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Mi sento del tutto svuotata

Scrivo perché ho bisogno di sfogarmi, di sentirmi capita, di sentire qualcosa di diverso dal solito “sei giovane hai tanto tempo davanti a te”, da parte di persone che il futuro ce l’hanno già assicurato.
Ho 23 anni, mi sono laureata a dicembre 2011 in Economia, in corso e con 106/110. Ho effettuato due periodi di studio in Inghilterra, parlo inglese molto bene e parlo anche il francese… e non trovo uno straccio di lavoro. Ho mandato centinaia di curriculum, per qualsiasi posto e con qualsiasi contratto, anche come commessa (dichiarando solo il diploma) ma ho fatto solo due miseri colloqui per stage a cui non ho avuto risposta. Mi sono iscritta ad agenzie interinali, al centro per l’impiego, ma sempre silenzio assoluto. Mi sento inutile, non ho più voglia di farmi mantenere dai miei genitori, i quali hanno fatto tanti sacrifici per mantenermi all’università in una città a 600 km dalla mia; credevo onestamente che finiti gli studi avrei avuto almeno un punto di partenza, un inizio da cui costruire la mia vita, invece mi sembra come se la vita vera per me dovesse ancora iniziare.
Anche il mio fidanzato è nella mia stessa situazione, lui ha 26 anni, si è diplomato in ragioneria con 90/100, si è arrangiato sempre facendo lavoretti temporanei in attesa del “grande salto” che però non arriva mai. Ultimamente nemmeno quei lavori da elemosina riesce più a fare, si deprime, si sente oramai troppo vecchio per essere preso in considerazione, ha speso tanti soldi per andare a fare colloqui e concorsi pubblici ma niente. Non ha fatto l’università perché avrebbe voluto lavorare da subito, anche per aiutare la sua famiglia.
Per una coppia giovane è dura dover rinunciare ad una serata con gli amici perché si deve stringere la cinghia, eppure noi lo facciamo: ci imponiamo una pizza o un cinema massimo due volte al mese, perché le nostre famiglie già hanno problemi a sbarcare il lunario.
Mi guardo intorno e vedo gente ben sistemata solo grazie alle spintarelle, con contratto sicuro e con il fondoschiena ben al caldo, e mi chiedo: che senso ha avuto lo studio, la fatica, se poi vengo trattata come carta straccia? Valgo davvero così poco? L’Italia mi offre solo porte chiuse? Io vorrei costruire un futuro, una famiglia, ma come si fa? Ci dicono che c’è la crisi, ma poi vedo gente che trova lavoro e mi chiedo come mai loro si e io no.
Appena parlo con qualcuno mi sento rispondere “Eh ma ti sei laureata da poco, cosa pretendi” oppure ” Fai la specialistica così trovi sicuramente qualcosa”. Già, peccato che cerchino laureati specialistici giovani ma con esperienza pluriennale e che io come esperienza abbia solo uno stage fatto con l’università! Mi è capitato anche di sentirmi criticare perché ho rifiutato uno stage a 400 km da casa mia a 300 euro al mese. Eh sì, come se per mantenermi ci volesse aria fritta!
Io davvero non ne posso più, mi sento vuota, inutile, senza alcuna prospettiva. I miei cercano di confortarmi, ma io mi sento un peso, ho ridotto al minimo gli acquisti per non pesare su di loro, ma è dura, davvero dura. E il fatto che ci siano tante persone messe come me o peggio, non mi fa stare meglio, ma mi fa sprofondare ancora di più nella disperazione, perché significa che il futuro è veramente un buco nero.
Grazie a chi ha letto tutto il mio sfogo e a chi vorrà confrontarsi con me.

Monica

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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10 commenti

  1. 1
    Truth -

    Rifletti sui 16 anni della tua vita scolastica.

    Quanti “scalda-banco” son stati fermati ? Nessuno. Quanti asini, a forza di sufficienze e debiti, hanno fregato il pezzo di carta ? Tutti.

    E’ questo il risultato di un sistema scolastico INUTILE, dove invece di selezionare (con severità e merito) la futura classe dirigente ci si perde in feste, progetti, okkupazioni e cavolate assortite.

    Si ride, si balla e si canta !!! Pare di stare ad X-Factor !!!

