La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
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in cui resterò senza respiro. File lesionati che poi dovrò rimettere a posto. Allora, sì, siamo tutti umani, e tutti possiamo fare anche involtontariamente, non solo volontariamente, male agli altri, anche a qualcuno che amiamo. Ma chi gioca con l’abbandono, e con vigliaccheria, che sia per un giorno, che sia per dieci o per sempre, perché dovrebbe avere uno sconto dentro di noi?
Forse sembro una Luna diversa dal solito, non lo so, mentre dico questo. Ma non sto parlando di rancore. Penso però, ad esempio, a quel mio “zio” che ha abbandonato la moglie dopo 40anni, e qualsiasi ragione potesse avere tra un civile rispetto, anche nell’andarsene, e una spietata vigliaccheria, che gli ha fatto anche cercare di passare lui per quello che un po’ comunque aveva pure ragione eh, ha scelto la seconda strada. E in anni non ha fatto un passo uno per venirle incontro. Lei, sua moglie, è una donna talmente piena di fede e buoni sentimenti che forse lo ha persino perdonato. Ma io penso: se un giorno lo “zio” venisse alla sua porta con che faccia arriverebbe? con quella di chi si è veramente pentito e sarebbe in grado di spiegare, veramente, perché è stato così superficiale nel lesionare un’altra persona e lasciare che si arrangiasse a stare o rimettersi in piedi (anche con il suo carico, di lui, di violenza vigliacca) e che sarebbe disposto DAVVERO a curare la ferite, con pazienza (e senza garanzie)? o con la faccia di chi si è fatto un tour in un’altra vita, per i c.... suoi, e poi, quando ha capito che si stava meglio dove credeva di stare peggio, viene a pretendere comprensione, a pretendere con arroganza il perdono? Perché non si può pretendere il perdono con arroganza, e c’è chi lo fa. “Sì, ok, è vero, mi sono comportato male… ma ora non farla tanto lunga, non farmelo pesare eh… perché o si riparte o me ne vado di nuovo…”. Ho una coppia di amici che si è tradita vicendevolente, brutta storia, però è indubbio che si amano. Tuttavia dopo aver attraversato un tornado in cui ciascuno ha fatto la sua parte, e ha avuto anche le sue lacerazioni, adesso cercano di ricostruire veramente (e si percepisce anche che ci riescono). Ma il fatto è che si sono messi alla pari, e che accettano anche la rabbia che talvolta viene fuori dall’uno e dall’altra. Mettono una pietra ciascuno per ricostruire, la mettono insieme, a volte uno dei due la fa cadere e l’altro la rimette su.
Ma se ferisci ferisci, e allora non è questione di giudicare, di non riconoscere umanità, perché tutti possiamo sbagliare e ferire. Però c’è chi si impegna per rimediare, ricostruire, chi sembra andare sempre in cerca di sconti, e ha empatia solo per sè. Tanto lui o lei si arrangia, vedrai che non muore.
Io non credo nel rancore, ma non credo neppure nel doveroso perdono, o nell’automatico perdono. Nella mia vita sono stata riaccolta quando avevo sbagliato, ma non credo di averlo preteso con arroganza o dato per scontato. Il perdono vero è una cosa seria, che riguardi noi stessi o gli altri.
ADELE: son domande difficili sì sì :/ 🙁
Mi verrebbe da dire che forse però la serenità non è così complicata.
Cioè… a volte può essere difficile raggiungerla, sentirla, certo, ma quando la provi non è complicata, è una sensazione di benessere.
Mi ricordo ciò che disse un mio amico: se devi pensare così tanto forse già è un sintomo di qualcosa che non va.
E non si parlava del pensiero “intelligente”, ovviamente, ma del pensiero ansiogeno. Di quella sorta di labirinti, di emozioni ma anche di pensieri, troppi, in cui alle volte nella vita ci capita di ritrovarci. E non è detto che sia solo l’amore a provocare queste sensazioni. Nella mia vita ho avuto esperienza di amicizie e situazioni di lavoro serene di base, realmente, e esperienze di incontri non sereni.
