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Lettera a S.

Cara S.,
questa mattina mi sei venuta in mente: un vero motivo non c’è, ma credo che ti abbia sempre pensato.
Sono passati esattamente 9 mesi da quando ci hai lasciato: nove mesi senza di te, verrebbe da dire.
Per me sono stati molti di più. Se è vero che ci conoscevamo poco, quel litigio fra me e P. ci ha impedito di conoscerci meglio. Inutile fare supposizioni del tipo: “Cosa sarebbe accaduto se…?”. Qualcuno sosteneva che la Storia non si fa né con i se né con i ma.
Tuttavia, con te voglio farmi questa domanda: “Cosa sarebbe accaduto se tu mi avessi conosciuto meglio?” Non posso rispondere per te: non ero nella tua testa. Nella tua testa c’era un male incurabile che ti ha portato via: non posso dimenticarlo.
Questo è l’unico pensiero che riesce a lenire il mio astio nei confronti degli eventi che ci hanno impedito di conoscerci meglio. Quando ho litigato con P. immaginavo che tu avresti prestato ascolto a lei e non a me: lei per te era un’amica, io…non avrei potuto definirmi nemmeno conoscente. Ci siamo visti solo una volta, a casa mia insieme a P. Chissà che impressione ti ho fatto?
Senza rendermene conto, ho fatto un’altra domanda di quelle a cui nessuno potrà rispondere: forse mi risponderai quando ci rivedremo.
M.

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