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La fine improvvisa di un amore

di Loredana
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14.073 commenti

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  • 9891
    LUNA -

    lunghi (già tre settimane fermi in un limbo, quindi figuriamoci tre anni) e che comunque l’amore ha bisogno anche di una sua chiarezza per vivere e crescere… e gli esseri umani ne hanno bisogno, della chiarezza, di sapere dove sono e con chi, con quale tipo di reciprocità ecc per sentirsi sereni, altrimenti si rischia di vivere come @chi visse sperando morì non si può dire.
    Insomma, in sintesi, non conosco le vostre dinamiche, ragioni, anche degli orgogli e dei silenzi, ma penso sia comunque logorante per te vivere in base alle supposizioni, anche se ami ancora questa persona.

    Fermo restando che conta il punto presente, vorrei chiederti se è sempre stato lui una persona poco incline al dialogo e alla chiarezza. Mi pare di capire che siete separati, se pure non legalmente, da tre anni (che non sono pochi), ma non ho capito di che natura sia stato il vostro rapporto in questo tempo, cioè se avete continuato comunque a frequentarvi, da persone che stanno insieme o quel che sia, o se invece avete mantenuto soltanto un legame formale, ma non in sostanza. Mi pare di capire che non c’è mai stato un vero passo risolutore, che fosse nel risolvere la vostra crisi veramente insieme mettendo tutte le carte in tavola, nè ponendo fine alla relazione anche in modo formale ma così potendo voltare pagina e ricominciare a vivere. Mi pare, dal fatto che gli hai inviato la richiesta di separazione, che tu abbia bisogno di chiarezza.

    @e lui che mi risponde : che da me non se lo sarebbe aspettato

    non si sarebbe aspettato cosa? Se il contesto da tre anni è di una separazione sostanziale, se non siete più marito e moglie e se non si parla di sentimenti (al di là di ciò che tu puoi supporre tra te e te) nè di una quotidianità e costruttività come coppia, chiedere la separazione mi pare un atto piuttosto naturale e sano (per quanto possa essere doloroso) piuttosto che vivere costantemente in un limbo o in una non-storia. Mi sembra la formalizzazione di una situazione comunque effettiva.
    Mi ripeto, non conosco lui, te, la vostra situazione nel dettaglio, ma penso che tu ben poco possa fare per salvare una relazione da sola e parlando da sola, e che se vuole restare sposato forse sarebbe il caso che ti dicesse il perché lo desidera, idem che aprisse spiragli ad un’eventuale strategia di riconciliazione (ma concreta) se lo desidera.

    Io mi auguro Tamy (ma ripeto non vi conosco ecc) che il fatto di dirti che lui ti ama ma non lo dice per orgoglio non sia un modo in cui continui a sperare e a giustificare una persona che però si sta comportando in modo anafettivo nei tuoi confronti, una persona che di fatto non c’è, e che questo legame/non legame non ti stia causando solo un grande, perenne vuoto e una costante battuta d’arresto nella tua vita. Ovviamente le mie sono solo riflessioni generali su dinamiche che non posso sapere se ti/vi corrispondono. Se non ho capito mi scuso, se vuoi raccontaci di più.

    Ciao 🙂

  • 9892
    rocco -

    Non seguo i commenti anche perchè e la 1 volta che scrivo qui quindi non riesco a seguire i discorsi, risponderò solo in relazione al testo scritto sopra (l’originale) .
    Io credo che quando un amore finisca ed è quello vero, con che non ti fa dormire la notte, quello che anche dopo anni non riesci a dimenticare, quello che userai per fare comparazioni a vita con altre relazioni, ..quell’amore sara’ una base fissa per tutta la vita a prescindere cosa abbia fatto l’altro partner. Sappiamo per certi che anche se tornasse non sarebbe mai la stessa cosa, le stesse emozioni, forse non ci ricongiungeremo mai, ma la cosa piu’ sbagliata e irreversibile che si possa commettere in questi casi , e farsela scivolare addosso e accettare passivamente di vivere con qualcun’altro, sarebbe preferibile stare da soli che adagiarsi ad amori minori per lo meno si vivrà di sogni di quell’amore o di un futuro amore che abbia le stesse vibrazioni. Io ne ho conosciuto di persone che avendo perso il grande amore, poi hanno trovato qualcun’altro con cui vivere insieme (un amore minore), ma vi posso garantire che la vita frustrata che si condurrà sarà terribile, perchè non appena avrete 1 attimo da soli ripenserete al vostro grande amore e di come sarebbe andata se foste stati ancora insieme . Molti sono gli psicologi che affermano , il tempo cancella tutto, o pian piano ci si farà una ragione,..io credo che queste persone non abbiamo mai provato il grande amore (che è abbastasta raro), per cui un emozione vale un’altra. Nella mia storia, la mia partner a distanza di 1 anno è tornata, non gli ho permesso di frequentarmi nuovamente anche se saltuariamente mi manda messaggi, ne io ho avuto altre relazioni, ormai commise un evento irreversibile, ma si capisce quanto ancora ci amiamo anche se non torneremo più insieme, ma restiamo per il momento liberi entrambi, è inutile adagiarsi a piccoli amori quando si è toccato il cielo con 1 dito.

