Mi sento davvero “solo” (troppe delusioni)
Oggi è una giornata un po’ “no”. L’ennesima delusione relativa ad una amicizia che mai avrei messo in dubbio. Pian piano mi si sta sgretolando tutta quella rete di rapporti che via via negli anni avevo costruito. Studio e lavoro fuori casa, nel senso che sto in una città molto lontana da quella di origine (dove ho parenti e amici su cui posso contare). Anche questa volta sono qui, sul mio letto, a mettermi in discussione, a capire dove sbaglio, ad individuare le mie colpe e sinceramente non riesco a trovarne. Sono disponibile, affabile, generoso, mi faccio in quattro per gli altri…. e puntualmente mi deludono. Probabilmente la mia gentilezza e disponibilità non sono ben accette in questo mondo di “buon viso a cattivo gioco”. Sono una persona con dei forti valori, il rispetto, la solidarietà, l’educazione, le buone maniere, la lealtà… ma poi, in giornate come queste, in cui mi sento davvero solo, mi chiedo a cosa servono se poi i risultati sono questi. Potrei fregarmene, lo so, ma ogni volta che qualcuno mi delude profondamente,quando torno a casa ho un magone che non va via… e rifletto, rifletto, rifletto! secondo voi in cosa sbaglio? Voi come reagite? Scusate per questo sfogo… ma questo per me è un periodaccio… e non voglio trasmettere le mie ansie ai miei genitori così distanti… così mi apro con voi. Grazie a chi vorrà scrivere qualcosa. 😉
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Categorie: - Me stesso
28 commenti
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Ti senti solo perché sei abituato a vivere il momento e a non concepire la tua vita come uno spazio unico in cui la persona si sente libera di muoversi superando i condizionamenti. D’altro canto questo esercizio è impraticabile per la media delle persone; la parola disuguaglianza ha un peso preponderante nelle loro vite e nel loro pensiero. Quando hanno un problema, anche di carattere economico, pensano a come fare per superarlo e facendolo aderiscono inconsapevolmente ad un ideale di vita improntato sulla lotta di classe. Il loro imperativo categorico è il seguente:- devo superare le disuguaglianze! – Peraltro oggi la lingua veicola una confidenza che destabilizza tanto il parroco di provincia quanto il ragazzo senza arte ne parte. Ad ogni modo, tralasciano i problemi della Chiesa, sono dell’avviso che non ci si afferma superando le disuguaglianze: pensare di potersi affermare in questo modo è un’utopia… può valere per un purista, per qualcuno che mette la politica al primo posto e sposa un ideale. La persona comune non riuscirà mai a realizzarsi in maniera definitiva. Quando sei un adolescente ti aiuta sapere che per una serie di motivi non puoi ospitare a casa tua nonna piuttosto che un amichetto. Quando stai con la nonna stai con la nonna e quando parli con l’amichetto sei felice di stare con lui. Di tanto in tanto potrai vivere momenti di rabbia o di tristezza ma è solo in questo modo che hai modo di maturare. Non si può essere sempre felici, non si può organizzare sempre tutto prima di una partenza… in ogni cosa che fai porterai con te un po’ di entusiasmo e un po’ di preoccupazioni. La vita è partecipazione.
@Rossella:Non trovo un nesso logico tra la mia lettera e il tuo intervento. Forse ti sei confusa con qualche altra lettera. Occhio!
“Sono disponibile, affabile, generoso, mi faccio in quattro per gli altri…. e puntualmente mi deludono…
… mi chiedo a cosa servono se poi i risultati sono questi. ”
Guido
forse il problema è proprio questo: ASPETTARSI PER FORZA QUALCOSA IN CAMBIO. se sei buono e generoso perchè sei così di indole e ti senti di farlo è un conto. se invece lo fai sperando nella gratitudine e nella “fedeltà” altrui, ho paura che andrai incontro ad altre amare delusioni, perchè la gente tendenzialmente è concentrata su se stessa e sui propri problemi, e non sempre vuole o E’ IN GRADO di contraccambiare la benevolenza altrui. Il mio consiglio quindi è quello di non fare più nulla per gli altri perchè ti aspetti qualcosa da loro. andresti incontro ad altre frustrazioni.
