare ad un amore per risolvere queste situazioni esterne. Ha preferito mettere in ‘pausa’ i sentimenti per risolvere dei problemi per potersi godere pienamente, un domani, la relazione. Non è sicuro che io e lei torneremo insieme, ma per quanto mi riguarda, vale la pena di aspettare, anche a costo poi di un rifiuto e di soffrire. Per lei ho fatto cose che prima non mi sarei mai aspettato di fare. E l’ho fatto con amore, non con noia o controvoglia. Ma l’ho fatto perché dentro di me, l’amore ha preso il controllo.
Lei mi ha donato più di quanto ho fatto io. Lei, mi ha aiutato a credere in me stesso, ad utilizzare i miei doni, le mie potenzialità. E io non le sarò mai grato abbastanza.
Io le ho donato tanto, ma in confronto a lei, non ho fatto manco il 10%.
Non sto vivendo un miraggio proprio perché sono consapevole della situazione, sono consapevole che nel mondo possa esistere qualcuno ‘adatta’ a me, ma non cerco la perfezione, non cerco qualcuno che ‘danzi’ con me senza calpestare i piedi agli altri. Perché io voglio essere la musica che fa danzare. Voglio essere quella nota che scatena nel corpo delle persone la voglia di danzare, dare sollievo, pace, serenità e divertimento.
E, si, l’amore è la cosa più bella che c’è, perché è l’unica cosa la quale l’uomo non può ‘manomettere’.
L’amore della vita è quella forza che ti aiuta a dare sempre il meglio senza mai ricevere schiaffi in faccia. L’amore è come la pizza: ingredienti giusti, preparata con amore e condita con passione.
Io a 30 anni posso dire che darei l’ultima “Ceres” rimasta in frigo per riavere gli anni che ha tu? Ma certo che si, però con l’esperienza di oggi. Comunque ho capito che questa tua sensazione è talmente radicata al fatto che ti senti un alieno fuori dal resto del mondo, proprio come mi ci sento io però so cosa voglio diventare, Tarzan che vive nella foresta tra gli animali che solo con loro sto bene, sono solamente un eremita che se ne strafotte degli altri e vive solo alla giornata, sono così e basta.
Ti saluto dedicandoti una canzone dei Nomadi che si intitola crescerai imparerai…
Ah dimenticavo: io sono un gatto!!!
“Non ascoltare chi ti dice di vivere nel sogno.”
provocazione respinta all’infante.
farsi i cavoli propri una buona volta no, eh!
ineludibile il bisogno di sovrastare…
“Voglio essere quella nota che scatena nel corpo delle persone la voglia di danzare, dare sollievo, pace, serenità e divertimento.”
Bè, sei ambizioso, forse un po’ troppo, ma l’eta’ lo consente. Diciamo che chi potrà aggiungere altro a quello a cui aspiri sarà solo la vita. Io mi permetto di dirti soltanto di non vivere sempre col cuore che supera la testa nelle scelte. Perchè se è vero come dicono gli inguaribili romantici che il cuore conosce ragioni che la ragione non conosce, non sempre quelle ragioni hanno ragione. Anzi quasi mai. Di “ammori” struggenti finiti (quindi MAI iniziati) che partivano con quelle premesse romantiche ne è piena la realtà. Come lo è di persone che non meritano di “ballare” con la “musica” che proviene dalla tua candida vocazione ecumenica.
In bocca al lupo.
Sf,
dai tuoi scritti traspare un giovane e un temperamento con grandi potenziali, sia verso l’esterno che all’interno dell’essere (per me ancor più importanti).
“A lei per essere felice – così mi disse – bastava vedermi felice.” – anche in questa ragazza sembrano esserci qualità rare, difficili da trovare. l’amore così espresso, a mio avviso, merita approvazione e rispetto, qualsiasi sia la sua durata. è un dono prezioso, da assaporare e conservare il più a lungo possibile.
il tipo d’incontro che hai descritto mi conferma quanto sto a poco a poco concettualizzando: in amore non esistono vittime e carnefici. ognuno stabilisce contatti e relazioni in rapporto alle proprie esigenze interiori e alla propria capacità di essere e di dare.
ogni stagione della vita offre i suoi frutti. saperli cogliere e valorizzare è il modo migliore per valorizzare se stessi e la propria esistenza. benché non a tutti siano offerte le stesse esperienze emotive e le stesse possibilità.
