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Mia madre e mio padre

di MadMe

Non so mai come iniziare a scrivere. Ogni tanto, periodicamente, ritorno qui per sfogarmi. Perché certe volte parlare con gli amici non basta, perché a un certo punto sentirsi ripetere la stesse identiche cose, come un disco rotto, dalle persone che ami fa davvero male. Ho vent’anni e mi sono resa conto che non avrò nessuno “a proteggermi le spalle”. Mia madre e mio padre, una troppo logorata da una vita di delusioni, l’altro incapace per natura, non mi saranno mai di vero aiuto nel mio percorso di crescita. E saperlo fa male da morire.
Ho sempre amato molto i miei genitori, ho cercato di renderli orgogliosi di me, ma il mio “carattere” ha spesso contribuito più negativamente che altro. Sono testarda e tendo a voler avere l’ultima parola. Sono ansiosa, iperattiva e introversa. Non accettato facilmente i miei difetti e spesso anche se ne sono consapevole, non li ammetto apertamente di fronte agli altri.
So comunque di poter migliorare, sono giovane, ho una vita intera davanti a me e per fortuna ho gli amici e un amore che mi mostrano un cammino verso una vita piena.

Quello che mi fa più paura, cioè che temo non mi permetterà di andare avanti è la mia incapacità di aiutare mia madre. Non penso che pulire la casa, lavare i piatti e mettere in ordine porteranno davvero un senso di benessere a mia madre. Mia mamma sta davvero male. E quel che è peggio è che non vuole ( non può? ) ammettere che sia così. Si trascina, avanti e indietro, tra impegni di lavoro e altri più o meno futili. Si sfoga con me, approfittando di ogni mio momento di ansia, arroganza, o qualsiasi altro comportamento accusabile e attaccabile, per riempirmi di insulti e reclami su questo e quello. Io spesso incasso, altre volte mi ribello, ma ogni volta che accade inevitabilmente mi distruggo dentro. Non voglio essere causa di dolore per mia madre, non voglio nemmeno continuare a logorarmi l’anima per una persona che si è abbandonata ai fallimenti della propria vita, non voglio che mia madre si lasci andare così come fa ora; finendo per non vivere, ma solo sopravvivere al resto dei propri giorni.

Mi sento impotente e nulla, priva di qualsiasi capacità. Senza alcuna via d’uscita sostenibile.
Mi è stato detto che devo rinunciare a qualcosa. Dopotutto non si possono pretendere capra e cavoli.
Ma a cosa devo rinunciare? Perderei in ogni caso una parte di me.

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Categorie: - Famiglia - Me stesso

17 commenti

  • 1
    colam's -

    Anche io non ho supporto dai miei, anzi direi che mi creano problemi riversandomi i loro.

    Detto questo basta fregarsene e prenderla come una delle fregature della vita (tanto non puo’ andare tutto bene).

    Consiglierei anche un po’ di sacro egoismo, ho visto molti figli/e rovinarsi per stare appresso ai problemi dei genitori. Hai la tua vita ed e’ quella la priorita’ in assoluto su tutto, a parte il bene dei figli che avrai

  • 2
    sisley-68 -

    credo che molti hanno i raporti difficile con i propri genitori. se posso darti il mio consiglio, vai via da casa dei tuoi genitori. e vivi la tua vita.

  • 3
    dancan -

    scusa se mi permetto… dici cose molto vaghe. ad esempio non dici quanti anni hanno i tuoi genitori. ne dici se lavori o se studi con profitto o meno.

