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La crisi dei quasi 30 anni

di Sty.88

Ciao a tutti!
Vivo a Parigi e ho quasi trent’anni e ho bisogno di sfogarmi non avendo dei amici, sono in un periodo in cui le preoccupazioni per amore, lavoro e futuro, per la mia vita dunque, sono nubi sempre più scure e sempre più presenti nei miei giorni, non è un semplice problema, non ho una domanda, vorrei raccontarvi un po’ della mia vita e ho solamente bisogno che qualcuno mi ascolti, perdonatemi se mi dilungherò.

La chiamo la crisi dei quasi trent’anni perché considero questo periodo come la causa di chi, come me, vedendo la propria vita cominciare una piega che non avrebbe mai voluto per colpa esclusivamente propria si è svegliato tardi dall’adolescenza e ora vede il tempo passare tre volte più velocemente e vuole fare di tutto per evitare l’inesorabile.

Come dicevo sto passando dei mesi in cui le preoccupazioni per il futuro si fanno sempre più strada nei miei pensieri, forse, a quasi 30 anni, sto realizzando adesso d’essere diventato davvero Adulto, e che i nodi degli errori commessi in tutti questi anni ora vengono al pettine, che, come letto ovunque, non è mai troppo tardi e non si è ancora così vecchi a trentanni, ma che certe aspirazioni sul proprio futuro vanno messe da parte e rendersene conto senza cadere in depressione è la cosa più dura. Mi sento un fallito.

Credo che i miei problemi sono sorti nel momento in cui ho scelto di seguire Giurisprudenza all’università. Avevo già vent’anni avendo perso un anno il liceo, e forse questo brutto vizio di perdermi gli anni di vita me lo sto portando avanti ancora oggi. Dicevo che ho scelto Giurisprudenza non per un qualche piano o progetto, sebbene avessi già vent’anni (e forse senza nessuno in grado di consigliarmi) non avevo assolutamente alcuna idea sul mio futuro, vivevo come un adolescente e sapevo solo cosa non mi piaceva studiare, nemmeno avevo capito ancora che forse studiare non era tra i miei talenti migliori. L’ho scelta perché mi sembrava una facoltà prestigiosa, non aveva matematica e all’epoca pareva che, poiché era una magistrale, avesse una qualche importanza nel futuro e lontano mondo del lavoro.
Io quella università non l’ho ancora finita, è il mio cruccio, mi mancano pochi esami e vorrei tanto finiria, ma ho già elaborato l’idea che quel pezzo di carta non mi darà alcuna marcia in più dopo dieci anni, nel mondo del lavoro.

L’università è sempre andata avanti con alti e bassi, il primo anno un disastro senza alcun esame passato, perchè facevo fatica ad adattarmi ad un ambiente nuovo dicevo, e poi ho alternato esami passati con successo (pochi), quelli su materie per cui leggermi i manuali erano per me hobby e altri insormontabili ripetuti 4-5-6 volte, andando così ad una media di 4 esami passati l’anno, scemata negli ultimi anni ma per altri motivi. Nel frattempo al terzo anno avevo avuto una brevissima esperienza estiva nell’ufficio legale di un amico di famiglia che m’ha fatto capire che non avrei mai potuto fare l’avvocato, sia per la professione in se, sia per il fatto che per diventare un buon avvocato ho capito sarebbero state indispensabili una capacità dialettica, un carisma e una sicurezza di se che io non ho mai avuto, introverso come sono.

Dopo un paio d’anni ho iniziato anche a lavorare, come promoter, prima per pagarmi le uscite con la fidanzata dei tempi e poi, anche a causa di problemi lavorativi dei miei, per pagarmi all’università. Come promoter ho lavorato 5-6 anni, sempre durante tutto il periodo di Natale e poi periodi di Pasqua e altri periodi, tanto che all’università non riuscivo più ad andarci per seguire le lezione e coincidendo i miei periodi di maggior lavoro con quelli delle sessioni di esame, e non essendo già uno studente modello e lasciandomi alla fine gli esami più corposi il rapporto esami sostenuti/passati e decresciuto ancor di più. Mi sono dato da fare anche aiutando uno psicologo a creare un doposcuola per ragazzi con particolari disturbi nel mio paese, e ho fatto il catechista, ho incominciato a fare cose utili che aumentassero però anche un po’ la mia autostima una volta capito che la professione legale non sarebbe stata il mio futuro e che ormai stavo andando a lunghi passi verso il fuoricorso. Con il senno di poi ho capito che ho sbagliato perché anziché fare della beneficienza avrei dovuto investire in qualche campo più formativo per il mondo del lavoro, ma avendo fatto anche un corso di inglese non avevo  tante risorse e con la mente alla fidanzata (mannaggia, quante scuse mi trovavo, avrei potuto fare un corso di marketing un corso online su qualche conoscenza approfondita di qualche software).

