Salta i links e vai al contenuto

Il turismo in Italia: tra risorse e sfide per l’economia nazionale

di scrivocosanepenso@gmail.com

Agosto mese di vacanze e di turisti che vengono nel nostro Bel Paese. L’Italia, celebre per il suo patrimonio culturale millenario, le bellezze naturali e l’arte che ha dato vita a rinomate opere, ha da sempre attirato viaggiatori da tutto il mondo. Il turismo svolge un ruolo fondamentale nell’economia italiana, contribuendo in modo significativo al Prodotto Interno Lordo (PIL) e fornendo opportunità di lavoro a diverse fasce della popolazione. Tuttavia, mentre il settore del turismo in Italia prospera, emergono sfide cruciali che richiedono una gestione oculata e una visione strategica per garantire la sostenibilità economica e ambientale del paese. Il turismo è una fonte di reddito vitale per l’Italia. Le città storiche come Roma, Firenze e Venezia attirano visitatori affascinati dalla ricchezza culturale e artistica, mentre le coste italiane, dall’Amalfi alla Riviera, catturano l’immaginazione dei turisti in cerca di paesaggi mozzafiato e spiagge di sabbia dorata. La gastronomia italiana, rinomata in tutto il mondo, completa l’esperienza di viaggio, stimolando il turismo enogastronomico. Nonostante gli evidenti vantaggi, l’Italia deve considerare diverse sfide correlate al turismo: la Stagionalità: L’alta stagione turistica in estate e nei periodi festivi può concentrare i flussi di visitatori in pochi mesi, lasciando altre stagioni relativamente poco sfruttate. Ciò potrebbe portare a pressioni eccessive su strutture, servizi e attrazioni turistiche durante i picchi di afflusso. Il turismo può avere un impatto negativo sull’ambiente, causando congestione urbana, inquinamento e degrado di siti storici e naturali. Una gestione attenta delle risorse è necessaria per preservare i tesori nazionali. Relying fortemente sul turismo può rendere l’Italia vulnerabile alle fluttuazioni del mercato globale e alle crisi impreviste, come dimostrato dall’impatto della pandemia di COVID-19. Per garantire la sostenibilità economica e ambientale, l’Italia deve adottare una visione equilibrata del turismo. Questo potrebbe includere: Diversificazione Economica: Promuovere e sviluppare altri settori economici per ridurre la dipendenza dal turismo. Pianificazione Urbana: Investire in infrastrutture e piani di sviluppo sostenibile per gestire efficacemente l’afflusso turistico. Promozione Sostenibile: Promuovere un turismo sostenibile, educando i visitatori su comportamenti rispettosi dell’ambiente e della cultura. Ricerca e Innovazione: Investire in ricerca e innovazione per sviluppare nuove attrazioni turistiche e migliorare l’esperienza dei visitatori. Il turismo rappresenta una delle risorse più preziose dell’Italia, ma la gestione accurata e la visione strategica sono essenziali per affrontare le sfide connesse. Con una combinazione di diversificazione economica, sostenibilità e pianificazione oculata, l’Italia può continuare a godere dei benefici del turismo mentre preserva le sue ricchezze per le future generazioni questo mi sembra sia l’intento dell’attuale ministro del turismo che nonostante tutti gli attacchi continua per la sua strada di coerenza e dimostra come le donne che sono attualmente al governo abbiano tutte lo stesso scopo il bene dell’Italia e degli Italiani.
Marco Morandi
Vobarno

L'autore ha condiviso 21 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore scrivocosanepenso@gmail.com.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - Riflessioni

24 commenti

  • 1
    white knight -

    Sì, tutto condivisibile ciò che dici. L’Italia a livello turistico sconta sostanzialmente due problemi:
    1) la parcellizzazione delle attività in tante micro-realtà a conduzione familiare. È il caso del classico alberghetto ligure, mezzo sgangherato, con una gestione da anni ‘50, e prezzi alle stelle. Perché al proprietario, ultra concentrato sul suo “particulare”, che gliene frega di “upgradeare”?
    2) l’ideologia intellettual sinistroide tale per cui il turismo di massa, fondato sui grandi afflussi di gente e gestito dalle grandi catene di resort internazionali, sarebbe per forza il male assoluto. In realtà no, basta farsi un giro ai tropici (come me ora) per rendersi conto di quanto miope sia quell’ideologia. Il turista va sì fatto spendere e disciplinato, ma anche onorato e coccolato.
    Perché il mondo è pieno di bei panorami! Ma la gente è in cerca della experience più che del villaggetto di pescatori TIPICO dove però non hai nemmeno un metro di spiaggia…

