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La vita ad un bivio

di Mercurio

Ormai è notte alta e dopo aver speso tempo a leggere alcune lettere di questo sito mi sono convinto che potesse essere il luogo giusto dove affidare alcune riflessioni che riguardano la mia vita attuale. Non mi aspetto nulla di particolare, ma nella vita mi sono abituato, prima di prendere decisioni, ad ascoltare i pareri e poi a imboccare una via possibilmente senza rimpianti, conscio del fatto che solo l’agire personale ci porta da qualche parte.Come dico nel titolo, sento che la mia vita sta arrivando ad un bivio. Ho superato da poco i trent’anni, la prima tappa della vita in cui ti rendi conto che il mondo intorno a te sta cambiando forse per sempre chissà; si è giovani, ma non più ragazzini, ma questo non mi spaventa, prendo il toro per le corna e via. La forza, il vigore e l’energia non mi mancano di certo, sono sicuro di me, non ho problemi di autostima o nelle relazioni interpersonali. Il problema è il contesto attuale in cui mi trovo che è figlio senza dubbio di questa fase della vita: io vivo ancora in casa con i miei, a mio demerito va il fatto che sto concludendo ancora gli studi ( sto finendo la specialistica) con un certo ritardo, diciamo così, ma ho il grande desiderio di emancipazione dalla mia condizione domestica. Abito in una casa abbastanza piccola in cui non ho tutti gli spazi che vorrei con i miei che sconfinano troppo spesso nel mio e non mi sento del tutto libero, nonostante il fatto che non mi faccia condizionare e agisca in maniera indipendente anche se devo spesso subire proteste se rientro tardi, se non avviso per tempo in anticipo. Insomma è come se avessi 15 anni o poco più e questo è il primo dei problemi a cui va aggiungersi il fatto che spesso sono a corto di soldi e a parte qualche guadagno qua e là sono ancora dipendente da papà, anche perché dalle parti mie non c’è molto lavoro. Si aggiungono altri due problemi legati alla sfera dei rapporti: ho amici su cui potrei contare, ma loro o spesso vanno fuori per lavoro o se rimangono si buttano nel lavoro che c’è, uno ha un lavoro fisso, tutti gli altri sono precari e spesso si vedono portare via le loro energie e il loro tempo e non ci si vede e si rimane sempre con la frase: ” vediamo un po’ più in là che cosa possiamo fare” e simili, altri studiano, ma sono già con la mente proiettata fuori.Mi hanno proposto di fare dei corsi di qualcosa per incontrare gente nuova anche se ovviamente hanno un costo e bisogna valutare. Il secondo è il fatto che non ho una relazione e in fondo non l’ho mai avuta. Non sono bellissimo, ma il senso dell’umorismo non mi manca, e, senza voler essere presuntuoso come il meteorologo che vanta due lauree, credo di avere una buona intelligenza e visto che non ho mai creduto che la bellezza fosse sufficiente e che tutti guardassero solo a quella, ho cercato di far valere il resto. Dall’anno scorso mi sono iscritto ad app di incontri senza riuscire comunque ad avere degli appuntamenti, ma solo match, dialoghi con persone del posto e straniere che non portano poi a nulla. Non credo di avere “nulla che non va” o di essere sbagliato io, ( ecco forse