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Momenti di apatia e depressione in cui ho voglia di morire

di sissi51

E’ da molto tempo che non riesco più a vivere serenamente.

Qualche mese fa sono uscita da un lungo periodo di depressione, in cui percepivo solo vuoto, non sapevo chi fossi, volevo solo morire.

Mi facevo tantissime domande a cui non riuscivo a rispondere, poi a un certo punto ho creduto di aver risolto tutti i dubbi che mi tormentavano, ma in realtà non era così.

Ho iniziato a stare meglio, non percepivo più quella sensazione di vuoto, tuttavia non ero serena; le domande si moltiplicavano sempre più nella mia testa e credevo di impazzire poiché non riuscivo a trovare delle risposte.

Questi interrogativi sorgevano in ogni momento, contro la mia volontà, impedendomi di dedicarmi anche alle attività che preferivo.

Erano interrogativi di carattere esistenziale, che iniziavano quasi sempre con “perché”.

Di solito mi chiedevo il motivo per il quale stessi facendo una determinata cosa, ad esempio: “perché sto studiando? “, a ciò rispondevo “perché mi piace” “e perché ti piace? ” ” perché voglio apprendere” “e perché vuoi apprendere? ” ” perché sono curiosa” “perché sei curiosa? ” e poi non riuscivo più a rispondere, e mi sentivo in preda al panico.

Ora queste domande mi si presentano meno frequentemente; il problema è che non riesco ad essere serena costantemente.

A momenti in cui sono molto felice ed energica seguono momenti di apatia e depressione in cui ho voglia di morire.

Non riesco a spiegare perché mi accada.

Quando sto bene mi sembra di avere molte aspettative, di amare la vita, ma poi quando mi sento depressa credo di odiare la vita, il solo fatto di respirare è insopportabile, tutte le mie passioni diventano stupidaggini che mi sono creata solo per trascorrere il tempo, l’unica cosa che desidero è morire.

Credo di aver scritto questa lettera perché ho bisogno di qualche parere e consiglio.

Secondo me i miei genitori tendono a sottovalutare il mio problema; mi dicono solamente di andare dalla psicologa ma io non ne ho voglia perché preferirei parlare con qualcuno che mi vorrebbe aiutare senza essere pagato.

L'autore, sissi51, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me stesso

18 commenti

  • 1
    Maestoso -

    Ciao, la tua situazione è molto più comune di quanto pensi. Non so quanti anni tu abbia perché non lo specifichi, ma ti parlo da uomo vicino ai trenta. Di questi tempi di forte incertezza in ogni ambito della vita, dai rapporti umani al lavoro, purtroppo noi giovani siamo sempre i più penalizzati. Dobbiamo sempre dimostrare di valere, esser migliori degli altri, eccellere per poter realizzare qualcosa. Questo porta a molti dubbi esistenziali,ad aver sempre paura di sbagliare e di non esser mai in tempo per rimediare. Non ti conosco, ma penso che sei in una fase della vita in cui hai delle scelte da effettuare, non hai ben chiaro cosa vuoi nel futuro ne come realizzarlo. Ci sono dei modi per uscirne, basta volerlo..

  • 2
    white knight -

    Rilassati… chiudi gli occhi… respira… e immagina di essere costretta su una sedia a rotelle… ora riaprili. Stai meglio vero? Molte volte dimentichiamo che vita e salute sono due cose che diamo spesso per scontate ma che in realtà non lo sono. Non per banalizzare il tuo problema, ma il mantra “c’è sempre di peggio” è quello che spesso ci permette di accettare la situazione nella quale ci troviamo. Dopodiché è vero, non si può “accettare lo status quo” in eterno, bisogna “migliorare e cercare la felicità” sempre. E quindi la sofferenza ci è amica: ci stimola a fare qualcosa per migliorare la nostra condizione. Un buon punto di partenza per te potrebbe essere cercare di capire “cosa” genera questo tuo stato depressivo. Forse già lo sai e non lo vuoi ammettere a te stessa, o forse no e devi scoprirlo. In entrambi i casi hai già due belle gatte da pelare concrete verso le quali dirigere i tuoi sforzi (anziché disperdere energie in domande esistenziali le cui risposte al momento non ti servono). Una volta che avrai individuato la causa dovrai iniziare a muovere il tuo bel culetto per affrontarla. Ecco quindi alcune motivazioni serie e impellenti per non perderti in strani e brutti pensieri.

