Salta i links e vai al contenuto

La sovrappopolazione mondiale

di Yoel

Riferimento alla lettera: Nella Bibbia qualcuno ha scritto… - ”Dio” creò l'uomo a Sua immagine; lo creò a immagine di “Dio”; creò maschio e femmina; “Dio” li benedisse e ” Dio” stesso disse loro: "Prolificate, moltiplicatevi, empite la terra e rendetela soggetta..." - . Penso che i grandi capi delle religioni monoteiste dovranno...
Leggi tutto il testo a pagina 1

Data di pubblicazione: 26 Febbraio 2006 - Views: 0

L'autore ha condiviso 33 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Yoel.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - Attualità Mondo

73 commenti

  • 26
    minurta -

    Cercare di ridurre la popolazione mondiale è auspicabile per mille e uno motivi. Di seguito solo alcuni di essi.

    http://www.vhemt.org/

  • 27
    colam's -

    non pensavo potesse esistere il “movimento per l’estinsione della specie umana”…

    Scusa ma tornare ad una sana società agricola autosufficente e eco-sostenibile come quella dei nostri nonni (o bis-nonni, dipende dalla vostra età), non basterebbe ? Guarda che fino ad un secolo fa la maggior parte dell’umanità viveva in comunione con la Natura..

    bah…

  • 28
    kikkooo -

    Cerca l’articolo: Le risorse della terra sono ILLIMITATE versione 1.0
    http://www.facebook.com/note.php?note_id=440314050742
    […]
    Quindi come vedete la natura si equilibria ben da sola senza bisogno dell’intervento dell’uomo che dovrebbe condividere l’ecosistema senza però inquinare e cementare tutto e di conseguenza rovinarne tale equilibrio perfetto.Anche per quel che riguarda l’acqua potabile, perchè sulla terra ci sono 1400 milioni di km cubi d’acqua (potabile e non) ma facendo dei calcoli si arriva a 233.333.333.333 litri di acqua generica a disposizione per ogni uomo sulla terra. Con un consumo giornaliero di 1000 litri al giorno a persona consumiamo infine circa 365 000 litri a persona all’anno. Quindi facendo i calcoli esce che ogni persona può usufruirne di 1000 litri al giorno per la bellezza di 639.094 anni !!!… Che poi c’è da dire, l’acqua potabile ci arriva anche dall’evaporazione degli oceani, e che comunque l’ACQUA che utilizziamo, in realtà NON SI CONSUMA MAI perchè comunque ritorna alla natura e viene col tempo e con l’evaporazione riqualificata in un ciclo continuo e quasi perpetuo… Nulla si crea e nulla si distrugge, anche se rispondesse alla legge dell’entropia, ora che si asciugano gli oceani, occorrono quindi miliardi e miliardi e miliardi di anni.
    Conclusione:
    Superficie terrestre (senza mare nè deserti): 100 000 000 kmq
    Abitanti: circa 6 000 000 000
    Superficie necessaria per cibo animale: 7 200 000 kmq
    Superficie necessaria per cibo vegetale:180.000 Kmq
    Acqua generica a disposizione per abitante: 233.333.333.333 litri
    […]
    Come ho da sempre sostenuto, NEL PIANETA C’E’ CIBO PER TUTTI !!!

  • 29
    Giù -

    Google Earth è uno strumento d’indagine stupendo. L’opzione panoramio
    completa l’indagine.
    Invito gli amici preoccupati a dimostrarci l’inconsistenza del
    problema fame, a considerare la voracità, non solo di cibo ma anche di
    benessere, che il genere umano dimostra nelle regioni dove si vive
    meglio! Case, case doppie, triple, capannoni, opifici, strade,
    autostrade, piccole cave, cave grandi, discariche ecc. Un volo
    virtuale su alcune zone, anche a noi vicine, potrebbe convincerci che
    il problema non è la sopravivenza, inevitabilmente, ma
    l’antropizzazione.
    Per vivere, la razza umana, laboriosa e virtuosa, ha bisogno di
    trasformare … Continuando ad espandersi e trasformando l’ambiente,
    inevitabilmente, anche dimostrando grande attenzione, esclude le
    diversità biologiche, garanzia per un ambiente che ameremmo naturale e
    accogliente.
    Questo ciclo, a mio avviso insinuoso, conferma il teorema che in
    natura nulla si crea e nulla si distrugge, quindi è la trasformazione
    che dev’essere controllata.
    Penso che il lento trasformare, possa non essere più in equilibrio
    quando il moltiplicarsi di una sola specie, la rende infestante…