negli approcci non faccio magari i passi più opportuni magari). Certe volte mi viene amarezza, ma tutte queste cose nel bene o nel male non mi hanno fatto sprofondare nella disperazione come accade ad alcuni, forse perché davvero una volta ero insicuro e schivo e da quando ho tirato fuori le unghie, il carattere, l’umorismo e la determinazione sono riuscito a creare un’aura positiva intorno a me e sono fiero di ciò anche se, ovviamente questo non basta e ora più che mai me ne rendo conto… Quando è cominciato tutto questo? Circa un anno fa all’inizio dell’estate, quando si sono cominciati a percepire i primi cambiamenti: la gente che parte in cerca di fortuna e i gruppi che si sfaldano compreso quello del mio migliore amico che ha voluto legittimamente cercare anche altre vie allontanandosi un po’, cosa che ha generato dissapori e disappunto e non essendo il tipo che si tiene le cose per sé, fate un po’ voi… Sarebbe lungo raccontare tutto nei minimi dettagli, incomprensioni, accuse di ingratitudine, egoismi vari, sofferenze e qualche lacrima.Per un annetto si è andati avanti cosi, fino agli ultimi mesi in cui ci si è riavvicinati, si messaggia a lungo con vocali memorabili come ai vecchi tempi e confidenze e scambi di pareri, ma di fatto dopo mesi non ci si è ancora visti, causa lavoro di lui che ora è a tempo indeterminato ed ha una relazione fissa… Ci rivedremo? Mah, speriamo… Nel frattempo sono cambiato anche io: ero già insofferente in parte della mia vita in casa con i miei, ma ora si è concretizzata forse più di prima la volontà di emanciparsi, ed ho più di prima la voglia di divertirmi in serate, andare a ballare anche se sembro una damigiana di vino come mi muovo, ma il giudizio degli altri non mi tocca minimamente. Ho voglia di un tocco di sana follia, di spensieratezza, di leggerezza ho voglia di avventure e ho in me la voglia di esplorare ancora le relazioni con le persone, lontano dalle solite chiacchiere che mi capita di fare sui problemi della vita, su dottorati e sullo studio e sul lavoro. Il punto qual è? il punto è che spesso non ci sono più le persone per farle magari per il lavoro o perché giustamente hanno i loro gruppi con cui fare queste cose e spesso il fine settimana quando capita che non esca o che faccia di meno rispetto a quanto vorrei si fa sentire l’amarezza. Esco comunque con degli amici, ma a tratti sento un vuoto dentro dovuto a delle mancanze: vorrei fra le altre cose quei bei gruppi che sembrano quasi infiniti nella loro durata con cui si condivide tutto e ci si sente parte di qualcosa, con cui si vive e si piange che ti fanno sentire vivo in questa vita spesso difficile.Mi è capitato di farmi fuori anche serate con persone sconosciute e di interagire in un modo che molto molto tempo fa, quando ero più timido e chiuso sarebbe stato impensabile. Di qui la mia consapevolezza di essere ad un bivio: se vuoi essere indipendente e sapendo che qui dove sono io c’è carenza di lavoro ,vuoi vivere per conto tuo, se vuoi altre relazioni di amicizia se vuoi una relazione se vuoi divertirti come vuoi forse è il caso dopo la laurea di andare via se puoi, senza aspettarti di trovare qualcosa per forza, ma almeno provare—