“in amore non esistono vittime e carnefici. ognuno stabilisce contatti e relazioni in rapporto alle proprie esigenze interiori e alla proprie esigenze e alla propria capacità di essere e di dare.”
Non ci avevo mai pensato.
Sf, dai su, il futuro è tutto tuo. Io per quanto mi riguarda vivo sempre nel gerundio.
No scusi signora, io non mi faccio i cavoli miei se a un ragazzo di 22 anni ritengo che si stiano raccontando delle favole, e dico la mia. L’avesse scritto Gesù Cristo avrei fatto la stessa cosa. Cominciamo a capire che non è vietato obiettare su ciò che non si condivide, senza sentirsi al posto di quell’NZ. “Realizzalo realmente (il sogno)” mancava questo dettaglio .
E poi, infante per me è un complimento. I bambini sono quello che mostrano di essere.
Non sovrastimare chi ti ha indotto a credere che hai “doti e potenzialità”.
Probabilmente non hai nè le une, nè le altre, sennò non saresti a scrivere sul tema, come molti altri miliardi di persone. Ma non fartene un cruccio, succede e si campa lo stesso, magari di vita assai grigia, ma si campa.
Io non voglio che si instauri una discussione che possa portare conflitti…
Vorrei fare due osservazioni però…
1) Non sempre bisogna vedere il lato negativo delle cose… Rossana comunque non penso che fosse sua intenzione di riempirmi di illusioni facendomi vivere in una bolla… Io sono ben consapevole della situazione in cui mi ritrovo e la mia intenzione era cercare di capire – o meglio chiarirmi le idee – su che tipo di persona voglio essere, non solo per me stesso, ma anche per gli altri, dando la priorità a me stesso in primis.
2) C’è chi è positivo e chi, invece, è più negativo – o meglio realista – ma queto non significa che le cose non possano cambiare… Alla fine il futuro è tutto nelle mie mani… spetta a me decidere come voglio affrontarlo e che tipo di atteggiamento voglio adottare…
Ho capito che non devo assumere tante maschere ma ‘indossarne’ una e a chi non va bene, ciao. Non mi faccio più influenzare dal giudizio altrui. Tutto qua.
Comunque per evitare altri fraintendimenti, vi allego qua sotto la mia mail in modo da poter parlare anche in privato senza causare conflitti.
giulio.sferla97@gmail.com
Alcuni commenti sono stati spostati in chat.
Sf,
“Rossana comunque non penso che fosse sua intenzione di riempirmi di illusioni facendomi vivere in una bolla…” – grazie per la puntualizzazione, che esprime la corretta interpretazione dei commenti che TI ho rivolto.
un certo infinito conflitto è qui all’ordine del giorno, NON provocato da me, come da te evidenziato.
non ti contatterò in privato ma continuerò a difendere, nei limiti delle mie capacità, il diritto di esprimere concetti e opinioni in piena libertà, nel virtuale come nel reale.
condivisa e più matura della norma l’ammissione che almeno UNA maschera l’indossano proprio tutti, persino i duri e puri, e non solo a Carnevale…
Esatto: niente maschere, neanche quella che ti rappresenta. Mostra sempre il tuo volto senza adeguarti al volere altrui per compiacerli.
Quanto alle illusioni, tu mi sembri abbastanza portato alle visioni epiche e romantiche dei rapporti sentimentali, ma ripeto, l’età te lo giustifica. Il punto è che sarà sempre la realtà con la quale dobbiamo fare i conti, e le visioni idealizzate prima o poi vengono ridimensionate dalla prima. Inoltre il realismo non va per niente collegato al pessimismo, ma è solo la lettura razionale di quanto si osserva.
L’esempi del miraggio dell’oasi dove si sperava di dissetarsi mi sembra che metta bene in evidenza tra quello che viene assimilato all’ottimismo con relativa delusione, e al realismo che non ci fa illudere inutilmente.
SF, non preoccuparti dei conflitti. In tutti i gruppi sociali ci sono. E questo non è da meno.