    poi dici : Non penso che pulire la casa, lavare i piatti e mettere in ordine porteranno davvero un senso di benessere a mia madre…
    hai provato a farlo per qualche mese ( mese, non giorni..) e vedere se cambia qualcosa?
    colam’s ti consiglia di essere piu egoista. a me sembra che tu sia GIà parecchio egoista… i problemi esistono. e vanno affrontati. spesso a scapito di altro. ma la famiglia è una sola. e sarà sempre la tua famiglia. e se non ti prendi cura tu della tua famiglia quando è necessario, pensi che lo farà qualcun altro?
    pensi che A 20 anni ci debba essere ancora qualcuno a proteggerti le spalle? io ho 35 anni. è da quando è morto mio padre, che la famiglia la mando avanti io. ( cioè da quando avevo 22 anni) 2 lavori, spesso 3. di media lavoro 18 ore al giorno, tutti i giorni. non mi va di uscirem, la sera. dopo 18ore, sono stanco parecchio. ad ogni modo, sono andato avanti. e sono ancora vivo. ho pochi amici, ma so che a quei pochi, posso chiedere il sangue. a me la mia vita va bene cosi. a 20 anni, sei in grado di decidere cosa vuoi fare, e specialmente, è ora che inizia a renderti conto che , fino a 20 anni, qualcuno ha badato a te. qualcuno, che ti ha pulito il culo, qualcuno che ti ha dato un piatto caldo tuti i giorni, 3 volte al giorno. i tuoi genitori ti hanno messo al mondo, ti hanno curato, hanno fatto in modo di darti un’istruzione. ora tocca a te ricambiare le cose. io dico sempre che bisogna agire, e non chiudersi a piangere o a lamentarsi. io ti consignio di prenderti cura della tua famiglia… anche perchè… quando avrai tu dei figli, e avrai dei problemi e avrai bisogno di loro, come ti sentirai, se loro si faranno i c.... loro?? (il famoso egoismo dei figli)

  • 4
    Nadia -

    Mi sembra di rivedere mia madre. Non e’ mai stata felice con mio padre, forse anche con ragione, ma quando lui stufo delle sue urla andava via lei passava subito ad aggredire me. Per dirti, i lavori domestici potevano anche essere perfetti ma tanto non andavano bene comunque, io non ero mai abbastanza brava, abbastanza magra, abbastanza estroversa, abbastanza…qualunque cosa. Se mi succedeva qualcosa, era sempre colpa mia, per esempio una volta mi sono letteralmente venuti addosso con la macchina..era colpa mia, perche’ quel giorno ero uscita. Durante l’adolescenza ho perso tutti i pochi amici perche’ per uscire dovevo basarmi sul suo umore. Se era tranquilla, potevo aspirare a uscire qualche ora, ma tante volte mi dava il permesso di uscire, il sabato sera, ma quando ero gia’ pronta e mi aspettavano sotto casa mi diceva “No non puoi uscire, ho mal di testa e se tu sei in giro io non dormo”. E cosi’ via’, potrei raccontartene migliaia. Io sono di carattere mite e non le ho mai dato addosso, ho sempre cercato di fare tutto quello che mi diceva, di sostituirmi a mio padre per le belle cose che lui non le dava, ma poi ho capito che mi stava uccidendo. Cosi’, a 18 anni ho lasciato gli studi, che tanto non riuscivo a seguire perche’ lei ogni 10 minuti mi interrompeva, e ho lavorato. A 20 anni sono andata via, e li’ e’ cominciata la mia vera vita. Certo, gli strascichi te li porti dietro per sempre, tutt’ora ho dei problemi caratteriali per altri difficili da comprendere, ma ho la mia vita, il mio uomo, la mia casa. Mia madre la vedo spesso e faccio tutto quello che posso per lei, qualunque cosa mi chieda, perche’ sara’ sempre mia madre.
    Quindi, credo che anche per te, l’unico modo sia farti una vita tua. Vedrai che dopo si appienera’ tutto e vedrai le cose diversamente.

  • 5
    Aria85 -

    So quanto può essere difficile il rapporto coi propri genitori.Ma sono i tuoi genitori.Ti amano e lo faranno sempre.Come individuo hai il diritto ad essere felice e il dovere di costruire la tua felicità come meglio credi.Ma per farlo devi diventare grande.Renditi autonoma e responsabile.Guadagnati da vivere,almeno per le piccole cose,qualora tu non lo faccia già.
    Probabilmente molte cose le capirai tra qualche anno,quando avrai una vita auotonoma,un compagno o un marito e magari dei figli.
    Cerca di focalizzare l’attenzione su ciò che non vuoi per la tua vita e inizia a costruirla seriamente.
    E,soprattutto,prova a pensare che anche i tuoi possono avere delle fragilità o essere o sentirsi inadeguati.Essere genitori non vuol dire essere sempre all’altezza delle situazioni.
    Ti do un consiglio,se compatibile con la situazione(e questo lo sai solo tu):prova a chiedere a tua mamma di raccontarti della sua gravidanza e della tua nascita.Poi fermati da sola,ripensa per bene al racconto e prova ad essere lei.
    E poi sorridi…che c’hai vent’anni!