Quando la mia ragazza mi lascia decido di volare in Irlanda con i risparmi messi da parte per migliorare ancora di più il mio inglese, Trovo lavoro in una gelateria (il mio primo lavoro nel senso stretto) e vivo da favola, mi piace davvero tantissimo. Lì mi innamoro di una ragazza spagnola che poi diventerà la mia attuale fidanzata, con una relazione a distanza. In Irlanda volevo starci un anno, o forse di più, (o forse di meno se con l’arrivo del nuovo inverno avrei perso il lavoro che posto fisso non era) ma stavo davvero bene. Torno perché nel frattempo sono stato preso per un fare uno stage per il parlamento europeo, domanda di cui mi ero dimenticato totalmente d’aver fatto applicazione ma che consideravo davvero una grossa opportunità, e che avrebbe dato un senso ai miei studi. Faccio questo stage di 5 mesi tra Bruxelles e l’expo di Milano, bellissima esperienza ma che purtroppo è rimasta fine a se stessa. Avevo tenuto qualche contatto con il mondo della politica e dell’amministrazione sognando ad occhi aperti che non appena sarei riuscito a laurearmi avrei riscritto a qualcuno e m’avrebbe accolto. Così rimango in Italia, mi mancano sei esami alla fine e conto che se mi metto sotto senza distrazioni lavorative magari riesco a finirla questa università, che non è più come quando avevo trent’anni. E poi la mia fidanzata trova un posto di lavoro (a Madrid, è di Madrid) e i weekend diventano l’unico momento per avere la possibilità di vederci, quindi niente lavori tipo promoter o commessi, non avevo bisogno di soldi in fondo e anche lei faceva affidamento sul fatto che mi sarei laureato presto. 

In realtà nonostante avessi avuto tutto il tempo che volevo a disposizione ho solamente fatto tre esami in un anno, la mia fidanzata ad un certo punto si è chiesta se era il caso di trasferirsi in Italia ma senza un lavoro per nessuno non me la sono sentitita di dirgli “dai vieni”. La distanza non è/era cosa semplice, ma con dei voli low cost e i moderni mezzi di comunicazione ce la siamo sempre cavata, e pensavo che il momento di vivere assieme sarebbe stato quello in cui avrei avuto un minimo di solidità econonomica e soprattutto un background professionale un po’ più sostanzioso per avere più possibilità in caso di trovare lavoro. Per andare dove poi? A Madrid? Io ero rimasto folgorato dall’Irlanda e avrei voluto tornarci, oppure in UK visto che la lingua di cui sono abbastanza padrone, al contrario ero un po’ allergico all’idea di Madrid, soffro il caldo, non mi piacciono le città, mi piace la natura e la campagna. Ma vabbè, preferenze personali che di fronte ad un In/Out o alla condizione unica possibile per stare assieme metterei ormai da parte. Inoltre anche lei si sentiva più sicura nel fare un po’ più di esperienza di lavoro prima di rischiare il “mollo tutto”

Poco più di un anno fa mentre io “non” passavo l’ennesimo esame e lei si guardava attorno per un’altra posizione di lavoro a Madrid per i motivi prima detti (quella precedente era un tirocinio) mi ha contattato una azienda francese di videogiochi per una offerta di lavoro. Il motivo è molto stupido, io sono un grande fan di un gioco di ciclismo, gioco che ha associato un editor per la creazione delle tappe, io posto regolarmente le mie creazioni su alcune community e sono molto apprezzate, in questa azienda cercavano una persona in grado di fare quelle creazioni ma direttamente per il gioco ufficiale e così, visto che nel frattempo mio padre aveva perso il lavoro e servivano i soldi a casa, visto che tanto non ero riuscito a dare tutti gli esami in un anno come pensavo e visto che si trattava di una esperienza di lavoro in più e in un paese straniero, ho accettato. Doveva essere sei mesi, poi rinnovato dopo un anno, e poi rinnovato ancora (per l’ultima volta) fino a luglio.

