Mi è stato diagnosticato un disturbo ossessivo compulsivo
Carissimi utenti,
Vorrei condividere con voi la mia esperienza con il D.O.C.
Mi è stato diagnosticato un disturbo ossessivo compulsivo presente ormai da circa 12 anni. L’ossessione è la paura di essere tradita, ingannata e abbandonata. Il mio pensiero intrusivo è la paura che i miei cari mi lascino. La compulsione consiste nel cercare costantemente conferme presso di loro, con insistenza maniacale per placare l’ansia che per me diventa invalidante con crisi di panico. Lo psichiatra mi ha prescritto Alprazolam da usare al bisogno (per evitare gli attacchi di panico).
Nei momenti di lucidità mi rendo conto che è irreale la mia fobia e vorrei riuscire a razionalizzarla ed a controllarla, ma sfugge alla mia volontà. È inutile.
Nel momento in cui sopraggiunge la crisi, la mia volontà non riesce a razionalizzare l’impulso coercitivo a ricercare conferme nei miei cari.
Spero che qualcuno mi possa dare il suo supporto o condividere la sua esperienza con me.
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Ciao, un punto di partenza è che tu lo riconosci e ci lavori, mentre altri vogliono passare per normali, pur non essendolo, e giustificano i loro sintomi “maniacali”. Hai riconosciuto il tuo disturbo e ti stai curando. Già è un ottimo punto di partenza. Chiedi al tuo psichiatra di affiancare, se già non è così, un farmaco specifico per aiutarti a mantenere il controllo stabilizzandoti l’umore, oltre all’alprazolam.
Vabbè, se ti hanno dato l’alprazolam non hai ‘sta gran malattia. Mezza Italia prende lo Xanax, è un banale ansiolitico che camuffa i sintomi ma non cura. Oltre le 12 settimane d’uso dà tolleranza e dovrai alzare la dose. Poi per calarlo sappi che è un casino perché dà dipendenza.
Tanto valeva usare la narda, rimedio naturale vecchio di duemila anni.
Sperimenta la tua potenza creatrice. Con qualsiasi cosa (lavoro, sport, hobby, cucina, relazioni, feste, lettura&scrittura…). Solo così abituerai il tuo io a capire che che anche tu sei un astro che brilla di luce propria (se vuole). Una volta fatto ciò verrà meno (o per lo meno si ridurrà) la dipendenza psicologica dagli altri. Non avrai più bisogno di continue conferme perchè saprai dartele te stessa. A volte può essere difficile, ma ti assicuro che vivere di luce propria è meglio. La luce riflessa potrà essere anche più forte a volte, abbagliante ed eccitante. E se è possibile è giusto godere anche di essa (perchè no? Tutto grasso che cola). Ma bisogna averne sempre una base autentica e propria. Un abbraccio.
Ciao.
Non credo che la cura migliore per te sia la psichiatria. I farmaci “coprono” il problema, ma resta, invalidante ed opprimente a fasi alterne. Ti consiglierei una psicoterapia, un mio caro amico che aveva un malessere simile al tuo, ha scoperto con l’aiuto di uno psicoterapeuta, che tutto risaliva all’infanzia quando i suoi genitori si separarono e lui si sentì abbandonato. Se nella tua storia c’è un episodio simile, non dico uguale, ribadisco, simile, prova a parlarne con uno psicologo. Ciao
Ciao @toro,
sì, infatti, con o senza, mi sento sempre la stessa, tranne che per dormire: ho talmente tanta energia che soffro di insonnia, purtroppo.
Sì, nell’infanzia mi sono sentita abbandonata. Ma non credo nell’efficacia della psicoterapia, soprattutto se mettono in discussione i miei principi fondanti di vita, e soprattutto se è a pagamento.
Anastasia,
uno psicologo non può e non deve mettere in discussione i tuoi principi fondanti. se lo fa, non puoi che cambiarlo, fino a quando non trovi quello in sintonia con te.
a pagamento, purtroppo, sono quasi tutti ma mi sembra che presso le ASL se ne possa trovare anche con l’assistenza sanitaria nazionale.
come in quasi tutto, spesso è solo questione di fede o di forza di volontà ma, anche, di casualità o fortuna…
Ciao Anastasia.
Che tu non credi alla psicoterapia è materia opinabile. Poi non è detto che tu debba spendere soldi. Basta una ricetta del tuo medico di famiglia che ti prescriva una ricetta per una visita e ti rechi all’UOSM (unità operativa o ospedaliera, non ricordo, salute mentale).
Informati se nella tua zona esiste questa struttura. Ci sono sia psichiatri che psicologi, saranno loro a stabilire cosa è più adatto al tuo caso.