  • 6
    Mandrake -

    @dancan
    …è evidente che tu certe cose non le abbia vissute…puoi sapere cosa significhi perdere un padre in giovane età, cosa che ti ha costretto a crescere alla svelta, a prenderti cura della tua famiglia…che dire…chapeu.Tuttavia non sai cosa significa vivere e crescere(?) con una madre troppo presa da se stessa e dai suoi problemi, che sta sempre a rimuginare sui suoi fallimenti, e un ologramma di padre, che c’è e NON C’E’!Uno su cui non potrai contare mai perchè troppo debole per svolgere quel ruolo di guida, di punto di riferimento o di semplice supporto.
    “…pensi che A 20 anni ci debba essere ancora qualcuno a proteggerti le spalle?…a 20 anni, sei in grado di decidere cosa vuoi fare, e specialmente, è ora che inizia a renderti conto che , fino a 20 anni, qualcuno ha badato a te. qualcuno, che ti ha pulito il culo, qualcuno che ti ha dato un piatto caldo tuti i giorni, 3 volte al giorno…” che ti ha lavato e stirato…e chi ti ha chiesto di essere messo al mondo, potrei risponderti in questo momento? per avere qualcuno che ti lavi il culo e quant’altro quando sarai vecchio?…o…per “AMORE”?!?!?!?
    hai dei figli per caso? beati loro!

  • 7
    dancan -

    allora… vorrei rispondere un po a tutti.. quindi scusate se mi dilungherò un po….
    prima di tutto, l’autore della lettera, non spiega nei dettagli le cose, che secondo me sono importanti, per capire la situazione e dare un consiglio e/o un parere: innanzitutto non dice l’età dei genitori, che è abbastanza importante. non da notizie sul background famigliare e di cosa si ain effetti successo. si limita a dire che le cose non vanno, il padre è assente e la madre , in pratica, vanesia. quindi, non si riesce a capire quanto grandi siano i problemi, ne quanto gravi essi nei fatti siano.. infatti ognuno vede i propri problemi come insormontabili, e di solito sempre molto piu grossi di come in realtà poi sono. ( ad ogni modo, madme, non ti sto criticando, ne ce l’ho con te, è solo il mio punto di vista, quindi vale 00 cioè doppio zero) bisognerebbe sapere un po di piu sia del padre sia della madre. comunque, andiamo oltre. sempre riferito a madme, scusa, ad ogni modo a me sembri un poò egoistico, il tuo discorso… non tieni in considerazione due fattori principali: prima di tutto, tuo padre e tua madre sono due persone, con dei vizi e delle virtù. con delle difficoltà da affrontare ogni giorno, una famiglia da mantenere unita nei limiti del possibile, e tante piccole altre cose che tu ora non riesci a vedere, ne a dare il peso corretto.. dici che tuo padre è una figura inesistente? ok, analizziamo un po lui, ora, ti va? per quello che posso sapere, conoscere e ipotizzare.. un uomo, quando non si trova bene sul posto di lavoro.. poi solitamente, gli va un po a rotoli anche il resto delle cose… hai mai pensato che tuo padre è così perchè magari ha delle preoccupazioni sul lavoro, o che magari ci siano dei problemi in quell’ambito, o che magari, alla fine delle cose, a furia di essere prevaricato dai superiori, alla fine, abbia perso quel ‘mordente’ che dovrebbe invece avere? e che sommato magari alla siatazione poco allegra che c’è in casa.. (cmq, se è riuscito a crescerti, darti un’istruzione eun minimo di cose, proprio un’incapace non deve esserlo)
    passiamo a tua madre, ora: dici che è persa dietro a mille cose e lavori piu o meno futili… bè.. in primo luogo, non vi ha messo sul lastrico giocando ai videopoker, o al superenalotto (è gia qualcosa, no?) non sembra che abbia un’amante ( anche questo è gia qualcosa) perlomeno si tiene occupata in qualche modo. e comunque… tu dici una vita di fallimenti.. bè, io so una cosa.. se hai avuto dei fallimenti,

