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Insegnante non di ruolo, scelta della scuola a inizio anno

Lettere scritte dall'autore  kbone

Gentile direttore,
sono una maestra delle elementari. Maestra per modo di dire perchè purtroppo non sono ancora di ruolo e sono una di quelle che a settembre incrociano le dita sperando che nessuno prenda il posto assegnato l’anno prima.
Insegno da poco in confronto a colleghe che aspettano da molto più tempo di entrare in gaduatoria per l’assegnazione del posto di ruolo. Colleghe che magari sono anche più meritevoli di altre che Lei stesso chiama “LAVATIVE”.
Il primo anno di insegnamento l’ho passato ad aspettare che di settimana in settimana mi chiamassero dalla stessa scuola. Ci speravo, avevo cominciato un progetto con i bambini e avrei voluto portarlo avanti. (Nb. Insegno inglese quindi sono su più classi e svolgo più progetti). Per mia fortuna il progetto l’ho portato avanti con contratti settimanali fino a giugno. TUTTI , i genitori, i bambini e le colleghe, alla fine dell’anno scolastico si auguravano che potessi tornare l’anno dopo. Non un giorno di assenza ingiustificata (purtroppo siamo umani e ci ammaliamo…poi con i bambini si sa, i microbi ci fanno compagnia!), non uno screzio con le colleghe, non una lamentela da parte dei genitori. Ma ho dovuto rinunciare a quella scuola e sceglierne un’altra perchè quella era già stata assegnata al momento della scelta l’anno successivo.
Per fortuna il nuovo posto di assegnazione l’ho avuto con contratto fino al 30 giungo, un anno scolastico “tranquillo” sotto il punto di vista lavorativo e anche psicologico. Alla fine di giugno stessa storia dell’anno precedente, tutti contenti di questa insegnante che finalmente aveva dato almeno una continuità nella materia di sua competenza ai bambini (che posso assicurarvi sanno apprezzare gli sforzi quando li vedono!).
Peccato che in questi giorni sono punto e a capo.
Oggi 4 settembre sono stata a scegliere la scuola dove insegnare. Il posto dell’anno scorso è stato preso “a casaccio” (Mi passi il termine) da un’insegnante (se possiamo chiamarla così) che non prenderà MAI servizio, o almeno per quest’anno.
E io, che abito vicino alla scuola, ero attesa lì da tutti e ho prestato un ottimo servizio nell’anno precedente (perdoni la modestia ma non sono parole mie) vengo scaraventata in un posto raggiungibile solo in auto, di cui ho il terrore dopo un bruttissimo incidente.
Volevo sottolineare però questa cosa. Lei parla di persone meritevoli, di lasciare a casa chi non lavora etc MA ai bambini e al loro futuro chi ci pensa?
Non possono avere un minimo di continuità perchè, se sono fortunati, OGNI ANNO l’insegnante cambia (per non parlare di quei poveretti che se la vedono cambiare ogni settimana, ogni mese…per MALATTIA). Come pretendiamo che abbiano una buona educazione se noi adulti per primi non gliela diamo con un buon esempio (senza includere i genitori, almeno per una volta!).
Ma perchè anzichè assegnare ogni anno alla fortuna la propria sorte e la propria soppravvivenza non si trova un metodo un pò più “umano” e soddisfacente per chi, come me, aspetta di poter fare quello che più è capace, cioè trasmettere una passione, una gioia ma soprattutto un’esempio concreto di buon funzionamento della società ai bambini che si trovano in classe?
Non si tratta di maestro unico e altre riprese dal passato, ma si tratta di trovare gente che non rubi lo stipendio (e non parlo di quelli che, anche se sbagliando, vanno a bere il caffè al bar) e che sia apprezzata per quello che svolge nel suo campo.
Perchè non intervistare la scuola dove le nuove leve hanno prestato servizio chiedendo “Merita di rimanere da voi? ne siete soddisfatti? ha effettivmente prestato servizio?”
anzichè torturarci con attese inutili e spendere soldi per chi rimane a casa a nonfar nulla?

Grazie per l’attenzione

Oneda BARBARA

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