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Lettera ad un ventenne… di 40 anni fa

E come se scrivessi a me stesso, o a quelli della mia generazione non molto presenti su questo sito. come è giusto che sia. I vecchietti sono relegati in soffitta o semplicemente ignorati. I mali peggiori di questi tempi bui sono ampiamente dimostrati dagli ultimi avvenimenti politici.
Rieleggere Napolitano alla presidenza della Repubblica è palesemente una resa all’incapacità di godere dei privilegi di una democrazia.
Cari figli e in alcuni casi nipoti, non avete niente di cui rammaricarvi. Siete distanti dalla politica anni luce.
E la colpa è nostra. Nel famoso 68 abbiamo preso le randellate di cui voi avete una grande paura. Ingenuamente, noi protagonisti di quell’epoca, abbiamo creduto di lasciare un Italia migliore, la presa di coscienza di dove si annida l’intrallazzo, la demagogia e la bramosia del potere, valore questo inviso a noi militanti di Alti Ideali. E’ bastato un uomo, un uomo solo a rammollirvi e spaventarvi che oltre Lui ci fosse solo il buio. Grillo. “il padrone delle mie idee sarà il padre delle mie scelte”. Sarà Lui a decidere per me.
Un’ altro nome che preferisco non citare, ha fatto breccia nei militanti del dio intrallazzo, quasi che, come la sua immensa ricchezza economica possa in qualche modo arricchire chi gli è fedele solo per opportunismo.
Preferisco spiegare che noi del 68 puntavamo più in alto, utopisti incorreggibili, i nostri ideali, il nostro aver coscienza che dai “vecchi” non c’è niente da aspettarsi. Attenzione, i nostri vecchi erano stati partigiani, uccisi, violentati e visto i risultati, derisi.
Non da noi. Dal sistema politico in auge.
Si fa tutto sulla rete… è comodo e veloce. E non ci si espone più di tanto, basta seguire il Vate.
E’ la forma di schiavismo più aberrante di questo secolo. Non ci si espone, basta un nickname, pochi slogan e si cambia il mondo.

Noi avevamo molti nemici da combattere, i residui del fascismo, le ingerenze USA sul nostro sistema paese, e i nostri stessi genitori fagocitati dai “poteri forti” stato, chiesa e la cieca obbedienza ai gerarchi del post-fascismo.
Abbiamo lasciato sulle piazze il sangue di molti militanti che avevano osato sfidare il potere arrogante dei democristiani di primo pelo.
Quel sangue grida ancora nelle nostre coscienze. Oggi 2013, Democrazia, Libertà. Mi dispiace per voi, giovani delusi di questo nuovo millennio,
non è cambiato molto, oggi nessuno parla più del grande valore della Resistenza. Chiedete di Pertini e dei fratelli Cervi, forse vi renderete conto che non è cambiato niente, per gli idealisti sono rimaste solo delle date. Valori Alti, ma sulla rete li trovate solo su Google.
Ammesso che ci sia qualcuno che voglia approfondire…

L'autore ha scritto 13 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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2 commenti a

Lettera ad un ventenne… di 40 anni fa

  1. 1
    Cris -

    Sinceramente t’invidio, hai avuto il tempo migliore… terreno fertile, dove si poteva fare ogni cosa… si guadagnava bene, sei maturato nel periodo migliore… negli anni d’oro, gli immobili costavano poco, i buoni postali avevano il 10% d’interessi… ed il lavoro nn mancava… e se avevi voglia di sgobbare, facevi pure carriera!

    Ne troppo presto, quando nn c’era neppure il pane e per stare bene si andava a fare il soldato… ne troppo tardi come ora, dove nn ci sono sbocchi… nn è rimasto più nulla… ma ci sta anche, ci mancherebbe… è una ruota, i continenti sottosviluppati si dovevano svegliare prima o poi… è capitato ora… ora che come cent’anni fa… si torna a cercare lavoro all’estero, come hanno fatto i ns. bisnonni o nonni negli anni del dopoguerra, quando c’era la vera fame!

    che tristezza!

  2. 2
    Andrea -

    Concorso con Cris, hai vissuto un periodo di grande fermento e di grande opportunità. I sessantottini di allora, hanno dato vita alla classe politica più bieca, debole e incosistente probabilmente di sempre.
    Vedi toroseduto, Grillo non va bene, berlusca non va bene, il pd non va bene..chi resta?
    Invece credo che il movimento 5 stelle sia l’unico in grado di cambiare le cose, fin che resta “duro e puro”. Anche se cambiare la testa degli italiani è impossibile. Siamo quello che siamo.
    Tu stesso hai lottato per il cambiamento e ora non ci credi più. In cosa credi? Forse hai smesso di credere. Molti della tua leva si sono ampiamente conformati, sono passati dall’altra parte della barricata. Hanno rubato, si sono arricchiti all’italiana.
    Ogni epoca ha ottimi e pessimi esempi e personalmente come tanti sogno un Paese diverso, tuttavia il Sistema sembra sempre essere troppo forte.

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