Ciao Guido! Non sai quanto io mi ritrovi nelle tue parole… Anche io sono sempre stata una persona solare con tutti e pronta a preoccuparsi prima del benessere degli altri ma proprio questo mio modo di essere mi ha portato a soffrire di grandi delusioni da persone che mai avrei immaginato..poi però con il passare degli anni e crescendo ho capito che è stupido avere qualunque aspettativa dagli altri…tutti cambiamo in continuazione, gli eventi ci cambiano inevitabilmente e non possiamo pretendere ed essere convinti che tutti siano come pensiamo… Se posso darti un consiglio,cerca di vivere con un poco di leggerezza in più,senza aspettarti nulla da niente e nessuno con la consapevolezza che chiunque può rivelarsi diverso da come pensavi e vedrai che ne soffrirai meno anche tu.. Spero tanto che il tuo brutto periodo possa migliorare,se hai voglia di far due chiacchiere,eccoci! 😉 😉
Rossella vatti a curare da uno buono se non sai leggere e vuoi solo esternare le cazzate che leggi o senti vanne a palare con qualcuno palloso come te!
@Mariagrazia: io non mi aspetto chissà cosa dagli altri. Vorrei solo essere ricambiato con lo stesso rispetto, educazione e gentilezza che io pongo alla base di ogni rapporto. Sono deluso dal fatto che nonostante io mi comporti bene con tutti, la cosa non sia reciproca. Esempio: domenica ho invitato a pranzo un amico(con tutto il cuore eh! senza doppi fini) lui mercoledì sera ha organizzato una serata al cinema e per vie traverse mi sono reso conto che ha considerato tutti tranne me! Saranno piccolezze…ma la mia vita è sempre stata piena di queste situazioni. Potrei citartene altri di eventi analoghi… e ad un certo punto, vuoi o non vuoi, inizi a chiederti in cosa sbaglio? e sinceramente una risposta non ce l’ho. Sono amareggiato del fatto che al giorno d’oggi le persone non riescono a distinguere chi è leale, sincero, ed ha tutte le buone intenzioni, da chi,invece, è all’opposto. Tutto qui.
Sostanzialmente ti avrei scritto il concetto di Maria Grazia. Purtroppo l’aspettativa crea delusione. Credo sia umano aspettarsi affetto in cambio di affetto. Sfortunatamente e’ una tendenza umana disillusa quanto naturale. Tocca diventare piu’ egoisti e freddi. E’ dura, lo so. A me sta costando molto. Dispiace ma non e’ un mondo che premia l’altruismo. Buona fortuna.
Anche io mi sento come te.. Mi sono data sempre da fare con gli altri senza mai aver preteso qualcosa . Organizzo , aiuto , ascolto , sollevò il morale di coloro che hanno bisogno ma alla fine rimango sempre delusa da quelli che reputo amici. Lo noto anche io nelle piccole cose dove magari non vengo coinvolta perché si dimenticano di chiamare . E allora ti accorgi di aver dato tanto e sprecato il tuo tempo con persone che non ti vedono nella stessa misura in cui li consideri. Rimango molto amareggiata perché sono piccole inezie , ma è’ proprio nei piccoli gesti che riconosci il valore delle persone . Il mio senso di lealtà e rispetto forse non interessa in questo mondo di frivoli e superficiali . E mi fa rabbia perché nei miei momenti di sconforto non c’è quasi mai nessuno che mi possa dare un piccolo aiuto morale . Forse sono io che scelgo le persone sbagliate ma mi capita così Sempre . È così mi ritrovo spesso a riflettere in completa solitudine , delusa da tutto e tutti mentre vedo gli altri dietro uno specchio che Nn si accorgono neanche quasi della mia presenza .