  • 8
    dancan -

    è perchè hai agito, e ti è andata male. ma almeno hai agito. e se dici fallimenti, vuol dire che ti sei rialzata e hai fatto anche altro. non è semplice andare avanti quando fallisci delgi obbiettivi, lo sai? tu chiedi a tuo padre di esserti da guida: allora… se passi il tuo tempo tra scuola, amici e fidanzato, mi spieghi come fa tuo padre ad essere presente? e credo che quando ti imponga qualcosa, se a te nn sta bene, forse lo mandi pure affanc.. ( come vedo fare a molti) in definitiva, ti dico questo: essere genitori non è semplice, non è facile, e non te lo insegna nessuno. idem gestire una famiglia. ma questo credo che lo scoprirai quando ne avrai una tua.. vedremo come affronterai i problemi. in ogni caso, hai 20 anni, e tu stessa ti definisci “testarda e tendo a voler avere l’ultima parola. Sono ansiosa, iperattiva e introversa. Non accettato facilmente i miei difetti e spesso anche se ne sono consapevole, non li ammetto apertamente di fronte agli altri” pensi che sia facile avere a che fare con un carattere cosi?avendo dietro magari qualche altro problema?? un’ultima cosa.. il mondo non gira intorno a te,hai dei problemi da affrontare, quindi, alzati e affrontali, prima che sia troppo tardi. la vita è questa.tutti noi vorremmo una famiglia con i soldi di berlusconi e la cura e l’attenzione di una famiglia modella.. purtroppo non è mai così. quindi un minimo di elasticità, specialmente da parte tua, serve.

    @mandrake:amore per i figli, non significa assistenzialismo totale. ricordati che i fuoriclasse, le persone veramente speciali e con gli attributi quadrati, molto spesso provengono da famiglie problematiche.. i tuoi genitoiri ti hanno messo al mondo. e ti hanno curato e amato, poi tocca a te ricambaire, e va fatto quando serve, non quando fa comodo. a madme, viene chiesto ora, di prendersi un po di responsabilità. a quancun’altro avverrà piu avanti. a qualcun altro mai. ma prima o poi a tutti, in qualche modo, ci dobbiamo passare. a20 anni, oramai,anche se la società tende a non considerare tale, non si è piu ragazzini, ma uomini e donne.(non della de filippi). madme, non te la prendere, non ti offendere. cerca solo di capire che ci vuole molta fatica e molta buona volontà, per far andare avanti le cose. sii paziente,perdi qualche battaglia, e smetti di volere sempre l’ultima. a volte è necessario. anche x te stessa..

  • 9
    mandrake -

    “…amore per i figli, non significa assistenzialismo totale. ricordati che i fuoriclasse, le persone veramente speciali e con gli attributi quadrati, molto spesso provengono da famiglie problematiche…”
    -parlando con cognizione di causa, sono perfettamente daccordo con te, ci mancherebbe…tuttavia se la mancanza “fisica” di un genitore,(…nel senso di perdita,di morte…) genera problemi gravi(… è fuori discussione…) altrattanto “seri” sono i problemi dovuti al fatto di avere genitori, come dire…incapaci? fuori ruolo? e potrei usare 1000 altri aggettivi per descrivere le persone che dovrebbero formarti, farti crescere(…bada bene ho detto crescere, non trastullarti nella bambagia!) finendo invece(…loro malgrado, ci mancherebbe…) col tarparti le ali, e a volte a non farti crescere mai, tutto questo in barba alla tua età anagrafica…