Stai tranquilla, nessuno metterà in discussione i tuoi principi fondanti di vita, dovrai pagare solo un ticket, che sarà stabilito dalla diagnosi che salterà fuori, se riconosceranno che sei un soggetto con un malessere che prevede un lungo periodo di trattamento, pagherai sui 5 euro, come il mio amico che ormai va una volta ogni quattro
mesi. Conduce una vita normale, ci vediamo spesso, sono scomparse tutte le paure e fa un lavoro altamente qualificato. Cosa ne pensi?
Spero di esserti stato utile. Ciao
Ciao Rossana, mentre stavo scrivendo è arrivato il tuo post che quando ho incominciato a scrivere non c’era. Diciamo quasi le stesse cose, solo che io ho avuto un’esperienza diretta, quindi ho aggiunto il percorso più adatto per una cura a basso costo.
A presto
Ciao Anastasia11, soffro anche io di doc. Le linee guida per questo problema sono: terapia cognitivo comportamentale (TCC) e/o farmaci SSRI. Io non ho mai voluto i farmaci perché ho letto di potenziali effetti avversi a carattere duraturo o permanente (PSSD) ma di effetti collaterali ce ne sono anche altri. Vorrei trovare anche io una soluzione alternativa che mi consenta di stare meglio. Per certe cose sono migliorata ma ho altri sintomi che prima non avevo. Penso che dobbiamo partire da una base comune: una vita sana. Anche se non è certo la soluzione, è un primo passo perché con lo stress i sintomi peggiorano. Quindi: esposizione solare = vitamina D (minimo 20 minuti al dì braccia o gambe), attività fisica (diminuisce l’ansia), connettersi poco, vita sociale, impegno (studio/lavoro/altre attività), meditazione (mindfulness e/o yoga). Io poi farei anche delle analisi del sangue per vedere eventuali carenze potenzialmente generatrici di ansia: vitamina D, vitamine del gruppo B…
…Alcuni sono indicati sul forum dedicato al DOC dal cosiddetto Dr Dock altrimenti puoi cercare in rete o farti consigliare dal medico! C’è poi uno studio che parla dell’inositolo e spiega che può dar dei benefici per il doc… Gli studi scientifici si trovano su PubMed.
E’ difficilissimo ma occorrerebbe soprattutto rispondere sempre meno agli impulsi sino a non eseguire più le compulsioni, la TCC insegna questo in fondo. E così facendo, pare che il cervello si autoripari!
Speriamo di farcela perché abbiamo diritto anche noi ad un po’ di serenità. Ciao. 🙂
@Rossana, presso le ASL sono CSM, invece, qui serve una psicoterapia cognitivo comportamentale, che è la più indicata, ma è a pagamento, per cui non credo, a parte la fortuna di trovare il o la professionista giusto/a di voler investire, non tanto il tempo, quanto del denaro in questo percorso. Grazie.
@Francine, grazie dei tuoi consigli, li seguirò. Anzi, ora mi salvo lo screenshot e piano piano li seguo tutti. Grazie mille, sei preziosa!
@toro, io non voglio essere studiata e vivisezionata da una struttura pubblica. Non sono un caso. Voglio la mia privacy e farei volentieri la TCC se non dovessi aprire il portafogli. Se non altro per curiosità perché l’ho sperimentata solo dalla parte opposta della scrivania per circa 1 anno.
Anastasia,
grazie per la risposta.
Anastasia, di nulla. Forse potrei aggiungere anche: alimentazione sana.
Comunque, andare in una struttura pubblica non significa affatto essere vivisezionati. E il diritto alla privacy è previsto dalla legge, nel pubblico come nel privato! Questi sono solo pregiudizi infondati. Nel pubblico c’è il vantaggio che si paga meno, purtroppo però non è detto che trovi uno specialista di TCC, come del resto hai già scritto tu. Per quanto concerne il soldi, si tratterebbe comunque di un investimento nella salute, i soldi buttati penso siano altri. Al limite uno può provare a resistere alle compulsioni da solo, in modo progressivo, un passo alla volta. E magari (io ci spero e spero non si rivelerà un’illusione) vedere se riesce a trovare qualche aiuto (inositolo?!) senza effetti collaterali.
Hai detto che hai già sperimentato la TCC dalla parte opposta della scrivania, studi psicologia/psicoterapia o sei già una professionista? Solo se ti va di rispondere: anche io sono per la privacy!