E’ chiaro che anche con l’amica sorella che conosco da 30 anni può capitare che ci siano dei giorni meno perfetti, però quanti sono stati in 30 anni di frequentazione assidua? 3? 6? neanche mi ricordo e forse un motivo ci sarà. E non è che tutti i giorni c’era sempre il sole, sempre tutto andava dritto in ogni campo della vita. Ci sono stati anche momenti più difficili di altri. Nè io nè la mia amica sorella siamo perfette e quindi il rapporto che funziona non si basa sull’incontro tra due perfezioni in una situazione perfetta, come chiusa in una boccia di vetro o in una gabbia dorata… magari però si basa su un reale affetto e delle reali affinità. Mentre ci sono persone che magari ti provocano una sensazione di disagio e non servono 30 anni e neppure situazioni più estreme per percepirla. Idem per il lavoro. Ho fatto progetti più lunghi che includevano decine di persone, magari anche con dei momenti di nervosismo dovuti all’organizzazione, o a qualche problema che emergeva e andava risolto, o alla stanchezza o al fatto di dover correre velocissimi per portare a termine qualcosa e le cose hanno funzionato. Le ho assimilate come belle e positive esperienze. Poi magari fai un progetto breve con meno persone ed è un casino.
Certo, certo che siamo fatti di tante emozioni, e che la vita non è perfetta.
E se soffri per amore come fai a essere sereno? Come fai a controllare qualcosa fuori da te e a essere certo di poter sereno? Non puoi controllare il futuro, nè la testa e il cuore degli altri. E puoi beccarti anche degli improvvisi, shokkanti bidoni. E’ vero.
Eppure a volte, in certe situazini, sereni non lo siamo mai. Non lo siamo mai veramente stati.
Intendo dire: è vero che purtroppo possiamo provare la serenità, reale, e poi perderla. Può capitare. Ma a volte invece la situazione non è di una sensazione di serenità che viene travolta da un evento negativo, da un improvviso colpo di mano dell’altro o del destino…
a volte capita anche che una situazione ci faccia stare male, ci faccia pensare troppo e allora è vero che soffriamo, non ci sono dubbi, però forse ci siamo anche dimenticati di cosa sia la serenità, al punto da non riuscire più a capire cosa non lo è.
A volte esistono anche incontri che da subito sono dei piccoli tormenti che poi possono diventare grandi e logoranti tormenti.
Storie che da subito, al di là dell’energia che ci veniva voglia di investire, magari enorme, in realtà però sono sempre state un po’ frustranti, implosive, logoranti, in cui non hai mai veramente sentito una situazione di parità, di sentimenti, impegno, rispetto, intenti…
Io per esempio ho avuto una storia importante, tanti anni fa, che è stata bella, vera, paritaria, molto costruttiva. eravamo giovanissimi ma costruivamo, ci era venuto spontaneo per esempio prendere treni, entrambi, per passare il più possibile il tempo insieme, e venirci incontro. Era una storia con basi serene, anche se visto che eravamo piccoli, di carattere e con l’educazione sentimentale anche da costruire c’erano degli scontri. Mi dirai: grazie tante, eri giovanissima. Però io una storia che invece non era mai stata veramente serena, se non nelle sue primissime battute, e con delle cose che non mi tornavano, l’avevo già avuta. Quindi le differenze le sentivo.
Perché quella storia è finita? Perché le ansie venivano da fuori, pressanti, e non siamo riusciti a gestirle bene (appunto eravamo giovanissimi). In realtà, volendo, siamo stati bravissimi a farla funzionare per tutte le difficoltà anche logistiche che c’erano. Sarebbe stato più logico che ci fossimo persi perché per la maggior parte del tempo dovevamo organizzarci per stare insieme pur vivendo molti giorni alla settimana in due città diverse. Invece ci vedevamo più noi di gente che stava nella stessa città. E non ci siamo rotti le scatole di questo aspetto, che gestivamo in maniera molto spontanea. Ma ci ha logorato il fatto che sua madre ci rendeva la vita impossibile con delle dinamiche uforobot che avrebbero steso forse gente con il doppio della nostra età.
Perché citavo questo esempio? non come storia perfetta, ma come storia comunque nel bene o nel male che è stata una storia. Ho l’impressione anche leggendo il forum che se ci sono storie che finiscono perché ci sono dei problemi o i sentimenti cambiano, esistono anche storie che invece sono semplicemente problematiche, da subito. talmente problematiche che il loro vero problema sta… nel fatto che non riescono nemmeno mai a essere veramente delle storie di coppia. Si fermano prima. prima che avvenga il reale incontro. O comunque hanno dentro sempre una sottile (o più evidente) sensazione di disagio, ansia, incompletezza. Non vivono veramente di una serenità presente, di una progettualità presente, anche banale, quanto piuttosto dell’aspettativa di una serenità futuribile. Si può essere veramente veramente sereni, anche cinque minuti, in storie così? O non si può che sentirsi incompleti, implosi come individui, vivendo una storia che è sempre sospesa tra il prologo e il finale, ma a cui sembra mancare il centro?
