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Medici neolaureati: Bamboccioni sì, ma perché gabbati!

di medico neolaureato

Gentile Direttore,
sono una venticinquenne neolaureata in Medicina e Chirurgia. Soddisfatta del risultato dei miei sforzi e dell’orgoglio suscitato nella mia famiglia, che tanti sacrifici ha affrontato per garantirmi un futuro migliore, mi apprestavo a preparare il quiz finale dell’Esame di Stato e i Concorsi per l’ammissione nelle Scuole di Specialità mediche. Un decreto del Ministero dell’Università del 2006 ha sancito l’obbligatorietà, peraltro logica, del conseguimento dell’abilitazione all’esercizio della professione medica prima di poter accedere alle scuole di specializzazione. Ora, data l’obbligatorietà di quest’ordine di eventi, mi sono stupita nel venire a conoscenza del fatto che le date dei concorsi di specialità stanno per essere fissate, tramite decreto ministeriale, per l’ultima settimana di gennaio, mentre il test finale dell’Esame di Stato è già fissato da tempo per il 15 febbraio. Incredula, ho cercato di approfondire la questione consultando il sito del Ministero per l’Università e la Ricerca e i bandi pubblicati da varie facoltà, un mondo purtroppo spesso nebuloso e non aggiornato. Se da questi enti (preposti) non ho avuto lumi, le voci di corridoio, che ho mio malgrado scoperto essere le più affidabili nel mondo universitario, si sono fatte sempre più insistenti, e addirittura asseriscono che il concorso di ammissione per le scuole di specialità successivo a quello ormai quasi certo che si terrà a gennaio, avrà luogo nel novembre 2008. Ma come? Tante polemiche sul laurearsi in corso perchè il mondo del lavoro richiede gente dinamica, tante polemiche perchè la mia generazione viene sempre tacciata di infantilismo cronico, e poi, quando un giovane si impegna e sacrifica i suoi week-end sui libri, e non a far baldoria nelle discoteche come si vuol far sempre credere, viene costretto da una “svista” burocratica, a restare a spasso per oltre un anno dopo la laurea tanto faticosamente conseguita? Ricordo che il corso di laurea in medicina in Italia ha una durata di sei anni, uno in più rispetto agli altri paesi europei, e che a questi vanno aggiunti altri cinque anni di scuola di specializzazione, anche questi aumentati di recente, poichè fino allo scorso anno molti corsi di specialità duravano quattro anni.
Mi sovviene alla mente il recente aumento di stipendio per gli specializzandi medici, per uno stipendio mensile netto di circa 1300 euro. Tra il luglio e l’ottobre 2007 ci siamo laureati in circa 5000 in tutta Italia. I posti disponibili totali nelle scuole di specialità sono circa altrettanti. Vi sono inoltre circa 3000 medici in attesa dagli anni scorsi per accedere a tali scuole. Ora, se la matematica non è ancora un opinione, impedendo a 5000 neolaurati come me di accedere alle scuole di specializzazione a gennaio, e ipotizzando che tutti i 3000 medici in attesa partecipino e vincano i concorsi, lo Stato avrebbe comunque un risparmio netto di circa duemila contratti di lavoro. Io ho votato per il governo in carica, ho sperato di veder difesi i miei diritti di cittadina di condizioni medio-basse, ho creduto nelle parole di chi ha detto di voler dare opportunità ai giovani, perchè il futuro siamo noi, ho scartato finora l’eventualità di cercare lavoro all’estero, convinta nel voler servire il Mio Paese, che pure ha tanto bisogno di nuove risorse e grinta per poter ricominciare a correre, ma appunto perchè l’Italia ha bisogno di correre far attendere oltre dodici mesi dei neolaureati non ha nessun senso. E non chiamateci “bamboccioni”.
Cordiali saluti
M.F.

