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Lettera di congratulazioni di un cittadino al rieletto Presidente

Egregio Presidente,
Le scrivo per congratularmi con Lei. Ero quasi sicuro che si sarebbe ritirato dalla politica per un meritato riposo, “otium” produttivo, consono alla Sua etá. Invece ci ha stupito con la Sua volontá ferrea di non lasciare lo scenario politico. Sicuramente avrá ricevuto elogi e adulazioni.
Io Le scrivo perché vorrei stare fuori dal coro.
Devo darLe atto che Lei si é contraddistinto nella Sua lunghissima vita politica per essersi atteggiato da esponente politico di sinistra, addiritura un comunista, insomma un degno rappresentante della classe operaia e salariata, mentre la realtá era un’altra: Lei stava e sta da un’altra parte. Non si preoccupi, non è solo in questo atteggiamento, va di moda, sono tanti e sono sempre di piú: da Craxi a Tony Blair, dagli affossatori del Partito Comunista ai padri fondatori “excomunisti” del Partito Democratico. Ce ne sono molti. E’ da rilevare il Suo passato di migliorista nel Partito Comunista, il Suo essere uno dei fautori dell’avvicinamento del PCI alla stanza dei bottoni per condividere il bottino del consenso consociativo. Poi, dopo tanti anni, Presidente della Repubblica. Si poteva sperare, in un etá matura come la Sua, che la Sua adesione al partito dei moderati si fosse affievolita; che avesse maturato idee piú benevole verso noi lavoratori. Invece Lei continua, nella sua ferrea volontá di protagonismo politico, con atti che mettono seriamente in dubbio il mostrarsi “uomo di sinistra”.
1) Lei è stato il grande artefice che ha progettato un governo, spacciato come tecnico, che ha dissanguato i lavoratori; l’unica tecnica che questo governo conosceva era quella bancaria per perseguitare i lavoratori e succhiarli il sangue lasciando immutati i privilegi della classi privilegiate. Non solo Lei ne è stato l’artefice e grande e fedele padrino ma ha fatto sí che questo governo di incapaci continuasse a governare anche dopo la grave sfiducia ricevuta dagli elettori: i saggi sono serviti solo a questo; a prendere tempo, in attesa di uno stabile progetto restauratore, come quello in atto, mentre Monti, con l’approvazione dei tedeschi, ha continua a fare riforme contro i lavoratori e le piccole imprese e a difendere la legge di stabilità che continua a succhiare il nostro sangue; insomma il trait-de-union fra il Berlusconismo e il nuovo progetto restauratore.
2) Lei è stato lo strenuo difensore dell’establishment politico e ha attaccato, con indiscussa parzialità, il Movimento 5 stelle come “l’antipolitica”. Non che io volessi difendere Grillo (a volte ha commesso errori da fondamentalista e settario), ma non riesco ad accettare che un grande movimento di protesta che dal nulla ha messo su un quarto dei votanti, un popolo di cittadini che non ne può più di privilegi, corruzione, magna magna della classe politica, che chiede trasparenza e novità, venga tacciato di antipolitica da Lei. Quel Suo snobbare il Movimento a 5 stelle, non ascoltarlo, non chiedere loro proposte, è il segno evidente della paura della fine di un sistema da Lei sacralizzato, quello del consenso consociativo. Le ripeto, non voglio difendere il partito di Grillo ma, con tutti i suoi difetti da neofiti, merita almeno la stessa dignità che ha dato a gentaglia come Berlusconi o ai grigi burocrati del PD o agli inefficienti ministri del governo Monti.
