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La minaccia della legge sulla cittadinanza di Prodi

  

Il governo Prodi si prepara a cambiare la legge sulla cittadinanza e ad allontanare definitivamente l’Italia dai principi giuridici e di senso comune sui quali si è per secoli fondata.
Secondo questo disegno di legge, gli immigrati accederebbero alla cittadinanza italiana dopo 5 anni di residenza invece dei 10 attuali e i figli di immigrati saranno, ipso facto,italiani se nati in territorio italiano.
Questi cambiamenti avranno un effetto immediato sulla fisionomia nazionale, creando una popolazione di 4-5 milioni di “nuovi italiani” nei prossimi 5 anni. Contemporaneamente, la vera popolazione italiana, in virtù del suo calo demografico, si appresta a ridursi drammaticamente. La cultura italiana e cattolica ( molti stranieri non sono cattolici , e tra quesi vi sono anche coloro che ultimamente hanno attaccato il Papa per il suo discorso !), che ha illuminato il mondo per secoli, non potrà che cedere il passo ad un nuova mescolanza di etnie, culture e religioni lontane e differenti dalla nostra, pregiudicando progressivamente l’ identità nazionale ( l’Italia è un Paese cattolico, che rispetta le altre religioni, ma che resta un paese cattolico )
Non possiamo infine dimenticare il giovamento elettorale per i partiti promotori dell’iniziativa che vedranno aumentare i “consensi” da parte di questo nuovo “proletariato”. Contemporaneamente sarà fortissima la spinta all’emigrazione che proveranno le popolazioni del Terzo Mondo sradicate e impoverite dalle politiche della globalizzazione .Sempre più stranieri verranno in Italia, perchè saremo l’unico paese europeo a relare la “cittadinanza”;questo comporterà un aumento della povertà in generale , perchè anche essendo italiani , non potranno lavorare tutti e rischieremo di fare la fine degli Stati Uniti dove si sono creati i cd quartieri poveri , dove , nemmeno la polizia si azzarda ad entrare , per semplice , pura , paura.
Questo non vuole essere un attacco contro le persone non italiane , ma uno spunto per capire soprattutto che in Italia alta è la disoccupazione ; più italiani significa più disoccupati , quindi più persone povere; inoltre non dobbiamo dimenticare che la maggior parte dei delinquenti sono proprio stranieri che arrivano in Italia e non riescono a lavorare( questo non siginifica che i delinquenti italiani non esistono ) e vengono irretite dalle organizzazioni criminali locali, che purtroppo devo ammettere essere italiane, che in questo modo avranno più “manodopera”.

In definitiva questa legge sulla cittadinanza , non è il caso di attuarla……. almeno non per ora !

L'autore ha scritto 32 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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6 commenti a

La minaccia della legge sulla cittadinanza di Prodi

  1. 1
    filippo -

    copio qui quello che ti avevo già risposto nel tuo altro post, dove non ho avuto il iacere del tuo riscontro.

    a pagina 104 del DPEF 2007-2011 si si legge:

    “Il Governo si impegna, al fine di garantire scelte di risanamento nell’equità e nella crescita, ad avviare un piano straordinario per le pari opportunità e l’allargamento dei diritti di cittadinanza, nella convinzione che solo attraverso un’azione ad ampio raggio su fattori economici, culturali, sociali e familiari è possibile progredire in maniera significativa verso tale obiettivo”

