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Cos’è il vero successo?

di J-Light

ESISTE qualcosa di peggio di un fallimento? Sì, un falso successo. Dopotutto quando qualcosa va storto si può sempre cercare di rimediare. Come minimo si può imparare la lezione e cercare di fare meglio la prossima volta. Il falso successo è diverso. Ha il potere di farti sentire un vincente quando in realtà non lo sei. E quando lo capisci, forse è troppo tardi per cambiare.  Facciamo un esempio. Una volta Gesù Cristo chiese: Che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua? È una domanda appropriata per chi si affanna ad accumulare denaro e tutto ciò che si può comprare, classico caso di successo fasullo. “Quando si pensa solo a far carriera, a far soldi o alle prossime cose da comprare, non si nutre l’anima”.  “Misurare il successo semplicemente in termini economici è riduttivo, e a lungo andare ti lascia un senso di vuoto”. La Bibbia esorta ad avere un concetto appropriato del successo. Non insegna che lo possano raggiungere solo pochi fortunati. Ma non propone nemmeno l’idea romanzesca secondo la quale basterebbe “inseguire i propri sogni” per far avverare tutti i desideri. Chi sposa quest’idea, propinata fin troppo spesso anche ai più piccoli, andrà forse incontro a delusioni.  Per chi cerca il successo in cose materiali forse può trovare aiuto in questo consiglio: Poniti obiettivi più soddisfacenti di ricchezze e cose materiali. Sempre Cristo disse: «Fate attenzione e guardatevi dall’avarizia, perché la vita di uno non consiste nell’abbondanza delle cose che possiede». Invece di ricercare il prestigio, coltiva la modestia. La Bibbia dice che “Se infatti qualcuno pensa di essere qualche cosa, non essendo nulla, inganna se stesso” , e questa non è certo la descrizione di una persona di successo. Se coltivi operosità e correttezza, probabilmente il tuo lavoro ti piacerà di più. La psicologa Madeline Levine ha scritto: “Per sentirsi realizzati in qualcosa occorre anche saperlo fare bene, il che dipende perlopiù dallo sforzo e dalla tenacia”. Questo fra l’altro significa non arrendersi di fronte a qualche battuta di arresto. Impegnati per diventare esperto nel tuo lavoro e non darti per vinto davanti agli ostacoli. Se hai dei figli, permetti (a seconda dell’età e delle capacità) che si rimbocchino le maniche per affrontare i loro problemi. Non precipitarti sempre a risolvere i problemi al posto loro. Per i figli imparare a far fronte alle difficoltà della vita è fonte di vera soddisfazione, oltre che un’ottima preparazione per quando saranno grandi. Se hai un lavoro, dovresti dedicargli una parte della tua vita, non tutta la vita. Dopotutto se diventi uno dei migliori nella tua professione ma perdi la salute o il rispetto dei tuoi familiari, ti sentirai davvero una persona di successo? Le persone che hanno vero successo sono quelle che si sforzano di mantenere il giusto equilibrio fra lavoro, salute e famiglia. Riguardati. Concediti il giusto riposo. Serve a poco diventare maniaci del lavoro e sacrificare tutto, comprese salute, famiglia e amicizie, in cambio di un finto successo. La ciliegina sulla torta è poi quella di applicare il consiglio di Cristo: Beati i poveri in ispirito, perciocchè il regno de’ cieli è loro. Studiare la Bibbia e applicarne i princìpi sono ingredienti essenziali del vero successo. Milioni di persone in tutto il mondo che non hanno dato eccessiva importanza alle cose materiali e tanta importanza a quelle spirituali lo possono testimoniare.

Lettera pubblicata il 12 Agosto 2014. L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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Categorie: - Riflessioni

La lettera ha ricevuto finora 1 commento

  1. 1
    Rossella -

    Per me il successo consiste nel sacrificio di una parte delle proprie aspirazioni intese come decorazioni. Perché al dunque non so come potrei reagire (probabilmente con la separazione) se mio marito (per onorare un’amicizia) mettesse in discussione i miei valori. Allora preferisco stare un passo indietro il mio desiderio di apparire per conservare questo pudore e lasciare a mio marito la possibilità di poter mediare senza invadere la sfera privata. Ma in realtà le mie ampie vedute non mi tradirebbero. E’ chiaro che da ultraconservatrice in talune circostanze potrei trovarmi in seria difficoltà. Ma io non mi reputo tale. Mi considero moderata e resto nel vago anche se ci sono cose che mi riguardano che evidentemente mi stanno particolarmente a cuore.

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