Ciao! E’ un tema che ho dibattuto mille volte anch’io. Il punto l’ha centrato secondo Mariagrazia. Non bisogna crearsi aspettative, ma agire per il gusto di farlo. E la ricompensa la dovresti ottenere nel momento in cui dai. Poi e’ vero che sono belle parole ma poi uno e’ umano e vorrebbe essere ricambiato, ma in media e’ cosi. Se fai del bene dovresti avvicinare le persone e avere più amici. A me e’ sempre successo. Nel caso specifico alle volte non ci corrispondono come vorremmo ma magari senza farlo apposta. Il bene secondo me ripaga sempre in amicizia. Se mi parli di amore invece cambia il discorso perché subentrano molti altri fattori e li paradossalmente si può invertire tutto. Ma in amicizia dovrebbe pagare quasi sempre.
@Alice: Mi dispiace molto per la tua situazione che è uguale spiccicata alla mia. Non c’è niente di più brutto che il momento in cui torno a casa, dopo una giornataccia di lavoro e lezioni, mi butto sul letto a pancia in su, guardo il cellulare, e non c’è un sms, una chiamata persa, niente di niente! E mi chiedo: ma tutti quei “grandi amici” dove sono? perchè non mi coinvolgono mai? eppure sono una persona solare, mi piace scherzare, parlare, uscire, socializzare. Forse siamo troppo diversi dalla massa(fredda, insensibile, superficiale) e per questo siamo esclusi, quasi fossimo “anormali e falsati”. Probabilmente come dice me al commento n.7, dovremmo essere più freddi ed egoisti. Ma a chi per natura non lo è, come noi due, risulta molto difficile, se non impossibile, diventarlo, e sarebbe anche una cosa triste. Io voglio pensare che è meglio rimanere delle persone semplici, spontanee, leali e aspettare che prima poi gli incontri giusti arrivino; ma nel frattempo…CHE ANGOSCIA! 🙁
Al contrario, sono esattamente come voi. Pero’, dopo ANNI passati nella tua situazione, a chiedersi perche’ tanta disponibilita’ venga sempre ricambiata con indifferenza o nel migliore dei casi qualche consuetudine di circostanza,vuota e non sentita, arriva un momento in cui smetti di credere nei rapporti. Capisci che la serenita’ ti devi sforzare di trarla da te. Certo che e’ triste, ma io mi sono stancata di esserci per gli altri e in compenso essere sempre sola.
@Never: Secondo me tu e Mariagrazia avete interpretato male la mia lettera. Io non mi aspetto nulla di MATERIALE dagli altri..io parlo di EDUCAZIONE. Ti sembra bello che il mio “amico”(parola grossa) dopo essere venuto a pranzo da me… dopo qualche giorno organizza una serata al cinema e mi esclude completamente? Il cinema e il dopocinema comunque lo avrei pagato di tasca mia…ma ciò che mi amareggia è il gesto. E non si tratta di dimenticanza perchè ci siamo incontrati poche ore prima che loro uscissero insieme. E’ solo l’ultimo caso eh! Poi c’è chi, dopo avergli passato libri e appunti all’università, ti vede per strada e non ti saluta neanche, ecc… Oppure ancora, ho portato dei pasticcini a lavoro il giorno del mio compleanno e ho invitato tutti i colleghi di ufficio a mangiarli. La settimana scorsa uno di loro ha fatto lo stesso, ma a me non mi ha considerato minimamente. Ora non è il pasticcino in sè, perchè se mi va vado in pasticceria e lo compro, ma il gesto totalmente fuori da ogni logica di buona educazione, di rispetto, di buone maniere. E sono sicuro che l’anno prossimo, al mio compleanno, io non riuscirò a non invitare anche lui a prendere un pasticcino, perchè mi sembrerebbe un gesto davvero brutto, sgradevole. Questo per dirvi come sono fatto. Voi direte un povero fessacchiotto! Probabilmente è così. Ora ditemi voi se di fronte a queste situazioni, uno non deve rimanerci male. Io sono fatto così, e proprio a ridere non riesco a prenderla.