    Solo che alla fine ride, balla e canta chi ha l’aiutino… gli altri piangono…

  2. 2
    Steph88 -

    Ciao Monica,
    nonostante la tua indignazione sia del tutto fondata (e condivisibile) l’unica cosa che mi posso permettere di consigliarti è di non mollare. Sono ammirevoli i risultati universitari che hai ottenuto ed è ammirevole la tua voglia di essere indipendente dai genitori. Il titolo che hai apposto alla tua lettera è secondo me molto azzeccato. Innanzitutto perchè è “vergognoso” e sopratutto molto triste che persone che hanno studiato con devozione non abbiano neanche la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro. Seconda cosa poi è ancora più triste, a mio avviso, che spesso si debba rinunciare o si debba continuamente rimandare a costruirsi una famiglia, perchè manca la stabilità che solo un lavoro può dare.
    Sarebbe bello che esistesse un pò più di meritocrazia..
    Però Monica, nonostante si possa essere amareggiati ed indignati non si può mollare.. Non devi mollare.. Hai comunque la fortuna di avere un ragazzo che ti ama e con il quale vuoi costruirti un futuro (così almeno mi pare di avere letto)! Vedrai che a forza di mandare curricula e fare colloqui qualcosa salterà fuori. Cerca sempre di presentare il cv di persona (per quanto è possibile) e mostrati combattiva e determinata, e vedrai che qualche risultato lo otterrai sicuramente.
    Concludendo credo invece che i tuoi siano molto orgogliosi di te e che anche tu lo debba essere di te stessa..

  3. 3
    colam's -

    di dove sei ? comunque con un curriculum come il tuo andrei all’estero. Ti consiglierei la Svizzera..

  4. 4
    geko -

    Cara mia, l’unica soluzione per te, adesso che sei ancora giovane (scusa se te lo ripeto anche io) è PARTIRE, vattene dall’Italia. Io non l’ho fatto e adesso mi piango addosso tutti i giorni.
    Altra soluzione non c’è. Forse le cose cambieranno ma ci vorranno una ventina d’anni quando andrà nella tomba la maggior parte del vecchiume politico e credimi è pellaccia dura. Ma le nuove leve mi danno comunque da pensare. Meglio non fidarsi. Inghilterra, Olanda, Francia…Parti. Ciao

  5. 5
    T.D._ -

    Cara Monica,
    mi piacerebbe avere delle parole di ottimismo per te, ma sarebbero false e non credo tu abbia bisogno di questo. Ti parlo con sincerità: io un futuro in questi termini non lo vedo. Non credo nella soluzione del perseverare, non sono più gli anni per potersi permettere il lusso di sperare che il lavoro prima o poi si trova, la situazione è molto più complessa di un buon augurio. Non arriva e qualora arrivasse le proposte sono sempre le stesse: stage gratuiti o con solo rimborso spese, contratti a progetto, voucher, tutte proposte che se non ti fanno rimettere soldi tra gli spostamenti, i pasti fuori e addirittura un alloggio, ti prospettano un guadagno talmente misero da farti perdere qualsiasi voglia. Come se non bastasse, i “nostri rappresentanti” (ahah, fa ridere per non piangere) anziché tutelarci ci danno degli “sfigati”, dei “monotoni”, degli “schizzinosi”, ci dicono di andare all’estero, ci vogliono mandare via dalla nostra terra. Mentre il lavoro non si trova, si inventano continuamente nuove tasse, il caro benzina schizza, i prezzi ai supermercati si alzano senza sosta. In tutto questo, hai la “normalità” di genitori che capiscono la situazione e si dispiacciono per te, ci sono anche quelli che non rendendosi conto della realtà (magari confrontandoli ai raccomandati) incolpano i figli di poco impegno.
    ..E tu, giovane senza prospettive, sei lì a sognare con tutta te stessa l’indipendenza e invece dover miseramente dipendere da genitori che per buona parte dei casi sono costretti a razzolare gli ultimi risparmi, accantonati negli anni.
    Non sono d’accordo nemmeno con chi ci consiglia di traslocare all’estero. Validissima un’esperienza momentanea, se volontaria, se fatta con piacere: non scappare! Mi puzza che questi vecchietti ci vogliano far sparire tutti dal nostro Paese, noi che siamo il futuro dell’Italia. Non è un discorso serio né intelligente consigliare ad un ragazzo in difficoltà di andarsene.
    Io invece dico che bisogna lottare. Dico che siamo noi il popolo sovrano, approfittiamo di una costituzione ancora in vigore prima che diventi dittatura a tutti gli effetti: RIBELLIAMOCI! Non è vero che il lavoro non c’è, i soldi sono nelle mani di pochi.
    Come? Pretendiamo i nostri diritti, come quello di farci rappresentare da chi ha realmente a cuore i nostri problemi. Cambiamo le regole e le legislazioni d’élite, riduciamo i costi politici e militari, snelliamo la macchina della giustizia.
    Cosa proponiamo? Impariamo a confrontarci, sicuramente giovani come te hanno delle buone proposte che se messe insieme possono trasformarsi in un duro ma costruttivo bel progetto socio-economico-politico-culturale. Personalmente, in attesa di sentire opinioni migliori, sono arrivata all’idea che l’unico modo per uscire da questo circolo vizioso sia toccare il fondo e risalire piano piano: staccarci dall’Europa, puntare su una sorta di nuova autarchia, rivalorizzare il locale e il RAGIONEVOLE, accantonando il consumismo.