    Confrontare l’attuale realtà con il pensiero storico, maturato quando
    questi problemi non erano manifesti, è la sfida culturale con cui
    confrontarsi: “crescete e moltiplicatevi”, è ancora un imperativo!…

    Nei secoli, le carestie prima, le guerre e le pestilenze poi, hanno
    fatto da calmiere, rallentando in modo naturale il moltiplicarsi della
    specie umana ….. oggi l’evoluzione Gay, potrebbe mettere la
    mordacchia alle nascite !?
    Considerazione faceta … ma non troppo, la natura si difende!

  • 30
    minurta -

    Con banche del seme, inseminazioni artificiali e interventi genetici vari oggi tutti possono procreare, gay o etero, single o in coppia che siano…
    Le nascite non si fermeranno perchè la gente è troppo lenta a capire, e ha questo irrefrenabile bisogno d’imperare sulla vita.

  • 31
    kikkooo -

    Difatti su google maps si vede CHIARAMENTE l’abbondanza del territorio libero rispetto al territorio urbano.
    Di tutta la superficie terrestre, le aree urbane occupano SOLO l’ 1,5%.
    La superficie delle foreste e terreni boschivi 32% – Altro (praterie e mix) 30% – Pascoli permanenti 26% – coltivazioni permanenti 4,7% … Terreno arabile 31.000.000 kmq. Nel mio preventivo la superficie necessaria per coltivare cibo vegetale per 6 miliardi di persone è 180.000 Kmq e gli animali si nutrono già autonomamente nel terreno che occupano. In natura i bovini e gli erbivori mangano erba, non mais OGM… Come vedete io parlo con i numeri e non con il qualunquismo da LEGGENDA METROPOLITANA. La sovrappopolazione è una leggenda metropolitana, il vero problema invece è soltanto l’egoismo e la stupidità umana che non ha limite.
    Anche se sono convinto che l’uomo non può distruggere interamente il proprio ecosistema, ho anche premesso con il seguente appunto nella mia nota: è utile per tutti, anzi direi INDISPENSABILE rispettare la natura, e non inquinare e non distruggere quello che risulta essere UNICO E PERFETTO ECOSISTEMA che abbiamo… Per approfondire:
    http://www.facebook.com/note.php?note_id=440314050742

  • 32
    colam's -

    Comunque l’Italia e’ un paese dove la popolazione in pratica diminuisce, il rateo di figli per donna fertile e’ troppo basso (sotto all’1,4) da permettere il rinnovo generazionale. Percio’, immigrazione esclusa, in Italia non andiamo verso la sovrapopolazione.

    A proposito, trovo interessante che i paesi con minor fecondita’ al mondo siano proprio Italia, Germania e Giappone. Cioe’ quelli che hanno perso la Seconda Guerra Mondiale.

    Un caso, oppure no ? Secondo me no, anche se non so darmi una spiegazione precisa e credibile.

  • 33
    Kimi -

    Non puoi escludere l’immigrazione, esiste e ci stiamo facendo i conti.
    Tant’ é vero che aumentiamo, altro che diminuizione.
    E poi abbiamo passato i 60 mln, siamo a 200 ab/kmq e non andiamo verso la sovrappopolazione?
    L’Italia é chiaramente sovrappopolata.

  • 34
    colam's -

    Ciao Kimi,

    io escluderei l’immigrazione perché, specie ora che l’economia è entrata durevolmente in crisi, gli immigrati secondo me possono essere portati a lasciare l’italia e non a rimanere o peggio venire per cercare lavoro. Secondo me adesso l’immigrazione in Italia è sempre più precaria e temporanea e meno “radicanda”.