L'autore, Mercurio, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me stesso

19 commenti

  • 1
    Angwhy -

    Una lunga lettera per dire che cosa,che vorresti i tuoi spazi,l’indipendenza e delle relazioni appaganti ovvero cio che desiderano tutti.certo che la tua vita è a un bivio,il problema è che anni fa questo bivio arrivava molto prima e a 30 anni si era gia belli che sistemati.non è una critica la mia ,ci mancherebbe,il fatto è che è cambiato tutto troppo in fretta e in tanti adesso ne pagano le conseguenze.non so che ne sarà dei giovani,ho solo 20 anni piu di te ma mi sembra di aver vissuto in un mondo che non esiste piu

  • 2
    Bohemien82 -

    Guarda a mio avviso entro i 30 anni (io ne avevo 24) bisogna andare a vivere da soli. Passaggio questo, fondamentale, per varcare la soglia della piena maturità personale.

  • 3
    white knight -

    Purtroppo hai il grosso problema di essere alle prese con gli studi a 30 anni. Senza entrare nel dettaglio del perchè (magari è perchè hai lavorato nel mentre oppure perchè hai cazzeggiato) fatto sta che ancora non puoi svincolarti serenamente dalla condizione di studente. Una volta conseguita la laurea puoi concentrarti solo ed esclusivamente sul lavoro (o sulla ricerca del medesimo), compresa anche la possibilità di muoverti all’estero. Capisci che se la specialistica tu l’avessi conseguita a 24/25 anni, adesso avresti potenzialmente già 5/6 anni di autonomia? Il resto viene un po’ da sè, anche se 30 anni sono un’età critica pure per chi si è laureato in tempo, ha un buon lavoro e vive per conto suo. Le dinamiche che hai descritto le ritrovo anche io, seppur riesco comunque a cavarmela perchè negli anni ho investito parecchio su me stesso e sulle mie conoscenze. E investire non significa solo “dare”, ma anche “dare per ricevere” (non per essere mercatista ma le amicizie che non danno nulla non servono a nulla… di solito i segnali di amicizie improduttive si vedono con largo anticipo). Quanto alle relazioni è un po’ una roulette… Anche per bellocci benestanti. Perchè non è come nei film e per quello che passa il…

  • 4
    Mercurio -

    Sono io, l’autore del post. Ringrazio tutti per i commenti. @Angwhy sì, oggi magari rispetto a un’epoca precedente ci sono meno possibilità e purtroppo noi giovani per nostra colpa e anche non per nostra colpa siamo in questa situazione @Bohemien82 Hai perfettamente ragione gran parte del problema sta nel fatto che non vivo da solo @white Knight mi ha fatto riflettere molto ciò che hai scritto sulle amicizie improduttive, forse non mi è chiaro del tutto cosa hai voluto dire cioè se le amicizie improduttive sonore tali per disiteresse e mancanza di amicizia stessa o per mancanza ti tempo e occasioni da parte degli altri… Comunque concordo sul fatto del ricevere nella misura in cui non ricevo da molti ciò che vorrei ricevere e spesso qusando vedo e sento che gli altri fanno ciò che vorrei fare io un po’ di amarezza ce l’ho…

  • 5
    Mario -

    White spero di non incontrare mai un “amico” come te. Il tuo discorso non fa una piega ma non è amicizia quella che descrivi ma un rapporto basato sull interesse. Non ci vedo nulla di male, ma le vere amicizie le cerco altrove, se mai dovessero esistere.

  • 6
    Bohemien82 -

    “oggi magari rispetto a un’epoca precedente ci sono meno possibilità e purtroppo noi giovani per nostra colpa e anche non per nostra colpa siamo in questa situazione”

    Mercurio io cambierei ottica. Sicuramente oggi ci sono delle difficoltá ma, suppongo, ogni epoca abbia avuto le proprie. Solo che l’uomo, per sua natura, percepisce e si accorge solo delle cose in cui ha difficoltá. Ogni epoca ha però, anche le sue opportunità. Sta all’uomo capace intravederle, coglierle e trasformarle in occasioni di guadagno (economico ma anche interiore). Certo non é da tutti e sai com’è si dice..“molti sono i chiamati e pochi gli eletti”.

  • 7
    white knight -

    @mario: sto semplicemente dicendo che l’amicizia si fonda sul concetto di reciprocità…
    @mercurio: in realtà è un mix tra le due cose: senz’altro c’è una mancanza di interesse che poi si traduce in mancanza di tempo. Non ti preoccupare, succede, e prendila come un’ottima occasione per cambiare aria. Se posso permettermi di darti un consiglio non richiesto, laureati il più presto possibile e cerca di crearti un avvenire by yourself. Il resto verrà un po’ da sè. Buona fortuna.

  • 8
    Suzanne -

    Mercurio, dipende sempre di quali amicizie hai bisogno. Da come ti esprimi, sembrerebbe mancarti maggiormente un gruppo con cui uscire e divertirti, la cosidetta “compagnia del sabato sera”. Io l’ho avuta dai 14 anni ai 28-30, poi pian piano le situazioni di vita sono cambiate e ciascuno è andato per la propria strada. Ma non le ho mai considerate amicizie nel senso più profondo del termine, che sono quelle presenze indispensabili nella vita di un individuo per poter condividere la parte più intima di sé, e sentirsi sempre e comunque accolti. Fai attenzione, perché di persone con le quali passare il tempo ne trovi quante ne vuoi, la seconda invece è una specie rara e preziosa, che ti arricchisce la vita.