  • 10
    dancan -

    allora… noi tutti siamo qui a scornarci e pontificare, ma oggettivamente, non
    sappiamo nella realtà dei fatti, di cosa l’autore della lettera parla.. in effetti, è un
    discorso abbastanza vago, quindi, molto è lasciato all’immaginazione di chi legge.
    entriamo un attimo nel dettaglio, vuoi mandrake?
    allora.. solitamente si è impegnati con la scuola piu o meno 10 ore al giorno,
    sbaglio? quindi, a ‘formarti’ in quelle ore è la scuola. poi, diciamo che piu o meno
    8 ore, le passi dormendo. siamo a 18. ne mancano 6, giusto?
    in quelle 6 ore, non è detto che sei sempre in contatto con la famiglia. ( da me, si
    lavora piu o meno dalle 7,30 fino alle 18-19.) quindi, il lasso di tempo che si
    passa con la famiglia, è piu o meno un ora al giorno circa. ( da parte del padre) ..
    sbaglio qualcosa nei calcoli, quindi, controlla e correggi.. si lo so, sono un po
    stringato, ma stiamo solo ragionando. ti dicevo… in quell’ora o due.. cosa pensi
    che possa fare un genitore?? dovrebbe insegnarti delle cose, formarti ( come dice
    mandrake) , ma c’è un problema… con il caratterino della nostra autrice.. se un
    padre dice troppe volte no,o se cerca di dare delle ‘direzioni’ alla fine si becca un
    vaffanculo e un ‘mio padre è uno stronzo perchè vuole che faccio x invece che y’
    quindi, noi tutti stiamo qui a commentare un lamento di una persona che
    vorrebbe qualcosa di diverso. tutto qui. tutti mi parlate di genitori incapaci… bè,
    fino ad ora, quei due incapaci li, hanno cresciuto una figlia fino a 20 anni, e non
    sembra che le sia mai fatto mancare nulla. e non sembra, che in estate la ragazza
    si sia trovata un lavoretto. quindi oltre che a darle untetto sopra la testa, dei
    vestiti, dei pasti tutti i giorni e i 50 euri per uscire con gli amici…. bè, non mi
    sembra che siano proprio dei falliti. ora possiamo anche parlare della carenza
    affettiva.. ma la ragazza dimentica che anche i genitori hanno problemi.
    dimentica che per andare d’accordo in famiglia, molto spesso anzi sempre,
    bisogna fare buon viso a cattivo gioco. cosa dovrebbe fare suo padre per rendere
    meglio in casa? lei nn lo dice. si limita a lamentarsi su cose opinabili. quindi,
    finchè lei non ci spiega meglio la situazione, io e mandrake potremmo stare qui
    mesi a scornarci su dei punti di vista, che però andrebbero applicati a questa
    situazione.
    mandrake, tu cosa intendi per genitore incapace? però vorrei esempi pratici.. cosi
    forse capisco meglio cosa intendi. e anche tu madme.. spiegati meglio 😉

  • 11
    mandrake -

    @dancan
    …in effetti abbiamo solo una cognizione superficiale della situazione di madme…tuttavia a me è “bastata” questa frase” ad illuminarmi…Ho vent’anni e mi sono resa conto che non avrò nessuno “a proteggermi le spalle”. Mia madre e mio padre, una troppo logorata da una vita di delusioni, l’altro incapace per natura, non mi saranno mai di vero aiuto nel mio percorso di crescita. E saperlo fa male da morire…”…magari mi sbaglio( lo spero vivamente!), la situazione è meno drammatica(…si dancan, drammatica…) di quanto sembra…madme fatti viva.
    dici”…bè, fino ad ora, quei due incapaci li, hanno cresciuto una figlia fino a 20 anni, e non sembra che le sia mai fatto mancare nulla. e non sembra, che in estate la ragazza si sia trovata un lavoretto. quindi oltre che a darle untetto sopra la testa, dei
    vestiti, dei pasti tutti i giorni e i 50 euri per uscire con gli amici…. bè, non misembra che siano proprio dei falliti…” dunque pensi che il ruolo di un genitore sia solo quello di sostenere materialmente un figlio? tetto sulla testa,vestiti, pasti… come crescere un cane in estrema sintesi…hai la cuccia, mangi bevi e ti porto a fare la pipì al parco… 😉
    Allora, secondo “me” lo struggimento di madme è conseguenza diretta del fatto di sentirsi impotente, di vedere sua madre sprofondare e non poter far niente(…Quello che mi fa più paura, cioè che temo non mi permetterà di andare avanti è la mia incapacità di aiutare mia madre…Mia mamma sta davvero male. E quel che è peggio è che non vuole ( non può? ) ammettere che sia così…”questa situazione le impedisce di vivere serenamente, di prendere in mano la SUA vita.
    Dimenticavo il padre…è semplicemente un debole, uno su cui non potrai mai contare, da cui potrai aspettarti solo risposte del tipo…”…se io avessi, se io potessi, vorrei tanto poter ecc ecc…)
    Secondo me a madme sono mancate in primis la serenità, e ti posso garantire che crescere in un ambiente “pesante” non è il massimo…Ok ha 20 anni ora, ma sarà stata anche piccola o sbaglio? e secondo te crescere con un tetto sulla testa, un piatto caldo assicurato e quant’altro in un ambiente poco salubre, nel senso di sereno, è formativo? aiuta a crescere? secondo me aiuta solo a farti venire l’ansia, che di fatto già ha…
    ma queste sono solo mie supposizioni basate sul primo post di madme…

