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Lavorare con l’ex… che sposa l’altra!

di cinizza

Credo che, nei due anni passati a cercare di dimenticare una storia di 7 anni finita per l’arrivo di un’altra, io abbia fatto tutto ciò che era nelle mie umane possibilità.

Ho chiuso i ponti, non ho supplicato, non ho sparlato, ho viaggiato, mi sono scervellata alla ricerca di quell’ossigeno che mi serviva per ricominciare da zero una vita che era stata inevitabilmente stravolta.

L’ho visto conclamare la felicità per il nuovo amore, sostituirmi di netto in tutto, sputare nel piatto dove aveva mangiato fino al giorno prima e anche avere parole poco rispettose per me.

Non ho mai risposto alle provocazioni gratuite (sue e della nuova), avevo solo voglia di scappare da questo mondo “infestato” dal loro amore. Ma per quanto io possa aver fatto, nulla può combattere la tremenda tortura che vivo da quando lui ha iniziato a lavorare con me, gomito a gomito.

Ogni santo giorno, 8 ore al dì, viviamo l’incantesimo di essere tornati indietro nel tempo, la vecchia complicità, gli stessi sorrisi e l’antica dolcezza che avevamo da fidanzati…fino alla fine del turno, quando si rompe l’incantesimo e lui torna a essere scortese e a non salutare per non urtare la gelosia folle della sua donna che, nonostante me lo abbia agevolmente portato via, ha il terrore nero di me.

Sì perchè in tutto ciò lui sta ancora con lei e sta per sposarla. Non me lo ha detto ma lo so, lo sanno tutti perchè lo ha detto a tutti tranne che a me.

Ecco, io ho fatto appello alla dignità come unico conforto per sopportare col sorriso tutta questa fatica. Ma in cuor mio sono a pezzi, non per dolore ma per, appunto, stanchezza. È come una malattia, passo il tempo libero a ricostruirmi una serenità, e poi vado a lavoro e torno indietro… come un gambero: un passo avanti e tre indietro.

Vorrei pensare a me, costruirmi un futuro, ma sono prigioniera del ricordo di questo fallimento, che mi viene sbattuto davanti agli occhi ogni santo giorno.

Forse dovrei andarmene. Ma forse anche lui dovrebbe scegliere chi essere, se il tenero ragazzo dell’ufficio, o lo stronzo ex del tempo libero.

Lettera pubblicata il 17 Dicembre 2017. L'autore ha condiviso 3 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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Categorie: - Amore e relazioni - Lavoro

La lettera ha ricevuto finora 7 commenti

  1. 1
    Gabriele -

    Forse la scelta, una volta per tutte dovresti farla prima di tutto tu. Io mi domando: Perchè in amore, a certe persone, altre persone evidentemente splendide danno tutto questo potere? Tu perchè dai tutto questo potere al tuo ex ragazzo? La situazione è: lavoro a stretto contatto col mio ex, come comportarmi? La risposta è: come un qialsivoglia collega di lavoro, d’altro canto non bisogna andare a mangiare la pizza insieme con i colleghi per forza, a meno che non sia una cena aziendale. Ho compreso la situazione ma pensa al mio punto di vista: hai un lavoro che ti piace,ed a parte questa situazione, puoi essere fiera di quello che sei e di quello che fai senza avere più vergogna di nulla. Possibile che la tua vita debba essere messa in discussione dal primo con cui ti sei lasciata? Certo per quanto importante? Non vale la pena, soprattutto dopo sette anni di “riabilitazione” cerca di volerti bene, e farti volere bene di nuovo, Cinizza;)

  2. 2
    Rossella -

    Ciao,
    ti consiglio di trovarti degli svaghi. Attenzione: non ho detto hobbies. Svaghi sta per attività di approfondimento (inerente agli studi) o di verifica (proprietà da amministrare, dei conti da tenere sotto controllo, visitare i parenti, occuparti della tomba/cappella di famiglia ecc.). Gli hobbies (o la ricerca di visibilità) alimenterebbero quel naturale senso di rivolta che nasce dal mancato consolidamento di una posizione. Mettiamo da parte i sentimentalismi… non state più insieme e questa persona non rappresenta la beatitudine terrestre. Io non avrei mai potuto dire “si” ad un uomo sapendo che nella malattia non avrei avuto la possibilità di stargli accanto perché non ho mai conosciuto quel genere di divario. Ho conosciuto la moglie di qualche uomo che aveva quel profilo e ti posso assicurare che si potrebbero verificare situazioni che non sono sostenibili da una donna che non ha alle spalle le sicurezze necessarie a non perdere i sensi. La signora era molto provata, ma aveva vissuto la milleunesima parte di quello che avrei potuto vivere io. Altre forme d’amore non vengono capite. E di questo ne ho avuto la prova in questi anni. E ti ho detto nella malattia.

  3. 3
    Rossella -

    L’ho potuto dire perché, bene o male, conosco tutte le controindicazioni del caso, anche se non ho vissuto in prima persona livelli superiori alla media percentuale perché determinati attriti vengono esasperati dalla sicurezza sociale del soggetto. Questa sicurezza, gli uomini della mia famiglia non l’hanno mai voluta, quasi a volersi difendere. Non sono mai astati i nostri genitori a stabilire un tetto limite. Tutto quello che è disponibile è per noi. Ma i miei fratelli (e neanche io per la verità) non ci tengono, ad esempio, a camminare con i soldi in tasca. Quando hai avuto un genitore un po’ più severo in un primo momento ti viene naturale sentire l’esigenza di affermarti e da questa esigenza primordiale (che in epoca moderna non trova una motivazione reale, ma che è assolutamente nobile) nascono gli attriti. La famosa pazienza allude al senso trinitario. All’inizio è importante. Oggi ancora di più. Si vede in maniera evidente la crisi dell’individuo, il tentativo, goffo, di risalire che in realtà esaspera il conflitto perché è contrario alla natura spirituale dell’uomo. Non si manifesta una semplice competizione. Il problema ha una natura morale.

  4. 4
    Rossella -

    PS Quando non si affronta con superiorità si va incontro alla fuga dall’altare, al tradimento, ecc.

  5. 5
    Yog -

    Non preoccuparti di cosa deve fare lui. Sono ampiamente ca@@i suoi. Non sarai invitata alle nozze, è chiaro. Se la vedi dalla parte giusta, hai risparmiato 300 € di regalo. Siamo otto miliardi sul pianeta, scegline un altro, dai. Eppoi sputare sul piatto dove si è mangiato è un’alternativa ecologica al detersivo, consigliata tra l’altro dall’ultima conferenza di Vancouver.

  6. 6
    Cinizza -

    Oggettivamente so bene quanto sia sciocco e insensato restare arenata in questo limbo. La vera frustrazione è che poi peró è non riuscire a mettere definitivamente una pietra sopra.
    Non è stata là prima delusione, ho 34 anni e di mazzate e nuove ripartenze ne ho conosciute, ma non mi spiego perchè con questa non ce la faccio.
    Hai mai vissuto un fallimento più duro degli altri da digerire? Se sì, cosa accade “poi”? Si supera per stanchezza? O accade qualcosa che ti fa dimenticare dall’oggi al domani?

  7. 7
    Golem -

    Si supera accettando la realtà. Ma anche affettandola o tagliuzzandola.

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