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La fine improvvisa di un amore

di Loredana
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14.073 commenti

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  • 5531
    Lilly -

    Ciao. Come dicevo ieri sto tornando indietro per poter andare avanti. Non lo so…..forse faccio male, forse “faccio sbagliato”. So solo che sto seguendo il mio istinto. Forse uno psicoterapeuta mi porterebbe in tutt’altra direzione ma io ho voluto fidarmi di me ed ho dato retta alla mia panza, come direbbe Luna.
    E la panza mi ha detto di tornare indietro. Di tornare nel mio passato recente e riviverlo di nuovo con la consapevolezza del presente ed i buoni propositi per il futuro….
    Ma la memoria, a volte, gioca brutti scherzi. Ti fa vedere solo”il rosa” quando la malinconia, il rimpianto imperano o solo “il nero” quando sei alla ricerca di elementi per poter chiamare il tipo in questione schifosissimo str.bast. infame e buttarti in alto usando lui come trampolino schiacciandolo per darti la spinta.
    Io ho un archivio di oltre mille e-mail che ci siamo scambiati in quasi tre anni. Un archivio enorme, maniacale. Un pozzo che ho lasciato chiuso per un bel po’, finchè ho avuto paura di cascarci dentro.
    Ora non mi sento forte. Mi sento razionale. Mi sento pronta a muovermi, si. Ma anche nel mio passato oltre che nel mio presente.
    Le e-mail non mentono. Non cambiano espressione a seconda dello stato d’animo, non si mangiano le parole che non avresti voluto ascoltare e non aggiungono né tolgono nulla né ai fatti né a se stesse.
    Le sto rileggendo tutte. Poco per volta. Ogni singola parola, ogni singola frase. Una dopo l’altra stando attenta a non saltare neppure un giorno per non perdere il filo.
    Sono quasi arrivata alla fine.
    E proprio all’ultimo ne ho trovato una che mi ha colpito. Una che all’epoca in cui l’ho ricevuta mi ha fatto imbestialire e che avevo rimosso dalla mente. Un po’ come fanno i bambini quando sentono i genitori gridare e si tappano le orecchie, e cantano forte…… “se ascolto solo la mia voce le urla degli altri non ci sono più”.

  • 5532
    Lilly -

    In quell’e-mail lui mi diceva che durante la notte aveva pensato che sarebbe stato bello, in futuro, vedermi non più sola, con la mia famiglia e riconoscerci, salutarci, sorridendo. Senza nessun rimpianto.
    Rileggo e mi rendo conto che gli elementi per capire c’erano tutti….in ordine sparso, frammentati, sbiaditi.
    Ma così chiari alla luce del senno del poi.
    Mi ricordo (ma solo ora lo ricordo) che mi ero incazz. Da morire.
    Quelle parole non potevano provenire da lui. Lui….così passionale, così geloso, così innamorato e così estremo, fermo, rigido nelle sue egoistiche posizioni da non cedere mai il fianco a pensieri positivi che non lo coinvolgessero direttamente ed in prima persona. Lui che non sopportava l’idea che avessi vissuto prima di conoscerlo e che mi aveva fatto scontare con la sua ira, i suoi pianti, la sua disperazione ogni singolo gesto di amore, di affetto, di amicizia che non fosse rivolto a lui. Anche quelli precedenti il nostro incontro.
    Quel pensiero così da buon samaritano che si fa da parte sacrificandosi e sacrificandomi per il bene di tutti (anche il mio ed il suo) non lo rispecchiava.
    Invece no…..non rispecchiava chi avevo conosciuto, chi mi aveva affascinato, chi mi aveva letteralmente fagocitato ed annullato.
    Rispecchiava benissimo colui che lui era diventato dopo un infarto che aveva messo in luce tutto ciò che aveva sempre rifiutato: la fragilità umana, i limiti dell’essere, la malattia, la morte, i diciassette anni di differenza, la necessità di salvaguardare gli altri oltre sé stesso. E primi (fra tutti quegli “altri”) proprio coloro che avevano subito il suo egoismo, la sua convinzione di essere invincibile (come la sua ex……con cui, poi, è tornato).
    Io sono solo finita in mezzo. Stritolata da una personalità in evoluzione che mi ha fatto male anche quando ha deciso di fare del “bene”. Un po’ a tutti. Forse anche a me.

  • 5533
    LUNA -

    Questo davvero come concetto generale. Credo che sia la cosa che ho sempre desiderato nella vita, anche quando ho scelto di restare nel contrario o sono stata travolta dal contrario.
    Penso che non ci sia niente di più bello al mondo.
    Volare, con la gioia nei polmoni, e nelle ali, in un cielo libero.
    La sensazione del cielo libero.
    E condividere ciò, con qualcuno che vola con gioia nel suo cielo.
    Se il cielo è lo stesso (è grande, perché non si possono condividere i sogni, senza pestarsi le ali a vicenda, o senza temere che uno dei due voli via per sempre?) penso sia il massimo.
    Non parlo dell’egoismo dell’essere, ma dell’essere e basta.
    Se hai vissuto relazioni in cui essere, semplicemente essere, avere gusti, opinioni, un certo modo di guardare il mondo, di piegare la testa o a destra o a sinistra, o di mettere la pentola sul fuoco era già difficile sai cosa intendi quando dici: essere e basta.
    Essere e poi capire chi vuoi accanto a te nel tuo cielo.
    E vale per chi scegli, ma anche per chi sceglie te.
    Se è sereno nel suo “essere” non avrà paura di te, nè di amarti.
    Non avrà paura che scappi, o che lo derubi di qualcosa.
    Io voglio credere che questo esista. Perché, guardando indietro, mi sono resa conto che un tempo lo sapevo. Che sarò capace di dire di no se così non è.

