Il suicidio
di
beppino
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ELISA: perdonami, dissento: non riuscire a suicidarsi o non averne il coraggio non è manifestazione di incapacità. Forse anzi esprime un coraggio di vivere che non sai in questo momento di possedere.
BIRILLO: ciao bello 🙂 buona giornata.
Ciao a tutti, il mio periodo di riflessione silenziosa continua.. Non è in effetti che stia riuscendo a capire chissà che, ma almeno cerco di allontanare i momenti di disperazione degli ultimi tempi opponendo una scena rassegnazione. Quello che per ora mi sta facendo male è però vedere che non riesco a far capire agli altri quello che provo. Anzi… Sembra quasi che i miei sentimenti escano del tutto distorti.. Provo delle cose e dall’esterno se ne vedono altre, anche opposte! Non dovrei impelagarmi in questa riflessioni, anche perché non so il perché ma pensare a questa distorsione aumenta solo il mio senso di inadeguatezza.. Non riesco a farmi capire = non sono capace di spiearmi come vorrei = sono un’incapace = aumenta il mio senso di fallimento… E ricado nella disperazione… Ma non si era detto che dovevo prendermi un periodo di silenzio e rassegnazione?
ma chi è stato il genio ad aprile una pagina del genere? signori e signore vi prego non pensate che il suicidio sia la via più facile per risolvere i vostri problemi.. la vita è dura ma anche bella… non pensate di farla finita 🙁
Poeta…..procedevi tanto bene nel tuo esalogo quando sei approdato nel “applicare per 21 giorni consecutivi alla stessa ora un desiderio, con l’aiuto di dio o della madonna o di qualcun’altro spiritualmente superiore, che desideriamo realizzare”.
Che accade al 22° giorno?
E se si sbaglia ora?
Non mi allargo a Dio e alla Madonna (personalmente non mi confortano un granchè).
Non mi ci allargo perché ognuno è libero di trovare conforto in ciò che gli pare.
Purché non diventi molesto o si riveli un cacciatore di anime rimbambite dal disagio.
Pero, su dai…..la boiata dei 21 giorni non sta né cielo né in Terra….
Lo dico in modo bonario ok?
Non ho proprio né voglia né energia per attaccare briga in questo periodo.
Né motivazioni per farlo, ad essere sincera.
E’ che quando vedo un limite temporale ai buoni propositi come se si stesse parlando dell’assunzione di una supposta mi viene automatico ridere 🙂
Elisa, concordo con LUNA. La paura di suicidarsi spesso nasconde una voglia di vivere che non si crede o non si ha neppure più la forza di sperare di avere.
E il suicidio di massa mi fa ridere come la storia dei 21 giorni.
Mi ricorda la storiella con cui le mamme tentano di far capire ai figli che è importante avere una propria personalità distinta da quella altrui: “ma se Bernardo si butta in un pozzo ti ci butti anche tu?”.
Ciò che non mi fa per niente ridere è la frase “anche io vorrei farla finita con questa sorta di vita, ogni anno non fa altro che peggiorare”.
Non so nulla di te. Non so se questo risponde a verità o se riflette la verità di chi non ha più la capacità di vedere gli aspetti piacevoli. Oppure ha paura di vederli perché teme di restarci troppo male al primo sgambetto della sorte.
Ciò non significa che ti devi sbragare e raccontare tutti i fatti tuoi. Ma se dicessi qualcosa di più del tuo stato d’animo senza esporre al pubblico ludibrio le circostanze che l’hanno determinato, forse, potresti avere qualche aiuto più edificante di un elenco dei “1000 e un modi per farsi fuori”.
SWEET: non è questione di genialità, ti pare?
EME: @E’ che quando vedo un limite temporale ai buoni propositi come se si stesse parlando dell’assunzione di una supposta mi viene automatico ridere 🙂
:)))))
ELE: @Ma non si era detto che dovevo prendermi un periodo di silenzio e rassegnazione?
Chi lo ha detto? Forse era un periodo di pazienza con te stessa anche se sei magagnata interiormente e cercando di non giudicarti troppo (cosa ovviamente difficilissima, perché l’ipergiudizio autoetichettoso fa parte della fase, fa parte dello stato d’ansia).
Cercare di prendere anche l’iperpensiero (lo so, non è facile) come un sintomo del periodo e non come verità rivelate su te stessa.
Sarebbe come dire, se ti misuri la febbre quando hai l’influenza, che la tua temperatura oscilla sempre intorno ai 39 e i 40 gradi e hai sempre le placche sulle tonsille e che ti fanno male le ossa e tremi per natura. Sarebbe come dire: io sono la febbre.
@Quello che per ora mi sta facendo male è però vedere che non riesco a far capire agli altri quello che provo. Anzi… Sembra quasi che i miei sentimenti escano del tutto distorti.. Provo delle cose e dall’esterno se ne vedono altre, anche opposte!