  • 2
    Ana -

    Io sono laureata in turismo in Italia e non avevo grosse speranze di lavoro nonostante e’ una meta super battuta turisticamente per le sue bellezze artistiche e naturali.
    Potevo se volevo aprire il mio B&B in Croazia al paese di mia madre.
    Qui a Londra ho lavorato come PA per il padrone di 3 Bed & Breakfast, 2 Pub e delle proprieta’. Grazie alle mie idee ha potuto upgradare un po.
    Le vacanze le vado a fare ai tropici e li davvero il turista e’ coccolato. Specie dove sono stata l’anno scorso in Repubblica Domenicana a Punta Cana, nonostante e’ un paese povero. Quest’anno ce ne andiamo in Jamaica.
    @White knight Comunque, i problemi che hai esposto, in Croazia e Montenegro (paese di mio nonno) e’ la stessa identica cosa. In Grecia un po meno, in Grecia ci andavamo prima del Covid e nelle isole tipo Creta, Rodi, Corfu, Zante e’ pieno di resort a 5 stelle strabattuti dai turisti britannici. Mentre a Santorini sono tutti B&B.

  • 3
    white knight -

    @ Ana: ma Croazia e Montenegro ci sta, è secondo se non addirittura terzo mondo… quello che invece è ingiustificabile è che questo avvenga in Italia, formalmente “primo mondo” ma poi a livello mentale siamo ancora divisi tra guelfi e ghibellini. Quello che dici su Santorini non è vero, pullula di resort e alberghi 4-5 stelle da sogno. Altro che B&B…

  • 4
    Suzanne -

    Per andare ai tropici in un resort tanto vale starsene a Rimini, stessa identica soddisfazione.I resort e le grandi catene sono il male assoluto in effetti, sia da un punto di vista economico per la gente del posto (vedi ad esempio Cuba), sia per il disgustoso deturpamento ambientale. Come rovinare paradisi ancora incontaminati per turisti annoiati, pretenziosi e del tutto incapaci di godersi il Bello che la vita offre gratis. Sempre e solo questione di status.
    Ah Golem, scelta intelligente quella di startene sul tuo terrazzo! Un caro saluto da chi quest’anno ahimé, si becca tutto il caldo senza sconti 🙁

  • 5
    Golem -

    Ciao Suzy, ogni tanto mi chiedevo come ti andava, ma immagino di sapere cosa ti ha “trattenuto” dal cercare frescura fuori porta.
    Massì, ho una casa col terrazzo dal quale vedo pure il mare, che in Salento usano solo per stendere i panni, mentre io già da anni l’ho attrezzato di tutto punto di ogni comodità. Come ho detto il sole è lo stesso, non vedo perchè debba andarmi a ficcare in quel carnaio che ormai sono quelle spiagge, che ho conosciuto quando erano veramente libere e selvagge, e frequentate da persone che sapevano che un mare e un’entroterra come lo erano quelle una volta, andavano vissute “nature” e non con gazebo e lettini a mille euro al giorno.
    Come prevedevo, il Salento per mano dei residenti -rimasti presuntuosi e provinciali come il nomignolo datogli dagli antichi Romani conferma, che oggi suona come “popp’ti” (da post oppidum, che vive fuori dalle mura) ha tirato troppo la corda, e quest’anno un bel -20% gli ha fatto ciao.
    Dopo la polemica sui prezzi di quest’anno, il prossimo sarà -40. Guarda in rete il “Ciclo di Butler”
    Terrazzo forever.

  • 6
    Suzanne -

    Ciao Golem, diciamo che è stato uno dei periodi piú sconvolgenti della mia vita, in positivo (la famiglia si è allargata) ma anche in negativo (ho perso mio padre). Il ciclo della vita purtroppo. In tutto ciò ovviamente i viaggi sono rimandati a periodi piú gestibili… Ma anche con il cucciolino i nostri viaggi non saranno mai in resort/villaggi, né tantomeno in spiagge affollate che al solo pensiero mi vengono i brividi. Peccato per il Salento e tutte quelle perle distrutte dal carnaio umano… Il mio luogo della vita rimane la Galizia con le sue spiagge deserte, l’oceano e il cielo terso ad agosto. Ci sei mai stato?