  • 9893
    Lilly -

    1. Il silenzio non è un buon segnale. Mai. Si, vabbè…..ci sono le persone che si capiscono con uno sguardo. Ma è uno sguardo che parla, che dice, che inscena un dialogo. Un dialogo silenzioso ma pur sempre dialogo….appunto.
    Il dialogo è fondamentale e quando una delle parti perde la capacità di parola e di ascolto occorre tirare il freno velocemente e domandarsi-domandare se ha un senso continuare.
    Certe situazioni si incancreniscono. Si ha la sensazione di poterle gestire, controllare, risolvere il giorno dopo. Ma il giorno dopo si sposta sempre, non arriva mai. Finchè scopri che è la situazione ad aver gestito te, voi.
    All’improvviso ci si scopre estranei. Non si riconosce l’altro e, a volte, non ci riconosce più neppure da soli.
    Non c’è niente di più triste che diventare estranei.
    Magari ti domandi: “ma ha un senso tutto questo?” E per darti una risposta ti prendi ancora un giorno, poi un altro. Si arriva a tre anni e a chiedere a degli sconosciuti: “aiutatemi a capire”.
    Tamy, il mio parere spassionato è che hai fatto una scelta positiva per il tuo equilibrio a prendere le distanze da una situazione del genere chiedendo la separazione.
    Certe scelte dovrebbero dare una solenne scrollata all’altro. Metterlo di fronte alla possibilità, alla necessità di chiarire, di cambiare rotta.
    Certe scelte dovrebbero essere un vero e proprio calcio nel sedere di chi magari si è trasfromato in una Sfinge ma non se n’è accorto, che dice “ma che cacchio succede????” e mette a fuoco di aver trasformato un rapporto in un coma.
    Io non so come andrà a finire. Certo….ti auguro che sia come dici tu, che lui sia paralizzato anzi reso muto dall’orgoglio e che in un’aula di tribunale avverta il volo radente dell’uccello Padulo e si svegli dal torpore.
    Se non sarà così avrai fatto, comunque, una scelta sana per te. Perchè stare con chi fa soffrire con la propria indifferenza è una pena che, spesso, si sconta per un peccato ch non si è commesso. E non è giusto.
    Lunetta: :)….connessione mentale! Tu, però, sei più divertente quando ti incazzi 🙂