    non ci si può nascondere dietro un dito.
    nell’attuale situazione di crisi economica e sociale, gli immigrati sono una realtà che ha peso di volano economico, se intendi quel che significa, e infatti il DPEF dice “crescita” e altrove parla di incrementare la concorrenza e il supporto ai consumatori.
    senza la forza lavoro immigrata, che si contenta di poco e lavora assai, è difficile che si possa pensare ad un rilancio dell’economia.
    se si mantiene il modo sbagliato di concepire la previdenza sociale, ossia nuove generazioni che pagano per le vecchie (sistema a ripartizione, disonesta tecnica postbellica) si è costretti a questo, perché senza nuovi stipendi non ci sono nuovi contributi e quindi il margine operativo dell’INPS si riduce.
    inoltre, senza questa manodopera a basso costo, il promesso taglio del cuneo fiscale non basta per il rilancio della produzione.
    l’Italia ha, purtroppo, necessità di immigrati regolari per stare in piedi.
    ci hanno portato a questo 60 anni di politica di merda, di imprenditoria ancora più di merda e di subordinazione agli interessi strategici degli Stati Uniti.
    è chiaro che se la politica di questo governo favorisce gli immigrati regolari, questi ultimi contribuiranno al voto a sinistra, senza dubbio alcuno, ma non è questa la ragione primaria; diciamo che per loro è un “gradito” effetto collaterale!
    è chiaro pure che se l’allargamento della cittadinanza è svenduto nello stile assistenziale utilitaristico comunistoide, ossia senza conoscenza minimale della lingua, conoscenza ed accettazione della costituzione, della cultura e dei costumi italiani allora non sono d’accordo. se Rumeni, Bulgari o Ucraini che rifiutano sistematicamente l’omogeneizzazione (basta farsi un giretto nei centri Caritas per accorgersi di questo) non sono immediatamente rispediti a casa loro la cosa non può funzionare (QUANDO DICO CONOSCENZA ED ACCETTAZIONE NON MI RIFERISCO ALLA RELIGIONE, CHE E’ E DEVE RESTARE UN FATTO LIBERO, SQUISITAMENTE PERSONALE E IN NESSUN MODO IMPOSTO DALL’ALTO O SFRUTTANDO LE ISTITUZIONI DELLO STATO, CHE E’ DI TUTTI E NON SOLO DEGLI INVADENTI CATTOLICI).

    …………………………….

  2. 2
    filippo -

    ……………………..

    su questo aggiungo adesso che il giudice che ha assolto la clandestina per non esser rientrata in patria ha ragione, altroché contestarlo!
    come fanno questi a rientrare in patria se non hanno una lira per il biglietto del treno e dell’autobus?!
    evidentemente il foglio di via non vale anche come biglietto fino alla frontiera del loro paese; e allora?!
    i giovani italiani non saranno danneggiati dall’immigrazione se ci sarà ripresa economica e qualificazione professionale.
    se non ci sarà ripresa economica, noi non potremo assorbire nessuna immigrazione e non credo che il CS voglia tagliarsi le palle aumentando i costi, i problemi dell’accoglienza “misericordiosa” e l’ulteriore delinquenza che ne potrà derivare!

    se saranno più “misericordiosi” che responsabili, meriteranno di essere contestati da noi, ma una vocina mi dice che se non lo faranno saranno contestati dal CD per eccesso di rigore!
    se non ricordo male, anche FINI parlava di dare la cittadinanza e allora si vede che gli immigrati servono proprio a tutti!

  3. 3
    Cesare -

    Ciao Filippo.
    Rispondendo a quanto tu dici :
    Riguardo al rilancio dell’economia atraverso gli immigrati ti potrei dare anche ragione; c’è solo il problema morale : è lecito o no migliorare l’economia sfruttando persone che come dici tu vengono pagate poco e lavorano assai ???? ma poi vorrei sapere dove lavorano visto che posti di lavoro non ce ne sono…… e nemmeno si può parlare di riqualificazione professionale , visto che buona parte degli immigrati sono senza istruzione , a qualsiasi livello, anche lavorativo.
    C’è inoltre da sperare che queste persone si integrino in Italia; e quindi dobbiamo andare avanti sperando !!!(evviva la speranza !!);perdona la battuta…….
    Anche Fini parlava di dare la cittadinanza, ma non credo che volesse regalarla; è più nello stile di Alleanza nazionale dare la cittadinanza dietro rigorose premesse, piuttosto che in modo gratuito, anche se servono per l’economia; se inoltre ciò era davvero nei piani del CD ,credo che lo avrebbero fatto nei loro 5 anni di governo.

  4. 4
    filippo -

    “… c’è solo il problema morale : è lecito o no migliorare l’economia sfruttando persone che come dici tu vengono pagate poco e lavorano assai ????”

    no che non lo è! ma questo ci porterebbe a discutere dei massimi sistemi e non della cittadinanza. se pigliamo per i massimi sistemi, la mia risposta è la marsigliese, non certo bandiera rossa o bella abissina, e non sono il solo!

