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Non si può parlare di brave persone “a prescindere”

di celi_lois

Riferimento alla lettera: Può sembrare un'affermazione troppo generale e quindi restringo al campo che mi interessa: di recente ho notato che ci sono persone buone e persone buone, due grandi categorie insomma. (In senso generale, per "buone" intendo dire persone intelligenti positivamente, ottimiste, razionali, non crudeli a prescindere, capaci di stare vicino agli...
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Data di pubblicazione: 8 Febbraio 2017

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Categorie: - Attualità

39 commenti

Pagine: 1 2

  • 26
    Golem -

    Celi-lois, capisco quello che intendi dire, ma la bontà é un concetto relativo. Essere “buoni” non sempre significa assecondare le aspettative altrui, che spaziano da uno a infinito, ma significa essere sempre coerenti nelle relazioni col prossimo. Quando io sono “sincero”, che sia una azione gradita o sgradita, sono “buono”, nel senso che sto dando all’altro un’indicazione affidabile di quello che penso, con la quale azione tuttavia ritengo “sinceramente” di aiutare il mio interlocutore. Certo la “sincerità” gratuita che ferisca inutilmente l’altro non è più sincerità. Questa deve sempre tendere a dare segnale costruttivo, anche se può non piacere a chi lo riceve. Se invece parliamo di bontà intesa come empatia, con la quale spesso viene associata, entriamo in un ambito relazionale diverso del rapporto, dove interviene una soggettiva sensibilità, non sempre necessariamente indice di “altruismo”. A volte i “sempre” empatici hanno solo bisogno di “sentirsi” buoni. Cioè sono “buoni” per un loro bisogno, non per quello dell’altro.
    La pietà, la compassione o la carità sono componenti dell’empatia e attengono all’ambito emozionale, la bontà è un concetto più legato alla sfera della ragione che non alle emozioni.
    Ciao

  • 27
    Yog -

    Bella ‘scussione. Ma quelle bbone secondo me meritano. A prescindere.

  • 28
    Nicola -

    Vorrei spendere due parole sulla verita’.
    E’ assodato che di verita’ ne possono coesistere diverse nella stessa persona, alcune sembrano addirittura contraddirsi. Sono normali i cambiamenti dell’umore, si puo’ oscillare, ad esempio, tra la serenità e la forte tristezza, tra l’intensa rabbia e il senso di colpa. A volte emozioni contrastanti sono presenti contemporaneamente, tanto da creare caos nel soggetto e nelle persone a lui vicine.
    Questi stati d’animo si scatenano soprattutto in risposta ad eventi relazionali piacevoli/spiacevoli, come, ad esempio, un rifiuto, una critica oppure una particolare attenzione da parte degli altri. La reazione emotiva puo’ essere più immediata, marcata e duratura rispetto a quella delle altre persone.
    Certe volte , bisognerebbe fermarsi a riflettere , e cercare di capire che , forse , dietro a una persona che , apparentemente ci può sembrare con determinate caratteristiche negative , può nascondersi una grande persona , di buon cuore , piena di sentimento.
    Per questo motivo il buono mette in conto anche verita’ fumose, incomplete, nel dubbio che dietro l’apparenza si nasconda una persona completamente diversa, cerca di astenersi dall’esprimere giudizi negativi.
    Per le valorizzazioni invece procede con minor cautela.

  • 29
    Vic -

    La società spesso sta in piedi con la menzogna,
    cerca di creare il consenso, mostra
    solo quello che vuole.
    Ma ogni moneta ha un dritto e un rovescio.
    Una moneta che ha due dritti…è falsa.
    La verità è nuda.
    L’istinto di solito non sbaglia se lo seguiamo,
    il problema è che a volte vogliamo vedere
    solo ciò che vogliamo vedere!
    Da secoli i governi adoperano la paura
    e la menzogna.
    Però nel tempo vengono scoperti…
    Ricordate le famose “armi di distruzione di massa”?
    Io non avevo mai creduto a questa cosa, solo pretesti,… come quello di Gleiwitz che servì a Hitler
    per avere un pretesto per invadere la Polonia.
    Ma era credibile che la piccola Polonia,
    avesse attaccato una stazione radio della germania
    nazista, 100 volte più forte di loro?

  • 30
    rossana -

    Nicola,
    interessante il commento 28, utile per eventuali ulteriori approfondimenti…

    ti andrebbe di precisare la tua età?

  • 31
    Golem -

    “La società spesso sta in piedi con la menzogna,
    cerca di creare il consenso, mostra
    solo quello che vuole”.

    Tutti coloro che cercano il consenso sono per forza demagoghi, anche se fossero in buona fede. È inevitabile che si debba ricorrere a questo escamotage per “convincere” l’altro. Ma questo è il meno se si pensa che spesso è “altro” che va cercando proprio di essere convinto con le bugie.
    Non è divero dal corteggiamento amoroso, dove entrambi sanno intimamente che è una recita, ma fanno finta di credere che non lo sia pur di raggiungere lo “scopo”, che in quel caso sappiamo qual’è. Non diverso però da quello del politico che ti fotte sia pure metaforicamente.
    Insomma l’illusore e l’illuso sono le facce della stessa medaglia, solo che il primo alla fine sarà il più contento.