    Non ho raccontato una storia d’amore (di sesso men che meno, più platonico di questo incontro non saprei…), ho raccontato un incontro. Uno di quegli incontri che anche se sembrano nati in uno scompartimento del treno, per caso, e poi ciascuno va verso la sua direzione, non per questo non sono incontri che contano nel viaggio.
    Forse è ancora incazzato, forse no. Incazzato perché lo ringrazierò sempre per delle cose che mi ha mostrato, che non erano da poco, ma perché ho detto no al fatto che voleva insegnarmi ad essere libera… a modo suo… io gli ho voluto bene, sul serio, e spero sempre che sia felice.
    Forse non si capisce niente 😉 ma mi è venuta così 🙂
    baci 😀

  • 5534
    ANNA -

    …il silenzio è doloroso.
    Ma è nel silenzio che le cose prendono forma e ci sono momenti nelle nostre vite in cui l’unica cosa che dobbiamo fare è attendere.
    In ciascuno di noi, nel più profondo del nostro essere, c’è una forza che vede e sente quello che non possiamo ancora percepire.
    Tutto ciò che siamo oggi è nato dal silenzio di ieri…( Kahlil Gibran )

    Per tutti noi, cari amici.
    Buona serata 🙂

  • 5535
    SONIA -

    Buonasera a tutti!
    Come state?! Io insomma..tra alti e bassi come sempre..Non pensavo che la fine della storia con lui mi provocasse un tale stato d’animo..ieri sera l’ho incrociato..solo un saluto al volo da lontano..e un pugno nello stomaco per me..e vi giuro, in un secondo i miei occhi si sono riempiti di lacrime..!
    Pensavo fosse una cavolata quel famoso modo di dire sul fatto che ci accorgiamo di tenere a una persona quando la perdiamo..
    In effetti per me è stato cosi’..nel senso che sapevo di tenerci, altrimenti neanche l’avrei vissuta, ci sono stata bene..ho passato bellissimi momenti..ma non mi ero accorta che lui fosse riuscito a toccare alcune corde, le corde del mio cuore, non credevo fosse riuscito a a smuovere i sentimenti..pensavo fossero paralizzati, immobili..pensavo che non sarei stata piu’ in grado, almeno nell’immediato, di provare certe emozioni..
    E invece mi trovo a soffrire “per amore” non per il mio ex ma per lui..eh si..mi sa che ho preso una bella botta..ora avrei solo voglia di affondare le mani nei suoi riccioli..uffaaaaa!
    Ditemi che c’e’ un motivo per cui niente sembra funzionare?!?
    Anzi per cui niente funziona..e il cuore continua a soffrire senza poter trovare pace??

  • 5536
    LUNA -

    ANNA: 🙂
    grazie.
    importanti parole!
    Mi sa che è anche per questo che adoro quelle camminate con il cellulare spento, il silenzio, i miei passi, il grounding, come lo chiama il mio insegnante di stretcing, se non erro, i pensieri che vanno panziferamente in libera associazione.
    E per lo stesso motivo amo i miei “eremi”, come li chiamo io, i giri in macchina, io e la radio, che spesso suona la stessa canzone, più volte. O quando mi fermo neanche quella, perché altrimenti ho sempre paura che mi si scarichi la batteria 😛 (è già successo :P), ma più che altro perché davvero in quel momento scatta il silenzio, la voglia di silenzio. Magari, come l’altro giorno, guardando un gatto che ronfa, poco distante, disteso in una fioriera vuota. e sorrido e penso che, davvero, dal relax del gatto dovremmo imparare.
    lui se ne stava là con il suo pigro silenzio, io con il mio.
    da ragazzina alle volte bigiavo la scuola per andare a fare una passeggiata in silenzio. Ne ricordo una, in particolare, adesso, mentre scrivo 🙂 febbraio 1992… mi rivedo, seduta su una panchina a scrivere che non ero più tanto felice con il ragazzo con cui stavo…
    riflessioni. la panza sapeva… prima di me 😉
    Quante parole sul silenzio 😛 forse perché in questi giorni, peraltro, i silenzi mi stanno dicendo diverse cose…

    LULU: elogio della pigrizia. nella forma di cui si ha voglia. in fondo anche le passeggiate sono in qualche modo, alle volte, una forma di sana pigrizia dell’anima, che si concede un altro ritmo.