    Insomma gli immigrati secondo me sono meno radicati e possono andarsene come sono venuti: per motivi economici. Ho trovato questo articolo di ieri come esempio: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/27-ottobre-2010/immigrati-crisi-frena-arrivi-aumentano-rimpatri-1804037183190.shtml

    E secondo me l’Italia non è sovrapopolata. Io abito a Roma, e non appena esci dal GRA, ci sono quasi solo spazi vuoti. Non stiamo in sovrapopolazione, siamo solo mal distribuiti. Ci ammucchiamo nelle metropoli mentre si svuotano le aree poco urbanizzate. Se ti è capitato per esempio di fare l’Aurelia, noterai che traversi giganteschi spazi vuoti in particolare nelle province di Viterbo e Grosseto. A parte questo le cifre che dai dicono che ci sono due persone per ettaro. Non so se hai presente quanto sia un ettaro di terreno, ma ci può vivere una famiglia tranquillamente…

  • 35
    Tiziano -

    Sono d’accordissimo che la sovrappopolazione e’ un gravissimo problema. Quando andavo a scuola negli anni sessanta, mi veniva insegnato che eravamo 3 miliardi. Ora siamo 6 miliardi e mezzo !!!
    Siamo INFESTANTI.
    Per di piu’ quasi ognuno di noi produce sempre maggiori immondizie.
    Dobbiamo diminuire di numero (direi 500 milioni), e consumare di meno.
    Questo, se amiamo Madre Terra.
    Altrimenti siamo come un treno lanciato a folle velocita’ verso il baratro.
    Tiziano

  • 36
    Kimi -

    Ciao Colam’s,
    scusami per l’enormità del ritardo nella risposta.
    Trovo molto poco supportate queste ipotesi sull’immigrazione.
    La difficile situazione in cui il nostro paese si trova adesso rappresenta comunque una chimera per i disperati del terzo mondo. La crisi mondiale non ha ridotto il gap fra paesi di emigrazione e paesi immigrazione, tutt’altro.
    E con una natalità che scende troppo lentamente nei paesi da cui si emigra, questi non se vanno, il tuo “possono andarsene” resta molto teorico. Almeno al momento.
    Maldistribuiti: siamo distribuiti secondo una logica funzionale alla conformazione orografica del nostro territorio. E’ normale che ci si accalchi soprattutto nelle aree di pianura, e di pianura costiera.
    E non mi parrebbe una grande idea redistribuire -come pure in certa misura è già avvenuto- perché vorrebbe dire altro cemento, degrado e consumo di territorio, e non rioccupazione di paesini dimenticati.
    Una famiglia può vivere tranquillamente su un ettaro di terra? Stai scherzando. Qui non si tratta di avere una casa di 10 o 10mila mq, ma di premere su quella superficie, ottenere da essa tutto il necessario per vivere, in termini di fabbisogno alimentare, energetico, di inquinamento che generiamo, di rifiuti da smaltire.
    La nostra impronta ecologica é in rosso, e come potrebbe essere altrimenti? Mezzo ettaro a testa per vivere e da cui dipendere completamente, è impossibile. E infatti non siamo capaci di restare nei limiti della nostra capacità ecologica e altri paesi pagano per questo deficit (non è solo l Italia a creare questi problemi a causa della sua sovrappopolazione, naturalmente).

  • 37
    colam's -

    Ciao Kimi e grazie per le risposte.

    Certo sull’immigrazione le mie sono supposizioni. La mia sensazione è che con la crisi viene meno sia il “welfare state” che il lavoro, perciò credo che anche per gli immigrati in Italia sia un periodo di grama. Detto questo sarà gramissima anche da loro suppongo. Bisogna anche distinguere tra “immigrati”. Tra poco forse ai Cinesi, Indiani o Brasiliani converrà tornarsene nelle loro economie in crescita piuttosto che stare da noi !

    Sulla ridistribuzione, per parlarsi fuori dai denti, secondo me una gran cosa da rifare è la rioccupazione delle terre arabili, tipo bonifiche, con distribuzione di lotti di terra con cascina alle famiglie interessate, che ne diventerebbero proprietari dopo 10 o 15 anni. Sì lo so è una cosa fatta dal fascismo che è il male assoluto ecc. Però secondo me questa non era male come idea.