  • 9
    Mercurio -

    Allora provo a rispondervi nell’ordine: @Bohemien82 sì, sincurante è verissimo ciò che dici, bisogna relativizzare e vedere le cose in prospettiva e non negativizzare la propria epoca solo perché si risente dei mali della stessa, su una cosa si può convenire e cioè sul fatto che la vita che a partire da un certo punto facciamo che risulta frenetica e l’illusione della comunicazione piena coi social sono un aspetto che ostacola i rapporti rispetto a epoche precedenti, poi sono d’accordo con te sul fatto che ogni epoca abbia le sue occasioni, spero di essere fra gli eletti in grado di riconoscerle…@White Knight grazie dell’augurio c’è la sto mettendo tutta… Ora capisco la maniera in cui la intendi, ovviamente in una lettera per quanto lunga è difficile spiegare la situazione,quello che hai detto mi sembra vero per alcuni, un po’meno per altri soprattutto per il caso specifico che ho citato dove rientrano tanti fatti, parole e dinamiche particolari, comunque non ci piove che ciò che dici è vero in senso generale…

  • 10
    Mercurio -

    @Suzanne Chiarisco meglio ciò che intendevo dire: mi piacciono le serate movimentate, lo ammetto, ieri ne ho fatta una e mi sono sentito bene, nella lettera in un passaggio facevo riferimento però anche al sentirsi parte di qualcosa e alla condivisione e quindi ad un rapporto profondo. Ovviamente si possono fare cene e serate ed avere un intimità profonda. Ho citato l’esempio di quel mio amico proprio per indicare fra le cause del malessere anche la perdita di quel rapporto profondo che sembra esistere di nuovo per messaggio, ma no di persona, quindi per ora è tutto in sospeso… La distinzione che fai è importante è sicuramente ce l’ho presente, voglio divertirmi, ma anche avere do nuovo un rapporto speciale come gli altri amici hanno anche se non sarà semplice…

  • 11
    Suzanne -

    Mercurio, il “sentirsi parte di qualcosa” secondo me, solitamente si declina in modo differente a seconda dell’età. Diciamo che io non ho mai avuto troppo senso di appartenenza, però da adolescente mi sentivo bene a far parte di un gruppo di amici con cui uscire e divertirmi. Era un modo per crescere in qualche misura “protetta”, sapendo che lí ero al sicuro. Poi però inizia a subentrare il bisogno di condividere ideali, visioni del mondo, emozioni più profonde. A quel punto è difficile che regga il senso di appartenenza per una compagnia del weekend, che sostanzialmente ha lo scopo di essere “leggera, distraente”.
    Comunque, ho divagato, erano pensieri in ordine sparso.

  • 12
    Mercurio -

    @Suzanne ti sei espressa benissimo ed ho capito cosa vuoi dire, credo anche che tu abbia centrato anche i due aspetti che spesso sento che mancano: 1) il senso dell’amicizia profonda. Nella lettera ho parlato infatti di un amico molto caro e del fatto che ci si è allontanati.Era quello con cui avevo le maggiori affinità ed ho sentito un vuoto e con lui ho perso anche gli altri che a parte uno erano tutti cari; 2) Hai usato un espressione davvero calzante quando, a proposito di amicizie meno importanti, hai parlato di leggerezza: “ho necessità di leggerezza” è una cosa che mi sono ripetuto spesso proprio perché spesso con le persone che frequento faccio molte conversazioni “intellettuali” da lì la necessità di “minor peso”. Sicuramente ogni età porta dei cambiamenti ed ognuno ha il suo percorso che non è per forza fatto di tappe uguali e dello stesso tipo per tutti.A seguito di quella rottura e del cambiamento di alcuni orizzonti da parte mia, nonostante mi sia messo in gioco, non ho trovato qualcosa di nuovo in generale che potesse portarmi a percorrere nuove strade ed è questo magari il motivo del disagio..