    LILLY: tutte e due oggi abbiamo fatto un giretto nel passato e abbiamo portato a casa dei panzosi “risultati”, mi pare 🙂
    io non ho cercato quelle parole passate, mi sono capitate davanti, per caso, coincidenza, o perché inconsciamente sapevo dove fossero… che importa 🙂
    si sposavano molto bene con un’altra riflessione, più presente.

    Uno psicoterapeuta credo proprio che ti porterebbe nella direzione di fidarti di te 😉 quindi… 🙂

    Un abbraccione gigante a tutti 😀

    PS: gatto?

  • 5537
    Lilly -

    Il mio post di ieri proseguiva ancora per molto.
    Ma alla fine l’ho cancellato.
    Erano considerazioni non generali troppo legate alla mia situazione personale e non sarebbero stati di “aiuto” a nessuno se non a me stessa o meglio alla mia ansia di sfogare ciò che sento dentro.
    Ciò che vorrei dire è che a volte, in modo cosciente o meno si diventa un ombra. Mancano le energie, manca la forza.
    Ed un ombra ha bisogno di un corpo…..e se il proprio corpo è fragile si diventa l’ombra di qualcuno che si crede più forte di noi.
    Un qualcuno che nella nostra testa trasformiamo in un sostegno imprescindibile.
    Sembra di non poter vivere senza quel sostegno……….
    Un’ombra non può sbagliare. Non ha forza e non ha energia, segue l’altro nel bene e nel male. Si diventa come falene impazzite. Ci si infila sotto la campana del lampadario attirate da una luce falsa. E continuamo a girare impazzite intorno a quella luce anche se quella luce può ucciderci.
    L’errore è prima quando si permette a qualcuno (chiunque sia) di sfinirci e, forse dopo, quando non si permette a quel qualcuno di andarsene via anche dalla nostra testa oltre che dalla nostra vita.
    Quando mi tuffo nel mio passato piango e piangendo mi deprimo e deprimendomi mi spavento e spaventandoni mi sfinisco. Ma poi capisco che questo resario di sensazioni è utile perchè mi consente di scorrere uno ad uno gli anelli della catena che mi tiene ancorata al passato.
    Una catena che sembra lunghissima, sembra interminabile ma che prima o poi finirà.
    A volte bastano pochi mesi, a volte anni, a volte parecchi anni. Ma la catena prima o poi finisce.
    Io sto capendo questo. Sto capendo che ci vuole tempo ma non per dimenticare lui.
    Lui è stato un nome, un volto che è passato…..ci vuole tempo per ritornare ad essere forti ed evitare che le circostanze si ricreino, che si ricada nello stesso buco e si ricommettano gli stessi errori.
    Io comincio a vedere la fine della mia catena e con lei la possibilità di t

  • 5538
    Lilly -

    di tuffarmi nel mio presente e nel mio futuro oltre che nel mio passato.
    Ed è ciò che auguro a tutti coloro che stannoo soffrendo per i loro apparenti “passi indietro”.

    Un abbraccione.

  • 5539
    tina -

    Ciao a tutti!
    E’ un pò che ho difficoltà a navigare e a leggervi, ma quando ci riesco mi sembra di “tornare” un pò a casa, tra amici.
    E poichè niente succede per caso, ci sono riuscita proprio oggi, giusto in tempo per leggere due meravigliosi post (5530-5533) di cui ringrazio l’autrice :):):), the wonderful Moon!!!
    Un mega abbraccio a tutte.
    tina.

  • 5540
    ANNA -

    Lilly, bravissima !
    Hai accettato una sacrosanta verita’, quella del dolore .
    Per buttarselo alle spalle va vissuto in tutte le sue facce, anche in quelle che non abbiamo colto al momento. Rituffarsi dentro, risentirlo come se fosse oggi stesso e poi sputarlo via.
    Anche io ho fatto cosi’ e non per scelta.
    Sono state la mia memoria da elefante e la mia mente analitica a riportarmi a percorrere mille e una volta i mesi e gli anni che mi hanno condotto dove sono.
    Si scava fino alle radici e all’ inizio non riemergi mica con scioltezza da quel pozzo profondo in cui ti vai a cacciare da sola!
    Poi, con il tempo, proprio come se, volta dopo volta, ne digerissi un po’, il male passa.
    Oppure no. Non e’ nemmeno che “passi”, si colloca solo al di fuori di noi, figlio di un tempo lontano che e’ solo la nostra storia e non il nostro presente.
    Oggi lo sento cosi’ e so che non mi accadra’ piu’, perlomeno non con la stessa violenza con cui mi ha colto gia’ una volta. Ero impreparata, inconsapevole, totalmente smarrita.
    Adesso so che anche quelle persone che si sentono finite hanno comunque una possibilita’ di tornare a vivere.
    E so che si deve lottare ma che la lotta non e’ vana.
    Me lo dicevano in molti ma erano solo parole.
    Ora e’ diverso. Ora lo SO.
    La catena termina, cara Lilly. Sapere questo e’ gia’ un’ ottima ragione per continuare a credere che il giorno in cui sarai felice e libera non e’ cosi’ lontano…
    Ciao, cara.
    Abbraccione di gruppo a tutte voi!

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