Le benzodiazepine credo non siano affatto indicate per il doc. E’ vero, tu le prendi per il panico, però credo si rischi di diventarne dipendenti. Devi prendere consapevolezza del fatto che è solo una crisi di panico, cioè una cosa da non considerare, e che come è arrivata, così se ne andrà. Anche se so che non sarà facile quanto a dirsi.
Non ho attacchi di panico, soffro solo di insonnia. E non soffro di dipendenza da BDZ. Sì sono stata allieva brillante in una Scuola di TCC, che ho lasciato perché ho vinto un concorso. Non butto soldi per uno/a che si fa manipolare da me nel giro di 2 sedute. Non mi interessa ne tantomeno darei mai credito a uno della Asl a meno che non mi faccia un pap test od un esame strumentale, ed obiettivamente valutabile.
Le benzodiazepine, lo ho già detto, coprono max 12 settimane. Poi c’è la solita storia: tolleranza, dipendenza, crisi di astinenza.
Gli SSRI funzionano, anche per lustri, però ai maschi non gli si alza più e le femmine diventano un freezer (sempre meglio delle ragazze-boiler, poverine). Questa è la realtà, meglio saperlo PRIMA.
La TCC ti svuota il portafogli e poi ti devi pure curare per la giusta e conseguente depressione.
La narda è una alternativa naturale, ma non esente anch’essa da lievi controindicazioni, tipo la cirrosi epatica e lo sfondamento di certe venuzze nell’esofago.
Prova un po’ di palestra o ballo latinoamericano, giusto per le endorfine.
Non ho detto che tu sei dipendente ma che potenzialmente le benzodiazepine possono dare dipendenza (ed anche altri effetti collaterali). Se non ci fosse il problema dell’indirizzo terapeutico specifico per il DOC, alla ASL si può trovare un bravo o un pessimo terapeuta esattamente come nel privato.
“Non butto soldi per uno/a che si fa manipolare da me nel giro di 2 sedute.”
?!? Ripeto, secondo me sono solo pregiudizi. Non sono tutti degli inetti!
Magari anche per l’insonnia puoi trovare giovamento nell’attività fisica. Tra l’altro, ho letto che l’alfa lattoalbumina può essere utile anche in questo senso. Prova ad informarti, se credi.
Guarda che sei tu che hai parlato di panico:
“ansia che per me diventa invalidante con crisi di panico. Lo psichiatra mi ha prescritto Alprazolam da usare al bisogno (per evitare gli attacchi di panico).”
Ciao.
@Yog, magari bastasse la palestra, il ballo o gli stessi suggerimenti che ho indicato io… Poi dipende anche da che tipo di DOC uno ha, se lieve o meno…
E’ che io vorrei una soluzione senza gli effetti collaterali degli SSRI. Tu hai conosciuto gente che li ha presi?
Scusa ma cos’è la narda?
Yog, gli SSRI più che frigidità possono dare aritmie, e su Pubmed ho letto anche di casi di arresto cardiaco. Danno extrasistolia in alcuni soggetti.
La palestra è un OTTIMO consiglio!!! Anastasia, seguilo! Prendi appunti su: inositolo e tutti gli altri eccellenti consigli, e piano piano metti in pratica tutto. Ma ripeto: Yog, gli SSRI possono dare extrasistolia e questi soggetti non li prendono per timore di un arresto cardiaco. L’ho letto e conosco esperienze in merito.
@Esther, non discuto delle aritmie ma, a quanto ne so io, gli SSRI possono dare effetti collaterali in ambito sessuale.
Certo, perché a voi non frega se crepate, basta che offendete la Vita fino alla fine cioè fino alla morte (ed il secondo “fine” è complemento di fine o scopo e deducete da voi quale) anche dell’anima.
Esther, ho solo scritto che, a quanto mi risulta, gli SSRI danno problemi sessuali, non so nulla sulle aritmie e dunque non discuto su quello. E quel che uno decide di fare o non fare della propria vita, ivi compresa quella sessuale, è affar suo purché non leda gli altri.
Gli SSRI hanno influenza sulla sfera sessuale, di aritmie non ho mai avuto notizie dirette. Sicuramente al 90% non si alza e si diventa – dall’altro genere – donne freezer. Così è, anche se vi spiace.
Francine, il lato sessuale mi sembra inutile, fermo restando la libertà di ognuno.
Esther, la sessualità è una delle componenti della persona umana, non la definirei inutile!!
Con tuo marito sì. Extraconiugale è puttanaggio bello e buono!
Esther1, è proprio la sessualità extracomunitaria ad essere interessante, che c’entra il marito? Con gli SSRI il marito scompare e ci vogliono stimoli ben più robusti, anche sul piano della mediazione culturale.