    Secondo me non siamo distribuiti secondo una logica orografica, o non solo. E’ vero che sulle Dolomiti ci sono meno persone, da sempre, che sulle coste. Ma è altresì vero che i paesini tendensialmente si svuotano (ma erano vivibilissimi prima, anche in senso orografico) mentre le grosse agglomerazioni continuano ad espandersi. E questo non è logico né sostenibile.

    A sensazione (ma sarei interessato ad un confronto con dati) credo che un ritorno ad una società più agricola ci permetterebbe invece di starci tutti. Però intendo società agricola tipo quella dei nostri bis-nonni o nonni. Ovvero con inquinamento quasi nullo (non si butta nulla), fabbisogno energetico basso (negli anni ’50 l’Italia era AUTOSUFFICENTE per l’energia elettrica grazie solo all’idroelettrico, il cosidetto “carbone bianco”), alimentazione “povera” (cioè locale, cioè come si dice oggi “a km zero”)..

    Che ne pensi ?

    Per me non è tanto utopico, i miei nonni vivevano così, non sto mica parlando di marziani..

  • 38
    Kimi -

    Ciao Colam’s e grazie a te,
    devo dire anzitutto di essermi riletto i tuoi precedenti commenti e di averlo fatto non per mio scrupolo metodico, ma spinto da una certa suggestione per gli scenari a cui facevi riferimento.
    Per rispondere alla tua domanda: le tue posizioni mi sembrano quelle di un nostalgico-idealista, tutt’altro che disprezzabili e non prive di un certo fascino romantico.
    Tanto interessanti sul piano evocativo, quanto, però, fragili sul quello stringente della realtà. Quello che penso io è questo, sinceramente.
    Nel dettaglio, e’ vero, l’urbanizzazione va in quella direzione, ma le grandi conurbazioni sono nate e si espandono laddove era possibile, in pianura. Appena cominci a salire, le maglie della rete urbana cominciano a farsi più rade, com é naturale.
    Però per me questo é comunque secondario. Anche se distribuissimo in maniera più uniforme la popolazione, avremmo sempre 60 mln di abitanti con la loro impronta ecologica. Saremmo comunque in troppi.
    In certe zone la pressione antropica scenderebbe, avresti miglioramenti localizzati, ma il dato totale non cambierebbe.
    Se tornanissimo ai modi di vita degl anni ’50, certo l’ambiente ringrazierebbe, ma il problema -e in questo siamo in dissenso totale- è che non ci staremmo tutti, proprio per nulla. Se riusciamo a vivere in 7 mld di uomini-termiti al mondo, e in 60 mln in Italia, é perché proprio questo modello di sviluppo inquinante e degradante ce lo permette. Per ora. E distruggendo l’ambiente, per cui non sarà sempre così.
    Due cose, a mio avviso, consentivano negl anni d’oro del Real di mantenere un equilibrio ecologico che abbiamo perso:
    1)il basso fabbisogno energetico, come dicevi tu.
    Ma non si torna indietro, Colam. Se ti presenti in campagna elettorale proponendo di ridurre i consumi (e a quel livello, poi!), e la gente capisce appena quello che comportebbe, tu perdi sicuro. Nella democrazia moderna il demos vuole benessere, non rinuncie.
    2)il livello di popolazione che c era all epoca. Non dimenticare che eravamo 2.5 mld nel ’50, 3 nel ’60. Con quei numeri il tuo modello potrebbe funzionare ancora oggi (ma all epoca non c era il degrado che abbiamo causato nel frattempo, e non c erano i cambiamenti climatici da mettere in conto), con 7 (+2 ca. in arrivo per inerzia demografica) crolla tutto comunque.
    http://www.aetherialux.blogspot.com/, a tempo persissimo e se non ti urta un salto nell’oltranzismo maltusiano, per me sarà un piacere come lo è stato qui.
    Ciao!K

  • 39
    colam's -

    CIao Kim, dunque secondo te l’Italia non è in grado di sostenere 60 milioni di persone anche se queste vivessero come vivevano le 40 milioni nell’immediato dopo guerra. Può essere come può non essere ma non ho dati in mano. Mi hai comunque aperto gli occhi su un fatto: anche se tornassimo al modo di vivere dei nostri nonni, abbiamo fatto tanti danni in questi decenni che ci toccherà scontare, abbiamo modificato il Clima e la Natura. Già… Tosto…