RAFFI: ti penso, per il tuo importante appuntamento… 🙂
Salve a tutti. Vi prego, consigliatemi. orrei che fosse solo un brutto
sogno. Sono ancora sconvolta, e scusate se scriverò male, ma ho
bisogno di sfogarmi. Ieri notte, il mio ragazzo mi ha praticamente detto che
non è più sicuro di voler stare con me. IL motivo? Non c’è. Non lo sa.
Quello che ha è una sensazione strana, di disagio dice; dice che non
ha più lo slancio di prima, la voglia di fare di tutto per me, non è
più motivato. Mi ha detto che non gli ho fatto niente, che io sono una
persona stupenda, la migliore che abbia mai incontrato, che era
sincero quando mi ha detto che con me ha amato davvero per la prima
volta, che sono bellissima, gli piaccio, sono intelligente, abbiamo
tante cose in comune e ci divertiamo quando facciamo le cose insieme,
insomma, stiamo bene, ma…. ma non è più sicuro di voler passare
tutta la vita con me. Che non è più felice. Capite?! Senza un motivo
valido. Gli avessi fatto qualcosa, non so.. Abbiamo avuto delle
discussioni, mi ha detto che alcuni lati del mio carattere non li
comprendeva, che gli davano fastidio, ma mi amava nonostante i miei
difetti e sapeva che stavo facendo di tutto per cercare di limarli.
Adesso no, adesso dice che quelle cose le vede come ostacoli
insormontabili. Dice pure che crede di non essere più in grado di
sentire una mia qualche paranoia sul cibo, e si dispiace di questo,
perchè riconosce che non è bello. Insomma, sta benissimo con me, ma
non mi sopporta. E se ne accorge ora, quando fino a poco tempo fa
siamo stati in spagna e lui stesso mi ha detto, perfino ieri, che è
stato il viaggio più bello che abbia mai fatto, e che è stato
benissimo. Io a dire la verità non ho parole. Però mi sento morire.
CONTINUA….
Tutte le mie certezze di prima, che stavo abbandonando e che avevo
anzi già abbandonato per lui.. Mi sentivo così felice.. C’ eravamo
proprio trovati, presi così forte dall’ inizio.. Mi sento morire. Non
me lo sarei mai aspettato, da uno che ti dice che vuole stare per
sempre con te, che vorrebbe vivere con te e morire con te. Mi
sembravano un po’ affrettate queste cose, quando le disse, ma ci
credevo, mi sono fidata. Io senza di lui non ce la faccio, comincerò a
non mangiare, e stavolta non so dove arriverò. Mi mancano pochi esami
alla laurea, ma non riuscirò a combinare niente. Io gli ho detto di
provare a superare queste cose, in nome del sentimento fortissimo che
perlomeno c’ era stato, e prima mi ha detto di sì, che potrebbe essere
un momento, poi resta silenzioso, ci pensa, e dice di no, che non ce
la fa, che non ci riesce, che non vuole più stare con me. Poi,
riparliamo, cambia ancora idea, dice che ci proverà perchè ci tiene,
ma dubita. Tutto questo ieri notte, a casa sua, sul suo letto. Ora lui
è a lavoro, io qui che dovrei studiare, ma chi ci riesce?! Sto davvero
malissimo, vi prego aiutatemi, ditemi che fareste, io ho paura di fare
qualche cazzata, mi sento presa in giro, mi sento una cosa allo
stomaco, nausea.. Io ho paura di non riuscire a sopportare una cosa
così improvvisa e immotivata. Non puoi essere convintissimo di amarmi
da impazzire, di non poter fare a meno di me, e poi dirmi che, all’
improvviso, ti senti a disagio e non te la senti più di andare avanti,
che non riesci a baciarmi, che non pensi di essere felice con me
perchè non sopporti più il mio carattere, (mah.. quando più volte
diceva il contrario, mi dovete credere) anche se con me ci stai
benissimo. Questo ragazzo o è uno squilibrato (mi ha pure detto:
“forse sono pazzo, ma non so perchè mi sento così!) o boh.. immaturo?!