3) Se non fosse ritornato in politica, avrei potuto ben dire che Lei ci aveva lasciato la ciliegina sulla torta. Non ha dato l’amnistia alle migliaia di detenuti che sovraffollano carceri rese lager dall’affollamento ma ha graziato l’agente segreto Joseph Romano, autore del rapimento e delle torture ad Abu Omar, si é ricordato di un torturatore che se la spassa libero nella patria della libertá e, come se Guantanamo fosse un elemento di civiltá e moderazione, l’ha graziato inutilmente (giá che libero lo era giá) per dare un segnale forte agli Stati Uniti. Noi siamo i vostri servi… fate di noi quello che volete! Ricordo che la CIA l’11 settembre 1973 in tutto il Cile collaborò con consulenza tecnica alla carneficina di socialisti e comunisti cileni e mise al potere il criminale e sanguinario Pinochet. Faccio questo volo pindarico per ricordarLe la Sua visita di Stato in Cile nel 2008 (c’ero anch’io, Le ho pure stretto la mano e mi sono presentato, ma Lei non potrá ricordare). Allora Lei rese omaggio a due grandi uomini cileni, il Presidente Salvador Allende e il poeta Pablo Neruda, un socialista e un comunista che si rivolterebbero nella tomba a sapere che Lei si sia reso complice di un modello sistematico di torture e violazioni ai diritti umani, lo stesso che é stato apllicato in Cile dalla dittatura militare con la consulenza del governo degli Stati Uniti. Il torturatore che Lei ha graziato fa parte di coloro che sono stati gli artefici della distruzione del governo popolare di Allende e della repressione cruenta e assassina di migliaia di socialisti e comunisti cileni non violenti.
4) A proposito del carnefice Pinochet, parliamo un po’ dei suoi carissimi amici, ricordiamoci della defunta Thatcher, grande amica e simpatizzante di Pinochet. Queste le Sue parole, Sr. Presidente: “Ho appreso con profondo rammarico la notizia dell’improvvisa scomparsa della Baronessa Margaret Thatcher. Viene oggi a mancare una grande protagonista della vita politica, economica e sociale del Regno Unito che guido’ con coraggio e determinazione il suo Paese in momenti complessi e difficili, trasmettendo fiducia e coesione alla Nazione (…). La Baronessa Thatcher ha lasciato un profondo solco sulla scena internazionale negli anni che videro la fine della guerra fredda, rafforzando la solidarieta’ atlantica e impegnandosi per l’abbattimento delle barriere in Europa, in una visione di liberta’ e democrazia. Giunga all’amico popolo britannico l’espressione del cordoglio, mio personale e dell’intera Nazione italiana con sentimenti di rinnovata vicinanza”. Vorrei solo pregarLa di non coinvolgere tutta la nazione italiana nelle Sue discutibili opininoni, soprattutto quando parliamo di colei che, essendone molto amica, ha difeso vivacemente il criminale Pinochet quando fu arrestato in Inghilterra; colei che ha distrutto il sistema sociale britannico e ha creato nella propria patria sacche di povertà e miseria; colei che è la responsabile della morte di 323 giovani argentini, di cui 200 di 19-20 anni, mandati a morire dai dittatori argentini, nell’affondamento dell’ Incrociatore General Belgrano, affondamento inutile, servì solo a dimostrare la potenza britannica. Comunque, il Suo panegirico in morte della Thatcher si commenta da solo; è l’ennesima prova che Lei, nelle Sue vesti di post-comunista, nasconde un animo, in quanto a libertà e democrazia, molto simile a quello della Thatcher
5) Dulcis in fundo… il Suo ritorno alla politica attiva. Diceva una vecchia canzone “Era già tutto previsto”. Lei, da abile statista, assieme ai Suoi consociati, doveva dare continuità alle politiche anti-operaie del Governo Monti; il progetto era un governo con una maggioranza qualsiasi, purché composto solo dai 3 poli consociativi (PDL, PD e Terzo Polo Montiano). Quando le tergiversazioni del PD Le hanno fatto temere un coinvolgimento del Movimento 5 stelle in importanti decisioni che potevano legittimarlo, è intervenuto per la restaurazione… le mie reminiscenze storiche mi ricordano che così fu chiamata l’epoca del Congresso di Vienna. Il nuovo Napoleone sarebbe Beppe Grillo o Nichi Vendola o la sinistra del PD disposta ad allearsi contro Berlusconi; insomma, dopo i fumi di una rivoluzione paventata ma mai realizzata, finita la ricreazione, tutti ai propri posti per nuove politiche di austerità per i lavoratore e di conservazione di privilegi per le classi privilegiate e per la casta politica. Questo è stato il Suo sacrificio sull’altare di una Patria in cui non mi posso riconoscere. Riconosco il Suo sacrificio ma non condividendone gli scopi, non Le sarò riconoscente.
AugurandoLe un proficuo futuro politico e un longevo futuro umano, Le porgo i miei più rispettosi saluti
Mario Adessi

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