L'autore, medico neolaureato, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Cittadini - Lavoro - Scuola

26 commenti

  • 1
    ChiaraMente -

    Non conosco le normative relative al mondo medico ma volevo chiederti una cosa: sei sicura che da qualche parte non ci sia la clausola che recita all’incirca” si deve aver superato l’esame di stato o impegnarsi a superarlo entro l’anno” per poter accedere alla specializzazione? Son curiosa, perchè per altri albi esiste

  • 2
    medico neolaureato -

    purtroppo ne sono certa, ne è prova lo sciopero attuato stamattina dai miei colleghi anch’essi neolaureati a Roma e Milano. ti invito anche a visionare questa intervista al ministro Mussi sul seguente link: http://video.google.it/videoplay?docid=-8525694134905958272&q=ministro+mussi&total=21&start=0&num=10&so=1&type=search&plindex=1

  • 3
    -guerriero -

    i bambocioni sono i politici nullafacenti che nn hanno mai lavorato in vita loro e riubano stipendi, pensioni ecc da favola, pagati con le nostre tasse.
    andiamo all’estero, l’italia fa schifo, è il paese e dei venduti e dei raccomandati dove il merito nn conta

  • 4
    Paolo -

    Allora se permetti infierisco(nulla di personale, sia chiaro, condivido tutto quello che hai detto)…
    Sono uno studente universitario della facoltà di giurisprudenza, a Padova.
    Anche la mia fidanzata studia nella stessa città:Medicina.
    Perchè a uno specializzando in medicina dopo i 6 anni della laurea sono garantiti per legge 1600(1500-1200-1300)€ netti di stipendio contro i precedenti 1000€ mentre a tuti gli altri questo è negato?
    Gli vengono inoltre garantite la maternità e la malattia.
    Laureati in giurisprudenza, ingegneria, fisica, chimica, biologia, economia……….. sono obbligati a tirocini di anni con retribuzioni-rimborsi spese(che il PIU’ DELLE VOLTE NON CI SONO) a dir poco ridicoli se non offensivi della dignità umana, nessun riconoscimento a livello legale(no ferie, no stipendio, no orari, no malattia…).
    Perchè??
    La mia laurea è giudicata equipollente ad una maturità classica o a una in scienze politiche o sociologia(…)e ormai se non si hanno “agganci” la via delle professioni che ne costituirebbero la natuale evoluzione (avvocatura, notariato, magistratura) è un’inutile via crucis che ti accompagna ben oltre i trent’anni.
    Tradotto in termini pratici tutto ciò vuol dire non potere avere una casa, una macchina, una stabilità economica…. perchè no…una famiglia….Dovere segnarsi 4 volte fino a quarant’anni per poter prendere un libro , un maglione, un fine settimana di vacanza…
    Senza parlare degli stipendi veri e propri…Un laureato medico che abbia la fortuna (o la raccomandazione) di entrare in specialità ed essere successivamente assunto non può lamentarsi dal punto di vista economico.
    I laureati in medicina, diciamolo, sono quelli che stanno meglio…il che è tutto dire!
    Anzi, forse era veramente meglio andare a lavorare o studiare medicina e ,come nella migliore tradizione italica, seguire le orme del padre.
    Che schifo di Paese…

  • 5
    DOCTORINHO -

    Carissimo,ma veramente fai?
    Io ti dico che laureandomi col vecchio ordinamento ho dovuto superare ben 56 esami (e non scherzo),naturalmente dopo aver superato un allucinante test d’ingresso a Napoli.
    Quindi parlo di 6 anni in cui sei sottoposto a sbarramenti e propedeuticita’ che fanno dilatare fisiologicamente i tempi per laurearti!
    Alla fine ti laurei e naturalmente c’e’ la specializzazione.
    Io sono campano,il che sai che vuol dire?
    Andare al Nord e cambiare totalmente vita,perche’ a Napoli entrare in specializzazione e’ come vincere un terno al lotto!
    E poi,una volta che sei entrato,lo specializzando e’ tenuto a FARE TUTTO nei reparti a cui e’ affidato,sottoposto a orari e richieste improbabili,con stipendi che regolarmente vengono percepiti mesi (se non anni…) dopo!
    Su una cosa hai ragione,che schifo di paese!

  • 6
    Francesca -

    Rispondo a Paolo brevemente:

    La laurea di giurisprudenza prevede 4 anni di corso + 2 anni di tirocini non pagati e POI l’esame di stato per accedere all’albo professionale.
    La laurea di medicina comprende i tirocini non pagati nei 6 anni di corso. Lo specializzando è già un medico ABILITATO alla professione, ha già fatto l’esame di stato ed è iscritto all’albo. NON è comparabile con altri tirocinanti.
    Inoltre lavora in ospedale come gli altri medici, effettuando prestazioni (visite, guardie, interventi chirurgici, esami anche invasivi, somministrazione di farmaci..) come gli altri medici, ma con supervisione di chi è già specialista. Non è lì a frequentare come tirocinante.

