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Il suicidio

di beppino
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14.953 commenti

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  • 9321
    birillo -

    zau a tutti stasera ho visto sette anime con will smith bellissimo film

    anzi un domani che la faro finita vojo donare gli organi cosi rendero felice un po di persone che ne hanno bisogno …

    bu dai un saluto buona domenica a tutti ^^

    un bacio alle fanciulle 😀

  • 9322
    el toni -

    ma cossa vuto che scriva en italian che non son gnanca de Verona par sto forum illuminato dove andemo aventi a lumini nel buio. Par no far nomi,a nascondar la paura che vien da dentro anca par aver salvà qualcun’altro.
    Ma mi son diverso , me ciamo Tony e cerco de salvar me stesso ad esser chimicamente e fisicamente uguale agli altri: Calcio per lo scheletro, emoglobina per il sangue, pompa per il cuore , aminoacidi per i muscoli dove il cervello controlla il sistema per cui il mio pensiero potrebbe essere migliore o diverso solo a volerlo. E si chiama speranza, unica Dea, che in questa sola e unica vita ci salva

  • 9323
    LUNA -

    BIRILLO: ciao 🙂
    non ho visto il film, grazie per la segnalazione.
    E farli contenti per te stesso, intanto, i tuoi organi?

    Un abbraccio.

    VIOLA: ciao 🙂
    @Io penso che non recupererò mai più la mia identità dal momento che mi hanno fatto del male impedendomi di essere me stessa.

    Non conosco nel modo specifico la tua storia, e nessuno comunque potrebbe conoscerla meglio di te perché tu l’hai attraversata con le tue emozioni, posso dirti però che capisco, per quanto mi riguarda, il senso del pensiero che hai formulato. Cioè penso che la sensazione di perdita di identità o di mancanza di espressione o di aver subito violenza morale per esempio sia violentissima e in quei casi il pensiero che sia impossibile recuperare la propria identità fa purtroppo parte del “pacchetto”, anche se ciò non è vero. E nasce spesso proprio dall’immensa voglia di esprimerla quella identità (anche di scoprirla, non solo di riscoprirla) ma dal fatto di non riuscire in quel momento (che purtroppo, può essere anche lungo, certo) a vedere, trovare dei canali in cui esprimerla e sentirsi liberi di esprimerla.

    @io sono stata tormentata da qualcuno che mi ha fatto del male per anni e anni e ora questa persona la passa liscia.

    neanch’io credo alle punizioni divine, anche se viviamo in una società che ha fatto del senso di colpa e della punizione divina dei concetti che sono molto radicati in noi, tanto che a volte ci impediscono anche di vedere quanto possiamo agire sulla realtà o che, come sottolinei tu, @dobbiamo difenderci da chi ci fa del male e non permetterlo
    e, aggiungo, imparare a non farci del male a nostra volta lasciando che la sensazione di abbattimento si radichi e continui a germogliare in noi continuando a farci sentire delle vittime anche nel momento in cui per diverse ragioni ci siamo spostati dalla violenza, persecuzione attiva, ecc.
    O anche quando ci stiamo dentro, e per varie ragioni, ci sentiamo a disagio, in pericolo, degradati come dici tu dalla prepotenza altrui, altrui che ha bisogno di invadere la vita altrui sentendosi al centro in modo violento o prevaricatorio.
    So però quanto ciò non sia scontato, cioè quanto sia difficile anche “scaricare” la sensazione di negatività che l’incontro con la violenza, contro la propria persona e identità, lascia dentro.
    Il fatto che chi ci ha fatto del male la “passi liscia” ci provoca sensazione di frustrazione, rabbia, ingiustizia. In realtà la cosa più importante da coltivare è il proprio diritto a sentirsi, autodeterminarsi, essere… spesso quando si riesce a trovare la propria via per ciò riusciamo anche a non occuparci più di com’è andata a finire con chi ha agito la violenza, perché, e se alla fine sia stato “punito”o no dalle sue stesse dinamiche disfunzionali.
    Non è un caso se spesso, nell’ambiente lavorativo (ma anche nella vita privata) sono le persone che hanno in realtà energia, creatività o che esprimono, a volte senza saperlo, qualcosa che parla di rottura degli schemi o risorse che fanno