    E’ chiaro che il mio modello non passarebbe ad oggi, sia per le resistenze “democratiche” della gente, che non voterebbe un partito per il ritorno al lume di candela, sia per quelle del “sistema”, ovvero tutti quelli che stanno bene con il sistema attuale, cioè industriali, grande distribuzione, ecc. Secondo me ci dovremo arrivare per forza quando/se si realizzerà quando predetto dal “Club di Roma” nel 1970, e cioè che dopo il periodo di crescita dei decenni scorsi viene il periodo di decrescita, dovuto anche dal fatto che il petrolio finisce.
    Non sarà un ritorno voluto ma forzato, e nemmeno forzato dalla politica, bensì dai fatti stessi: quando il petrolio sarà veramente troppo caro , ci sarà sempre meno gente in grado di avere una macchina, e già saremo ripiombati nel modo di vivere degli anni 30: biciclette, e per i più fortunati Vespa ! QUando sparirà del tutto, ricompariranno i calessi per i ricchi e i muli per i poveri.

    Del Maltusianismo onestamente non mi piace questo: proprio noi italiani che siamo già pochi, che facciamo pochi figli, dobbiamo sentirci pure dire di diventare discepoli di Malthus ? Ma lo facciano i popoli più prolifici prima di noi ! Se noi diventiamo Malthusiani, va a finire che sparisce il popolo italiano, sommerso da chi non si sarà fatto convincere da queste idee.. Ecco il problema per me…

  • 40
    Nicola -

    Quello che dici in questo articolo mi fà male al cuore. Inoltre la popolazione mondiale non arriverà mai ai 10 milioni e i tassi di crescita sono ancora in progressione ma si attenueranno. La soluzione per il problema ecologico è una vita in armonia maggiore con la natura, non di certo applicare ulteriori norme agli esseri umani perchè non si riproducano. Ho un articolo da sottoporti alla lettura, ritengo che tal soluzione sia di gran lunga preferibile a quella che tu proponi.

    http://www.clandestinamente.it/2011/03/18/il-mito-della-sovrappopolazione/

    I commenti in seguito sono interessanti

  • 41
    antonio -

    il problema è i bambocci in italia costano tanto creano problemi dal bullismo alla microdelinquenza per non parlare d’altro vedi scuole sporche stadi sporchi locali sporchi perche frequentati dagli amati giovani….e pure viziati e maleducati e poi gli afroasiatici che se ne fregano? per loro un figlio è una risorsa non un costo poi sul resto sarà la penuria di risorse a dettare legge concreta non la politica astratta dei voti

  • 42
    Lanfranco -

    Per risolvere il problema del sovrappopolamento mondiale, nel lungo termine,non sarà sufficiente ridurre la natalità, poichè inevitabilmente cresceà l’età media della popolazione e diminuiranno i giovani.
    Sarà necessario rivedere i nostri concetti filosofici di esistenza…e fare come Socrate, avere il coraggio di accettare la fine dell’esistenza oltre un certo limite di età che può essere 80 anni o meno. Ma questo implica che si diventi coscienti che il corpo è uno strumento di conoscenza, un abito che si logora e si abbandona.
    Dubito che si riesca a diventare saggi in tempo…è più probabile che si lasci fare come al solito alla natura che con una pandemia risolverà temporaneamente il problema.

  • 43
    massimo -

    Sarebbe già un passo avanti se tutti fossimo d’accordo sul fatto che la terra è un ambiente con dimensioni e possibilità di vita non infinite.
    Poi devo osservare che l’uomo nega a se stesso certe evidenze. Pur di non affrontare certi argomenti, che paiono angosciosi, svicola in tutti i modi possibili, si rifugia nelle religioni, nella fede della tecnologia. Una delle più subdole recenti teorie, per dire che non c’è un problema sovrappopolazione, sostiene che i popoli, una volta raggiunta la ricchezza degli occidentali, smetteranno di fare figli. Mi é già difficile immaginare sette miliardi di persone arrivare a consumare come gli americani,proprio mentre stiamo temendo l’esaurimento di varie risorse non rinnovabili, poi che questi popoli si comporteranno tutti come noi non c’é nessuna garanzia.Sono sconfortato sulla presunta intelligenza umana. E’ ninore di quanto ci diciamo, il fatto é che ci diciamo tutto, non abbiamo interlocutori all’infuori di noi, opure ce li creiamo noi stessi. La natura, come ha già scritto qualcuno in questa discussione, risolverà le cose a modo suo.

