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Mi lascia dopo tre anni con tante scuse e poi si dilegua

di rebrowich

Riferimento alla lettera: E poi niente tutto finisce.. come un bel film da togliere dal dvd e da riporlo nel cassetto di un comodino.. così finisce la mia storia di 3 anni.. conosciuti su una chat per gioco del destino, eravamo 2 cuori solitari alla ricerca dell'anima gemella.. 2 persone che hanno sofferto...
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Data di pubblicazione: 2 Maggio 2012

L'autore, rebrowich, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore

33 commenti

Pagine: 1 2

  • 26
    Guesty -

    Caro amico.
    Quello che conta te l’ha già detto wild steel. Su una cosa aggiungo la mia:

    “ma una sera mi raccontò tutto il male che aveva subito dai suoi ex e si mise a piangere”.

    La vogliamo finire di fare i salvatori delle povere fanciulle sofferenti? Chi se ne frega se dicono di aver sofferto(chissà come sono andate le cose, forse la tua esperienza è stata solo la ripetizione delle pene inflitte agli ex). Pure la mia ex mi raccontò stronzate sui suoi ex, li descriveva come mostri. Poi lei ha messo in atto con me quello che, a quanto mi diceva, aveva subito da loro.Ma per favore, mi sa tanto che quei poveri ex sono stati solo vittime.

    Basta con questa storia, non siamo qui per riscattare nessuno. Io non limito la mia esperienza per far felice te che hai sofferto con altri, se ti sta bene è questa, altrimenti bombata e poi fora dai ball.

    Non ti resta che dimenticarla, far tesoro di quello che ti è successo e andare avanti. E ricorda, non esiste una ragazza diversa dalle altre. Anche la più buona, la più “onesta” ti fotte prima o poi.

    http://www.youtube.com/watch?v=K7y-5Z1-5HA
    http://www.youtube.com/watch?v=s-rulfPyxuM
    http://www.youtube.com/watch?v=uYYc5MFfuVM

    Ecco 3 brani tratti dalla mia playlist “neo lasciati”, consiglio di ascoltarli, soprattutto l’ultima.

  • 27
    rebrowich -

    sto piangendo e non so per cosa,se non so cosa provo,se sono stupida e non capisco niente,ci sono ragazze che vorrebbero avere una storia come la mia,un ragazzo come il mio e io non ringrazio di averlo ma lo butto,mi sento un’ingrata,mi sento male perchè penseranno che ho preso in giro tutti,lui ha fatto tanto per me,mi porta dappertutto,si confida,io l’ho aiutato in tanti suoi momenti brutti,siamo stati l’amico dell’altro che non abbiamo,non so se è solo nella mia testa o per abitudine,è cosi dolce con me che non si merita questo trattamento,non voglio lasciarlo solo,non ha nessuno che me,anch’io ho solo lui,lo conosco bene e mi immagino gia il suo viso se lo sapra,e sto male solo a pensarci,è davvero un ragazzo d’oro.mi sento proprio un cane se penso al mio cambiamento,che a un tratto non ci saro piu per lui e lui per me ,voglio festeggiare questi tre anni perché c’è un vero motivo. ci rimango male perchè ho desiderato avere un ragazzo con cui crescere e che sia l’unico,non mi sento riconoscente,lui è stato come un dono in un periodo buio per me.

    Questo l’ho scritto i primi di marzo … Ora ci aggiungo questo che risale a oggi : non è mai stata una vera decisione quella di separarci, e oggi è stata la prima volta e gia mi pento . stanotte ho pensato a tutti questi tre anni ,e poi a quello che mi ha detto la mamma nessuno ha mai fatto quello che ha fatto lui ,le conversazioni su msn ,i messaggi lasciati le sue canzoni : aspettavo te da un po ,oggi sono io i testi su blocco note,quello in cui mi dice che sta uscendo dal periodo buio con raffaella non era un corteggiamento, era un conquista mento io l’ho voluto bene quando esteticamente nessuna l’avrebbe mai voluto ho visto quello che c’era in lui … lui non era una spalla su cui piangere,o con cui lamentarsi , lui mi ha fatto una promessa ,quella di farmi star sempre bene ,una promessa che ha mantenuto per tre anni e che manterrà ancora ,lui mi ha capito prima di capire se stesso ,ha preso a cuore le mie esperienze non per sapere cosa avessi fatto prima di lui ma per non essere come gli altri ,stanotte ho pensato a tutte queste cose e mi è venuta una fitta all’improvviso , stamattina ho pensato cosa devo fare ,alle 8 già volevo chiamare tua mamma ,ma ho aspettato ,e mi vergognavo di farmi vedere ma avevo bisogno di qualcuno , stamattina sono stata nel letto a guardare le foto e ho pensato :che scema che sono e allora ho pensato che non tutto era perduto ,dovevo sapere se potevo ancora arrivare a te e l’ho saputo da tua mamma,io mi sono pentita di quello che ti ho detto ieri ,senno non sarei venuta e forse aspettavi un mio segno … oggi l’ho visto l’album ,non te l’ho mai fatto vedere in tre anni ,ci ho scritto alcuni tratti delle conversazioni ,i tuoi messaggi ,le canzoni ,tutto quello che abbiamo fatto tu davvero mi vuoi dare anche la luna,pensavo alle parole di tua mamma,che con me sei in continuo miglioramento,che ti sei elevato con l’istruzione per non farmi fare brutta figura,che sei dimagrito pe