  6. 6
    Francy -

    Cara Monica io ho 22 anni e se tutto va bene dovrei laurearmi ad aprile. Nel frattempo ho mandato cv un pò ovunque senza alcun risultato. Spero almeno sotto Natale di trovare qualcosa ma sarebbe comunque per un breve periodo. Sinceramente a volte penso di aver sprecato questi anni perchè alcune mie amiche che hanno abbandonato gli studi ora lavorano a tempo indeterminato. Noi siamo finite nel pieno dello schifo anche se questa situazione era già presente, quindi non so cosa otterremo. Io già so che non farò il lavoro per la quale ho studiato. Spero solo di lavorare sinceramente. La specialistica non credo proprio di farla, sono già satura così, voglio finire in fretta una facoltà che oltretutto non penso mi abbia insegnato davvero. Ho pensato anche io all’estero e in effetti forse è una soluzione. Nel frattempo ti auguro che le cose potranno migliorare. E un augurio di avere qualche notizia positiva a tutti quelli come te e me in questa situazione… Perchè non penso proprio che noi siamo choosy! Ah e un bel vaff… a tutti quelli che vogliono l’esperienza così non ci permettono di farcela, senza nemmeno metterci alla prova.

  7. 7
    Monica -

    Mi fa bene al cuore leggere tanti commenti, anche se di pareri diversi. Purtroppo trasferirsi all’estero non è più tanto semplice come una volta, in Svizzera cercano personale super-referenziato, in Inghilterra non basta solo la conoscenza della lingua ma conta anche lì l’esperienza… questo ovviamente per fare dei lavori coerenti con il mio percorso di studi, io all’inizio farei pure la lavapiatti, ma chi me li da i soldi per mantenermi in un Paese estero? Mi sa che ha ragione T.D., qui ci vuole una rivoluzione peggore di quella greca o spagnola.

  8. 8
    ste -

    So che mi prenderò insulti e brutte parole però non me ne frega nulla…
    Io dico solo che aver studiato non garantisce un posto di lavoro bello, fico, ben pagato e a tempo indeterminato…e questa mentalità da anni ci sta rovinando!!!!!!
    Mi dispiace che molti dicano “non ci viene garantito un futuro”…il futuro ce lo si garantisce con le proprie forze, idee e scelte…io non posso credere che una con le tue credenziali non abbia trovato uno straccio di lavoro in una qualsiasi azienda, se graviti attorno a Milano le possibilità ci sono, e lo dici anche tu che hai amiche che trovano e tu no…
    Mi dispiace dirti anche che se guardo i miei ex-compagni di classe mi vien da ridere, facciamo le rimpatriate e i secchioni di un tempo che prendevano in giro gli ignorantoni come me oggi sono quelli messi anche peggio di te…quindi il tuo racconto non mi stupisce per niente…

    La favola delle raccomandazioni non regge più, parliamo invece di ragazzi che ci sanno fare a prescindere dai voti, i voti li guardano solo quelli che lavorano in banca, io nel mio curriculum non l’ho neanche scritto il voto di maturità e nessuno me lo ha mai chiesto, nonostante i tanti colloqui che ho fatto…!!!

    Il mio consiglio è quindi quello di non piangersi addosso (come fanno in moltissimi), i treni passano in continuazione, ma se a un certo punto ci sediamo sulla panchina e teniamo la testa bassa non li vediamo passare e sentiamo solo il rumore di quelli che ci salgono al posto nostro…anche lo stage a 300€, seppur merdoso, è un’opportunità, e qualcun altro l’avrà sfruttata al posto tuo…!!!

  9. 9
    Monica -

    X STE: io non credo di piangermi addosso.. vivo al sud (in Puglia) e non posso certo permettermi di trasferirmi a Milano con 300 euro al mese, anche per vivere in un sottoscala non mi basterebbero!… Ho dato disponibilità a trasferirmi anche a Udine ma con meno di 500 euro non ci si mantiene neanche la casa! e sarebbero lavori full time senza spazio per altri lavori. Inoltre è vero ci sono ragazzi bravi a prescindere dai voti così come è vero il contrario ovvero che i voti rispecchiano il sacrificio fatto… Magari tu sei uno dei fortunati che ha avuto un’opportunità nel momento stesso in cui l’ha cercata… io ho cercato di tutto sarei disposta anche a fare la commessa anche a fare la pendolare ogni giorno pur di iniziare! E’ facile dire che la colpa è di chi si piange addosso o di chi pensa solo ai voti… tu pensi a questo beh io penso ai 3 anni vissuti lontana da casa, risparmiando sul riscaldamento per potermi comprare i libri fotocopiati all’università! Quando avrò un’opportunità anch’io mi permetterò di biasimare i piagnoni come me… saluti

  10. 10
    Monica -

    ah e x quanto riguarda gli amici impiegati: due hanno i padri o gli zii imprenditori che li hanno assunti nella loro stessa impresa, una è entrata in banca grazie alle vecchie leggi sindacali per cui essendo il padre pronto ad andare in pensione è stata assunta lei, un altro conosce un pezzo grosso della politica locale… Dimmi con che coraggio dici che la raccomandazione non c’entra! Altri amici o studiano ancora o sono come me a spasso, chissà forse perché siamo tutti “choosy” o secchioni.

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