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La lega e una corsa in taxi pagata con 500.000 voti alle Europee!

di Seneca

C’è un’immagine che ormai circola come una metafora perfetta della politica italiana recente: la Lega che chiama un taxi, ci fa salire Roberto Vannacci, lo porta alle Europee e poi, quando arriva il conto, finge di non sapere chi abbia ordinato la corsa. Un taxi costato mezzo milione di voti, quelli che il generale ha portato in dote al Carroccio in uno dei momenti più bui della sua storia recente. Perché diciamolo senza giri di parole: senza quei 500.000 voti, la Lega avrebbe rischiato una delle peggiori figure della sua storia. I sondaggi erano impietosi, la base disorientata, il partito in crisi d’identità. Poi arriva Vannacci, outsider, indipendente, con un linguaggio diretto e un consenso personale che nessuno nel partito era più in grado di generare. Risultato: la Lega si salva, e non per merito suo, ma per merito di Vannacci. Eppure, come spesso accade nella politica italiana, chi ti salva la vita diventa subito un problema. Molti simpatizzanti del generale lo avevano avvertito: “Non fidarti, non entrare, non farti usare”. Erano persone vicine al pensiero leghista, ma lucide abbastanza da capire che il Carroccio avrebbe accolto Vannacci solo finché utile, mai come risorsa da valorizzare. Lui, invece, scelse la strada più istituzionale: accettò la candidatura, convinto che fosse il modo più rapido per portare le sue idee nel dibattito pubblico. Il resto è storia: ostilità interne, resistenze, sospetti, porte socchiuse e poi richiuse. Il generale è stato trattato come un ospite ingombrante, non come l’uomo che aveva appena consegnato al partito un risultato che nessun altro era in grado di garantire. E quando ha iniziato a muoversi con autonomia, quando ha dato segnali di voler costruire qualcosa di suo, ecco che molti di quelli che lo avevano osannato hanno iniziato a scaricarlo con una rapidità imbarazzante. Perché? Perché Vannacci fa paura. Fa paura a chi teme che un progetto nuovo, come Futuro Nazionale, possa sottrarre spazio, voti e centralità. Fa paura a chi sa che il generale ha intercettato un elettorato che non si riconosce più nei partiti tradizionali. Fa paura a chi percepisce che il Paese ha fame di una rinascita culturale, intellettuale e politica che l’attuale Governo purtroppo fatica a far decollare, anche per via dei veti incrociati e delle opposizioni sistematiche della sinistra. Le strumentalizzazioni del passato? Acqua passata, certo. Ma restano come cicatrici di un sistema politico che prima ti usa e poi ti accantona. E oggi, chi si proclamava amico si rivela per quello che era: opportunismo politico allo stato puro. Chi invece ha creduto davvero nel generale continua a sostenerlo, convinto che Futuro Nazionale possa diventare un attore importante nel panorama italiano. Resta però un punto delicato: le voci, insistenti, di un possibile avvicinamento a Matteo Renzi. Molti dei sostenitori di Vannacci lo considererebbero un errore strategico enorme. La storia recente parla chiaro: Renzi-Calenda docet. Alleanze nate con grandi ambizioni e finite in macerie politiche. E poi c’è un’ultima nota, quasi un appello: c’è una Provincia del Nord che Vannacci ha inspiegabilmente snobbato, una terra dove il suo messaggio troverebbe un terreno fertilissimo. Una Provincia che aspetta solo di essere considerata, valorizzata, coinvolta, Sia chi gli è idealmente vicino a livello politico. e anche lui stesso sa perfettamente di quale Provincia si tratta:…avrebbe dovuto venire ancora nel 2022 e poi per “problemi istituzionali” non è più venuto… Ora il taxi della Lega è arrivato al capolinea. Il conto è stato pagato e profumatamente, caro Salvini, non fingere di dimenticarlo davanti agli italiani! E per la prima volta, Vannacci ha davanti una strada tutta sua, senza autisti improvvisati né passeggeri ingombranti. È il momento di dimostrare ciò che ha sempre detto di voler fare. È il momento di vedere se Futuro Nazionale sarà davvero il futuro di qualcuno, ma soprattutto il futuro di quegli italiani stanchi di aspettare! E sono tanti…mi creda dott. Vannacci! È il momento di capire se il generale saprà guidare, questa volta, senza taxi.

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Categorie: - Politica

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