  • 7
    Trader -

    Grande Golem, non conoscevo il ciclo di Butler (di primo acchito ho letto Butter, si vede che a quest’ora ho fame!).
    E’ analogo al ciclo di vita di un prodotto, che studiai per l’esame di marketing. Mi è venuto in mente anche una matrice del ciclo del prodotto, che divide i prodotti in quadranti, nominati stelle, mucche da latte, cani, ecc. Rinfrescandomi la memoria con l’aiuto di google, scopro che si tratta della matrice BCG, che in ascisse riporta la quota di mercato relativa dell’impresa e in ordinate il tasso di crescita del mercato. A quell’esame presi ventisei.
    Del resto, anche una destinazione turistica si può considerare un “prodotto”. Interessante studiarne con un po’ di matematica le caratteristiche come il tasso di crescita.

  • 8
    Golem -

    Suzy, mi spiace per papà, che mi e stato subito simpatico per via della somiglianza col mio caratteraccio, ma di fronte a quegli eventi non resta che accettare il ciclo della vita e immaginare che papà ha passato il testimone al piccolino. Per questo evento, intanto ti invidio bonariamente e mi felicito con te e il tuo compagno per questa nuova vita, che come ti ho anticipato tempo fa, darà senso alla vostra. Almeno per me così è stato.
    Quanto alla Galizia, che amo altrettanto, se mai dovessi tornarvi bisogna che incontri una mia cara amica e collega che vive a Santia

  • 9
    Trader -

    Come già accennato in un’altra lettera, nemmeno a me piacciono resort e casino. Sono nuovamente dello stesso pensiero di Suzanne, mannaggia. Anni fa, all’isola d’Elba ho soggiornato in una stanza scavata nel monte. La cucina era una bombola di gas con bollitore nel giardino. Mi calavo in sentierini scoscesi per raggiungere meravigliose spiaggette poco o per niente frequentate. Che avventure!
    Dopo lo scoppio della guerra mi sarebbe piaciuto portare aiuti in Ucraina con qualche viaggio organizzato da qualche associazione, ma non è il caso.
    Notate che nel comm. 7 ho parlato di economia, un argomento più impegnativo di quello delle vacanze. Poi qualcuna ha avuto anche il coraggio di dubitare che io non sia in grado di scrivere una lettera su LaD.

  • 10
    Golem -

    …go, anzi, più precisamente a Vila Garcia de Arousa, sulla costa. Vi piacereste a vicenda perché siete molto ma molto simili. E architetta e ha lavorato per lo staff di Zapatero. L’ho invitata una decina di anni fa al mio paese per degli incontri sulla rinascita del centro storico, essendo lei impiegata a Santiago nell’ “Oficina de Riabilitacion Urbana”, che gestisce gli interventi e la programmazione di questi in quel centro storico. Una struttura tecnica che noi ancora ci sognamo. Comunque sì, la Galizia è affascinate, e quando arrivi a quella “Finisterre” sembra proprio di arrivare alla fine del mondo per la vastità di quanto ti si para di fronte.
    La mia “Finibus Terrae” pugliese, una volta altrettanto bella e selvaggia, oggi è un puttanaio indegno, votato alla più bieca “prostituzione turistica”, che sta uccidendo tutta l’autenticità di una cultura e di un territorio straordinari stratificatisi nei millenni》

  • 11
    Golem -

    》Ma siccome “pecunia non olet”, si è dato il via ad una svendita delle coste con la creazione di ambienti fake dai nomi esotici, per attrarre la tubodigerenza da “vorrei ma non posso” in lidi chiamati “le Maldive del Salento”, dal discutibile stile alla Casamonica ma i prezzi da Costa Azzurra.
    L’avida ignoranza dei miei conterranei è tale che credono che per attrarre i veri ricchi basti aumentare i prezzi. infatti, come ho anticipato, già quest’anno un quinto dei turisti non si è presentato e il prossimo anno sarà il doppio. Tutte previsioni che facevo in tempi non sospetti e che venivano derisi da chi riteneva il fenomeno “Salento” ormai strutturale, e non una moda che come tutte le mode passerà, e sta cominciando a farlo.
    Nel frattempo la vera bellezza di quella terra è andata perduta per sempre, e la xilella sembra averne accompagnato gli esiti con lo spettrale aspetto che hanno le migliaia di ulivi che un tempo riempivano le campagne.
    ÷÷÷
    Trad, sono anni che studio per conto mio il fenomeno Salento, non poteva sfuggirmi quel “Ciclo”.