Aiutatemi, mi sento persa e mi sta mancando la terra sotto i piedi.
Cavoli ragazzi… Ieri sera abbiamo parlato , cioè io ho parlato MA lui mi ha ascoltato ! E’ cambiato qc ? No , le sue posizioni sono quelle di 2 mesi fa , cioè non capisce che cosa gli sta succedendo , non sa se mia ama e non è più come prima … E’ d’accordo sull’impegnarsi per salvare questa meraviglia di vita che abbiamo ma solo a parole perchè non sa proprio come fare… Conclusione : oggi non piango ma solo perchè sono riuscita io a dirgli -anche se solo in parte- quello che provo e quello su cui secondo me lui dovrebbe riflettere… Ma stasera , quando lui sarà fuori a divertirsi (perchè così farà) con amici (???) ed io in casa a stirare … ??? Help me !
@RAFFI = grazie , anche io posso capire come ti senti per domani e ti auguro veramente per lo meno di riuscire a dirle ciò che senti , senza cattiveria , con il cuore in mano , perchè mettersi a nudo , essere se stessi con i propri sentimenti veri non vuol dire essere deboli… Al contrario : la vera forza sta nell’ammettere la propria debolezza , a testa alta , perchè quando si ama così tanto come NOI sappiamo fare nessuno ci può rimproverare qualcosa. Magari lei ti ascolterà , ci penserà e si farà luce con le tue parole… Speranza ? Certo : tutto può succedere ! Chi meglio di noi lo sa ?
E se ci stanno solo illudendo per poi darci il calcio finale e buttarci giù dal dirupo ? … bè almeno ci abbiamo provato, tanto cosa abbiamo da perdere ? Senza lei/lui nulla sembra avere un senso per cui… Per cui RAFFI sono con te , con le poche energie che ho ancora , perchè tu possa almeno sciogliere i dubbi annodati che ti avvolgono la mente .
@ADELE = come diceva un grande della letteratura italiana : “la felicità non esiste, è solo temporanea assenza di dolore” per cui appena smettiamo per un attimo di soffrire ecco che il mondo ci sembra fuxia-cangiante-tendente-al-rosa ! Mi sono sempre accontentata di essere SERENA , il mio cellulare si accende dicendomi “sorriditi e al vita ti sorriderà” ma anche così non è servito. Complicato l’essere umano ? Sì , certo , e poco serio , poco costante , poco convinto , poco tenace , poco riflessivo , poco consapevole … Volete aiutarmi ? Sicuramente tra tutti/e troveremo 1000 aggettivi !
@AMBROGIO = anche io non dormo la notte , lui è lì accanto a me che “non fa una piega” ed io guardo le ore che passano … Avvisami se vai a correre che vengo anch’io ! Lei è stata troppo cattiva con te , lei è cattiva dentro e geneticamente se nemmeno immagina quello che stai passando ma tu non odiarla , non diventare come lei , non cambiare il tuo bel modo di essere (= tu sei quello che ancora soffre per aver fatto soffrire i tuoi figli e la loro madre!) , c’è il rischio che il tuo cuore si indurisca . Finchè soffriamo possiamo sorridere al bene e alla serenità di cui parlavo prima , andare a testa alta fieri delle nostre azioni … Dall’altra parte c’è solo il MALE !!!!
Kiss a tutti
Ebbene sì,siamo arrivati al fatidico giorno…mancano poche ore oramai….Voglio solo ringraziare tutti voi,LUNA per il pensiero,DARIK per le sue parole…e tutti gli altri che in un modo o nell’altro mi hanno portato fino a qui….GRAZIE DI CUORE….ci risentiremo a giochi fatti….Un abbraccio virtuale..
Torno a scrivere dopo qualche giorno di black-out….. dopo la mia scelta di chiudere una storia in cui lui non si sentiva di andare oltre perchè non mi amava completamente, e i successivi 15 giorni di straziante no-contact…e poi il mio ritorno alla sua porta la notte del mio 40° compleanno, la sua tenerezza davanti al mio dolore, e il mio resistere (meno male…!) alla voglia di dargli tutto ancora una volta.