    Bisogna fare attenzione: abbiamo spesso la tendenza prima a sparare a zero, a lamentarci “Sto peggio io!””No, io!”, e poi ci informiamo e riflettiamo.

  • 7
    Francesca -

    PS: Il medico che si specializza (e per qualsiasi specialità medica è obbligatorio entrare in una scuola apposita, superando un esame per un numero chiuso nazionale di posti… mentre per il tirocinio di laureati non professionisti, come avvocati e chimici, basta essere “accettati” da un tutore) poi deve cercarsi un lavoro tramite concorsi e avvisi pubblici, non viene automaticamente assunto.

  • 8
    arturo -

    E’ inutile scannarsi….
    La verità è una sola:
    la legge Biagi ha ridotto i laureati come gli schiavi neri dell’800…
    I medici si lamentano e forse hanno anche ragione…ma pensassero che il 90% degli ingressi a medicina si hanno per raccomandazione, che una volta entrati si laureano al 99% contro il 20% delle altre facoltà (mi riferisco al vecchio ordinamento) e che una volta laureati hanno 5 anni di stipendio (equiparabile ad un quasi dirigente, perchè 1500€ sono uno stipendio da “quadro”, un neolaureato è un miracolo se ne prende 1000) garantito.
    Per cortesia pensate a chi in Italia sta molto peggio di voi…
    Sono col ragazzo di giurisprudenza al 100%, io conosco gente laureata in ingegneria in 5 anni precisi, coi capelli bianchi che guadagna meno della filippina che ho io a casa lavorando 14ore su 24…
    Per cortesia!!!

  • 9
    Francesca -

    I laureati sono facili da ridurre in schiavitù quando sono ignoranti.
    Altra caratteristica favorevole è, tipicamente italiana, la tendenza ad alzare la voce, lamentarsi con veemenza e non ascoltare.
    Caro “arturo”, non hai letto una parola di quello che è stato scritto prima di te, non hai voluto verificare se fosse vero, eri troppo entusiasta di sparare il tuo malcontento.
    I medici si laureano spesso in corso (non il 99%, ma fino al 40% contro meno del 20% nelle altre facoltà) perché sono pochi per anno. È dovuto al numero chiuso: al di là dei brogli, tipo figli di professori o di medici VIP, che ancora sono raccomandati, (in numero esiguo, crescente con un gradiente da nord a sud perché l’Italia non si evolve… siamo fermi al dopoguerra), una selezione dei più studiosi e più appassionati passa l’esame di ammissione e quindi arriverà alla laurea negli anni previsti. Inoltre il corso è scandito da tirocini e lezioni con obbligo di presenza, si formano gruppi di studio, non c’è tempo per fare lavori extra: è molto più facile, logisticamente, essere in corso.

    La specializzazione NON è un tirocinio. Lo specializzando è un professionista già abilitato a svolgere la sua professione, solo che si vuole specializzare in una branca particolare e lo fa svolgendo dei servizi sanitari (visite, operazioni chirurgiche, ecc…) all’interno di un ospedale. Cioè lavora come gli specialisti, solo che lui viene in parte supervisionato, finché non è autonomo. Finalmente dopo 15 anni è stato messo in pratica un decreto GIA’ APPROVATO NEL 1993 che rendeva la specializzazione un contratto di formazione lavoro specialistica. LA SPECIALIZZAZIONE NON E’ UN TIROCINIO MA UN LAVORO DA PROFESSIONISTA CHE SI SPECIALIZZA. E lo stipendio è conseguente. Il medico fa nel suo corso di studi vari tirocini, non retribuiti, che terminano con l’esame di stato. Come l’ingegnere, il chimico, l’avvocato o il giudice.
    Ragazzi: se non siete informati sarete sempre vulnerabili.
    Faremo lotte tra di noi solo perché non ci capiamo.
    Mi raccomando. Siamo noi il nostro futuro.