  • 12
    dancan -

    @mandrake: no, non è come crescere un cane, ovviamente… però ti dico solo che fare quelle cose, li, implica che qualcuno a casa, NON CI SIA, appunto perchè è FUORI aper portare i DINDINI in casa. quindi, per forza di cose, è meno presente. e tieni presente, che le frustrazioni e la condizione lavorativa non proprio idilliaca, si riperquote sulla vita familiare. crescere un figlio serve molto amore, e molta presenza ( e non rompete le balle con la qualità del tempo contro la quantità) il problema, come ti ho detto sopra, è quello: se sei lontano da casa, non puoi essere molto presente nella vita dei figli. se arrivi a casa e non riesci a lasciar perdere il lavoro per dedicarti ai figli, non è una cosa semplice. in piu, aggiungi che ora i figli non fabnno ricvhieste, ma hanno praticamente solo pretese, e i ‘no’ non sono abituai a dirne io genitori, come nn sono abituati i figli a riceverne…. quindi il problema, secondo me, è dalla parte di tutti e tre….
    comunque, vorrei farti notare che io sto cercando di far vedere a madme i lati positivi che lei, in quelle quattro righe, ha detto a noi, ma lei nn è stata capace di vedere. comunque, l’amore è amore, ma la pancia piena ha il suo peso. non so se tu hai mai avuto dei sacrifici da fare, o se hai dei figli.. io so solo che, per quello che ho passato io, se mi fossi messo a fare capricci e pretendere, in casa l’ambiente sarebbe stato molto piu difficile. ma i figli, si rendono conto che hanno anche la loro parte, da fare?
    ma porca tro..… io ho visto mio padre alzarsi tutte le mattine alle 6, se non prima e tornare alle 19, distrutto dal lavoro (faceva il muratore) e spesso partiva il lunedi e tornava al venerdi sera. pensi che sia stato facile, per me, vedere che tutti i miei amichetti avevano cose nuove e altro e io io? pensi che sia stato facile per me, vedere le altre famiglie felici in tre o quattro e la mia cosi? io non rimpiango nulla, della mia infanzia, e anche se io da bambino sono cresciuto aiutando mia madre e i miei nonni. ma non mi sono mai sognato di dire qualcosa o di far pesare alla mia famiglia qualche piccolo disagio mio, perchè mi rendevo benissimo conto della fatica che si faceva per andare avanti, quindi anche io dovevo fare la mia parte. non mi è mai mancato nulla, ne di materiale, ne di morale.ma neppure io mi sono mai sognato di lagnarmi se dei periodi giravano male.
    già, crescere con unn tetto e quant’altro in un ambiente poco salubre, forse non è formativo. ma almeno , la