  • 44
    iustitia -

    Il problema del sovrappopolamento è una bufala colossale. L’uomo attualmente occupa appena l’1% delle terre abitabili. Non si tiene conto infatti di foreste, monti e canyon, ma di terre abitabili e/o edificabili. Anche le risorse bastano e avanzano. Le cifre parlano chiaro: ad un aumento del 10% della popolazione mondiale, le risorse alimentari sono aumentate del 12%. Addirittura in misura maggiore.

    Tutte le città del mondo messe insieme che parcentuale di terre emerse occupano ? il 5% della crosta terrestre… la sovrappopolazione è un pericolo per gli uomini più potenti del globo, non per il pianeta, dove tutti gli animali è da secoli che si autoregolamentano senza bisogno dell’omosapiens-stupid…

  • 45
    giù -

    Prima di tutto un grazie a chi gestisce il sito … anche per le sue capacità di moderatore.

    Torno al problema: questo geniale essere umano, creativo, laborioso, riflessivo, ha nella sua indole la capacità di TRASFORMARE la natura per rendere la sua vita, più comoda e sicura ecc. Quanto potrà ancora trasformare l’ambiente, prima di antropizzare la terra e provocare una mutazione che lo escluderebbe dalla natura.?

    Molti commenti vengono da giovani, e dialogano con adulti, forse ne uscirà qualcosa di positivo, anche a favore dei commentatori negazionisti o degli intransiggenti, verbalmente violenti, che giustamente avete cancellato.

    Confermo, Dies Ire , la natura sa escogitare contromosse prima di farsi mettere in crisi da un mammifero ingombrante.

  • 46
    Herger -

    Buongiorno a tutti.
    Prima di tutto, vorrei esortare la gente a cercare di non offendere la razza umana. E’ vero che ne abbiamo combinato delle brutte in ogni nostro periodo storico e continuiamo a farlo, ma molti di noi si vergognano di quello che è stato e cercano di porre rimedio. Quindi chiedo di usare lo stesso rispetto che diamo alle altre creature viventi anche su di noi, è un nostro diritto quanto può esserlo quello del parassita. Che poi usate il termine parassita come se fosse una grande offesa. Credete che lui abbia molta scelta nel decidere come sopravvivere?
    Allo stesso modo del parassita, anche noi viviamo come ci dice il nostro istinto di sopravvivenza. Tendiamo a sfruttare, espanderci e procreare perché nel nostro codice genetico così è stato programmato per farci sopravvivere al meglio. Ovviamente possiamo farlo usando la mediazione del ragionamento e della logica, che dovrebbe rendere il tutto più giusto per tutti.
    Se siamo nella situazione in cui ci troviamo adesso, dopotutto non è nemmeno colpa nostra. Se gli altri esseri viventi generalmente non ci cacciano, noi continuiamo ad espanderci.

    Ora, per risolvere il problema, che cosa si può fare?
    Molti di voi propongono di ridistribuire beni e terre. Sicuramente questo aiuterebbe molte persone, e per un pò di tempo si limiterebbe il problema. Poi però si arriverà lo stesso al punto di saturazione, quindi sarebbe solo un modo per guadagnare tempo.
    Altri dicono che si dovrebbe cambiare politica. Ma scusate, se fossimo in un altro tipo di politica smetteremmo di procreare? Quello cambierebbe solo la qualità della vita, non la quantità.
    Ho letto poi diverse persone fiduciose nella natura che aspettano una sua mossa per ricreare l’equilibrio. E’ probabile che questa evenienza possa succedere, ma sarebbe in ogni caso molto negativo per noi, perché ci rimetteremmo talmente tante vite umane che a quel punto potremmo incorrere nel problema opposto, cioé l’estinzione. E anche questo è meglio evitarlo.
    Ci sono altri che invece dicono che c’è acqua e cibo per tutti. Vi ricordo che il nostro pianeta è un sistema chiuso, niente entra niente esce, tutto si riutilizza. Quindi la materia organica totale è sempre la stessa. Se si arriverà al punto in cui l’80% di questa materia organica è composta da esseri umani, che cosa mangeremo, sassi? Per non parlare dell’acqua, ogni umano è composto dal 70% d’aqua.
    Certo, arrivare a questo punto ci vorrà tanto tempo, ma è come dire che il sole è fonte di energia rinnovabile. Sicuramente, almeno finché non va in supernova.