    “ma poi vorrei sapere dove lavorano visto che posti di lavoro non ce ne sono …… e nemmeno si può parlare di riqualificazione professionale , visto che buona parte degli immigrati sono senza istruzione , a qualsiasi livello, anche lavorativo”

    a Ballarò è stato ripreso il tema della voragine del lavoro nero e del caporalato. si sono dimenticati di dire che il caporalato è presente non solo nelle campagne del casertano, ma anche nelle zone industriali di tutto il paese, sotto forma di intermediazione di mano d’opera almeno da 25 anni, nonostante gli Ispettorati del lavoro e la legge. in questi ultimi anni, dopo la crisi dell’informatica, l’intermediazione è stato quasi l’unico modo di assumere “consulenti” informatici a basso costo e questo ha appesantito tantissimo la dequalificazione e l’obsolescenza. lo hanno fatto tutti, dal cantinaro mafioso alla mafia Telecom.
    la richiesta dunque c’è, ma l’imprenditoria italiana è quello che è e finché non s’interviene anche su questo in modo “pesante” il sistema produttivo è zavorrato, con l’aggravante della concorrenza sleale dei paesi in via di sviluppo tecnologico, come la Cina, cosa che rende il trattato commerciale indispensabile.
    la scusa dell’imprenditoria è “gli alti costi di produzione”, ma questa è parzialmente una balla per coprire la loro fondamentale avidità e disonestà. dico parzialmente, perché in parte è vero! un po’ per questi sindacati in malafede e un po’ per gli alti costi dello Stato italiano, che è una fonte di dissanguamento terribile, il lavoro è davvero così costoso che l’imprenditoria seria ne è scoraggiata, lasciando ai farabutti campo libero.
    per la riqualificazione mi riferivo dunque agli italiani, che vivono una scuola che è un bordello dai piedi all’università, per non parlare della ricerca, sulla quale c’è un esauriente quadro di politici strapagati e ricercatori alla fame, fatto da Mussi e riportato sulla Stampa, e un ambiente di lavoro che è meglio lasciar perdere.
    il paese è arretrato, risultato di 60 anni di politiche mafiose, neofasciste e protezionistiche, ossia le 3 forze che hanno deteriorato la politica e drogato prima e poi frenato lo sviluppo.

    …………………….

  5. 5
    filippo -

    ……………………

    “C’è inoltre da sperare che queste persone si integrino in Italia …”

    come ho detto, non c’è da sperare, c’è da pretendere, sennò fuori dalle balle!

    “Anche Fini parlava di dare la cittadinanza, ma non credo che volesse regalarla; è più nello stile di Alleanza nazionale dare la cittadinanza dietro rigorose premesse, piuttosto che in modo gratuito, anche se servono per l’economia; se inoltre ciò era davvero nei piani del CD ,credo che lo avrebbero fatto nei loro 5 anni di governo”.

    sono convinto che almeno AN volesse misure adeguatamente restrittive, ma è certo che Berlusconi, Fini e Casini non avevano gli stessi obiettivi; infatti, la cosa è rimasta lì!
    aver mandato Berlusconi è stato un bene per una serie di motivi che rendevano la situazione imbevibile, la persona in primo luogo, cò che ha fatto in secondo, la sfacciataggine con cui l’ha fatto in terzo.
    adesso, se l’evidente piano di affossare Prodi riesce, siamo nella merda, non tanto perché cade Prodi, quanto per l’anarchia che ne deriverà e almeno 2 dei prossimi anni come nella peggiore repubblica, solo ed esclusivamente conflitti parlamentari!

  6. 6
    filippo -

    aggiornamento:

    “Il Consiglio dei Ministri, nella riunione dello scorso 4 agosto, ha approvato, su proposta del Ministro dell’Interno, un disegno di legge che aggiorna la normativa sulla cittadinanza modificando la legge n. 91 del 1992. Tale disegno di legge prevede una serie di interventi che prendono in considerazione le varie situazioni che contraddistinguono la presenza degli stranieri nel nostro Paese e, in particolare, i nati nel nostro territorio, i minori che si ricongiungono ai propri familiari in età infantile o adolescenziale, gli stranieri extracomunitari maggiorenni. E’ stato quindi stabilito che potrà acquisire il diritto ad avere la cittadinanza italiana chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia legalmente residente in Italia, senza interruzione, da cinque anni al momento della nascita e in possesso del requisito reddituale previsto per il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. In tutti i casi, fatta eccezione per i bambini, la richiesta di acquisizione della cittadinanza italiana deve essere sottoposta all’accertamento della reale integrazione linguistica e sociale dello straniero nel territorio dello Stato. Tale requisito è esteso anche a chi sposa un italiano.
    si tratta di requisiti che sono diretti a verificare la reale condivisione da parte dello straniero che richiede la cittadinanza italiana, di
    principi costituzionali e regole sociali che costituiscono l’indispensabile tessuto connettivo di tutti i cittadini italiani”

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