  • 10
    Sebastiano -

    Hai ragione Francesca, ma solo in parte!!Io sono un laureato in Biologia, abilitato alla professione, che sta studiando per superare un test di ammissione per la Specialità in Microbiologia ad indirizzo tecnico. La differenza è che un medico specializzando percepisce una retribuzione dignitosa, mentre un biologo deve pagare all’anno 2000 euro di tasse PER LAVORARE………hai le tue ragioni, ma come tu stessa hai detta bisogna informarsi su tutto, soprattutto con chi lavora a tuo fianco e spesso viene giudicato “meno” preparato e quindi “degno” di non essere retribuito (se non con borse ricevute per raccomandazione)!!!GRAZIE A TUTTI!

  • 11
    Giulio -

    sono laureato in ingegneria civile a 25 anni, ora ne ho 34. Dopo 9 anni di lavoro presso studi, impresa, e 7 di ente pubblico, sono un dipendente regionale, assunto con regolare concorso. Il problema è che gli ingegneri in regione vengono assunti con la categoria d 1, a 1300 euro al mese, a concorsi a cui possono partecipare anche i pianificatori (4 anni di laurea), gli architetti, i laureati triennali: praticamente il livello degli infermieri del comparto sanità. I medici? Entrano in ospedale come dirigenti, e mentre aspettano che esca il concorso, lavorano nelle case di riposo! Inoltre in specialità fanno notti, gettoni,…per cui prendono molto di più di un ingegnere!!! La cosa non torna, deve esserci qualcosa che non va!!!

  • 12
    Francesca -

    Accidenti, che sguardo miope abbiamo tutti, e come siamo capaci di lamentarci delle nostre specifiche situazioni confrontandole con altre scarsamente confrontabili, per giustificarne la scomodità, e non analizzandone i veri limiti e agendo per superarli! L’erba del vicino è sempre più verde, anche quando è porfido o è un laghetto! Non importa, è più verde.

    Vediamo meglio, in sintesi, ma con precisione: il medico abilitato alla professione è un professionista, che abbia o meno una specializzazione. Dunque può fare il medico non specialista, nelle strutture adeguate. Attualmente senza specializzazione non si può fare quasi niente, a livello assistenziale, solo le guardie mediche (nelle ASL, nelle case di riposo) e le sostituzioni dei medici di base, più qualche servizio nelle strutture private.
    I biologi hanno spesso un (ingiustificato) complesso di inferiorità nei confronti dei medici, e nessuno pensa che siano meno bravi o meno adeguati, ma non sono medici, dunque non possono svolgere funzioni assistenziali a meno che non abbiano anche loro esame di stato e specializzazione. Anche lo specializzando paga la stessa quota di tasse del biologo, ma se lavora per il sistema sanitario, come in tutta Europa, ha diritto ad un compenso parificato ai medici che svolgono funzioni assistenziali (lo specializzando opera, visita, diagnostica, imposta e modifica terapie, opera procedure di urgenza anche salvavita, nelle università fa le guardie notturne e festive AL POSTO dei medici strutturati, che sono pagati dal triplo in su. Nelle cliniche universitarie lo specializzando fa il manovale e lo strutturato ha la barca, il weekend sacro, la reperibilità fantasma, la cattedra universitaria, le lezioni preparate dallo schiavo… la grana e la gloria).

    Il medico assunto come dirigente è laureato, abilitato e specializzato. E fa un lavoro molto complesso, aprendo pance e stilando verdetti di vita e di morte, un po’ più rischioso dell’ingegnere regionale, a mio parere.

  • 13
    Francesca -

    Aggiungo che il biologo, nelle strutture pubbliche, anche universitarie, ha meno possibilità di trovare lavoro, ed è costretto a fare il precario per molto tempo, campando di borse di studio e assegni di ricerca. Ma questo è il destino anche del medico che vuol fare ricerca, si badi bene. Solo che il medico, se si arrende e abbandona la ricerca, può fare anche.. il medico, è questione proprio di tipo di lavoro.
    E dunque bisogna ribadire che anche per i biologi ci sono delle alternative, come ad esempio le case farmaceutiche, per dirne uno, dove uno lavora senza pagare tasse e senza dover fare concorsi o specializzazioni. D’altra parte quando ci si iscrive all’università si deve considerare quali sono le reali possibilità lavorative e le mansioni, prima di lamentarsi che, una volta laureati, non si trova lavoro (come ricercatore universitario, magari!)… ma quando hai 18 anni non pensi a queste cose, a 20 poco di più, a 25 ancora troppo poco. A trenta sei già stanco e frustrato. E fai i paragoni con chi ti è vicino e soprassiedi su quali siano le sue reali competenze e responsabilità, o quale sia l’ente che ne disciplina le regole.