Siamo tornati almeno a parlare, il discorso è sempre quello: lui non ha colpe se non si è “acceso” d’amore. Ha aspettato un po’ per rendersene realmente conto, ma forse già dopo 5-6 mesi gli era chiaro e me lo aveva detto. Sono passati 1 anno e 8 mesi insieme, ogni tanto me lo ribadiva, ma a me non piaceva crederci e pensavo che il tempo avrebbe sistemato tutto. Eppure non cambiava la sua convinzione.
Poi mi sono data un appuntamento con me stessa… a 40 anni non avevo + tempo da perdere con chi non mi voleva. Eccomi qua, dopo il no-contact, il riavvicinamento per una spiegazione e la sua soluzione: la sua porta non è chiusa per me, ma solo per estemporanei bei momenti insieme, tipo film, ristorante o coccole.
Come mi sento?? Beh, nei giorni senza un suo minimo cenno di vita, ero una larva…ora il sapere che se mi manca troppo, se ho bisogno di un abbraccio lui c’è, pare mi faccia sopportare meglio l’abbandono. Cammino col suo fantasma accanto. DEVO continuare a camminare guardando avanti, non devo MAI fermarmi a guardare lui. Devo utilizzare la sua vicinanza spirituale come un bastone se proprio non riesco a camminare, devo usarlo per i momenti di debolezza.
Ma DEVO DEVO DEVO RIDIMENSIONARLO e andare avanti senza di lui.
E’ l’ennesimo esperimento che faccio. Non conosco la strada per uscire dall’amore TOTALE che ho per lui. Forse a lui questa cosa serve per continuare ad avere un controllo su di me, perchè sa che, per quanto lo amo, se resta la sua ombra nella mia vita io non posso non amarla ed esserle fedele…
Eppure spero che tutto questo mi logorerà e mi sfinirà al punto di arrivare alla nausea e al rigetto di una storia a metà…..di un uomo che mi usa ma nn vuole impegnarsi, che sarà pure sincero ma resta molto stronzo, anche se poi sono io a consentirglielo.
Ho ceduto e sono andata da lui, nonostante tutto ciò che leggo delle vs. esperienze in questo forum, sto meno male ma forse è solo un dolore diluito, che quindi sarà ancora + lungo da smaltire….
Non volevo “tradire” i vs consigli, ma quando il male è troppo forte può capitare di chiedere un anestetico, che non è una medicina ma dà un po’ di sollievo…
Sono sempre sull’orlo del baratro, la disperazione è tutt’intorno a me.
Ciao a tutti, un saluto veloce..vi leggo ma è da tanto che non scrivo.
purtroppo – complice il cambio di stagione – la depressione è tornata
a farsi sentire e per me è dura restare a galla.. dovrei curarmi in
modo continuativo forse ma invece non lo faccio, perché non voglio
dipendere dai farmaci a vita..la psicoterapia l’ho provata ma non mi
sembra poi così utile, mi sembra che i dottori diano risposte di
buonsenso che già conosco. quindi adesso mi ritrovo a combattere di
nuovo con la sonnolenza, la confusione, il sentirmi un po’spenta. per
fortuna che ci sono già passata, mi conosco e rispetto al passato so
meglio come affrontarla..anche se è difficile. in compenso il ricordo
del mio ex è sempre più lontano, più distante..forse anche a causa del
mio attuale stato di torpore..
un bacio a tutti, leggervi è sempre un piacere 🙂
DARIK- si lei e’ stata malvagia.Questo e’ quello che non le perdonero’ mai.Le tornera’ tutto addosso in un modo o nell’altro,fra un mese,un anno o dieci ,ma sono sicuro che la paghera’.
Oggi per lavoro mi sono recato a Mestre, e per forza di cose ho dovuto passare dalla strada che ho fatto migliaia di volte per raggiungerla.Con me avevo un amico che,ormai baby pensionato (ha 50 anni) ha deciso di farmi compagnia.
Stavo abbastanza bene,pero’ quando sono arrivato all’altezza di Verona mi sono messo a piangere come un bambino.Lui e’ stato duro e mi ha detto che lei non lo merita, che sto piangendo per una persona instabile e malata e che merito di meglio.Lui l’ha conosciuta tramite me.Questo pianto liberatorio mi ha fatto stare un po’ meglio, anche se ogni tanto mi viene una depressione addosso che mi fa stare da cani.
DARIK,stasera mi hanno invitato a calcetto, manca il portiere, se vuoi venire oltre a sfogarti un po’,ti diverti…
Un abbraccio