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Le ‘sòle’ del TCI (Touring Club Italiano)

Lettere scritte dall'autore  

Dalla posta elettronica giunge una circolare “firmata” che denuncia un fatto che può interessare e che qui sintetizzo:
un associato del TCI (Touring Club Italiano), del quale non farò il nome, avendo pagato il contributo x assistenza stradale, s’è trovato con un’emergenza auto e ha chiamato il centro operativo per avere la macchina sostitutiva, come indicato dal TCI stesso.
Il TCI ha risposto che non ne aveva diritto perché (testuale) “la macchina sostitutiva si ha solo quando c’è rimorchio della vettura e che questa policy è assoluta”.
Giustamente, l’utente ha contestato la cosa come un’assurdità ed è infatti assurdo che non essendovi stato il costo aggiuntivo del rimorchio in officina per puro caso, si perdesse il titolo alla vettura sostitutiva.
Ora, come giustamente fa osservare l’utente, il TCI è di fatto fuori mercato con tutte le sue offerte in cambio d’una quota d’iscrizione piuttosto onerosa (quasi 200.000£/anno).
A titolo esemplificativo, che senso ha risparmiare il 10% sul noleggio auto visto che la Hertz, convenzionata con il TCI, ha le tariffe più alte degli altri per almeno il 12%?! Lo stesso dicasi per alberghi, ristoranti ed operatori turistici.
La clausola usata per negare l’auto sostitutiva è un’altra voce che aumenta la non competitività di quest’Ente.
Di solito le normali assicurazioni, in cambio di un supplemento polizza di 19-20 E danno la vettura con una franchigia di 8 ore minimo di intervento manutentivo, cosa che è pure pesante ma che almeno un senso fisico ce l’ha!
La conclusione è dunque: prima di far beneficenza al TCI pensateci, perché non è deducibile dalle tasse.

L'autore ha scritto 55 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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2 commenti

  1. 1
    luca -

    come socio Tci mediamente soddisfatto, mi permetto di intervenire. capisco che la clausola che infastidisce il socio sia antipatica e in certe circostanze una fregatura, ma forse avrrebbe dovuto contestarla al momento di sottoscrivere la polizza extra di assistenza stradale (che peraltro con Aci costa di più e ha gli stessi limiti). Una volta sottoscritta, mi pare un po’ ipocrita lamentarsene nel momento del bisogno.

    infine il socio scontento segnala una quota di iscrizione (volutamente?) sbagliata. nel 2007, anno cui mi pare risalga la sua protesta, era di 73 euro: 140mila lire, non 200mila come lui indica. Una bella differenza, direi.

  2. 2
    filippo -

    Non credo che siano in molti a verificare le clausole, anche perché chi s’iscrive al Touring di solito lo fa per motivi culturali, non bancari.
    Dovrebbe essere il TCI a chiarire i limiti delle proprie obbligazioni a fronte delle quote aggiuntive.
    Quanto a queste, se io sommo ai 73 l’opzione per l’assistenza stradale, arrivo quasi a 200.000£.
    Il resto è intuitivo.
    Del resto, anch’io ho abbandonato il TCI anni fa; non c’è più nulla che tale organizzazione possa fare e che sia competitiva con altri strumenti informativi o opzioni economicamente vantaggiose.
    Si tratta di uno dei tanti Enti tradizionali che sopravvivono quasi per un’abitudine ma che, fortunatamente, si dovranno confrontare in un mercato a loro estremamente sfavorevole, come la Chiesa.

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