  • 12
    Suzanne -

    Sai Golem, come dissi in altre occasioni il mio rapporto con mio padre è sempre stato burrascoso e purtroppo mi ha lasciato in eredità il suo brutto caratteraccio. Ma con la mia pseudo maturità ho iniziato ad apprezzarne l’intelligenza, la capacità di parlare a ruota libera con chiunque senza porsi limiti, la totale assenza di ipocrisia e la sua incredibile capacità di fare tutto. Un uomo di quelli che sopravviverebbe in un mondo post apocalittico col suo senso pratico e un cervello adattabile ad ogni situazione. Ho anche apprezzato il fatto che alla fine si sia barcamenato nel crescere da solo due figli, con sbagli grossolani ma alla fine ottenendo risultati non cosí pessimi. Ora ha lasciato un grande vuoto, perché era una persona che non passava sicuramente inosservata. Scusate il fuori tema.
    Tornando alla Galizia, mi ritrovo abche molto nella “ruvidezza” dei suoi abitanti e amo incondizionatamente i suoi spazi selvaggi, liberi e deserti. Le spiagge della Galizia mi sono rimaste…

  • 13
    Golem -

    Bè, Suzy, nella tua ultima descrizione mi confermi che avevi visto giusto con me, anche nel modo pratico di affrontare la vita e di adattarcisi, e da quel che ti conosco potrei dire che i risultati che intravedo in te sono tutt’altro che cattivi.
    Parli di caratteraccio come un lascito che potrebbe essere visto in un’accezione negativa, quando avevo appena pubblicato sulla chat un aforisma che lo oppone alla “cortesia”, che ho sempre visto come una ipocrita forma di interrelazione, e per questo mai praticata per una condizione ingenita che mi impedisce di farlo. E lo dico perchè fin dalle elementari era qualcosa che mi veniva rimproverato, a casa e dagli insegnanti. Ma non me ne sono mai pentito perchè chi ha capito cosa contenesse mi riconosce il fatto che con me si sa sempre con chi si ha a che fare. Meglio quindi quel caratteraccio alla finta bontà.

    Sono stato in Galizia diverse volte, e ci tornerò, anche perché ho trovato molti “umanissimi” ruvidoni. Tra i quali l’amica di Vila Garcia, di cui ti ho parlato. Che mi manca molto ma che spero di reincontrare presto.

  • 14
    white knight -

    Scusate, ma se Cuba è presa con le bombe è per colpa del regime comunista, non certo dei resort che invece portano lavoro e benessere!
    Inoltre… quale deturpamento? I resort moderni vengono costruiti con canoni rispettosi dell’ambiente (anche da un punto di vista estetico), in un’ottica di pacifica coesistenza uomo-natura. Se andate in un qualsiasi resort tropicale vedrete moltissime specie di animali autoctoni (in libertà) avvicinarsi all’uomo senza paura! Forse avete in mente gli abomini palazzinari fatti negli anni ’60 e ’70 in Italia…in quel caso concordo con voi… ma il mondo è cambiato ragazzi! Certo che se continuate a farvi le vacanze nel solito agriturismo in Toscana o in qualche campeggio di serie B in Croazia certo non ve ne renderete mai conto…

  • 15
    Suzanne -

    White, sono stata a Cuba l’anno scorso : i resort continuano ad essere abominevoli violenze ambientali, i dipendenti fanno la fame e i turisti continuano a rompere le palle. Case particulares tutta la vita, per dare respiro ad un popolo che economicamente se la passa malissimo. Ripeto, per andare in un resort, non sbattetevi a fare tutta quella strada. E comunque, l’accoglienza di un cubano a casa propria vale dieci volte il cinque stelle piú lussuoso del mondo. Ma contenti voi di credere di girare il mondo per poi essere sempre rinchiusi nella vostra minuscola bolla…
    Tanto per fare un esempio : avevamo scovato una spiaggia riserva naturale, un paradiso con nemmeno un’anima viva a perdita d’occhio a 360 gradi. Dopo aver goduto della pace assoluta, camminiamo per chilometri fino a quando ci ritroviamo nella spiaggia di un resort eco-mostro con gente ammassata che si faceva servire i drink in spiaggia e se la tirava raccontando di essere a Cuba e rivolgendo la parola solo ad altri turisti come loro. Siamo fuggiti all’istante a gambe levate.