Ed eccomi qua a Parigi. Non posso dire che le cose non sono andate come mi aspettavo, non mi aspettavo nulla. Lavoro tutti i giorni come tutti i comuni mortali e come tutti i comuni mortali esco presto la mattina e torno tardi la sera, ma ho il weekend libero. Ho provato e sto provando a fare i miei esami, usando quasi tutti i giorni di ferie a disposizione per tornare in Italia, dare gli esami e studiare, ma ho passato solo un esame, me ne mancano tre e mercoledì torno ancora in Italia per ritentare Procedura Penale per la quarta volta, magari stavolta lo passo, ma con questa media quando finirò? E ormai non è davvero più una priorità per cui perderci troppo tempo, quando avrò finalmente l’agognato pezzo di carta non conterà davvero nulla. Ho seguito un corso di francese all’inizio ma poi visto che aveva degli orari difficli ho mollato, riesco giusto a parlare al supermercato e capire al lavoro. Riguardo al lavoro devo dire che non mi da nessuna soddisfazione perché non ho imparato nulla anche se ho più volte espresso la mia voglia di imparare in altri campi. Non mi da alcuna soddisfazione perché faccio tutti i giorni la stessa cosa dal primo giorno la stessa cosa che facevo a casa mia sul mio computer di casa dopo pranzo per divertirmi. Non ho studiato per questo mondo e sono circondato da gente un po’ “nerd” ma con conoscenze informatiche profonde, programmatori, appassionati del genere, mentre quello che faccio è talmente particolare che neppure mi da sbocchi lavorativi nel mondo dei videgiochi in se (uso un tool valido solo per quel gioco). A proposito delle persone che mi stanno attorno: io comunico direttamente in inglese con i miei “capi” che sono tutti lavoratori a distanza, metà dei miei colleghi sono pure a distanza, per ragioni famigliari. Anche a causa della barriera linguisitica non sono riuscito a farmi nessun amico fin’ora e in genere anche tra di loro i miei colleghi non sembrano relazionarsi, è un ambiente molto asettico e freddo. Nei weekend ho sempre cercato di “scappare”, o a casa in Italia o in Spagna dalla mia ragazza. Fino a che non è arrivata una grossa crisi anche con lei. 
Devo infatti raccontarvi che tutto questo mi ha portato ad una brutta depressione nello scorso autunno, almeno credo visto che per problemi linguistici (e di orari, ho i giorni di ferie e le ore di riposo contate, non ho mai voluto prendere un ora in più di riposo che non fosse per tornare a casa a studiare e o giorni da parte per stare un giorno in piu con la mia ragazza), visto che all’epoca soprattutto non sapevo se avrei continuato a lavorare oppure sarei dovuto tornare a casa.  Nel frattempo la mia ragazza, ingegnere, che aveva iniziato a lavorare pressoché? nello stesso periodo ha ottenuto gratificazioni su gratificazioni, è cresciuta professionalmente acquisendo responsabilità sempre crescenti, il percorso professionale che io avevo sempre desiderato. Ho mandato decine e decine di cv senza risposta, poi mi hanno rinnovato il contratto, ma è allora che ho iniziato a vedere tutto nero. La mia reazione è stata quella di chiudermi in me stesso tantissimo. La mia ragazza non l’ha presa bene e credo che non mi abnonia capito fino in fondo, inoltre mi parlava sempre sempre del suo lavoro e di quando la soddisfasse, io ascoltavo sempre senza commentare (fino a che una volta sono sbottato) perché la sua carriera era quella che avrei voluto in fondo. A Natale avevo già preso i biglietti aerei, aveva deciso (come tutti gli anni da quando stiamo insieme ma non è un problema) che le feste a cavallo dell’ultimo le avremmo passate da lei. Ma aveva già iniziato a lamentarsi di me e le incomprensioni erano diventate crescenti e così m’ha chiesto un periodo di pausa. Nel dettaglio sarebbe più complessa la situazione ma ve la riassumo così, lei ora sa che la amo tanto, questo fatto mi ha distratto un po’ da me stesso e mi sono nuovamente concentrato su di lei dopo quel brutto momento (in cui lei diceva che mi facevo problemi che non esistevano) e gliel’ho dimostrato molto, ma lei non sa bene se è più disposta a rinunciare a tutto per me, amici famiglia, lavoro. Quel tutto che io avrei dovuto costruirmi in questi dieci anni ma sento di non aver costruito niente perché infatti io sono sempre disposto a mollare “tutto” perchè non mi sento “niente”.

Ho ricominciato a mandare curriculum per posizioni che davvero mi interesserebbe coprire per posizioni dove potrei crescere e imparare, (nel parlamento europeo mi occupavo di organizzare agende ed eventi, curare il protocollo, curare il sito web e i social, ma mi affascina un sacco il mondo del digital marketing anche se non so molto) in Italia, in Irlanda e in Spagna ma nessuno mi ha risposto fin’ora in questi mesi e mi butta davvero giù questa cosa.
Mi sento anche in colpa perché so che tutti i miei compagni di università chi con più o meno fortuna sta avendo una vita coerente, mentre il mio curriculum è ora un misto di esperienze che si schiacciano i piedi tra di loro.

Sento di aver buttato via tanto tempo, che forse studiando ancora un po’ di più da una parte e facendo qualcosa in più nell’altra, se avessi provato a trovare un paio di ore dopo cena in questo ultimo anno per studiare un po’ di più francese, se avessi avuto idee più chiare della mia vita a venti o venticinque oggi non sarei in questa posizione. Vivo nella paura di quello che succederà a Luglio. Io ora sto non-vivendo, ma quando poi tornerò a casa da papà e mamma da disoccupato? che fallimento… Certo non è mai troppo tardi a trent’anni ma forse è troppo tardi per poter essere a livello dei propri sogni e bisogna cercare di accettare una realtà più modesta anche al fianco di come la mia ragazza (perché io la sento ancora come mia e sono sicuro che tornerà, l’ho sempre considerata una principessa..) nella vita, tra amici e lavoro e studio, ce la sta facendo.