    A questo punto che scelte ci rimangono? Credo che dovremmo fare come facevano i nostri antenati, migrare in una terra migliore. Credo che il modo migliore sia trovare un pianeta colonizzabile e concentrare li i nostri forzi procreativi, dando così il tempo di recuperare alla nostra amata Terra. Sicuramente non sarà facile, ci vorrà del tempo, ma prima o poi ci riusciremo.

  • 47
    amabile -

    Vi faccio una domanda : la Terra ha risorse illimitate ?
    Non è un sistema chiuso come qualcuno prima sosteneva, ma è LIMITATO. Se non limitiamo le nascite,arriverebbe un tragico momento in cui le risorse non basterebbero più, ed allora sarebbero guerre, epidemie ed altre cose piacevoli di questo genere a ristabilire gli equilibri.
    Vogliamo lasciar fare alla natura ? Anche se questo ci obbliga a passare per un periodo anche lungo in cui l’età media si alzerebbe di molto con tutto quello che ne consegue, non c’è altra scelta se non di limitare la demografia. Un limite lo si mette oppure no, e credo che sia meglio cominciare a frenare da ora e non aspettare l’ultimo momento.
    Da una parte hai il benessere di tutti e un’umanità che può continuare il suo misterioso viaggio verso il futuro, dall’altra hai il piacere (si fa per dire) di fare più di 2 figli per donna. Fate voi.

  • 48
    Pasquale Siniscalchi -

    Caro direttore, non parliamo di educazione, avendone io anche troppa. La informo che ha risposto alla persona sbagliata, essendo il mio commento il N° 17 e non il 20, come afferma.

  • 49
    Pasquale Siniscalchi -

    Distinti Saluti.

  • 50
    Pokettina -

    cerco di rispondere nella speranza di fare chiarezza proprio su “crescete e moltiplicatevi”, perchè sono assolutamente denatalista, ma cosa che potrebbe stupire parecchi, credente (non cattolica, devo però precisare). disposizione dannosa? se ci si sofferma a leggere la Bibbia con un poco di attenzione, si vedrà che ciò fu detto ad Adamo ed Eva, che all’epoca non erano 7 miliardi di persone. quando poi si arriva a Geremia, si leggerà anche: “Non ti prender moglie e non aver figliuoli né figliuole in questo luogo”. (Geremia 16;2:12). stavano per venire i tempi della diaspora babilonese. dunque Dio ha detto a ciascuno la cosa giusta al momento giusto, questo è fuori dubbio. Dio non rimproverò infatti mai Paolo, Timoteo e forse anche Giovanni (sembrerebbe che nemmeno lui avesse famiglia propria), per non essersi sposati (e dunque niente procreazione). nè Maria, la sorella di Mosè, che non si sposò mai ma divenne una dei 3 leader del popolo ebraico fuori dall’Egitto. che poi la promessa fatta ad Abramo di una grande discendenza fu fatta, appunto, personalmente a lui e non ai popoli “gentili”. nè a egiziani, nè a babilonesi, nè a filistei, ecc. ognuno ha il suo scopo e non è necessariamente identico a quello altrui. concordo con chi dice che il pianeta è limitato, di fatto non è infinito. se lo fosse avrebbe una superficie infinita, cosa che ovviamente non ha. la soluzione è limitare i concepimenti e non, come dice Lanfranco, accettare la fine dell’esistenza a 80 anni o meno perchè temo che questo presupponga far morire e non di morte naturale tanti vecchietti. e che devono pagare mica loro se ancora in molte zone si fanno 10 figli a famiglia? dice che ridurre i concepimenti non basta, ma di sicuro invece sarà sufficiente, se tutti fossimo più responsabili e capiremmo che i bambini non sono bambolotti carini. i bambolotti cresceranno e avranno bisogno di una certa sicurezza economica e spazio