  • 9894
    LUNA -

    ROCCO: penso che la paura di non provare più le stesse emozioni sia molto comune alla fine di un amore, e concordo sul fatto che mentire a se stessi adagiandosi in una storia in cui non si crede e sente veramente non può far sentire appagati e felici (e non è neanche corretto per chi non gradisce certo di non essere amato completamente, che se pure non glielo dicessimo secondo me lo percepirà). tuttavia, se quella di sposarsi con il primo o la prima che passa correndo, o fare un figlio solo in base a considerazioni razionali ovviamente è una follia (in cui alcuni purtroppo cascano) credo che anche il dirsi che per forza non si vivranno mai delle emozioni reali, complete e restare fedeli in astratto ad un amore anche perché sennò sembra di aver tradito la propria convinzione riguardo l’amore che è uno solo sia altrettanto “razionale” più di quanto si pensi. Perché se è vero che le emozioni fortissime non si trovano al supermercato è anche vero che è perché non abbiamo rielaborato la fine di un amore (non la sua grandezza che non siamo costretti a negare da nessuno e neanche dalla sua fine) che possiamo sentirci così, ma anche perché in realtà abbiamo paura. Paura di essere travolti di nuovo. Non dico che sia sempre così, ma può essere anche così. Oppure perché continuamo ad aspettare, anche se razionalmente ci siamo detti di no. Ma non si continua ad aspettare solo perché un amore è stato troppo grande, ma anche per fissazione alle volte. Perché esistono anche persone che l’amore, quello non minore, ma l’amore vero, lo incontrano dopo storie super travagliate e quindi molto molto molto intense, che avevano scambiato per l’amore unico e irripetibile per delle emozioni totalizzanti che però non avevano solo o del tutto a che fare con l’amore.
    Del resto comunque ogni amore è irripetibile, sì, perché le persone, le situazioni e le nostre età sono diverse. Anche se restiamo noi stessi sempre comunque le emozioni sono uniche. Perché non è il paesaggio che vediamo e che abbiamo già visto o il gesto che compiamo e che abbiamo magari già compiuto il punto, ma lo è come ci sentiamo dentro.
    appunto, mi dirai. Appunto, quindi esiste solo un amore e il resto è minore. E se fosse quello che deve ancora arrivare, e non ti aspetti, invece, il vero grande amore della tua vita? finché non lo vivi non lo sai, come fai (tu generico, non tu rocco) a parlare di qualcosa che ancora non hai provato, di qualcosa che ancora non sei stato, di qualcuno che ancora non hai incontrato?
    Come ti ho già detto concordo sul fatto di non adagiarsi in qualcosa che non sentiamo… ma rassegnarsi al fatto che è già stato e quindi non sarà mai più è diverso dal rimanere aperti (o tornare ad essere aperti) a sentire ancora.
    Conoscere una persona e cercare in quella persona un’altra, conoscere una persona e chiederle di diventare il nostro amore, minore pure che sia, conoscere una persona e usare una relazione per riempire un vuoto mi pare diverso dal vivere, stare al mondo, non

  • 9895
    LUNA -

    pretendere da noi stessi e dagli altri di essere, bensì ascoltarsi.
    C’è anche un tempo in cui possiamo sentire, vedere, lasciare spazio agli altri e tempi in cui ciò non è possibile.
    La convalescenza mi pare naturale, anche quella in cui ci di dice “mai più”, ma non è detto comunque che la vita non possa sorprenderci, anche attraverso un incontro, mentre non lo stiamo cercando.

    Penso che ognuno di noi sa le sue emozioni e rispetto a chi e cosa nei suoi ricordi e nelle sue sensazioni.
    Ognuno di noi sa quali e perché sono le persone che dentro hanno lasciato il segno. Ci si ricorda e ci si affeziona, peraltro, non solo all’altra persona, ma a come ci si è sentiti rispetto a.
    Siamo anche culturalmente (non dico tutti, eh) confusi da un’idea che la serenità non sia passionale, che la serenità possa fare rima con la noia, mentre una storia estrema e caratterizzata da scosse da 3000 volts (non dovute alla quantità di amore, ma alla tensione e ai problemi e quindi alle scosse di adrenalina) sia più vera di una in cui la mattina ci svegliamo sereni. Purtroppo ci sono anche persone che non conoscendo la serenità non riescono ad abbandonarsi alla serenità, non riescono a vedere che non sentirsi sempre in preda di un’adrenalina “negativa” non significa non poter provare tutta una gamma di emozioni, comunque fortissime, ma positive. Una tavolozza di colori che non si conoscono perché non si sono mai conosciuti. Non dico che sia sempre così, ovviamente, ma anche questo accade.
    Chiaro che il discorso, essendo emotivo, è complesso e ognuno conosce il suo.
    Non sto dicendo che si possa amare mille volte nella vita, l’amore, quello vero, è raro e prezioso, è vero. E bisognerebbe essere in due a condividerlo. Sull’amore unilaterale, per esempio, ho i miei dubbi che possa essere davvero quel grande amore unico e inimitabile. Se vogliamo proprio “personificare” l’entità amore, allora vedo due persone che si guardano negli occhi, non una che guarda un’altra in adorazione completa, e l’altra che guarda da un’altra parte o si toglie un pezzo di insalata dai denti con lo stuzzicadente. Ciò non toglie che chi adora da solo possa provare delle emozioni pazzesche, e quindi nessuno può dire per lui che quello non sia il suo grande amore.
    Per alcuni pensare di poter avere un giorno (anzi, pensare di non avere, quindi) un nuovo amore, che non sia una finzione ma una realtà, è come dire (almeno per un periodo): significherebbe dire che l’altra volta non ho amato, che mentivo senza sapere di mentire quando dicevo che quello era il mio grande amore. Perché? perché dovrebbe essere una bugia avere provato delle emozioni intense e aver desiderato davvero che fosse per sempre?
    perché provare delle emozioni nuove, belle, dovrebbe essere un tradimento di emozioni passate? In fondo lo sappiamo tutti che non possiamo essere felici dove non lo siamo, convincerci di. Ma non esiste solo il convicersi, esiste anche il sentire. non dare per scontato nè il positivo nè il negativo. Viver

  • 9896
    DeaNera -

    L’Amore non può avere mille facce.