    Aggiungo anche che fare le notti (come guardia medica, suppongo, perché quelle dei medici assunti sono comprese nello stipendio, come voce retributiva, come le ore in sala operatoria, ecc.. non sono straordinari) per prendere qualche soldo in più non è certo una passeggiata… vuol dire essere preparato al peggio, ci mancherebbe anche che uno non venisse pagato bene! Non riesco a immaginare come un ingegnere possa fare il confronto con un medico che fa le notti e dire che è ingiusto che il medico prenda più soldi di lui, per quell’aspetto!
    Allora andiamo nella retorica più spinta e lamentiamoci che Britney Spears con due canzonette e quattro sculettate prende più soldi di quanto io prenderò in tutta la vita, che faccio diagnosi pesanti, lamentela che trovo ben più giustificata, semmai!

  • 14
    Stefano -

    “Aggiungo anche che fare le notti (come guardia medica, suppongo, perché quelle dei medici assunti sono comprese nello stipendio, come voce retributiva, come le ore in sala operatoria, ecc.. non sono straordinari)”

    ciao francesca. Scusami non capisco una cosa, lo stipendio differisce molto da una specialità all’altra, ad es. da una con notti a una senza notti, da una chirurgica a una non chirurgica?
    Io pensavo fossero tutti uguali, 50 euro più 50 euro meno.

    ciao grazie

  • 15
    leila -

    Volevo specificare un concetto che secondo me non è stato reso chiaro, e che è la chiave su perchè i medici neolaureati, specializzandi guadagnano così tanto. Allora, a differenza di altri mestieri, il medico oltre a passere la vita a studiare, (post laurea) vorresti che il tuo medico di famiglia fosse ignorante perchè non conosce le patologie scoperte negli ultimi vent’anni, solo perchè non erano state scoperte quando si è laureato? io no! Il medico viene pagato profumatamente, perchè è direttamente responsabile per ciò che fà! Questo vuol dire qualsiasi sua azione errata è penale (quante altre proffessioni sono perseguibili dal penale? medici e ingenieri civili!), ma sopratutto chi veramente vuole stare all’erta 24 ore su 24, se un tuo paziente sta morendo, se temi di sbagliare terapia, se ti chiamano d’urgenza tu vai senza pensarci! Il fatto di essere medico, scusatemi se offendo qualcuno, non è mia intenzione, ma l’essenziale che la differenzia da altri mestieri: fare il medico vuol dire avere una vocazione, non è una banalità, (se l’avvocato non vince una causa e il suo cliente è innocente, per carità non è una cosa bella o semplice, ma non ci va di mezzo la morte di qualcuno. Se un’economista sbaglia i conti, son tutti cazz.. sua, ma se un medico fa lo sbaglio, vivra la sua vita con la coscienza sporca. Tu hai ucciso un’uomo, la tua etica personale è la peggiore punizione, possono rinchiuderti, ma secondo me il fatto che tu sai quello che hai fatto ti fa impazzire già di tuo e vivrai nel senso di colpa. Adesso, non so quanti altri mestieri ti facciano sentire cosi, ma sono sicura che per questa cosa (oltre alla vita passata sui libri, la disponibilità etc.. a proposito lo sapete che se è presente un medico su una scena di incidente e non fa niente, è omissione di soccorso? e perseguibile per legge? oltre a fare testo al giuramento d’Ippocrate..quante professioni sei per strada passeggiando e se non fai il tuo lavoro ti legano?) è giusto che il medico si assume

  • 16
    leila -

    (continua) .. tutte e quante le sue responsabilità, ma che sia anche giustissimo che viene pagato per esse!! Facciamoci tutti un esame di coscienza!

    scusate lo sfogo, ma a volte bisognerebbe riflettere prima di buttare giù critiche, la vita è ingiusta c’è che riceve più e chi meno, ma i medici come dice Francesca, hanno studiato e non è tutto a maniglie, ve lo assicuro! Almeno non da tutte le parti!!