  • 13
    dancan -

    la notte riesci a dormire, perchè non pensi: ma il mio papà tornerà ancora, o magari non lo vedo piu perchè ha un’incidente? secondo te, è passare un’infanzia spensierata? a me semra, piuttosto che madme dica: Ho vent’anni e mi sono resa conto che non avrò nessuno “a proteggermi le spalle”… a me sembra che non abbia voglia di impegnarsi nelle cose. per questo dice che ha paura. perche sa che papi non potrà parargli il culo a vita. ma vivere è questo. rischiare. e poi, tutti abbiamo la paura di fallire. c’è chio la supera, ma ne avrà sempre, e chi non la supera, e si porta dietro paure. il mio personale punto di vista è questo: bene o male, fino a 20 anni ti ci hanno portato. piu o meno, ti hanno cercato di insegnare qualche valore ( ovviamente il fatto che tu vuoi avere sempre l’ultima parola , non depone molto a tuo vantaggio…) ora però ti lamenti perchè sai che, da oggi in avanti, toccherà a te, affrontare le cose. e magari tocca a te, aiutare la tua famiglia. è la vita. si da e si riceve. molto spesso si deve dare e basta. pensa un po a cosa pensa tuo padre o tiua madre… una vita di sacrifici e le cose vanno male… su, sii donna, e sii matura, è tempo di crescere..

  • 14
    MadMe -

    #So perfettamente che non avrò nessuno “a pararmi il culo” nella vita. Non sono
    nemmeno così ingenua da sperarlo. Tuttavia credevo almeno di poter avere un
    appoggio con cui “consultarmi” ogni tanto, nei momenti di difficoltà. Speravo di
    aver qualcuno con cui parlare dei miei problemi, senza pretese, senza che fosse
    quel qualcuno a risolvere le cose al posto mio. E quando mi sono resa conto che
    mia madre ( il mese prossimo farà 60 anni ) non è in grado di fornirmi un minimo
    di supporto emotivo, mi è crollato il mondo addosso. Non ho mai sperato che mio
    padre mi aiutasse sotto quel punto di vista. A 56 anni si comporta ancora come
    un bambino. Questo mese non sarà in grado di darmi l’assegno di mantenimento
    pattuito, perchè ha troppe spese di cui [pre]occuparsi ( la macchina, la moto,
    l’affitto del suo nuovo trilocale, del box e le spese per le vacanze che si è fatto
    con la sua nuova compagna). È sempre stato un padre ologramma, come ha ben
    definito Mandrake. Presente in forma visibile ( la mattina mi accompagnava a
    scuola e la sera stavamo sempre insieme), ma inesistente sotto forma emotiva.
    Non è in grado di darmi supporto morale, scappa nei momenti in cui è necessario,
    cerca vie di fughe nei momenti di difficoltà. Poi torna a farsi vivo solo per avere la
    coscienza pulita, per non sentirsi un padre degenerato. Tutta la famiglia oramai lo
    considera un pirla. Io non la penso così, per me è mio padre e basta. I suoi pregi
    si annullano di fronte a questo. Qualunque colpa possa avere sarà sempre
    perdonato.
    Mia mamma è una persona difficile come me. Siamo davvero simili, e forse
    proprio per questo, non possiamo stare a stretto contatto. Un po’ come i due poli
    positivi… si “attaccano” con i negativi, ma con un altro polo positivo non c’è modo
    di poter stare vicino. Ma ha tante buone qualità. È una persona onesta,
    determinata e degna di fiducia. Dedica tanta passione al suo lavoro di insegnante.
    È in grado di aiutare le amiche nei momenti difficoltà fino a consumarsi. Dice di
    essere vecchia, di non riuscire a sopportare più tutto questo. Spesso piange
    ripensando al passato, ( un divorzio e una separazione alle spalle, una madre
    oppressiva e totalitaria) e urla disperata per i miei “assurdi e inaccettabili”
    comportamenti. Cose che in realtà sono normali… contatto fisico, espressioni di
    pensiero contrario alle sue, idee di organizzazione ( e ordine degli oggetti)
    diverse. L’unico vero problema in realtà è il nostro rapporto.