  • 16
    Golem -

    Vedi WK, ci sono molti modi di intervenire sull’ambiente per insediarvi strutture e infrastrutture, da quelli più rispettosi a quelli devastanti. Nel caso del Salento, territorio che conosco essendoci nato e successivamente averlo studiato, la sedimentazione di oltre duemila anni di cultura e la presenza di una natura, sia costiera che interna, di qualità straordinaria, avrebbe dovuto imporre un’attenzione particolare perché si mantenessero integre quelle caratteristiche. Ma non solo per ragioni etiche, potrei dire persino commerciali. Sì, perchè se è vero che la massa bovina viene attratta dal glamour cheap che caratterizza la maggior parte degli interventi effettuati in quelle località, trasformandole in un gigantesco fake hollivuddiano, un divertimentificio insomma, è ancora più vero che l’originalità sarà sempre più ricercata dai più colti e abbienti, che vogliono qualità vera e sono disposti a spendere per averla. La massa segue le mode, e una volta finita quella del Salento, e finirà, come tutti i cicli, resteranno solo le macerie del “luna park”

  • 17
    white knight -

    No ragazzi mi spiace ma non concordo… cioè secondo me le due cose (il comfort “turist friendly” e la tipicità di un posto) non sono necessariamente antitetiche: possono coesistere.
    Si può andare in un paradiso tropicale, godere del lusso e del comfort di un resort, e poi fare qualche escursione alla cerca dei posti tipici, delle piccole calette incontaminate, dei villaggetti autoctoni, ecc.
    Ok, non sarà avventuroso come vivere zaino in spalla on the road, ma… e se ci fosse gente alla quale non gliene frega una beneamata mazza di fare l’Indiana Jones (dei poveri) ma alla quale basta fare una vacanza ibrida tra relax e avventura?
    Un conto è la tutela del patrimonio cultural-naturalistico di un posto, dove l’eccesso di turismo può essere un problema.
    Ma questi puristi dove “se non dormi all’addiaccio rischiando di prenderti la salmonella mangiando dalle mani dei locali allora sei un distruttore di ambienti e culture” hanno rotto le palle…

  • 18
    Ana -

    A breve andro’ in un ecomostro giamaicano, pero’ li io e mio marito interagiremo con la gente locale e andremo a fare escursioni in spiagge deserte e natura incontaminata.

  • 19
    Golem -

    Sono state due le vacanze più belle e libere della mia vita. La prima (di una serie durata una decina di anni) giovanissimo, proprio su quelle spiagge salentine, oggi ormai divorate dall’iperturismo. Con le tende, accampati nella macchia mediterranea assieme a un gruppetto di altri avventurosi, anche con famiglia, coi quali componevamo un villaggio di “naufraghi” che si ritrovava la sera, sotto un cielo stellato indescrivibile, davanti a una griglia dove cucinavamo il pesce che, allora, si pescava a chili a cento metri dalla riva. Vivere della natura nella natura, solo l’acqua la prendevamo nel paese più vicino, a 10 chilometri nell’entroterra.
    Era già bellissimo allora, mentre vivevamo quei momenti che in fondo ci apparivano “normali”, come i delfini che saltavano al tramonto all’orizzonte, figuriamoci quando tutto è stato divorato da quel iperturismo che ha snaturato l’ambiente quanto è valsa quell’esperienza. E di questo mi sento privilegiato.
    L’altra fu in Corsica》

  • 20
    Suzanne -

    Ammazza che interazioni fare le escursioni organizzate dal resort per vedere la “fauna umana” locale! Vabbé, vallo a chiedere ai cubani se preferiscono i “puristi” o i turisti che si ammassano nei resort. Maronn meglio la salmonella che passare anche un solo giorno con la fauna da resort. Brividi.