  • 17
    bob -

    Francesca è un mondo difficile per tutti..
    Ma se un ingegnere “regionale” civile mi fa un errore nella progettazione di un ponte… quello mi porta via tante vite… Quindi non starei qui a minimizzare i lavori o le carriere altrui! (ingegneria son 5 anni uno in meno, non 4!)
    Io sono un italiano all’estero.. ma per motivi familiari devo tornare in italia e prepararmi ad un bel periodo di precariato.. anzi..de trovassi uno stage ben pagato sarei felicissimo.
    Conosco ingegneri iscritti all’albo (quindi professionisti) che si sognano uno stipendio da 1500E al mese… e passano le notti a davanti al pc.

  • 18
    giuliano -

    non sarà mica la stessa cosa lavorare su un progetto o su una persona che respira, soffre e ha bisogno di aiuto…..
    è chiaro che ognuno ha le sue responsabilità e deve fare al meglio il proprio lavoro, ma il medico ha una vocazione e deve studiare tutta la vita nonchè essere disponibile per le urgenze a tutte le ore, quando mai un ingegnere lo svegliano alle 3 di notte per fare un progetto?

  • 19
    Enrico -

    Ogni qualvolta che mi ritrovo a parlare con degli studenti di medicina e chirurgia sento i soliti discorsi,quasi tutti a lamentarsi degli orari,del tanto lavoro e della “poca?!?” retribuzione da specializzandi.Bè io sono uno studente di medicina veterinaria a Padova e se non ne siete a conoscenze vi espongo qual è la nostra situazione. Anche noi francesca ovviamente siamo soggetti ad un esame di ammissione molto selettivo (quest’anno per 65 posti più di 600 candidati),anche noi abbiamo una marea di corsi con frequenza obbligatoria,anzi da quel che ne so facciamo orari anche più lunghi dei vostri (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.00 questo semestre…),ovviamente con tutte le propedeuticità,esami a più moduli,blocchi e sbarramenti. Ovviamente anche noi svolgiamo il tirocinio “non pagato” già durante il corso di studi e una volta superato l’esame di stato siamo “professionisti abilitati” a fare i medicini veterinari. Vedi,a noi non passa nemmeno per la testa la parola “tirocinio non pagato”,è ovvio che se non sai fare niente non ti pagano;un gruppo del mio corso addirittura lo DEVE fare in pieno agosto il tirocinio.Anche noi dopo la laurea per lavorare e imparare facciamo la notte nelle cliniche, i weekend, la reperibilità 24h, tutto questo però per 800euro scarsi, se ti và bene..e con gli anni la situazione non migliora molto.E bada che noi nei nostri tirocini le cose le FACCIAMO, in prima persona, non guardando un professore mentre le fa. Da neolaureati siamo in grado di compiere dall’inizio alla fine le operazioni più semplici (ovariectomie, castrazioni ecc..),le anestesie,la citopatologia,ecografie,analisi, diagnosi,anche post-portem ecc..non so se voi sappiate molto di più anche se prendete 1800euro.Per non parlare che i nostri pazienti non parlano per descrivere i sintomi e sono di specie diverse…E noi la scuola di specializzazione (obbligatoria ormai per la libera professione e obbligatoria per legge per poter accedere ai concorsi ASL) CE LA PAGHIAMO!

  • 20
    Enrico -

    I veterinari ASL sono gli unici che percepiscono la stessa retribuzione dei medici strutturati, con la differenza che a loro è preclusa la libera professione perchè incompatibile con il loro ruolo di autorità di controllo,(e sappiamo tutti quanto guadagnino i medici con intramoenia e visite private..) per accedere ai concorsi devi essere specializzato (ripeto, te la paghi tu la specializzazione dopo la laurea..)ed è molto diffile entrarvi. Quindi se scegli quella strada non guadagni nulla almeno fino a 30anni, ammettendo di laurearti in tempo e vincere un concorso subito (impossibile..)! Parlate di responsabilità, un veterinario ispettore che controlla tutta la filiera alimentare secondo voi non ne ha? Se gli alimenti (dal latte alla carne ecc..) sono sani, privi di residui di farmaci, sostanze tossiche ecc è responsabilità sua, se non circolano malattie infettive che gli animali possono trasmettere all’uomo è responsabilità sua. E si alza spesso alle 4 di mattina per andare a fare i controlli. Poi dai, lo sappiamo tutti che se un medico compila bene la cartella clinica è quasi impossibile che venga condannato se sbaglia.
    Quello che ci fa andare avanti tra mille difficoltà è l’amore e la passione VERA per questa professione,che sognavamo fin da bambini.. noi mentre studiamo riusciamo a ritagliarci poche ore di tempo per fare volontariato nei canili, per prenderci cura dei nostri animali, molti ne raccolgono di feriti e li portano in facoltà,NON CERTO PER LA PAURA DI FARE OMMISIONE DI SOCCORSO! Al contrario non conosco studenti di medicina che aiutano i senzatetto per esempio, ne conosco molti di più che hanno avuto la “vocazione” quando hanno saputo dei soldi.
    Quindi, per favore, non lamentatevi..un bagno di umiltà farebbe bene a tutti!
    Ah sì, se possibile sarebbe da evitare di andare al bar in camice, fonendo e mascherina per far vedere che siete medici, è del tutto antigienico..resto sconvolto ogni volta, da noi lo insegnano al primo laboratorio!