@Me: “la serenità devi sforzarti di trarla da te”… sai forse è proprio questa la soluzione…ma è difficile da perseguire! In pratica dovremmo cercare di coltivare, come gli altri, dei rapporti puramente superficiali, nel senso : meglio 100 “amici” di pura compagnia e da sfruttare opportunisticamente, che 2 o 3 ma veri, su cui puoi contarci sempre e comunque. Così non si soffre e non si rimane delusi. Questo mondo è diventato veramente uno schifo. Boh… ci proverò, ma sarà dura.
ciao Guido90, capisco perfettamente cosa intendi, forse per una solidarietà che dura da anni! A volte penso di trovare delle persone che realmente ci tengono a me ed appena inizio a sciogliermi ( e non è affatto facile) mi rendo conto che io sono solamente un passatempo, una persona da chiamare quando non c’è nessun altro… oppure una persona da usare per sfogarsi… perchè io sono quella che ascolta.. ed ora che è un periodo davvero brutto sono sola , sotto ogni punto di vista, ma se c’è una cosa che ho imparato è che la solitudine ti tempra! Se devi stare solo lo devi fare nel modo giusto e così cerca di non abbbatterti… preferisco stare sola e non con persone false che mi usano.. sono stanca di essere usata dagli altri… non devi restarci male… gli altri sono troppo presi dalle loro cose per rendersi conto dei tuoi gesti gentili… e quando incontrerai qualcuno che se ne renderà conto allora sarà la persona giusta con la quale aprirti 🙂
Guido,
Scusa, non strutturo ed espando i concetti perche’ fatico a scrivere da un telefono con i micro tasti, risultando lapidaria e non chiara.
In realta’ non intendevo suggerirti di rassegnarti ai “100 conoscenti di circostanza” o ancor peggio “di comodo”. Proprio per sfuggire ad un risvolto cosi poco incline al mio essere, ho preferito sfilarmi da certi rapporti. Poco a poco si e’ tradotto in solitudine. Meglio essere soli o essere usati? Per pribcipio probabilmente la prima risposta. Ma noi viviami anche di umani bisogni quindi dipende. In certi momenti il bisogno umano di comunicare ti porta a desiderare anche un vuoto “ciao, come stai?”. In considerazione della tua consapevolezza di essere di tuo gentile e disponibile (es banale i pasticcini) e della tendenza umana di ricercare negli altri qualcosa di noi per affinita’, spinto ancor di piu’ dalla solitudine, ti porta facilmente a sopravvalutare chi magari si mostra leggermente piu’ sensibile e gentile. E inevitabilmente a credere che quella persona ti sara’ riconoscente per la tua disponibilita’, anche semplicemente dimostrandoti simpatia. Si crea un circolo di aspettative disilluse, non e’ colpa tua, e’ il bisogno di sentirsi apprezzati.
Ma e’ necessario a mio avviso diventare piu’ egoisti, di quell’egoismo buono. Non parlo dell’egoismo che ti rende arido, ma di quello che ti rafforza. Quello che ti aiuta a non scivolare nel “servilismo”. X e Y non ricambiano inviti, un favore? Se proprio vuoi ritenta una seconda volta, poi basta. Porti i pasticcini e il collega se ne frega? Bene vorra’ dire che al tuo prossimo compleanno risparmierai e potrai goderteli per te.
La triste realta’ e’ che la gente, consapevolmente o no, con furbizia o meno, si approfitta di chi da’ per scontato. O non considéra chi non e’ divertente, o comodo. E’ triste? Maledettamente. Mi si string il cuore a dirti cosi? Si, ma devi volerti piu’ bene e non autosabotarti!!
Quando Alissa ti dice che la solitude tempra il carattere, concordo. E’ anche vero, pero’, che dipendono caratteri stessi, circostanze e tempo. Se passi troppo tempo solo puoi deprimerti, incattivirti, disadattarti, finendo per indebolirti. Dipende anche dal grado di solitudine. Un conto e’ non avéré amici e ragazza ma avere una famiglia che ti sostiene, qualche conoscente e un paio di buoni colleghi, altro e’ la solitudine completa.
Io credo, Guido, che senza qualche rapporto importante non si raggiunga facilmente la piena serenita’, tranne qualche particolare personalita’ forse. Pero’ il lavoro importante tocca farlo ad ognuno di noi. Costa fatica e per dei motivi inspiegabili a qualcuno molto piu’ che ad altri. Credo sia necessario avere il coraggio di lasciar andare cio’ che ci fa del male, concentrarci su passioni, cose che ci fanno state bene senza sensi di colpa. Avéré cura di noi stessi. Tenersi aperti al mondo ma mai piu’ dare adito all’idea di dover fare bella figura o doverci guadagnare la considération degli altri. I rapporti per me vanno intesi come libero scambi di e per piacere di condividere, reciprocamente. Dove devi tirare qualcuno per la giacca per farti considerare, non c’e’ piacere: Pace e ciao!
Insomma con egoismo questo intendo: Tu prima di tutti. Quando avrai una famiglia tua, un figlio, riconsiderai la questione. Ad oggi sei giovane e Hai il diritto / dovere di metterti al primo posto. Sii disponibile con chi lo e’ con te, o con chi ha un vero bisogno di aiuto e non puo’ dare nulla in cambio animali inclusi, non con chi non merita o se ne aprifitta la tua disponibilità. Mi raccomando, scaccia con tutte le tue forte i sensi di colpa!!!
Guido
Ho capito bene la tua posizione e ti capisco. In questi casi che citi di sicuro queste persone potevano avere più tatto. Però parli di colleghi ecc, per me il termine amico indica qualcosa di diverso. Una persona che a pelle mi piace, con cui mi trovo e a cui tengo. Magari ci vuole un po’ di tempo a costruire un rapporto vero, persevera ancora un po’, poi se proprio non va cambia persona a cui rivolgere il tuo interesse. Ma la soluzione non può certo essere fregatene… Puoi solo continuare a essere gentile e alla lunga sono sicuro che pagherà.
Mi permetto anche io la mia, se si è in un certo modo, usiamo il termine “disponibile” che racchiude tanto ed è frutto della tua indole e non di qualcosa che ti costringi ad essere per riavere stessa moneta, ti informo che puoi solo col tempo, ricinoscere quando dare e quando tenerti un po di disponibilita. Forse sarai solo in entrambi i casi ma nel secondo,non avrai elargito troppo del tuo mondo interiore a chi non lo merita. Inoltre chi ha una sensibilita maggiore è e te lo dico io piu grande, destinato ad una maggiore solitudine. Sei ripagato solo quando incontri tuoi simili, chi parla la tua stessa lingua. Ma si si è in pochi a farlo e piu raro incontrarsi. Vale in amicizia/socialita/amore. Un amico c’è e sosta e il conoscente che tu credi amico oggi prende ma domani non da. Prova a rivedere intanto tale concetto. Tu dai se cosi ti senti, ma introietta che non è tuo amico e se non ti coinvolge a sua volta, ha preso si un tuo dono ma oltre a certi livelli,tu non lo fai entrare. Se invece scambi per amicizia qualcosa che non è, il dispiacere invade la tua interiorita piu di quel che il soggetto stesso merita. Non ci si protegge mai dalle delusioni ma un sottile strato di corazza te la devi fare. Credimi star soli è dura ma molto di piu condividere e dare energie a chi te le spreca.
Ciao a tutti! Volevo precisare che la mia lettera e il mio essere amareggiato è rivolto sia, e soprattutto agli AMICI (parola a cui do un immenso peso) sia alle persone in generale. Io non considero, ovviamente, AMICO il primo/la prima che mi capita davanti (e ci mancherebbe!) . E’ ovvio che se a comportarsi male è una persona con cui ho un rapporto di AMICIZIA da diversi anni ( e ultimamente mi è capitato) ci rimango malissimo e delusissimo, ma ciò non toglie che se lo fanno dei conoscenti (es: i colleghi) io non debba rimanerci male (seppur moooolto meno che nel caso dell’amico/a). Io trovo assurdo che molti di voi trovino giustificazioni alla maleducazione e al cattivo comportamento della gente di oggi, es: sono troppo occupati con i loro problemi >>> è questo dovrebbe giustificare il fatto che inviti tutti a mangiare il pasticcino e a me mi escludi completamente? >>>questo giustifica il fatto che dopo che ti ho passato appunti, regalato libri, ecc.. io non meriti un saluto per strada? Boh, se leggo queste cose mi sento ancora più disorientato! Diamine, il fatto che tu sia semplicemente un collega e non un amico decennale, non significa che tu possa comportarti da schifo.
Guido, penso che biancabianca ti abbia dato un ottimo suggerimento. essere altruisti e sensibili va bene, ma se vuoi soffrire di meno d’ ora in avanti, devi forse imparare a capire COME VA IL MONDO.
Okok! La mia era solo una lettera per esternare quanto io sia disgustato da questo “MODO IN CUI VA IL MONDO”. D’ora in avanti cercherò di essere più cinico e meno guidato dal cuore. E’ brutto, ma probabilmente, come dite voi, è una buona barriera contro la mancanza di valori che caratterizza la maggior parte della gente di oggi! Il mio motto sarà “occhio per occhio, dente per dente”. E, quando e se, percepirò che davanti a me avrò una persona che merita di conoscere il mio vero “IO” e tutto quello che posso offrire(parlo di AFFETTO), solo a quel punto metterò da parte quella barriera.
ok sei deluso, ok sei da capire ma ora mettiti nei panni di chi ti scrive. Qualcuno azzecca meglio un parere,qualcuno meno ma loro tutti cercano nel risponderti di darti disponibilita. Tempo ed energie ora. Tu li trovi o inopportuni o poco sensibili. Permetti che i piu ti dicono “ma perche sto qui a rispondere al sos di uno che poi mi attacca? Io ti ho dato dal bassoalto della mia sensibilita ed esperienza degli spunti su cui riflettere. Mi chiedo li hai lEtti bene? Il mondo fa schifo ok. I buoni come te pochi. O hai la fortuna di trovarli o avrai molti piu cattivi. Assodato ciò? Nessuno ha la bacchetta magica per trasformarli, ne per captare i rari buoni, che fai? Perdi ulteriori energie a stare giu senza trovare alternative? Si chiama pragmatismo. Osserva pure le tue modalita. Esempio lo è il tuo modo di porti, magari se una di qui stesse nella tua citta e ti desse un parere,tu invece di confrontartici oggi/domani /ecc e tentare una conoscenza reale fatta di rispetto…l”allontani. La delusione fa divnire aggressivi..cerca di dosarla perche su 10, 9 farai bene ad aggredirli ma 1 buono, scappa. E non perche sia cattivo pure lui/lei ma solo perche ha imparato sulla sua pelle a difendersi a tempo debito. Ora leggi e rileggi le mie risposte e non in difensiva. Nessuno ti giudica..io almeno offro chiavi di lettura e pratiche su cui lavorare.
@Biancabianca: mi dispiace se ho dato l’impressione di attaccare e di leggere con superficialità le risposte di tutti voi. Al contrario le ho lette attentamente e ognuna (tranne quella di Rossella, ovviamente) mi ha dato uno spunto sul modo in cui reagire. Non mi piace piangermi addosso. Al commento n.21 ho tratto le mie conclusioni. Ringrazio tutti coloro che hanno espresso il loro punto di vista e chi ancora vorrà aggiungerne altri. 😉
Ecco guido…permettimi una dritta. Non cinico ma protettivo verso di te. Sono concetti diversi. Tu sii te stesso con una piccola protezione..dai se in quel momento vuoi seppur l’altro poi non restituira. Lo avrai fatto per te e poi non ti dovrai sentire sfruttato o non riconosciuto. Dai ma impara a riconoscere riceventi e correggi l’entità del tuo elargire. Poco é meglio di tutto per certa gente..tanto sai che la parte che ti terrai non è per avarizia ma per tenerla per chi lo merita.
Concordo con il post 22 di biancabianca.
Ok Biancabianca! Grazie ancora a tutti! 😉
@Di nulla Guido. In bocca al lupo e ricorda..non mollare mai
@biancabianca: Crepi il lupo! Mai mollareee 😀