Non so più chi sono. Non so niente
di
Sf3rl4
Riferimento alla lettera:
Sono un ragazzo di ventidue anni, quasi 23, ma realmente non so quanti anni mi sento addosso. Sono arrivato ad un punto della mia vita in cui non so più chi sono, in cui mi chiedo cosa fare della mia vita. Mi chiedo sempre: a che scopo? Perché tutto ciò...
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Data di pubblicazione: 3 Febbraio 2020.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Me stesso

“Non ascoltare chi ti dice di vivere nel sogno.”
provocazione respinta all’infante.
farsi i cavoli propri una buona volta no, eh!
ineludibile il bisogno di sovrastare…
“Voglio essere quella nota che scatena nel corpo delle persone la voglia di danzare, dare sollievo, pace, serenità e divertimento.”
Bè, sei ambizioso, forse un po’ troppo, ma l’eta’ lo consente. Diciamo che chi potrà aggiungere altro a quello a cui aspiri sarà solo la vita. Io mi permetto di dirti soltanto di non vivere sempre col cuore che supera la testa nelle scelte. Perchè se è vero come dicono gli inguaribili romantici che il cuore conosce ragioni che la ragione non conosce, non sempre quelle ragioni hanno ragione. Anzi quasi mai. Di “ammori” struggenti finiti (quindi MAI iniziati) che partivano con quelle premesse romantiche ne è piena la realtà. Come lo è di persone che non meritano di “ballare” con la “musica” che proviene dalla tua candida vocazione ecumenica.
In bocca al lupo.
Sf,
dai tuoi scritti traspare un giovane e un temperamento con grandi potenziali, sia verso l’esterno che all’interno dell’essere (per me ancor più importanti).
“A lei per essere felice – così mi disse – bastava vedermi felice.” – anche in questa ragazza sembrano esserci qualità rare, difficili da trovare. l’amore così espresso, a mio avviso, merita approvazione e rispetto, qualsiasi sia la sua durata. è un dono prezioso, da assaporare e conservare il più a lungo possibile.
il tipo d’incontro che hai descritto mi conferma quanto sto a poco a poco concettualizzando: in amore non esistono vittime e carnefici. ognuno stabilisce contatti e relazioni in rapporto alle proprie esigenze interiori e alla propria capacità di essere e di dare.
ogni stagione della vita offre i suoi frutti. saperli cogliere e valorizzare è il modo migliore per valorizzare se stessi e la propria esistenza. benché non a tutti siano offerte le stesse esperienze emotive e le stesse possibilità.
“in amore non esistono vittime e carnefici. ognuno stabilisce contatti e relazioni in rapporto alle proprie esigenze interiori e alla proprie esigenze e alla propria capacità di essere e di dare.”
Non ci avevo mai pensato.
Sf, dai su, il futuro è tutto tuo. Io per quanto mi riguarda vivo sempre nel gerundio.
No scusi signora, io non mi faccio i cavoli miei se a un ragazzo di 22 anni ritengo che si stiano raccontando delle favole, e dico la mia. L’avesse scritto Gesù Cristo avrei fatto la stessa cosa. Cominciamo a capire che non è vietato obiettare su ciò che non si condivide, senza sentirsi al posto di quell’NZ. “Realizzalo realmente (il sogno)” mancava questo dettaglio .
E poi, infante per me è un complimento. I bambini sono quello che mostrano di essere.
Non sovrastimare chi ti ha indotto a credere che hai “doti e potenzialità”.
Probabilmente non hai nè le une, nè le altre, sennò non saresti a scrivere sul tema, come molti altri miliardi di persone. Ma non fartene un cruccio, succede e si campa lo stesso, magari di vita assai grigia, ma si campa.
Io non voglio che si instauri una discussione che possa portare conflitti…
Vorrei fare due osservazioni però…
1) Non sempre bisogna vedere il lato negativo delle cose… Rossana comunque non penso che fosse sua intenzione di riempirmi di illusioni facendomi vivere in una bolla… Io sono ben consapevole della situazione in cui mi ritrovo e la mia intenzione era cercare di capire – o meglio chiarirmi le idee – su che tipo di persona voglio essere, non solo per me stesso, ma anche per gli altri, dando la priorità a me stesso in primis.
2) C’è chi è positivo e chi, invece, è più negativo – o meglio realista – ma queto non significa che le cose non possano cambiare… Alla fine il futuro è tutto nelle mie mani… spetta a me decidere come voglio affrontarlo e che tipo di atteggiamento voglio adottare…
Ho capito che non devo assumere tante maschere ma ‘indossarne’ una e a chi non va bene, ciao. Non mi faccio più influenzare dal giudizio altrui. Tutto qua.
Comunque per evitare altri fraintendimenti, vi allego qua sotto la mia mail in modo da poter parlare anche in privato senza causare conflitti.
giulio.sferla97@gmail.com
Alcuni commenti sono stati spostati in chat.
Sf,
“Rossana comunque non penso che fosse sua intenzione di riempirmi di illusioni facendomi vivere in una bolla…” – grazie per la puntualizzazione, che esprime la corretta interpretazione dei commenti che TI ho rivolto.
un certo infinito conflitto è qui all’ordine del giorno, NON provocato da me, come da te evidenziato.
non ti contatterò in privato ma continuerò a difendere, nei limiti delle mie capacità, il diritto di esprimere concetti e opinioni in piena libertà, nel virtuale come nel reale.
condivisa e più matura della norma l’ammissione che almeno UNA maschera l’indossano proprio tutti, persino i duri e puri, e non solo a Carnevale…
Esatto: niente maschere, neanche quella che ti rappresenta. Mostra sempre il tuo volto senza adeguarti al volere altrui per compiacerli.
Quanto alle illusioni, tu mi sembri abbastanza portato alle visioni epiche e romantiche dei rapporti sentimentali, ma ripeto, l’età te lo giustifica. Il punto è che sarà sempre la realtà con la quale dobbiamo fare i conti, e le visioni idealizzate prima o poi vengono ridimensionate dalla prima. Inoltre il realismo non va per niente collegato al pessimismo, ma è solo la lettura razionale di quanto si osserva.
L’esempi del miraggio dell’oasi dove si sperava di dissetarsi mi sembra che metta bene in evidenza tra quello che viene assimilato all’ottimismo con relativa delusione, e al realismo che non ci fa illudere inutilmente.
SF, non preoccuparti dei conflitti. In tutti i gruppi sociali ci sono. E questo non è da meno.