  • 28
    rebrowich -

    non farmi vergognare,che stai cercando un futuro diverso per avvicinarti al mio io non immaginavo che tu mi vedessi cosi tanto da cercare sempre di essere perfetto io non ti ho mai detto niente ,ne che avevi il diploma,ne che non eri magro,ne che fumavi,ne che non hai un lavoro sistemato … perché non eri il primo che conoscevo quante cose fai ancora per me,e non mi interessa delle cose materiali … io non ero contenta di quello che facevo,ma neanche ieri mi sono pentita e sto cercando di tornare da te . oggi la giornata è stata v uota … senza senso , parlare con tua mamma mi ha fatto stare un po meglio … domenica quando ti ho detto quelle cose sulla panchina ..erano vere … (5 aprile 2012-secondo me è un mess scritto x rimorsi di coscienza,dopo tt lo stratagemma che aveva creato)

    Queste sono le ultime parole che mi scrisse Irina..su Qlla panchina a Salerno il 25 marzo 2012  M promise di ricominciare,piangendo mi strinse forte a se,piangemmo entrambi xke ci volevamo un gran bene,tornati casa lei scrisse un post sul suo profilo segreto:” è ritornata la monotonia”…
    Ho sentito una fitta tremenda al cuore..
    Non voglio dimenticare qnto sono stato preso in giro,qnto è stato orrendo vedere i miei sentimenti smossi al piacere di un’altro e poi buttati via come carta straccia..non posso dimenticare xke dopo tt l’amore che ho dato,dp tt i miglioramenti a cui mi sono sottoposto e a cui oltre non riesco ad andare,vengo lasciato per sms,anche adesso vorrei un confronto faccia a faccia non per sistemare le cose ma x capire come mai ha architettato tt qsto,potevamo lasciarci da buoni amici,senza soffrire troppo ed invece mi porto dentro qsta domanda: xke ha fatto tutto questo?mi meritavo dopo 3 anni tt Qsto?..io non dimentico e ciò ke non mi uccide mi fortifica..

  • 29
    T.D._ -

    Forse avete ragione voi, forse prima o poi tutto finisce. Ma se davvero aveste ragione voi, allora che senso ha una vita così?
    Vivere ottanta, novant’anni di precariato, pazienza il lavoro, persino gli affetti???!!!
    Cosa ci resta? Ditemelo voi, perché almeno se dovessi scoprirmi tradita e abbandonata così, all’improvviso e insensibilmente, saprei a cosa appigliami…

  • 30
    sospeso -

    td ci resta l’amore verso noi stessi

  • 31
    T.D._ -

    E come si coltiva, l’amore verso se stessi? Intendo quello completamente appagante, soddisfacente? Non è una domanda per prenderti in giro, non sto scherzando. Ho sempre creduto che le più grandi gioie, così come i più grandi dispiaceri derivano dal rapporto con gli altri.
    Dunque, se io non posso rapportarmi più con nessuno, o almeno non serenamente (non mi fido, ho paura di essere tradita, ho sofferto talmente tanto che non riesco più a credere alle relazioni interpersonali), a quel punto..cosa resta?
    Le mie passioni, i passatempi? Sì, ma bastano? Ne siete sicuri?????
    Si può trovare la felicità nella solitudine (intendo quella statica, perenne)?
    Da piccola ero sempre sola, ricordo bene quella brutta sensazione. E’ vero, la solitudine fortifica, ha i suoi lati costruttivi e per certi versi, almeno per me, è diventata indispensabile a volte. Ma vivere un’intera esistenza soli….
    Rinunciare alla paternità non vi spaventa? (Immaginatevi vecchi senza figli)
    Ed infine, siete proprio sicuri che sia definitiva questa realtà, che non si possa proprio cambiare? Non sono domande retoriche.
    Ho la strana sensazione che il meccanismo dei rapporti stia cambiando lentamente ma inesorabilmente…