Anche questo fa parte del pacchetto. Mi ripeto, Ele, non sto dicendo che sia bello, che sia una figata, nè sto sottovalutando quando male faccia provare le sensazioni a cui ti riferisci, sto solo dicendo che anche queste distorsioni di cui parli (il fatto che in effetti tu possa aver difficoltà a comunicare o che anche quando non ce l’hai tu abbia la percezione che sia così, il fatto che tu abbia degli sbalzi d’umore o che tu fatichi a centrare sempre un tuo stato d’animo per quello che è) fanno anch’esse parte del “pacchetto”.
Comunque, se ti può “consolare”, hai appena descritto un tuo stato d’animo e lo hai fatto in modo molto chiaro e comprensibile.
gentile eme.
non sono un prete ne un laico che ambisce a predicare o me mettere su sette , anche perché se su ogni cosa , vogliamo razionalizzare finiremo il mondo con tutti a scrivere di suicidarci. Quando il primo che ha sollevato il problema su questo sito , anche per rispondere a Sveet , forse non era questo e sul dubbio ho solo cercato di trovare sul libero arbitrio che noi abbiamo . Una soluzione con soli 21 giorni del nostro tempo con l’aiuto dei santi che su queste cose ne hanno viste , vissute e passate tante. Comunque anche se non si vuole tentare la strada della meditazione personale attraverso lo sport, l’arte, lo Yoga, o la strada del verbo affidarci a Dio per scaricare la tensione o con la psicanalisi la retrocessione scoprire il motivo della sofferenza . Anche nella poca salute. rimarrebbero a disposizione i miei 21 giorni per allenarsi con l’aiuto dei santi o di qualcun altro che ci aiuti tra quelli che ci appaiono i migliori , con meno spesa e più soddisfazione. Esempio banale : Se si vuole vicino a noi , un uomo o una donna e/o qualcos’altro , dobbiamo immaginare intensamente con tutto il cuore e la mente tutto l’ amore anche cosmico che possiamo ricevere e dare con quella persona e/o qualcos’altro solo a credere per 21 giorni consecutivi, prima o dopo quel giorno, avremo la soddisfazione o meglio la gioia e felicità di sentire e vedere realizzato il nostro sogno. Magia del tempo
Ora ho capito…… 😉
quando si parla di timidezza si dovrebbe portare l’esempio sugli animali che mostrano la paura nel fuggire : Ma questo caso è semplice perché serve per difendersi dal aggressione di altri che attentano alla loro vita quindi fuggono che per loro è un istinto immutabile. Mentre per l’uomo con tecnica e disciplina può mutare atteggiamento anche perché se non lo fa , rischia la sua sopravvivenza in ambienti anche non ostili come la famiglia, salvo eccezioni. Vale a dire se neppure la famiglia riesce a sollevarlo dalla disistima sulle delusioni : Amore , lavoro, sport, studio ecc è necessario trovare degli accorgimenti anche esterni per rinfrancarlo, che devono servire nel breve periodo a fargli ritrovare , fiducia e speranza nella vita . E gli accorgimenti sono innumerevoli che aiutano dal momento di riflessione al momento del azione sulla ripresa anche perché se si hanno dei momenti o dei periodi di non lucidità vuol dire che , non riusciamo a mettere a fuoco quello che il nostro inconscio superiore vuole dirci a trovarsi in conflitto con l’ istinto del nostro animale più debole , fuga o rassegnazione. Comunque la timidezza armonizzata con noi stessi nel saperla tirare fuori non quando ci prede, ma quando vogliamo, produce effetti sorprendei sul intelligenza, l’intuizione e la simpatia a contatto con gli altri
Bho io non ce la faccio piu a vivere,tutti persino la mia famiglia mi odia,a volte penso di suicidarmi,šono uno sfigato,!!
La timidezza come tutte le altre cose in eccesso può portare a dei squilibri in eccesso soprattutto se vogliamo considerala una debolezza del vivere dentro di Noi . E consumiamo tante energie, a pensarci tanto da modificarci lentamente a percepirla come unica compagna , E su questo tema sono state tratte opere immortali da illustri artisti, poeti, scrittori, pittori, scultori, architetti, inventori ecc. Da domandarci ancora tutti perché, non siamo come loro? Perché combattevano la timidezza esprimendola nel arte , ma anche meccanici come Ferrari, piloti come Shumacher e la Pellegrini campionessa di nuoto senza dimenticare i grandi del ciclismo Bartali e del pugilato Carnera ecc. Allora? E’ necessario iniziare la strada giusta partendo col piede giusto per diventare eccelsi sulla timidezza che se ben incanalata sviluppa l’ intelligenza, docilità a imparare, e simpatia a stare con gli atri. Anche perchè come un tempo si diceva senza usare il termine moderno di sinergia: Il fuoco fa bollire l’acqua nella pentola il coperchio chiude il vapore. E così presto, tutti a tavola che si mangia