  • 13
    Yog -

    Bah. Lettera ambigua sotto molti versi. In teoria, tutto sembra funzionare sufficientemente bene, con soluzione che si vede all’orizzonte tipo fata morgana, ma a ben leggere si intravede un probabile sfacelo sottostante. Il problema è il ritardo nella fine degli studi, io sconsiglierei a chiunque di passare i 29 senza aver trovato un lavoro ed essere uscito di casa.
    A 30 la marmellata è ormai fatta e le uova son cotte al verde, uno rischia veramente di restare a casa dei genitori per sempre, ci sono moltissimi casi ed è uno dei fenomeni deteriori della società italiana attuale.

  • 14
    Mercurio -

    @yog sul fatto che una parte del problema sia quello o per meglio dire che sia uno dei problemi centrali sia il fatto di vivere con i propri genitori e di essere ancora lì alle prese con gli studi non c’è dubbio e sono consapevole di essere responsabile di ciò. Non capisco in che senso trovi ambiguo ciò che ho scritto e cosa intendi col fatto che apparentemente sembra che vada tutto bene ecc…

  • 15
    Yog -

    La lettera è ambigua in quanto autoassolutoria per struttura e contenuto, ma lo sai già e non posso farti una analisi filologica del testo. Per sgommare da casa, con la attuale normativa del lavoro, l’età ti frega. Ma se ti organizzi ne esci prima dei 40, magari studiando dell’altro. Intanto “RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE”, come diceva Ohm.

  • 16
    Mercurio -

    @yog Adesso mi è chiaro cosa intendi dire,nella lettera ho provato a descrivere cosa sento in questo momento e ho illustrato diverse situazioni una buona metà dipende dalla mia lentezza nella conclusione degli studi l’altra come gli amici mi dicono e come an che gli altri che hanno risposto confermano a quest’età i rapporti cambiano, la differenza certo sta nel fatto che molti altri lavorano e io no, dunque ci penso di più… Mi assumo le mie responsabilità non fuggo e sono schietto e perciò apprezzo la tua schiettezza, tra l’altro mi parli di filologia quindi deduco che anche tu hai una formazione umanistica. In conclusione realizzo certe cose adesso è sento amarezza perché ormai gli altri lentamente si allontanano. Ma puoi stare certo che non sono sfiduciato e credo nelle mie possibilità anche se per il sistema sono un po’borderline, non mollero’ di certo nel frattempo valuto bene, in questi giorni sto prendendo in considerazione alcune possibilità poi vediamo. ..

  • 17
    Yog -

    E io deduco che, se non hai capito la battuta su Ohm, stai fregato. Non è mica il muggito di qualche mentecatto che fa meditazione. Quello è “Ommmm”, io ho detto “Ohm”, che in celtico – per diretta derivazione sancrita (“m”) – vuol dire “uomo” (lat. “homo”, celt. “ohmo”).

  • 18
    Mercurio -

    @yog Ah scusa se non ho capito la tua brillante e colta battuta, evidentemente non sono così perspicace, comunque il sanscrito lo conosco anche io e ho studiato un po’ i veda e il buddhacarita e posso dire di aver fatto anche un po’di pratica con una lingua semitica come l’ebraico. Ecco, magari quando si danno consigli di vita la saccenteria risulta un tantino fuori luogo perché porta al fallimento della comunicazione con l’interlocutore che chiede consigli non lezioni di linguistica storica… Comunque al di là di tutto, non voglio essere polemico per una questione di poco conto che esula dalla lettera, come ho detto nel messaggio precedente, apprezzo la schiettezza e tengo conto di quanto è stato detto 🙂

  • 19
    Yog -

    Vabbè, tenere conto di quanto detto è una bella cosa, ma fuori di casa ci vuoi andare o no? È vero che le tappe della vita non sono uguali per tutti, ma il traguardo invece è uguale! Regolati.

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