Ho scritto veramente tanto, troppo, esagerato per la buona educazione di un forum, e se ci sarà anche una sola persona che sprecherà dieci minuti del suo tempo per leggermi e darmi un consiglio, la ringrazierò vivamente. E scusatemi per eventuali errori grammaticali, ho scritto di getto, a flusso libero, avevo bisogno di sfogarmi perché come dicevo, non ho neppure amici veri, il mio di infanzia già da molti anni s’è trasferito e vive con la compagna e quando ci si rivede giochiamo e cazzeggiamo come quando avevamo 15 anni, ma le vite sono diverse..vabbè, questa è un’altra storia 

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Categorie: - Me stesso

30 commenti

  • 1
    Annalysa -

    Anche io sono alla soglia dei 30 (ho 29 anni) e non è che ho combinato molto. L’unica cosa buona che ho fatto per me stessa è farmi aiutare da una psicologa che mi da la possibilità di riflettere sulla mia vita, problemi,fissazioni. E poi mi da la possibilità di vere qualcuno con cui parlare e sfogarmi. Abito in Italia,in Emilia Romagna ma sono del Lazio e dove abito ora non ho ancora legato con nessuno..e non ho proprio occasioni. Quindi primo consiglio: fatti aiutare da uno psicologo.ti assicuro che ti aiuta a districare tutti i pensieri che si arruffano nella mente. Comunque secondo me in 10 anno hai fatto un botto di cose!magari non inerenti ai tuoi sogni di gloria e ricchezza. Però ti invidio per l’esperienza in Irlanda,la possibilità di andare a Madrid i fine settimana,abitare a Parigi e fare un lavoro creativo. Vedi solo nero. Secondo consiglio: finisco questi ultimi 3 esami,impegnati anche se non ti va,fai sta tesi e togliti sto peso immenso.sei proprio alla fine è avere una laurea sul CV fa la differenza.oltreturto è sempre un opportunità in più per il futuro. Se hai ancora il lavoro in Francia non lasciarlo però. Perché devi pur camprare. Ma devi essere più positivo. E da solo si vede che non riesci. Fai del tuo…

  • 2
    Angwhy -

    Ma io ti invidio,per aver fatto tutte queste esperienze.si vede che sei una persona determinata e volonterosa.di che ti preoccupi,degli amici?quelli sono degli stronzi buoni solo a sparire quando hai bisogno,anche solamente di un po di compagnia.pensa a trombare piuttosto,e tanto.
    ciao.

  • 3
    Unknow91 -

    vai tranquillo hai fatto tante esperienze, purtroppo il tempo passa non possiamo farci nulla e ritieniti molto fortunato ad avere una amico d’infanzia.

  • 4
    Maestoso -

    Siamo coetanei e mi permetto di esprimere un parere più personale. Non voglio offenderti ne giudicarti, solo darti un opinione che ti possa aprire gli occhi..
    Hai 30 anni e una vita che devi costruire..smetti di farlo in base agli altri e costruisci la tua..
    La tua compagna si comporta in maniera a mio avviso molto umana..anzi, ti ha già sopportato troppo..a 30 anni una donna vuole delle sicurezze, un uomo con una certa stabilità economica..cosa hai da offrirle?
    Lascia perdere chi ti dice ti amo e cazzate varie…l amore si guarda a 20 anni..A 30 si guarda la stabilità, ciò che la vita gli prospetta insieme a te..
    Non mi meraviglierei se avesse un altro,è la dura realtà…
    Il consiglio che mi sento di darti è; concentrati sul lavoro, finisci questa università e cerca il prima possibile di realizzarti nella tua professione..
    Quando avrai uno stipendio buono, vedrai che tutte le paranoie della tua futura compagna scompariranno improvvisamente..

  • 5
    Annalysa -

    Si ma gli amici,se hai la fortuna di trovarne di buoni, ti migliorano la vita e ti fanno sentire meno solo. Soprattutto se abiti lontano da casa dove magari anche lì non hai amici..ma almeno hai i familiari.2 chiacchiere con un Fratello,con il padre la madre gli zii. Devi uscire fuori da questa specie di depressione che non ti sta portando da nessuna parte e ti sta bloccando. E come dicevo nel post precedente devi farti aiutare da uno psicologo che districherà i nodi della tua mente e soprattutto di aiuterà a tenere a bada quest’ansia di dover fare,di dover essere.per dire,la laurea in giurisprudenza non ti renderà migliore o peggiore di chi non ce l’ha.ma devi pensare che è un qualcosa in più che nel futuro potrà magari esserti utile per trovare un lavoro che ti pace e ti soddisfa. Però non è detto che poi ti sarà utile.. Però,di questi tempi,meglio finire ciò che hai iniziato e prenditi sto pezzo di carta. Poi starai più tranquillo. Ho avuto un amico che faceva giurisprudenza e che ha faticato un botto per finire e quando lo sentivo era iper negativo,diceva che non c’è l’avrebbe mai fatta. Anche a lui mancavano pochi esami e non riusciva.era in uni anche lui dai 6-7 anni in su.se vuoi posso darti la sua mail per chiedere…

  • 6
    Rossella -

    Non è che ci si sveglia tardi dall’adolescenza. Il mondo protestante viene preso spesso di mira, eppure ti dico che la crisi del matrimonio come sacramento mi ha avvicinato a coloro i quali già non ci credevano. Io resto della mia idea perché la perdita della fede ha rafforzato il mio credo. Stanotte ho sognato di trovarmi in un paese straniero con tutta la mia famiglia. Eravamo ospiti in un palazzo presso un’altra famiglia. Il marito ripeteva in continuazione che non avrebbe mai pensato di conoscere un uomo così. Si riferiva alla moglie, una donna, e lui ne era ben consapevole, semplicemente negava (insieme negavano)la fusione. Nella sua mente era impossibile che una donna, con i sentimenti di una donna, potesse approvare certe cose. Non aveva capito che questi sentimenti nella coppia servono per umanizzarsi e che una donna innamorata approva le cose che intendeva lui. Ad un certo punto sono usciti per poi ritornare con le cuffie nelle orecchie per farci capire che non eravamo graditi, quando suo padre ci avrebbe cacciato fuori. A limite. Umanizzarsi in questo senso. Per lasciare anche agli altri un po’ di ragione, anche perché nessuno gli aveva detto niente.

  • 7
    Rossella -

    I protestanti non credono nel sacramento, ma ricercano l’umanizzazione fuori di loro stessi. Molti cattolici che ho conosciuto mi hanno fatto capire che bisogna andarci con i piedi di piombo perché tanti credono nell’uomo. Esperienze personali. Non voglio giudicare.

  • 8
    Sty.88 -

    Grazie per i vostri pareri. Uno psicologo forse farebbe al caso mio se ne trovassi uno italiano anche se in passato non ero molto convinto della mia utilità.

    Maestoso non sono nemmeno offeso ne mi sento giudicato malamente dal tuo commento (e mi sono qui esposto proprio per essere giudicato) ma quello che dici è esattamente il succo della mia lettera. Come le do stabilità nella mia situazione a 2000 km di distanza? Avere delle certezze alla mia età è quello che voglio anche io è quello che in realtà ho sempre voluto anche da ragazzino quando però ancora non facevo niente per arrivare ad esserlo o non facevo niente di corrente per farlo. Mi sto affannando per farlo e mi sto ancora dimenando tra 1000 strade per raggiungerla, ma come? Concentrarsi sul lavoro? Sto facendo una cosa che non avrà seguito in nessun altro contesto lavorativo, che è lontana da lei (lei non è mai stata d’accordo con la mia decisione di venire qui ma i tanti cv mandati dimostrano che in quest anno sarei rimasto disoccupato o tuttal più ancora un promoter da supermercato) e che molto probabilmente a luglio finirà. Con l università non demordo anche se con ritmi più lenti dovendo lavorare. Che faccio mollo tutto e ritorno a casa x studiare ? Continua…

  • 9
    Sty.88 -

    Parte 2… a luglio vedendo le prospettive mi sa che si tornerò a casa e farò nuovamente la vita dello studentello non trovando lavoro. Che non si tratta di trovare qualcosa che mi permetta d avere nelle tasche qualche soldo, penso che per il buon rapporto che mi lega quella agenzia di promoter un lavoro per farmi trovare qualche soldo dopo 60gg da fine mese (si così pagano) me lo farebbe trovare. Ma si tratterebbe di qualcosa che potrebbe dare stabilità con lei cosi lontana e con tutto quello che ho fatto fino adesso. E intanto che aspetto di laurearmi e aspetto l occasione buona il tempo passa…

    La mancanza di amici non è (quasi) più un problema. Era triste ai tempi della scuola o ai primi anni di università ma ora alla solitudine ci ho fatto un po’ il callo, quando mi fermo a pensare penso che sia un po’ triste non avere neppure un collega x sparare due cavolate sulla partita di calcio o quello che ho fatto o non ho fatto nel weekend ma non ci penso.

  • 10
    Maestoso -

    @sty.88

    Cerco di spiegarmi meglio..che tu sia un uomo che ha voglia di cambiare il suo futuro lo leggo e lo si percepisce..il problema è che leghi il tuo futuro sempre in funzione di qualcun altro…in questo caso della tua compagna.
    Nella vita bisogna prendere delle scelte; e tu a mio avviso non le stai prendendo. Cerchi una soluzione che possa improvvisamente cambiarti la vita, come la manna dal cielo. Ma questo non esiste o lo si vede solo nei film..La realtà è molto diversa.
    Stai cercando di trovare delle soluzioni che possano mettere d accordo tu e lei..sempre una via di mezzo..sempre una cosa a metà..che metta d accordo un po tutti e così vai avanti per inerzia.
    Da quello che ho potuto capire in vita mia, e ti ripeto da tuo coetaneo, è che nella vita per rendere felici tutti non rendi felice nessuno; e che trovando sempre le mezze soluzioni in funzione degli altri non ti realizzerai mai.
    Mi parli dicendomi: sto cercando per noi..Per la mia compagna..ma per te e la tua vita quale è la cosa migliore?
    La vita si cambia a piccoli passi..le svolte repentine non avvengono mai..

  • 11
    Yog -

    Tieni i nervi saldi e distingui gli ambiti. Tu stai facendo una guerra al mondo su troppi fronti. Sei a uno sputo dalla laurea, torna in Italia e finisci l’Uni, qualcosa poi di lavoro lo rimedi; la ragazza sarà pure una principessa, ma se fossi in te chiuderei il capitolo: troppo distante, troppo in carriera e, temo, ormai insofferente alla situazione. Affronta i problemi UNO ALLA VOLTA.

  • 12
    Unknow91 -

    Le certezze le hai con i soldi questa è la dura realtà e un lavoro con basi solide.
    No non ascoltare Maestoso l’amore si guarda a 20 anni e non a 30, non voglio pensare che sia così.

  • 13
    Yog -

    Vabbè Unknow91, ma non è che a 30 anni tutti hanno i soldi e un lavoro su basi solide.
    Certamente ci sono persone in questa fortunata situazione, che dipende in maniera pressoché assoluta dal censo della famiglia di origine e dal senso di responsabilità nella scelta di come impiegare il proprio tempo nel delicatissimo decennio che sta tra i 20 e i 30, ma non credo sia il caso del povero Sty.88.
    Egli piuttosto parrebbe essere un’icona vivente di questa epoca dove la sinistra sarebbe il piddì (!!!!!!!), sballato tra località distanti tra loro migliaia di chilometri per garantirsi bisogni primari e tramortito da un’occupazione a termine con nessuna prospettiva che non sia quella di essere prima o poi licenziato, ma non è che saltabeccando qui e là, in senso sia fisico che metaforico, possa risolvere qualcosa: deve portare a compimento una cosa (gli studi), POI occuparsi della ricerca del lavoro (che comporta concorsi e/o praticantato) e POI trovarsi una ragazza a Km 0 (se è furbo) perché la spagnola nel frattempo lo avrà mandato (giustamente o meno non dico, questa è un’altra storia) a quel paese. In ogni caso la ragazza a Km 0 abbatte non di poco le emissioni di CO2, aspetto da non sottovalutare.

  • 14
    Michelle -

    Anch’io ho fatto molte esperienze diverse nella mia vita, ho viaggiato per anni senza un progetto futuro finché un giorno mi sono sentita come te, ormai vicina ai 30. La differenza é che io l’universitá l’ho mollata subito e alla fine ho trovato un buon lavoro all’estero senza avere un titolo universitario. Tu sei sicuro di doverla proprio finire sta universitá? Hai esperienza in vari settori, puoi sfruttare quello..
    Dove ti vedi in un futuro? In Italia, in Spagna o in Irlanda? Come ti hanno giá consigliato altri, non darti questa risposta in base alla tua ragazza, ma in base a ció che davvero farebbe felice te. Ora é il momento decisivo per te ed é ora che costruirai il tuo futuro, in base a ció che farai tra poco..

  • 15
    Celia -

    Non sono nella posizione di offrire grandi consigli poiché io per prima non sono una persona di successo, c’è però qualcosa che mi sento di dirti: gli sbagli peggiori e le fisime più grandi nascono sempre guardando l’erba del vicino.
    Da ciò che ho letto, tendi molto a confrontare la tua esistenza con quella altrui ma non esiste un percorso obbligato per tutti così come le opportunità non sono mai le stesse.
    Chiudi gli occhi sulle vite ed il giudizio della gente concentrandoti sulla tua interiorità.
    Lentamente si faranno così più chiare le tue priorità, ciò che desideri davvero e percepirai persino meglio il tuo potenziale.
    Questo non significa chiudere con il mondo ma solo ricordarti chi sei, mettendo da parte quell’ansia da prestazione che in una società sempre più individualista e competitiva non fa che pressarci.
    Penso sia un buon modo per riprendere consapevolezza e ritrovare la strada migliore per il tuo benessere.

  • 16
    Marzio76 -

    Certo che ne hai di esperienze! Quanto sei cieco.. davvero pensi che non troverai lavoro? Tu? Un quasi laureato che parla perfettamente l inglese e ha avuto esperienze in francia? Prendi per le corna questi ultimi esami, dai la tesi quest’anno, vola a madrid, cerca un lavoro come mediatore commerciale estero ( acquisti, rapporto con clienti…) e sposa quella povera donna. La vita è una, hai l età giusta per cominciare ( anke a 40 si può fidati) e credi nel futuro e ricordati sempre che sei nato nella parte fortunata del mondo. Ciao bello, fai onore alla patria!!

  • 17
    Yog -

    Dulce et decorum est pro patria mori.
    Pensa se nascevi nella nazione sbagliata.

  • 18
    Sty.88 -

    Ci ho provato in tutti i modi (garbati), le ho scritto una lettera che le è molto piaciuta, ma non mi vuole vedere. Prima che decidesse di lasciarmi già le avevo preso dei voli per venirmi a trovare, ma non ne ha preso nessuno. Dice che le manco ma non mi vuole vedere, dice che mi ama ma non può ricambiare. Non riesco a perdere le speranze perché mi sembra così assurdo finire così una storia però io non la cerco più, vorrei lo facesse lei ma non c’è nessun contatto..silenzio… Sono distrutto. Non voglio stare da solo, ogni weekend ho preso un aereo x tornare a casa, avevo dei risparmi tenuti da parte per stare con lei ma li sto ora facendo fuori cosi a colpi di biglietti comprati all ultimo minuto. Intanto ho mandato altri cv ma tutto tace. Ho passato un esame all uni dopo più di un anno, e per cercare di ritrovare la calma ho ripreso a pregare. Non sembra il mio periodo, non so che fare. Ho pure smesso di pensare al futuro, a luglio..

  • 19
    Marzio76 -

    Prendi un aereo presentati a casa sua, vedi che succede, chiarite la situazione, metti un punto o tira una linea chiara. E poi rimettiti a studiare, fatti aiutare, e concludi questo percorso. Sei giovane hai la vita davanti. Un passo alla volta risolvi tutto. E come disse Kypling: “la vita è una gara lunga ma, alla fine è solo con te stesso”.

  • 20
    Sty.88 -

    Venerdì 19 è stato l’ultimo giorno in cui ci siamo sentiti perché era il giorno dell’ultimo aereo preso per farla venire. Mi aveva detto, sempre con parlata singhiozzante e ansiosa, che era stata combattuta sul prendere quell’areo, ma che alla fine che non avrebbe preso quell’aereo perché ci avrebbe fatto più male che bene (più male? peggio di così?), che non ce la faceva a venire, in quel momento le ho detto che allora ne avrei preso uno io per venire di lei, ma mi ha pregato di non farlo. Silenzio fino a martedì quando le ho scritto una lettera, una lunga lettera su di noi e su quello che provo. Mi ha risposto dicendomi che quella lettera le è piaciuta tantissimo, l’ha fatta ridere e piangere, ridere perché ricordava i bei momenti passati insieme, piangere perché ora tra noi non è più così, ha capito quanto è importante per me, perché ha detto di non essere in grado di ricambiare. Sembrano lontani i tempi in cui mi addossava le colpe della separazione.
    Dopo qualche scambio di messaggi e una telefonata in cui diceva di non riuscire a parlarmi per sentirsi tanto in colpa per come mi fa stare (e dopo avergli più volte, e sempre, chiesto se x caso ci fosse anche qualcun altro nella sua mente negando sempre), non le ho più…

  • 21
    Sty.88 -

    Mi ha anche raccontato che il venerdì prima era all’aereoporto perchè ci “ha provato” a prendere l’aereo, e non ce l’ha fatta. Io non l’ho mica capita questa cosa, quando me l’ha detto ci ho anche creduto ma poi ho ripensato che la sera stessa ricordo d’aver controllato la prenotazione e non era stato effettuato nessun check-in, quindi che la storia dell’aereoporto deve essere stata tutta una balla. E allora perché raccontarmela?

    Sto malissimo, sto malissimo perché non mi vuole più vedere, però quando le ho scritto mi ha risposto, mi dice che gli manco moltissimo e che gli mancano i momenti insieme, che vorrebbe tornare indietro, se le chiedo se mi ama ancora mi dice di sì, ma poi con i fatti dimostra l’opposto.

    Ho avuto tante, pure troppe esperienze ma questa è la situazione più incomprensibile. Sono sempre stato lasciato in tutte le mie storie, ma vuoi anche per i motivi che hanno portato a finirle, c’è sempre stata una brusca interruzione. E nella mia mente quando una storia non finisce senza dei motivi forti c’è sempre la lampadina del “c’è un altro”, ma allora se c’è un altro a maggior ragione avrebbe dovuto essere più risoluta nelle parole, come la mia ex, che mi aveva detto che non mi amava più e che…

  • 22
    Sty.88 -

    Date queste premesse dovrei comunque provare a prendere un aereo ed andare da lei?

  • 23
    Yog -

    L’aereo, o lo prendi, o non lo prendi. La categoria esistenziale di “provare a prendere un aereo” non esiste, forse al limite appena rulla gli corri dietro e provi a prenderlo, ma mi pare una babbiata.
    Comunque no, non prenderlo.

  • 24
    Michelle -

    No, lascia stare.. putroppo dovrai usare questa spinta per concentrarti sulla tua vita e sul tuo futuro. Piú avanti la vedrai come una buona cosa, ma ci vorrá tempo ovviamente.
    Vedrai che da tutto questo uscirá qualcosa di buono, devi solo muoverti nel modo giusto .. adesso.

  • 25
    Sty.88 -

    Ci sono andato…avevo bisogno di vederla perché solo vedendola pensavo di poter capire.

    Sono stati 3 giorni molto difficili. Poche parole all’inizio, molto distacco da parte sua. Tanti abbracci, pochi baci sempre un po’ freddi.
    Lei prenota un hotel, ma nel momento di andare a letto mi dice che no se la sente, e mi lascia lì da solo dicendomi che sarebbe venuta a prendermi all’indomani. Il sabato si passa una giornata apparentemente serena, con la stessa complicità che abbiamo sempre avuto: il mio obiettivo non era andare per sbrodolare chissà quale discorso ma solo dimostrarle che si poteva stare ancora bene insieme come si è sempre fatto. Il pomeriggio però apre lei la conversazione: il punto è che nel momento in cui sono stato male, lei si è sentita trascurata, lei mi ha visto debole, e ha smesso di credere in noi e si sente in colpa per questo. E’ che ora c’è un unico vero motivo per cui non può stare insieme a me: non prova più lo stesso sentimento di prima. Nessun rancore mai, nessuna rabbia. La sera mi riporta all’albergo ed è li che crollo, non riesco più a reggere quel gioco dell’apparente “va tutto bene così” e scoppio a piangere..

    …Continua

  • 26
    Sty.88 -

    Parte 2
    Ci ritroviamo nella camera entrambi ancora abbracciati e in lacrime, i suoi mi dispiace si sprecano, ma a quel punto le dico che ho fatto tutto il possibile e che se non prova più lo stesso di prima non ha più senso nulla. Lei va e inizia a scrivermi di volermi vedere ancora il giorno dopo per portarmi all’aereoporto, io le dico che la amo, che la voglio, ma che se vuole vedermi non è per prendermi in giro e perché sia l’ultima volta, ma a queste “condizioni” non viene. Mi dice che è stata tutta notte in macchina a dormire fuori dall’hotel, ma non la vedo.

    In settimana mi scrive lei di sua iniziativa, come mai aveva fatto in tutto questo tempo. Mi scrive che pensa a noi, che le manco, che ha voglia di abbracciarmi, che pensa a quello che le ho detto e non sa perché non riesce più a provare lo stesso di prima. Penso che se ci tiene a me allora l’unico modo è prendere un aereo e venire da me, niente di più semplice. Il venerdì mi scrive però che va via il weekend con gli amici (da quel weekend sono più che certo, più che stracerto che non abbia nessun altro) e che non sente di poter provare le stesse cose di prima, di non restare ad aspettare lei che comunque in tutto questo tempo non ha cambiato idea.

    Continua…

  • 27
    Sty.88 -

    Parte 3
    Qualche freddo messaggio ancora questa settimana, meno della scorsa, condito da qualche “mi manchi e “sono importante” di risposta ai miei.

    3 giorni fa le scrivo dicendole che non ne posso più di stare così male, che non può scrivermi quelle cose, che se davvero le manco, prova ancora qualcosa e non vuole buttare tre anni di venire da me, di rivedersi almeno, oppure di lasciarmi stare per sempre se ritiene che non c’è più alcuna possibilità di stare assieme.
    La sua risposta in un altrottanto messaggio che inizia con un “..mio piccolino..” dicendosì quasi sollevata che io abbia finalmente iniziato ad accettare la realtà e che rispetta la mia “decisione” e che non vuole allora più farmi male.

    Sabato avrò la prima seduta della mia vita da un psicologo. Sto malissimo, ripenso a tutto, ripenso a quel 27 dicembre in cui poche ore prima eravamo al telefono parlando della valigia fatta, di cosa mangiare all’ultimo e dell’aereo che avrei preso da li a poche ore, e quella chiamata in lacrime poche ore dopo in cui diceva di volermi lasciare. Non riesco davvero a farmene una ragione, mi sembra tutto così senza senso, una relazione finita in questo modo poi.

  • 28
    Sty.88 -

    La verità è che non la voglio più sentire perché spero che con un silenzio prolungato, cosa che di fatto mai c’è stata in questi quasi due mesi, possa magari cambiare idea. Mi manca tanto.

  • 29
    Lilly -

    Ma guarda, non è colpa tua, ma sua: che significa che quando sei stato male si è sentita trascurata? Ti sembra normale? Invece di sostenerti in un momento difficile e darti fiducia che tutto sarebbe andato bene lei si sente trascurata? Guarda è una donna egoista, non hai perso niente, e sicuramente neanche prima ti amava totalmente ma solo in funzione di ciò che le davi tu. Fai il tuo periodo di lutto, ci sta, ma stai certo che è meglio perderla una così.

  • 30
    Marina -

    Ho letto tutto adesso, ma dopo anni… Com è andata a finire questa storia?

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