  • 32
    celi_lois -

    @Golem, io la visione cinica dell’ “entrambi devono raggiungere lo scopo”, etc, l’ho superata da un pezzo. Per amore si fanno tanti sacrifici, si passano guai, si fanno tanti errori, in ultimo ci si impara anche a conoscersi specchiandosi nell’altro in modo tanto ingenuo e disinteressato. Non possiamo ridurre tutto a: “è una recita che deve portare a un certo obiettivo”. Almeno secondo me… Lungi da me voler fare una riflessione sentimentale, però credo che l’amore e le relazioni sentimentali meritino meno cinismo e più oggettività.

    Bè riguardo la menzogna non so che dire, mi sento persa ormai rispetto al topic iniziale.

    Posso dire che vorrei ampliare l’argomento, se sarà possibile, con un’altra lettera!

  • 33
    Golem -

    Le relazioni sentimentali meritano meno illusioni e più realismo. Sennò sono come le bolle di sapone: belle, colorate ma inconsistenti. E scoppiano per un niente.

  • 34
    Vic -

    Golem
    “Ma questo è il meno se si pensa che spesso è “altro” che va cercando proprio di essere convinto con le bugie”
    Ricordo che c’è una regola nella pubblicità
    che dice proprio che la pubblicità è convincere qualcuno di qualcosa di cui è già convinto.
    A volte VOGLIAMO credere a qualcosa , ad esempio
    chi teme di perdere soldi in borsa con un certo
    titolo, legge SOLO le notizie positive che trova sul web di quel titolo , ignorando quelle negative che secondo lui
    sono di gente pessimista.
    E puoi ben immaginare il risultato.
    E anche nell’amore non si vuole vedere quando
    l’altro ci sta rifiutando con segnali
    abbastanza palesi.

  • 35
    Golem -

    Altrochè Vic, la pubblicità “vive” di certi “autocondizionamenti, in psicologia quello di cui parli rientra nei cosiddetti “Bias di conferma”. E qui, nelle descrizioni che molte donne (specie loro, rispetto agli uomini) fanno delle loro storie d’amore fallite o ancora in fase “illusoria”, se ne trovano a decine di questi ricorsi alla conferma forzosa. Questo è un altra delle ragioni per la quale è quasi impossibile fare un dibattito che porti a una conclusione seria e oggettiva dell’argomento trattato su questo forum. Salvo che per i classici discorsi da ascensore, che abbondano. Quasi tutti quelli che vengono qui per cercare una risposta sanno già quella che vogliono. Ma per loro fortuna trovano sempre chi è disposto a dargliela. Per empatia naturalmente.

  • 36
    Vic -

    “la realtà cessa di esistere nel momento in cui avviene, e viene sostituita dai ricordi sbiaditi
    di chi era presente”.
    In “The affair, relazioni pericolose”, questo viene affrontato, infatti ogni puntata è divisa in due parti
    quella di lui e di lei.
    I fatti essenziali sono quelli eppure divergono in
    particolari importanti
    e portano lo spettatore a chiedersi chi dei due mente.
    Ma semplicemente ognuno distorce la realtà
    attraverso le lenti della sua mente”.

  • 37
    Golem -

    Ho seguito “The Affair”. Un’ altra dimostrazione, seppure romanzata per ovvie ragioni, che non è la realtà ad essere relativa come dice qualcuno, ma di come molti la distorcono per “adattarla” ai propri bisogni.
    Il finale è esemplare. Noah finalmente capisce delle sue “distorsioni” e vede per la prima volta la “veritá”, semplice, banale ma reale. Tangibile. Non illusoria. Ma che soffenza per abbandonare il “piacere” delle illusioni.

  • 38
    Vic -

    Il mondo si è talmente riempito di illusioni,
    che diventa difficile percepire la realtà.
    Io mi ispiro al “Rasoio di Okkam”, che in sostanza
    dice che la verità a parità di condizioni tende
    ad essere la più semplice.
    Quindi quando vedo teoremi, castelli di carte,
    penso che si vuole costruire una verità di comodo
    per i propri interessi.
    A me piace leggere brani ben costruiti, ma quello
    che più conta è la persona che c’è sotto.

  • 39
    Vic -

    Celi_Lois
    hai una bella capacità di analisi,
    valutando i vari aspetti.
    Sai cosa ti consiglio?
    Fai un prospetto diviso
    in due parti.
    A sinistra metti i lati positivi della situazione
    a destra quelli negativi.
    Assegna a ognuno un punteggio a seconda di quanto
    contano per te e poi fai la somma
    e vedi se la somma delle cose positive
    supera quello delle negative.
    Così puoi sintetizzare la scelta.

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