  • 9897
    Lilly -

    Hai ragione DeaNera.
    Il problema è quando si vede Amore su mille facce sbagliate 🙂

  • 9898
    DeaNera -

    Hai ragione Lilly…..perfettamente.
    E quando lo vedi su un solo volto e sai che nessun’altro potrà sostituirlo?
    E quel qualcuno ti dice che non sei l’Amore dela sia Vita,ma tu credi fermamente di si?
    Perchè quando ad Amare si è in due,tutto è lecito,e quando solo uno continua ad Amare e vorrebbe recuperare,viene chiamato “ossessionato”?
    A me sta capitando questo……

  • 9899
    Lilly -

    Vedi DeaNera, tu poni delle domande la cui risposta varia in base al periodo che sta vivendo e le esperienze che sono state vissute da chi tenta di darti una risposta.
    Ho vissuto anche io un periodo in cui nella migliore delle ipotesi sarei stata definita “ossesionata”.
    Io lo ero per davvero….
    Un periodo in cui ho sviluppato un concetto di Amore talmente alterato da legarlo a stati d’animo che (impostando una proporzione) stanno all’Amore come un cavolo marcio sta ad una merenda in casa di un Vip straricco abituato ad offriere aragoste e champagne ai propri ospiti.
    Litigi violenti, fughe, ricomparse, insulti, minacce, dichiarazioni struggenti, grandi riappacificazioni, ri-fughe etc etc etc.
    Insomma…..Amore= grandi sceneggiate + (per forza) stare male!
    Naturalmente quando il lui della situazione ha decretato che io non ero l’Amore della sua Vita il mio pensiero alterato ha proseguito su questa pessima strada fino al punto di intravvedere il sacrificio in quello che è stato un comunissimo “non mi interessi più-non gioco più-porto via le palle”.
    E ora?
    Ora la mia opinione è profondamente diversa. Ora so (con una certezza relativa a me stessa, non assoluta) quando si prova sofferenza in un contesto che, per definizione, dovrebbe dare gioia e serenità c’è qualcosa che non va.
    Un qualcosa che potrebbe essere “ossessione”, solitudine portata all’estremo, voglia di normalità oppure voglia di eccezionalità correndo il rischio di subire brutte reazioni (anche un “non fai per me” detto fuori dai denti) pur provare un’emozione magari compiacendosi del proprio stare male perchè il dolore amplifica quelle emozioni tanto cercate.
    Un qualcosa che, comunque, altera la nostra capacità di valutare in modo equo la positività delle nostre azioni e dei nostri desideri.
    Un qualcosa da cui prendere le debite distanze per il semplice motivo che è distorto, insano e non può consigliarci bene…..
    A volte le soluzioni magiche” stanno nelle considerazioni più semplici ma, probabilmente, più difficili da realizzare: se stai male spostati da lì.

  • 9900
    Anfan -

    Loredana, non è di conforto, ma situazioni come la tua sono frequenti.

    Non c’è una soluzione facile e rapida, non esiste una scappatoia al dolore. La fine di un’amore come quello che hai descritto è simile ad un lutto e ci vuole tempo per andare oltre.

    Lo so che sono frasi fatte e non è di conforto, so bene che sono concetti triti e ritriti che appaiono vuoti. Ma se sono triti e ritriti è proprio perchè, nonostante ciò che si pensa quando ci si è dentro, è così che funziona.

    Passerai oltre Loredana, ricomincerai a vivere pian piano, a non aver bisogno di lui, a non desiderarlo più, a vederlo con occhi diversi. Passerà. Come e quando, dipende in buona misura da te: da quanto reagirai, ti sforzerai di ricominciare quando non ti andrà, di uscire anche se non vorrai, di pensare ad altro quando ricordi e immagini busseranno alla tua mente, e ti appariranno come un bicchiere d’acqua nel deserto. Anche se saranno solo miraggi.

    Cambia abitudini. Cambia palestra o iscrivitici, se non ci andavi prima. Vendi qualche mobile e sostiuiscilo con un altro, cambia la disposizione di mobilio ed oggetti in casa. Cambia abitudini, luoghi, conoscenze. Fà attività nuove, cucina piatti nuovi, taglia con il passato.

    La novità ti aiuterà a prendere la svolta che ti serve.

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