  • 15
    MadMe -

    Io la amo, la stimo e non voglio abbandonarla. Ma non mi sta facendo vivere in un
    ambiente sereno. È capitato più volte che mi accusasse con parole molto pesanti
    di fronte a sconosciuti, altre amici e addirittura parenti.
    Forse il suo più grande difetto è essere una persona poco chiara. Sono crescita in
    un mare pieno di ordini contraddittori, richieste ambigue, comunicazione poco
    chiara ( cioè con quello in psicologia è detto il “doppio legame”). Ha sempre
    preteso, sin da quando ero molto piccola, che basandomi su quello che per me è
    diventato un mito, il “buon senso”, sarei stata in grado di fare tutto subito da
    sola. Come si può chiedere a una persona che non ha mai toccato una canna da
    pesca di andare a pescare? Certo lo imparerà prima o poi, ma con tempi maggiori
    e tecniche approssimative.

    Ho scritto qui perchè non voglio abbandonare mia madre, al contrario voglio
    aiutarla.
    In questa situazione di conflitto il mio equilibrio psicologico si sta dilaniando. Non
    credo di poter sopportare ancora a lungo… vorrei soltanto una possibilità diversa
    dal “vattene di casa e cerca la tua via” che propongono tutti o quasi. E mi sento
    impotente perchè non trovo nessuna valida alternativa.

  • 16
    mandrake -

    @dancan
    …purtroppo non sapremo mai come stanno realmente le cose, dal momento che madme non si è fatta più sentire…restano solo le nostre supposizioni che lasciano il tempo che trovano.
    Una cosa è certa, indipendentemente dal nostro modo di interpretare la questione, sono d’accordo con te quando inviti(…e qui mi accodo anch’io…) madme a prendere in mano le redini della propria vita e a crescere, perché è l’unica cosa da fare,tenendo presente che la vita, come giustamente fai notare tu è anche questo…
    Forza madme…sbaglio o questa frase l’hai scritta tu? “…So comunque di poter migliorare, sono giovane, ho una vita intera davanti a me e per fortuna ho gli amici e un amore che mi mostrano un cammino verso una vita piena…”

  • 17
    kiara -

    Ciaoo!! Questa domanda l’hai fatta a settembre e adesso io ti rispondo a giugno… non è il massimo..ma volevo cercare di aiutarti, se serve ancora aiuto…
    Io ho 14 anni e sono nella tua stessa situazione. Sono testarda, credo di avere moltissimi difetti e a volte piango x quelli anche quando non ce n’è bisogno… -.-” Anche io tendo ad avere sempre l’ultima parola, ma in fondo lo faccio per far valere le mie idee.. e questa non è una cosa negativa, ma con le persone che si devono rispettare… lo diventa.
    Comunque, mia madre ha molti problemi.. lavoro, tasse da pagare, problemi da risolvere… e poi nella vita non fa molto. Io ho provato a dirle di fare qualcosa x sentirsi meglio..ma lei non vuole.
    Il fatto è che io e lei rimaniamo a casa da sole molto spesso, quando torna a casa dal lavoro e io da scuola. Quelle volte, si sfoga con me.
    Mi dice che non fa niente nella sua vita, dice che vorrebbe morire..
    e poi se la prende con me, anche se non c’è un motivo valido. Non mi insulta e non mi mette in punizione, ma si fa male da sola e quindi fa male anche a me. Per esempio se lascio una maglia x terra, lei passa, la raccoglie e dice – Tanto devo sempre passare i a raccogliere gli scarti degli altri, perché io sono la sguattera no? Qualche giorno mi viene un infarto, muoio e siete tutti felici-
    Quando dice queste sciocchezza glielo faccio presente. Molte volte mi sono messa a piangere perché avevo paura di perderla. Ho fatto delle ricerche su internet e ho trovato che il nervoso fa ammalare e anche morire… quindi ci sono notti che passo a piangere sul cuscino, soffocata dalle mie stesse lacrime. Sono già ansiosa di mio e se mi si dice così io non resisto…
    Solo in questo periodo mi sono accorta di una cosa. Io come te mi sentivo impotente, non ce la facevo a farla stare bene. Ma noi non possiamo fare molto, solo strappare loro qualche sorriso in più, cercando di prendere qualche bel voto… Ti ho voluto rispondere x farti capire che non sei sola, come a volte anche io credo di essere.

    Un bacione, kiara

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