  • 21
    Giovanni -

    Buongiorno a tutti,
    sono un medico laureato da dieci anni. Ho letto rapidamente gli articoli postati.
    Il problema non sono i 1000, i 1200 o i 10.000 euro di stipendio.
    Il problema è che da un lato i professionisti, o presunti tali, non sono
    minimamente organizzati e perdono tempo a scannarsi tra loro per briciole.
    Sottolineo. Briciole.
    Qualunque lavoro che preveda anni di formazione e responsabilità vere non può
    essere retribuito in modo uguale se non inferiore ad un lavoro che non prevede
    alcuna forma di concetto.
    Interrogatevi piuttosto sul fatto che ci si trova in questa situazione perchè in
    questo diabolico paese è passato negli anni il concetto che tutti possono fare
    tutto.
    E’ tenero leggere di famiglie che si sono indebitate per far studiare i figli ma ci
    vorrebbe anche un pò di concretezza. La cultura CULTURA è fondamentale per
    rapportarsi con gli altri e con il mondo ( e fino a qui tutto bene ) ma dove sta
    scritto che necessariamente una laurea ( intesa come pezzo di carta più o meno
    faticosamento conseguito ) debba rappresentare di più di quello che è? Ovvero un
    mezzo per accedere ad un mondo del lavoro dove però mezzi, capacità e
    conoscenze sono fondamentali.
    La scuola dell’obbligo è più che sufficiente, per chi ha effettivamente capacità, a
    darti gli strumenti necessari per non essere un alieno.
    Ma licei e università non possono essere alla portata di tutti. Ovvero bisogna
    trovare il coraggio di dire che non è vero che tutti possono aspirare a determinate
    posizioni ritenute, esclusivamente per convenzione sociale, importanti.
    Abbiamo centinaia di medici, avvocati, ingegneri che fanno la fame. Medici che
    venderebbero la madre per fare una medicazione in più, avvocati che si occupano
    di tamponamenti tra marocchini, ingegneri che cercano un posto sottopagato in
    comune….
    E poi, guarda caso, chiami un muratore, un idraulico, un elettricista e ti rendi
    conto che quelli veramente bravi sono pochi, pochissimi! E si fanno pagare
    eccome! Anche per farti dei casini!
    Domanda.
    Non sarebbe meglio che molti di coloro che affollano le università come se queste
    fossero una specie di lavacro lustrale per le loro umili origini (come se ci fosse da
    vergognarsi) scegliessero di lavorare per davvero e lasciassero liberi gli spazi per
    coloro che hanno una maggiore affinità per un lavoro di concetto?
    Non tutti possiamo fare le stesse cose.
    Prima lo capiremo e prima cominceremo a ragionare per davvero su temi reali.
    Concreti.