  • 32
    sospeso -

    td ama anzitutto te stessa ed impara ad amare chi ti ama. ma senza mettere nelle loro mani il tuo cuore e la tua anima…perchè quella bisogna imparare a darla soprattutto a noi stessi. la condizione dell’esistenza umana è già molto dura di per se…a differenza degli altri animali noi…come per uno scherzo della natura…abbiamo la ragione e la consapevolezza. E per questo ci facciamo domande sull’aldilà o cerchiamo di dare un senso alla vita. ma in realtà le risposte che ci diamo (culturali, religiose..) sono solo un tentativo di appagare il nostro disperato quanto inutile bisogno di sapere. Beh, il problema è che non possiamo sapere un bel niente, dobbiamo solo accontantarci di cio’ che ci circonda e ci viene donato…di essere parte di questa corrente e di questa vita anche se non l’ abbiamo chiesto. Impariamo a gioire delle piccole cose che ogni giorno abbiamo l’opportunità di vivere: vedere un bel paesaggio, un film, leggere, i piedi nella sabbia, l’acqua del mare, il vento che ti accarezza la pelle, la pioggia, il temporale, gli animali, il cibo, la soddisfazione dopo una giornata di lavoro, pulire casa, piangere, ridere, passeggiare, correre, ammalarsi, studiare scienze, culture, conoscere… solo qui sta il senso…senza ipocrisie, speranze, attese…dobbiamo solo vivere finchè ciò ci è consentito. sta solo a noi decidere come farlo. amando senza condizioni o pretese, perdonando, avendo la curiosità di continuare a vivere e, se possibile, per aiutare anche gli altri ad affrontare questa dura condanna all’esistenza …la quale è anche una bellissima quanto unica occasione . c’è un tempo che scorre e ci sarà una scadenza.c’è l’istinto di riproduzione e l’istinto di sopravvivenza. tutto il resto è superfluo. Dobbiamo “solo” imparare a vivere serenamente la nostra vita. credere che da un altro o un’altra dipenda la nostra felicità piu’ intima è un illusione tanto malata quanto dannosa

  • 33
    T.D._ -

    Immaginavo che dietro a quello che scrivevi c’era qualcosa di molto più grande, è quasi sempre così.
    Il discorso ha sconfinato. Per forza! Siamo il risultato del nostro vissuto, come giustamente dici, della ragione e della consapevolezza. Ma aggiungerei, delle sensazioni, delle emozioni.
    Estremamente bello quello che hai detto, soprattutto la prima parte, l’ho sempre pensato: gli abbozzi di risposte, il viversi le piccole cose, le sfumature e i dettagli che fanno le differenze…per antonomasia e costituzione sono “piccole grandezze” che possiamo vivere solo noi, interiormente essendo esseri unici. Stai parlando di un vivere pieno ma umile, pulsante ma ragionevole, ti par poco?
    A pensarci, in fondo, è quello per cui ho lottato per anni opponendomi e cercando di ribellarmi al conformismo che crede di avere le risposte e soluzioni “giuste” e con questo alibi schiaccia, deride, isola il libero pensiero, il libero agire, la libera espressione, la soggettività dei singoli. Quindi, per coerenza, non posso che essere d’accordo con quel che affermi.
    Nella teoria ti dò pienamente ragione, però riguardo l’ultima parte: non so quanto sia fattibile non crearsi aspettative, desideri, e con loro illusioni, e dunque molto probabilmente disillusioni che a loro volta provocano sofferenza. E’ una catena ciclica …e istintiva. Per onestà, come non possiamo sfuggire alle responsabilità di avere ragione e consapevolezza, non possiamo nemmeno dimenticare le nostre radici animali. Dove ci vedi l’ipocrisia? Nella buonafede, quella pura e profonda intendo, come può esserci spazio per l’ipocrisia? Ipocrita è fingere, ipocrita è mentire, ipocrita è ingannare. E tu fingeresti, mentiresti e inganneresti te stesso costringendoti a non ammettere quello che, spontaneamente, nasce dentro di te.
    Temo che non sia facile come vorresti. Siamo creature complicate, noi esseri umani.
    Da parte mia è l’opposto, “credere che da un altro o un’altra dipenda la nostra felicità più intima è un’illusione tanto malata quanto dannosa”.. temo che ridimensionare questo aspetto per me sarà l’impresa più difficile. Riconosco che questo sì, questo punto devo rivederlo..

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