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Legalità smarrita

di Carlalberto Iacobucci

Per pochi spiccioli vieni atrocemente assassinato.
Che colpa aveva commesso l’autista fermo al semaforo, quale crimine aveva da scontare.
Lo Stato non custodisce la sicurezza dei propri cittadini, bensì con leggi ad personam, incita i malviventi a proseguire per l’ignobile strada percorsa.
“Evviva l’indulto”.

Lettera pubblicata il 24 Dicembre 2006. L'autore ha condiviso 140 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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Categorie: - Attualità - Cittadini

La lettera ha ricevuto finora 6 commenti

  1. 1
    Fabio47 -

    Caro Carloalberto, non comprendo appieno quanto sostieni: sono d’accordo con i primi due capoversi del tuo intervento; poi, quasi a non voler sembrare troppo schierato, te ne esci con la storia dell’indulto … Ma che cosa c’entra ? Ho capito la sequenza, ma la “sicurezza” è una cosa, che attiene all’ambito poliziesco, alla prevenzione dei reati, l’indulto un’altra, che riguarda, secondo il tuo ragionamento, alla non certezza della pena, per cui chi delinque lo fa anche convinto di farla franca. L’indulto, come praticato in Italia, è una vera porcheria, tanto che non si riesce a capire chi lo abbia votato, anche se è stato approvato a maggioranza; ma non è l’unico motivo della mancata certezza della pena in Italia, è un comodo parafulmine che semplifica troppo la realtà e permettimi di dire che la giustizia è materia troppo seria per prestarsi ad analisi sbrigative, fatte con la .. pancia. Anche prima dell’indulto, non è che andare in galera, a meno di rubare mele o galline, sia sempre stato facile in Italia … Anzi, tu che parli di “leggi ad personam” mi insegni che, più fotti e meno paghi le conseguenze … L’indulto è un evento che ha portata circoscritta nel tempo, i guasti della giustizia sono permanenti e progressivamente peggiori ed allora tanto varrebbe parlare di quelli. C’è stato un progressivo svilimento della giustizia negli ultimi anni, che ne ha aggravato la già instabile gestione. Trent’anni fa ci volevano vent’anni per una causa civile e da allora è cambiato poco, solo che oggi non ci sono nemmeno i soldi per la carta da fotocopie. Si vede che a qualcuno, anche dall’interno, una situazione simile conviene … Con una giustizia snella, rapida ed efficiente, l’indulto avrebbe un senso (alleggerire le carceri ed il peso socioeconomico connesso), perché, chi viene graziato una volta, se sa che paga immediatamente – e con gli interessi – per eventuali recidive, sta più attento, no ? Invece, in Italia, con milioni di norme, impossibili da ottemperare tutte se si volesse anche osservarne le prescrizioni, il sistema sarà sempre ingolfato. Sarebbe allora meglio concepire sistemi come quelli dei nostri vicini europei, dove ci sono poche norme (si parla di poche migliaia a fronte delle nostre centinaia di migliaia), ma comprensibili, razionali ed intuitivamente facili da rispettare. Invece ? Invece, se il Codice Penale italiano punisce l’omicidio, come quello di Roma, visto che non si riesce di fatto a perseguirlo, si introducono norme su norme, per la stessa fattispecie di reato che, invece di ottenere il risultato voluto, non fanno che ingrassare gli avvocati ed evitare il carcere ai delinquenti. Secondo me, quindi, invece che prendersela con l’indulto (anche se in questo caso hai ragione), bisognerebbe pretendere una giustizia migliore. Ciao da Fabio.

  2. 2
    Fabio47 -

    PS … BUON ANNO A TE E TUTTI QUANTI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. 3
    Carlalberto Iacobucci -

    Con “evviva l’indulto” volevo sostenere l’indignazione provata. Che le leggi siano sbagliate è acclarato. Il rischio sarà quello di farsi giustizia da soli.
    Ci sono leggi che attendono d’esser approvate da anni, ma il Parlamento evita accuratamente di approvarle. La sicurezza dici ? Abbiamo mezzi di poizia dello stato e carabinieri che sostano onde evitare il troppo consumo del carburante.L’altra faccia della medaglia mostra altri veicoli non utilitarie di … SERVIZIO dei nostri molti pensanti, che a migliaia s’occupano di di trasportare chiunque dove vuole ivi compresi i discendenti. In altri Paesi vanno e vengono con mezzi pubblici. La definirono nel passato la Repubblica delle banane forse dimenticarono di esprimersi al meglio Repubblica di buccia di banane.
    Ciao e buon anno

  4. 4
    Fabio47 -

    Aribuon anno anche a te … Sono sostanzialmente d’accordo, ma ribadisco moooooolto sinteticamente il Fabio47pensiero: se questi di oggi hanno molto da migliorare (ed io mi voglio fidare), con quelli di prima al peggio non c’era limite. Bies, Fabio.

  5. 5
    Fabio47 -

    A proposito di episodi criminosi, avete sentito di quel ragazzo down che a Roma ha sventato un borseggio sul bus 40 da parte di nordafricani e che per questo si è beccato da questi pure male parole e cazzotti ? In questo caso la Polizia non c’entra, non poteva essere pure sull’autobus .. E’ vergognoso piuttosto constatare come nessuno abbia mosso un dito in difesa del ragazzo, ma che addirittura sia stato accusato – con il suo gesto coraggioso – di “aver messo a repentaglio l’incolumità degli altri passeggeri” (?) …. Solo la fortuita presenza di un “pezzo grosso”, un giornalista, portavoce del Ministro delle Comunicazioni, se non vado errato, ha permesso che questa faccenda venisse alla luce e la cui ricostruzione non venisse deformata in una versione più “ufficiale” e “comoda” per i tanti vigliacchi presenti – il guidatore del mezzo in primis, che ha fatto pure scappare i malfattori aprendogli gentilmente le porte – che trovano più semplice scaricare tutte le colpe sui più deboli, quali il borseggiato o il ragazzo down, “reo” di non essersi fatto i fatti suoi, come la più becera forma di “buonsenso” italiota vorrebbe. Non è il violento a sbagliare, secondo il costume corrente, ma il borseggiato a “non essere stato attento” o il ragazzo a “non essersi impicciato dei fatti suoi”. Capisco la paura e non voglio fare l’eroe: non so come avrei reagito io, ma se ci mettevamo in quattro o cinque, a tre di loro li facevamo neri … C’è quindi qualcosa di più della paura, c’è un egoismo, una strafottenza profondi verso il prossimo ed in particolare quando è in difficoltà, che fa di quella famosa “italianità” fatta di disponibilità, sorrisi, benevolenza, solo oleografia per turisti. E’ giusto invocare più vigilanza, più tutela, più prevenzione e repressione dei reati, ma se non cominciamo a cambiare noi, da dentro noi stessi, che con i nostri comportamenti di fatto tolleriamo, se non tacitamente sollecitiamo queste devianze, risulteranno poi fasulle le grida di indignazione verso “uno Stato che non c’è” o che latita. Fabio.

  6. 6
    Carlalberto Iacobucci -

    Fabio, hai affermato la pura realtà. Nessuno protegge nessuno e se è vero che la Polizia all’occorrenza sembra eclissarsi, è molto vergognoso che altri cittadini, sono stati gli spettatori di siffatta disumanità. Non è più sopportabile vivere in un Paese dove se ti calpestano altri ti schiacciano.

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