  • 22
    Dani -

    Se volevate guadagnare di più, perchè non avete tentato il concorso in medicina? Nessuno vi ha obbligato a fare gli avvocati o gli ingegneri o i maestri di asilo. Noi medici non dobbiamo giustificare nulla nei confronti delle altre categorie. È stata una scelta e a 18 anni potevate farla anche voi. Se non l’avete fatta, perchè ora vi state lagnando? Fatti vostri, direi, anche se puerile. Avanti! Rimettetevi a studiare e fate il concorso e tra 6 anni fatemi sapere se quei soldi che percepirete sono stati sudati……………

  • 23
    Rachele -

    ma che ragionamento fai dani? non tutti vogliono diventare medici e soprattutto un bravo medico non intraprende questa strada per la copiosa retribuzione!!! diciamoci la verità chi studia medicina si sente superiore, onnipotente, la classe sociale migliore. per carità farsi 10anni di studio è pesante, ma non è giusto nemmeno che chi fa medicina guadagni 2000e al mese a 24anni e invece chi si laurea in altri campi deve pagare per poter fare il suo mestiere. il punto sta in questo è giusto pagare degli specializzandi di medicina 2000e al mese, anche 3000e poco importa, ma satrrebbe giusto pagare anche tutti gli altri che comunque sono iscritti a scuole di specializzazione tipo avvocati,ingegneri ecc

  • 24
    davide -

    Inutile girarci attorno, il problema sta nei numeri: ci sono troppi ingegneri ed avvocati. Per i medici la selezione si fa con il superamento del numero chiuso al momento dell’iscrizione all’università. Introducete il numero chiuso anche per ingegneria e giurisprudenza ed il vostro potere contrattuale aumenterà enormemente. Certo, molti (la maggior parte) non passerebbero l’esame di ammissione, ma meglio reinventarsi un futuro a 19 anni che non a 30.

  • 25
    alessandro -

    Mio nonno diceva: ‘laureati in medicina per i soldi, in legge per il potere e in lettere per il piacere’…bene!
    Ho guadagnato 1280 € lordi come ‘applicato effettivo’ in un Spdc, Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, dopo la specializzazione…per inciso sono un medico psichiatra di 30 anni…
    Ora, quanto ai quattrini, lascio a voi le considerazioni del caso, nel senso se mirando a questi la scelta della Medicina è stata azzeccata, dato l’importo, quanto all’etica invece, sarò banale e forse apparirò ipocrita a qualcuno, ma non mi importa, io dico solo che se si parte con l’idea di scegliere Medicina per poter far quattrini, beh allora…
    Mio nonno scherzava ovviamente, ma se anche fosse stato serio, beh andava compreso, era pur sempre un genovese!

    P.S. Più che altro direi un’ultima cosa: se si accettasse di fare lo psichiatra ad un certo modo, beh allora state pur certi che il guadagno proficuo è garantito, certo e sicuro…ma se metti l’uomo al centro del tuo pensiero e del tuo interesse e non gli psicofarmaci, allora si può esser certi del contrario…Ma non importa, nonostante tutto se in qualcosa ci credi, è giusto sempre essere ostinati e contrari, come direbbe Faber!

  • 26
    Eugenio -

    buonasera vediamo di analizzare la problematica da un punto di vista imparziale.La laurea in medicina è una laurea specialistiaca a ciclo unico di 6 anni e prevede la formazione del medico dal punto di vista clinico e chirurgico.Dopo questi sei anni è obbligatorio per esercitare la professione l’ esame di stato e un corso di 3 anni per diventare medico di base(semplificando molto).In tutto per iniziare a lavorare ci vogliono 10 anni di preparazione accademica, la metà circa di tutte le e altre senza prendere un euro.In alternativa la carriera dopo i sei anni di laurea specialistica può continuarsi con una specializzazione di altri sei anni che con esame di stato e tempo di attesa per il concorso fanno circa 13.La retribuzione che sembra essere un motivo di discordia nelle precedenti conversazioni è riservata agli specializzandi che hanno vinto un concorso ma che sn già medici abilitati alla professione.in parole semplici li pagano perchè lavorano in ospedale molto spesso 12 ore al giorno se non di più coprendo le carenze enormi di personale.non è un tirocinio è un lavoro ! che si vince mediante concorso.lo studente di un altra facoltà potrebbe dire che anche lui lavora in pratica durante il suo tirocinio ma per quanto riguarda i medici invece loro fanno tutto visite,diagnosi, operano prescrivono farmaci li somministrano sotto la supervisione di uno struttorato(spesso assente).MA POI UNA COSA MA KI AL MONDO PUO PAGARSI 14 ANNI DI STUDIO DI FILA? UN MILIARDARIO? io ho calcolato che per la mia laurea tra affitto e soldi per campare serviranno 60 mila euro, immaginarsi il doppio!

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