  • 21
    Golem -

    》nell’88. Io e la mia futura moglie, sulla mia Ducati Scrambler 350, che ho ancora, alla quale avevo adattato un portapacchi che potesse portare una mini tenda, due sacchi a pelo e un borsone sportivo che conteneva l’essenziale, compreso un mini fornello che ci ha aiutati per sopravvivere alla non straordinaria cucina corsa.
    Moto, gioventù e una Corsica ancora bellissima e piena di angoli e spiagge solitarie, con la possibilità di passare dal mare alla montagna in 20 minuti. Un sogno. Quella fu l’ultima vera “vacanza” naive, e con costi irrisori.
    Ci furono poi viaggi in macchina verso Ovest: Francia, Portogallo e Spagna, compresa quella Basca, Galiziana, e Andalusa, dove mangiavi in trattorie locali e dormivi con due lire in case private, accolti nella vera realtà dei luoghi. Anche quelle sono state altre esperienze indimenticabili, che nessun resort potrà mai regalare, realtà che purtroppo sono sempre più rare. E questa è un’enorme perdita per tutti, e per primi per i giovani di oggi e per chi ama il bello e il vero di quello che “poteva” dare il mondo.

  • 22
    white knight -

    Capisco perfettamente, pure io quando ero più giovane ho fatto certe esperienze “on the road”, adattandomi alle esigenze di amici dal portafoglio più leggero. E sì, sono state esperienze indimenticabili, che mi hanno anche formato. Ma non pensate che la bellezza di certe esperienze derivi anche dalla necessità delle medesime? Cioè, secondo me la vera avventura è tale se la devi vivere per necessità (del tipo: dormiamo in tenda perchè non abbiamo i soldi per l’albergo). Se invece dormiamo in tenda per “dormire in tenda” quando invece potremmo permetterci tranquillamente una soluzione più lussuosa e comoda, allora non è più avventura ma una specie di “escursione”… come quelle che fanno i turisti dei resort, solo che anzichè essere giornaliera è per più giorni…
    Comunque bene che ci sia gente come voi! Se fossero tutti come me i prezzi dei resort sarebbero ancora più alti per effetto della maggior domanda 😉

  • 23
    Golem -

    WK, è certamente un discorso complesso quello che sottende le tue considerazioni. A 20 anni hai esigenze e desideri che non avrai a 50, e a questa età, quand’anche le avessi, non potresti soddisfarle se non con “sofferenze” di natura fisica che ne annullerebbero il piacere. Ma non è solo questo il problema.
    Se oggi volessi anche fare quel campeggio libero nella macchia mediterranea di quel Salento di 40 anni fa, non potrei, perchè quel mondo non esiste più. E forse non esiste più anche negli altri luoghi “fuori porta” che ho citato ieri.
    Questa cosa la notai quando tornai negli USA per la seconda volta dopo circa 12 anni. Ricordo questo paesino “western” all’ingresso della Death Valley: Lone Pine. La solita main street polverosa, case e negozi a destra e sinistra e stop. C’era un emporio per cow boy con un vecchietto barbuto al banco, che sembrava un set cinematografico per quanto era…vero. 12 anni dopo era cambiato tutto. Non c’era più nè la prima Lone Pine, nè l’emporio nè quell’America antica che conteneva.

  • 24
    Ana -

    @white knight
    Io e mio marito, prima di sposarci, abbiamo visitato il sito della TUI un tour operator tedesco che opera in UK e in accordo con il nostro budget ci sono capitati tutti B&B. I resort a 5 stelle, si ci sono e’ vero, ma non erano per le nostre tasche con il tutto incluso. Abbiamo trovato un hotel a gestione familiare con una stanza con vista mare, minipiscina con vista mare, ma facevano solo colazione. A Creta (siamo stati prima del Covid) invece ho visto sia resort a 5 stelle come dici tu (siamo stati in uno di quelli) che B&B (non posso scegliere perche’ non passano cibo vegano). A Cipro, dove siamo stati nel 2017, li sono tutti hotel a 5 stelle e resort da sogno.
    @Golem I miei genitori sono stati in Galizia dopo il pellegrinaggio a Santiago de Compostela e gli e’ piaciuta moltissimo. I paesaggi in primis. Mia mamma sognava il trasferimento in Costa del Sol.

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.

Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.


▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati alle ore 10, 14, 18 e 22.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili