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L’ipocrisia del politicamente corretto

di vincenzo drosi

Riferimento alla lettera: Gentile direttore Voglio prendere spunta dalla recente e per me inaspettata “apertura della chiesa” alle sempre più pressanti pretese di quelle persone che i media oggi amano identificare con la sigla Lgbtq , cioè la possibilità di poter battezzare i bimbi da questi adottati pur se avuti attraverso la gestazione...
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Data di pubblicazione: 22 Dicembre 2023

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Categorie: - Attualità - LGBTQ+

78 commenti

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  • 76
    Max -

    Io non sono mai andato con prostitute perché non ritengo dignitoso verso un rapporto profondo come quello sessuale che esso venga remunerato: lo ritengo umiliante per chi ne fruisce e anche per chi lo offre dietro compenso. Ma non disprezzo né le persone che si prostituiscono né coloro che se ne avvalgono. La persona che si prostituisce, delle due l’una: o è una ragazzina in qualche modo costretta a farlo, e quindi non ne ha colpa; oppure è una persona adulta e consenziente e in quanto tale ha il diritto di fare ciò che vuole, sia di sé stessa sia del proprio corpo. E suona strano che molti di coloro che vanno con prostitute, poi le disprezzano. Quanto ai clienti: vi sono i violenti, i prevaricatori e gli sfruttatori, ma possono anche esserci persone gentili, che si sentono sole e che non riescono a trovare compagnia o intesa in altro modo se non in questo. E se per qualche motivo non riescono a trovare un’altra possibilità di rapporto, sono semmai da comprendere.

  • 77
    Max -

    Se io accettassi un rapporto a pagamento, anzitutto mi rivolgerei a una donna non giovanissima, che riceve nella propria casa e che ho motivo di credere che non sia in alcun modo costretta da qualcun altro ma fornisca questo servizio in piena libertà e consapevolezza. Inoltre la tratterei con il rispetto e la cortesia che uso, o cerco di usare, nei confronti di chiunque e non mi farei forte della mia qualifica di “pagante” per farle, o pretendere da lei, qualcosa che non si senta di accettare. Certo, se mia moglie volesse prostituirsi la cosa non mi andrebbe, ma non perché disprezzo le prostitute ma perché nel matrimonio, o in una relazione stabile, credo che ci debba essere la fedeltà reciproca, in tutti i sensi. E se una delle mie figlie dovesse prendere questa strada, mi dispiacerebbe molto, perché riterrei più dignitoso che provvedesse a sé stessa in altro modo, ma non la giudicherei e tanto meno la disprezzerei, ma la rispetterei e la amerei comunque e in ogni caso..

  • 78
    Solnze -

    Questi devono essere i frutti della mancanza di morale di Stato. Ecco l’unica cosa buona dei regimi è che ne hanno una.
    Comunque è vero che nel regime comunista la prostituzione è illegale, ma è anche vero che non esistono quasi per niente scapoli. Primo perché il matrimonio è promosso, secondo perché non esistono disoccupati e gli stipendi sono più o meno gli stessi per tutti (anche se le élite vivevano indubbiamente meglio del popolino).
    A me sembra strano che a 25 anni siano sposate così poche persone in occidente e che la causa sia economica. In URSS quasi tutti si sposavano a 19-20. Tradire era sconveniente e soprattutto era sconveniente essere un farfallone/a, però si poteva divorziare e risposarsi.
    A me sembra più corretto così, tutti che ciulando, tutti che si sposano e rapporti chiari, niente tradimenti, menzogne, prostitute e pensieri strani in testa.
    Non si può educare la gente così anche con la democrazia?

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