  • 9324
    LUNA -

    temere per l’ordine (o disordine, spesso) costituito quelle a diventare vittime del mobbing o della violenza morale.
    Chi ha conosciuto un percorso di violenza naturalmente ha difficoltà realizzare che spesso le persone che lo hanno prevaricato, offeso, degradato o tentato di farlo, oltre ad avere loro dei problemi di aggressività o di identità ecc e un’incapacità di vedere altre strade per rapportarsi con l’altro (che sia parente, collega, sottoposto, vicino di casa, conoscente) hanno temuto la sua energia, la sua vitalità, una presunta “prevaricazione” (se emergi mi schiacci, se sei bravo rischi di mostrare in cosa io non riesco, se sei più veloce di me mi toccherà correre di più ecc ecc, se sei dolce usi una modalità opposta alla mia e mostri che l’aggressività non è la sola strada, anche se io conosco solo quella, se stai bene mi dimostri quando male sto io con me stesso ecc ecc, se hai energia e io non sono in grado di reggerla dirò a te che tu sei troppo ecc ecc, se ti rendi conto che meriti 1000 euro e non 100 dovrò darti 1000 euro, quindi ti convinco che ne meriti 10, se parlando potresti dire come stanno le cose e mostrare che mie logiche sono assurde io ti tappo la bocca ecc ecc ecc ecc).
    Il piacere, inteso come piacere di sentirsi, ascolarsi, il piacere nel fare le cose, nel trovare dei propri obiettivi, il piacere anche di stare nel presente e nelle cose che si fanno, e di volersi bene senza doversi fare molte pare e senza avere tensione e paura produce molta energia che si libera, lascia libero maggiormente l’istinto di percepire “dove sono, cosa succede, cosa voglio, chi sei, cerchi di cazzarmela, mi piace, non mi piace” e di trovare soluzioni. Ecco perché molto spesso chi ci prevarica la butta invece sulla paura, e la tensione, ficcandoci dentro una sensazione di un mondo (e di noi stessi in rapporto al circostante) basata sull’angoscia, lo spazio angusto, la mancanza di possibilitè e doveredoveredovere e senso di colpa e abbattimento e insufficienza delle nostre risorse. E anche di iperpensiero, ma iperpensiero difensivo, di adattamento ecc-
    Perché il senso del dovere ci porta a fare cose, e spesso a farle molto bene anche pure quando abbiamo le energia sotto i tacchi e pensiamo di farle male, ma il piacere nel sentirci e nel fare le cose ce le fa fare molto meglio e ci fa sentire più liberi.
    Ma chi ci prevarica teme che ci ricordiamo la nostra sensazione interiore di libertà e che, quando ci guardiamo allo specchio, ci vediamo interi. Vediamo noi.
    Forse mi sono spiegata male, e non dico che sia facile, non è retorica la mia. Penso alla mia esperienza, a cosa ha funzionato e quando e a cosa non ha funzionato e quando, anche se esistono oggettivamente situazioni che possono farci sentire in trappola, e io ne ho provate di estreme. E anche capire cosa sia realmente proteggersi non è scontato, purtroppo.
    Un abbraccio, grazie dell’occasione di riflessione.

  • 9325
    poeta -

    in quella notte /mi sono addormentato poi per un urlo un singhiozzo mi sono svegliato/ chi è chi è stato/ era qualcuno che da lontano piangeva / mi sono riaddormentato ed ho sognato/ un fiume una cascata /fra alberi e prati e tanti colori sui fiori / ma ero Lì’ che solo guardavo / ma per un urlo un singhiozzo mi sono svegliato / chi è chi è stato / Ero io, che da solo piangevo

  • 9326
    elisa -

    beh ti capisco….come tenti di suicidarti ogni volta?

  • 9327
    elisa -

    anche io vorrei farla finita con questa sorta di vita, ogni anno non fa altro che peggiorare.E’solo che mi manca il coraggio..cioè, capito?non solo sono incapace di realizzare qualcosa di concreto nella vita, non sono neanche capace di togliermela!i suicidi di massa, forse è questa la soluzione..bah

  • 9328
    birillo -

    @elisa

    zau bella …
    dipende da cio che vuoi realizzare ..
    penso che farsi una famiglia non sia cosi difficile per il lavoro e gia piu ostica ma non impossibile poi dipende se vuoi diventare la moje di sarkozy gia la vedo piu dura 😀

    riguardo al modo di farla finita forse ti manca il coraggio come alla maggior parte delle persone che scrivono qua non e difficile anche fibra ha scritto una canzone stupida come molte sue altre si chiama 100 modi per morire cmq non ci pensare se puoi goditi le vacanze e fai passare un po di tempèo magari il destino cambiera in mejo che ne sai ^^

    @ luna zau bella scusa se nn ho risposto prima ma sto ancora lavorando ho pochissimo tempo da dedicare qui riguardo ai miei organi .. 😛 devo vedere come fare per farli donare penso devo andare in comune bu poi mi informero 😀 tanto c e ancora un sacco di tempo … ( speriamo )

    dai un saluto a tutti e un bacione alle fanciulle ^__^

  • 9329
    tracy -

    ascoltare fabri fibra mi fa deprimere ancora di piu….non lo sopporto quel drogato e stonato. ciauu

  • 9330
    poeta -

    Um momento non facciamo confusione se non si riusciamo a suicidarsi vuol dire che no è il nostro destino o no abbiamo sufficienti motivazioni per farlo quindi è meglio non farlo anche per non creare mutilazioni a invalidità inutili.
    E allora? Conosco tante persone che hanno a lungo pensato poi è scattata la ribellione “com’è possibile che altri stiano meglio di NOI? E Così come degli artisti hanno pensato di trasformare se stessi.
    1 andare in psicanalisi anche junghiana a scoprire le potenzialità assopite
    2 praticare yoga e meditazione per rilassarsi
    3 immaginare le cose e le persona avvolte in un aurea di colore marrone e bianco in spiritualità di gioia e felicità
    4 applicare per 21 giorni consecutivi alla stessa ora un desiderio, con l’aiuto di dio o della madonna o di qualcun’altro spiritualmente superiore, che desideriamo realizzare
    5 stare a contatto con la natura e gli animali specialmente cani , cavalli ecc. che capiscono e stanno lì per aiutarci con i loro giochi
    6 fare sport , anche solo camminare o andare in bicicletta
    etc
    E a Voi la facoltà di scegliere perché se ci credete e disciplinate vi aprirete a tante di quelle energie sottili impossibili da immaginare solo a scriverne e parlarne

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