  • 3
    E -

    Io no, basta non stare da soli e avere un lavoro gratificante.

  • 4
    Kilia -

    Ciao! Sono d’accordo con quello che ha scritto Maestoso.
    Però, ti devo dire anche, che per uscire da questa situazione, dovresti seguire il consiglio dei tuoi genitori e ringraziarli per il fatto che sono disposti a darti questa importante occasione.
    Ci sono passata anche io. Uscirne da soli è impossibile. Lo psicologo, seppur pagato, ha interesse nell’aiutarti a guarire. E’ come gli altri medici, come tutte le altre figure professionali che ricevono un compenso monetario per offrirti un servizio. Non c’è niente di male.
    Può darsi che non troverai subito lo psicologo adatto a te. Quindi cambierai, è normalissimo. E bisogna cambiarlo in questi casi. Ma una volta che trovi il professionista che ti fa sentire a tuo agio, inizierai un percorso meraviglioso di scoperta di te stessa! Guarirai e il disagio sarà superato per sempre. Fidati di chi ci è già passato!
    In bocca al lupo!

  • 5
    Paride -

    Purtroppo ti capisco perfettamente, so cosa vuol dire avere continuamente quel senso di vuoto e angoscia…vorrei poterti aiutare e dirti qualcosa di positivo, ma probabilmente è quello di cui anch’io ho bisogno…

  • 6
    Rdf -

    Fatti prescrivere antidepressivi e ricarica la tua energia psichica che in questo momento è esaurita

  • 7
    E -

    Concordo con Rdf.

  • 8
    rossana -

    Sissi,
    mi sembra di capire che è iniziato in te un importante processo d’individuazione, che puoi portare avanti da sola o con l’aiuto di una psicologa in sintonia con il tuo modo di essere e di pensare.

    forse ha avvio da un momento di delusione o disillusione, di normale incertezza nell’iniziale ricerca di sé. conoscersi e accettarsi, con pregi e difetti, è la base più solida su cui costruire serenità.

    non avere fretta: procedi per passi, a mano a mano che te la senti di andare oltre, e finirai con il sentirti meglio.

  • 9
    Blacjack13 -

    Ciao anche io sono in un periodo no e sono in una specie di limbo bloccato e ci sto male sono afflitto da molteplici domande anche io, sto cercando di uscirne se vuoi possiamo parlare un po’ vediamo se ci possiamo dare una mano a vicenda mi trovi su un app connected2.me e un sito anonimo quindi tale rimani se vuoi mi chiamo blacjack13 se mi dovessi contattare dimmi che sei la ragazza della lettera non si sa mai ritroviamo un’uscita dalla situazione

  • 10
    Info -

    sentiamo che dicono alcuni dottori un questi video trovati pubblicati su youtube su depressioni, psicoterapie e farmaci

    I sintomi della depressione
    https://www.youtube.com/watch?v=j5gbuuwtflg&t=3s

    Antidepressivi: aspettative e timori
    https://www.youtube.com/watch?v=qcDTnlzh4lM&t=1310s

    farmaci: quali categorie, quando usarli e come
    https://www.youtube.com/watch?v=SEiz3M93i3I&t=4s

  • 11
    Yog -

    Una seduta dallo psicologo costa come due boccie di narda, perciò condivido il tuo pensiero.
    Un passaggio di SSRI ti sistemerebbe benone, è che quando smetti di solito finisci col vomitarti le budella.
    Secondo me hai solo bisogno di un amico che ti ascolti (e che non sia uno fei tanti bifolchi in giro).

  • 12
    E -

    Condivido Yog. Ma insisto sugli SSRI. L’amicizia non basta.

  • 13
    Info -

    Beh L alcool e’ considerato un depressivo, per non parlare della coca che al momento ti fa star bene ma poi chiede tutto indietro con gli interessi, creando manie ossessioni e diminuendo la materia grigia. La cannabis invece induce anch’essa ansie, attacchi di panico, angosce, nevrosi

    X la salute invece non c’è prezzo; nel caso i farmaci vengono passati dalla mutua quindi costano zero se con ricetta medica del medico di base, e invece le sedute psicologiche e si attestano all’incirca sui 50 € settimanali, ma esistono anche i servizi all’Asl che sono A minor prezzo. Invece gli psichiatri ti fanno solo una visita ogni diciamo sei mesi se non addirittura una all anno e tu paghi solo quella, poi ci si aggiorna tramite telefono e-mail sulla terapia ( Che nella maggior parte dei casi è a tempo determinato) ma ciò non richiede ulteriori prezzi.

  • 14
    Xavi -

    Sissi, anch’io quando bevo il Jagermeister…non so il perché! Sono comunque fatti miei…

    Tutti questi perchè che ti pony hanno una soluzione filosofica:

    La filosofia del “epperchè NO?”…ossia un’inaspettata secca, caustica quanto esaustiva domanda in risposta agli interrogativi della vita.

    Ad esempio:

    Domanda:
    “Perchè esci a fare spesa in vestaglia come Lebowski?”
    (da notare che ho la coop sotto casa)
    Risposta:
    “epperchè no?”
    (Ma anche un etto de li c…. tua ci sta bene al super)

    Domanda:
    “Perchè ti stai sbattendo sul divano di casa mia …mia moglie?”
    Risposta:
    “epperchè no?”

    Provala in relazione ai tuoi interrogativi vedrai…entrerai in una nuova dimensione che fregherà i tuoi recettori del sapere: tutto avrà senso, oppure no…perchè?
    epperchè no?

  • 15
    propoli -

    Mi ricordo bene di questo momenti vissuti da ragazza. Soprattutto quando studiavo e non potevo vedere dove stavo andando perché in fondo non ero diretta in nessuna direzione VERAMENTE e con convinzione. Vedevo persone più appassionate, con idee chiare che,pur vivendo momenti difficili, si rimettevano nella loro carreggiata. Poi ho scoperto che il camminare in BEI posti mi ha cambiato la vita. Non parlo necessariamente di posti lontani, viaggi di mila e mila euro. Ti parlo del sentiero vicino casa, o di quello nella montagna a pochi passi da te, o, se puoi farlo una volta, quello da riomaggiore a corniglia, o quello di Santiago (che ancora non ho fatto ma farò). Camminando ho scoperto che c’è una grazia superiore che vi abbraccia quando la accogliamo dentro di noi. Per me si chiama natura, poi ognuno le da’il nome che preferisce.

  • 16
    Xavi -

    “…Ho scoperto che c’è una grazia superiore che vi abbraccia quando la accogliamo dentro di noi. Per me si chiama natura, poi ognuno le da’il nome che preferisce….”

    Confermo! …l’altra sera quella che mi abbracciava mi diceva di chiamarsi Mihaela…o Ioana… ma comunque di grazia ne aveva poca, era la classica lapdancer rumena che voleva tirarmi in privè in brusco modo.

  • 17
    Yog -

    In sostanza, sissi, hai avuto un sacco di buone dritte:

    fai passeggiate in luoghi ameni;

    truffa i recettori del ciriveddro con la frase:”epperchè no”, che crea un corto circuito logico;

    sbombati, con cautela e solo sotto prescrizione enotecnica, di narda e jager;

    gonfiati di SSRI sotto prescrizione di uno psichiatra una volta all’anno, ne compri tre chili e poi li tieni in in luogo fresco come i salami.

    È una terapia da cavallo, ma quando hai finito potresti fare la premier (adesso devono metterci una donna molto umana, tipo la Christine Lagarde)

  • 18
    Esther -

    Essi, consigli ottimi! Chissà come è andata poi. A volte si ha un blackout del cervello per una goccia dopo l’altra o per una cosa di cui si prende coscienza “tutto insieme”. Non sai più che fare e che vuoi! Non ti ritrovi più e fai solo cose per buon senso, quasi in automatico. Forse ti basterebbe un abbraccio, ma quell’abbraccio non ce l hai, forse perché non lo vuoi, e forse questo fa parte del cortocircuito, come causa e risoluzione di esso al contempo.

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